" Il recupero della nostra animalità è il solo mezzo che ci resta per ritornare finalmente umani " LORENZ KONRAD
Help della Trabaltana
Help della Trabaltana di David Stocchi
Forcelli fotografati da Stefano Franceschetti

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LA RICERCA DEL CAMPIONE VERO, DEL CACCIATORE ETICO E DELLA STARNA ITALICA

QUALCUNO LA DEFINISCE “LA GRANDE UTOPIA” SETTERFOTO LA DEFINISCE “LA GRANDE SPERANZA” ovvero LA RICERCA DEL CAMPIONE VERO, DEL CACCIATORE ETICO E DELLA STARNA ITALICA

Partire da soggetti che a caccia abbiano dato dimostrazione di grandissime doti, testati su animali veri, dal beccaccino al gallo forcello, su veri terreni di caccia, visti e giudicati dai migliori giudici, pensiamo sia un modo per cercare seriamente soggetti che possano diventare il punto di riferimento per il mondo della caccia, riportando la cinofilia, come lo era alle sue origini, al servizio dei cacciatori.

Setter foto pensa che fra bravi cani da caccia e selvaggina vera esista un connubio imprescindibile, che l’uno non possa esistere senza l’altra, la selvaggina vera fa crescere la cinofilia e i cani cresciuti a pane e selvaggina vera, costituiscono la vera essenza della caccia, e contribuiscono indirettamente, ma secondo noi in modo significativo, ad un sempre maggior rispetto verso la selvaggina stessa.

Cercare di reintrodurre animali un tempo presenti sul nostro territorio ed ora scomparsi, come sta cercando di fare attraverso un progetto scientifico per esempio la onlus Free-Fly, deve far parte dei compiti che cinofili e cacciatori in genere si devono porre, non per manie conservatrici, che non fan parte del nostro D.N.A., ma per pura convenienza, per poter avere dei grandi cani e quindi poter cacciare con entusiasmo e con piena soddisfazione, usando ovviamente grande intelligenza nei prelievi, a differenza di quanto purtroppo è stato fatto nel recente passato. Ma allora qualcuno potrebbe obbiettare: perché 40-50 anni fa quando le nostre colline erano piene di starne da nord a sud, non avevamo grandi cani o almeno non più grandi di quanto non abbiamo oggi?

1°) La selvaggina era presente sul territorio in grande quantità e paradossalmente proprio per questo motivo il cane non era ritenuto così importante come lo riteniamo noi, solo un’esigua minoranza coltivava il culto della caccia legato strettamente alle azioni del cane, la maggior parte andava a caccia per uccidere il maggior numero di selvaggina e la bravura di un cacciatore si misurava sul numero delle prede abbattute, non importa come. Di conseguenza solo una cerchia ristretta, coltivava la cinofilia e quindi la selezione dei migliori soggetti. Oggi possiamo far conto su una platea molto più vasta e per certi aspetti più esigente e questo almeno statisticamente, dovrebbe aiutare ad avere soggetti migliori.

2°) Oggi, abbiamo soggetti che grazie alla selezione genetica fatta con criteri sicuramente più scientifici, hanno delle caratteristiche sia morfologiche sia comportamentali, potenzialmente miglior. Grazie ad una alimentazione più corretta, abbiamo soggetti che crescono meglio, esaltando e sviluppando meglio fisico e doti che il suo patrimonio genetico gli ha messo potenzialmente a disposizione. Le medicine che possiamo riservare ai nostri cani, aiutano in modo importante la crescita e lo sviluppo e la prevenzione di patologie che anche se non sempre mortali, provocavano delle menomazioni che riducevano le doti a volte determinanti di un cane da caccia .

3°) Oggi con i soggetti che abbiamo con una potenzialità, nettamente superiore dei soggetti di 40 -50 anni fa, se gli offrissimo della vera, selvaggina come quei cani ebbero invece a disposizione, sono convinto che potremmo assistere a spettacoli di cinofilia e di caccia veramente sublimi. Proprio da queste considerazioni che per lungo tempo ci sono frullate nella testa, alla fine è scaturita questa idea che tutti hanno definito:

LA GRANDE UTOPIA”, ma viceversa noi vorremmo definire “LA GRANDE SPERANZA” ovvero l’idea di cercare, se esiste, il “CAMPIONE VERO” testato su tutti i più bei terreni di caccia con i più importanti animali che si possono cacciare con il cane da ferma. “IL CACCIATORE MODERNO, ETICO” colui che nel terzo millennio dove la tecnologia impera e quando questa esiste si usa, caccia per passione, ma con intelligenza nei prelievi. Tuttavia questa tecnologia è sbilanciata, nei confronti della selvaggina, che aimè ha sempre solo le stesse possibilità per difendersi. Allora è proprio oggi, che serve ancora più che in passato “RINTRODURRE LA STARNA ITALICA” anche per ridurre la pressione sulla beccaccia.

Setterfoto ha solo un qualche potere mediatico, in teoria raggiunge le quasi 8.000 persone iscritte al gruppo e pertanto può lanciare messaggi, condividere riflessioni, farsi portavoce, tentare di fare opinione, supportare progetti.

Siamo consapevoli della grande difficoltà che s’incontrano nel tentare di realizzare progetti, per ogni progetto servono idee, uomini e strumenti.  Le idee non sono difficili da trovare, gli uomini pure ci sono, che disarma è la difficoltà di realizzare. Setter foto vuole essere uno strumento, d’informazione, di collegamento, di scambio di opinioni.

Speriamo prossimamente di darvi informazioni su iniziative concrete, che riguardino questi tre filoni: Le prove al fine della selezione, l’etica a caccia nell’era tecnologica, il ripopolamento in Italia di selvaggina autoctona e selvatica. Utopia, forse, però é anche vero ( e la storia lo insegna ) che è proprio dalle grandi utopie o dalle grandi speranze, che sono nate talvolta le cose più interessanti.

“Un cacciatore, un setter e una beccaccia” di David Stocchi

Mamma (Luna) e figlio (Bosco) su beccaccia

Mamma (Luna) e figlio (Bosco) su beccaccia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sentiamo sempre più spesso parlare di etica nella caccia alla beccaccia, e sempre i discorsi finiscono sul beeper contro il campano, il fuoristrada contro i muli, i cani corti contro i cani lunghi ecc. ecc., solo una cosa viene soventemente tralasciata, ma questa è di primaria importanza, “il cacciare soli”. Leggi il resto della pagina »

Perché ho scelto il Setter Inglese (di D. Stocchi) – Art. tratto dalla rivista “Sentieri di caccia”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Spiegare il motivo per cui si sceglie una razza invece che un’altra, può sembrare facile e scontato, ma in realtà i motivi possono essere molteplici, a partire dalle simpatie personali, dal tipo di selvaggina che si desidera cacciare ecc. ecc., fino ad arrivare alla conformazione delle zone dove abitualmente svolgiamo l’esercizio venatorio Leggi il resto della pagina »

Setter Gordon, caratteristiche di lavoro; in particolare l’andatura e la ferma.

(Documento approvato dal Setter Gordon Club nella riunione di Consiglio del 19.10.2013 e dalla SIS nella riunione di Consiglio del 1.03.2014)

Il Setter Gordon, come tutte le razze canine ufficialmente riconosciute dalla F.C.I.- Federazione Cinologica Internazionale, ha uno standard morfologico e cioè il documento che descrive le caratteristiche esteriori che la distinguono e che fornisce ad allevatori, utilizzatori e giudici un parametro cui riferirsi ed uniformarsi. Lo standard morfologico del Setter Gordon presso la F.C.I. è registrato al n. 6/28.10.2009/GB (la data di pubblicazione dello standard originale è il 28.07.2009). Leggi il resto della pagina »

AI SOCI DEL SETTER GORDON CLUB

Raduno informale di Caldarola
In data 11 Aprile si è svolto il raduno informale a Caldarola (MC) in una bella giornata primaverile che ha fugato i timori dei giorni precedenti, caratterizzati da condizioni climatiche particolarmente avverse.
Al Consigliere Grasselli il compito di visionare sul terreno alcuni giovanissimi gordon dei soci Pontellini e Galassi e altri senior dei soci Di Giampaolo, Marconi e dello stesso Pontellini. Leggi il resto della pagina »

PARCO DEGLI ERNICI? “IL GANCIO A CUI APPENDERE…” IL MONDO RURALE!

In un recente articolo il responsabile per l’ambiente del PD provinciale di Frosinone avrebbe dichiarato che il (per loro!) auspicato Parco dei Monti Ernici sarebbe “il gancio a cui appendere tutto il processo di sviluppo di una intera area e della sua comunità”. Peccato che il mondo rurale dei paesi che del Parco dovrebbero fare parte vedano il Parco come il gancio a cui appendere il mondo rurale, visto che per chi ne entra a fare parte un Parco è semplicemente il modo più certo per suicidarsi, come stanno dimostrando i tanti Comuni d’Italia che hanno chiesto e stanno sempre più chiedendo di uscire dai Parchi proprio per liberarsi dei vincoli che impediscono il loro processo di sviluppo! E prova ne è che lo sviluppo di cui va cianciando il suddetto responsabile (al riparo del suo stipendio di guardiaparco!) non lo si è visto neppure nei paesi che da quasi cento anni fanno parte del Parco d’Abruzzo, area ben più prestigiosa di quella dei Monti Ernici. Leggi il resto della pagina »

LETTERA APERTA alla LIPU

Sono un fedele Socio, forse tra i più anziani come numero di iscrizione avendo la Tessera N. 7765/1971. Ovvero, aderii solo pochi anni dopo la sua costituzione. Ovviamente ho sempre condiviso l’attività della LIPU in difesa degli uccelli e dei loro habitat; mai ho però condiviso il suo impegno contro la caccia, specie quando basato non su fatti e motivazioni concrete bensì da posizione animaliste, che spesso nulla hanno a che fare con la difesa degli uccelli e tanto meno con quella dei loro habitat. Quindi, se si vuole, al di fuori della sua primaria finalità statutaria. Leggi il resto della pagina »

Raduno di Prato Grande 2015

Convegno Internazionale Cinofilo “Il cane da montagna e da beccacce”

Per visionare il programma del Convegno Cinofilo di sabato 11 aprile 2015 che si terrà alla Dogana Veneta – Lazise sul Garda (VR) cliccare sul seguente link : Locandina “Il cane da montagna e da beccacce”

COMUNICAZIONI PERIODICHE AIW

Murialdo, 5 Aprile 2015

1. In merito alla prossima Assemblea dei Soci che si terrà il 18 aprile a Mignano Monte Lungo (Caserta) si è lieti di annunciare che alla cena serale parteciperà il Sindaco, ospite dell’AIW, al quale andranno i ringraziamenti per la ridesignazione dell’AreaWildernessMonteCesima; una grande vittoria di principio per l’AIW che, dopo aver salvato la montagna da ben due progetti di centrali eoliche, grazie all’indefesso impegno dei rappresentanti locali (Raffaele Cortellessa ed Antonio Iannetta Presidente della locale Sezione), oggi è riuscita ad ottenere che l’attuale amministrazione comunale riconoscesse l’importanza di preservare la montagna per il suo valore paesaggistico e di biodiversità, abbinandola al restauro dello storico Castello Fieramosca. Leggi il resto della pagina »