Il più bravo non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più bravo è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate........"magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"
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Biodiversità Tricolore di Francesco Petretti dal sito del corpo forestale dello Stato

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Ci aspetta un futuro di globalizzazione faunistica, un mondo popolato da poche specie animali con grandi numeri che mette a rischio la meravigliosa varietà di vita osservata fino ad oggi

Il 2020 rappresenta un traguardo ambizioso per tutti i governi del mondo, che , nel corso della conferenza mondiale sull’ambiente, si sono solennemente impegnati ad arrestare il declino della biodiversità e a fare in modo che questo nostro pianeta non diventi sempre più povero di piante e di animali, organismi, ben inteso, dei quali l’uomo non ha ancora imparato a fare a meno. Ma tutto ciò rischia di non avverarsi, anzi la situazione è drammaticamente precipitata e si calcola che il ritmo con cui le specie si stanno estinguendo è oggi da cento a mille volte più rapido di quanto dovrebbe essere in condizioni naturali.

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I Tordi in Italia

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Interviste  Yves Ferrand, il ricercatore che studia le beccacce… anche per –noi tratto da BECCACCE CHE PASSIONE–

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L’opinione di uno dei  più importanti studiosi europei      – Yves Ferrand-

Punto di riferimento per lo studio della beccaccia a livello mondiale, Yves Ferrand è responsabile presso l’Ufficio Nazionale della Caccia e della Fauna Selvatica francese degli studi sulla beccaccia e sui beccaccini; è coordinatore del Woodcock & Snipe Specialist Group dell’UICN/Wetlands International, massimo comitato di esperti per le otto specie di beccacce e le 16 specie di beccaccini nel mondo. E’ anche consulente tecnico della FANBPO.

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COGLIONI di Cesare Bonasegale

COGLIONI NEL SENSO DI TESTICOLI di Cesare Bonasegale

Prendendo spunto dalla celebre poesia del Carducci, si disserta sulla castrazione di vari animali. Inspiegabilmente per la castrazione del cane la nuova legge esclude il maltrattamento.

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“I Binari nel bosco” tratto da Uomini da ferma di Giuliano Rizzi

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Per chi non può, o non vuole, cambiare il più possibile i terreni dove caccia, non tutto viene poi ad essere effettivamente semplice. Una perversione è sempre in agguato: quella per cui, in questa situazione, le qualità del cane utilizzato devono essere inversamente proporzionali alla sua conoscenza territoriale

Infatti più il cane conosce i luoghi di caccia, meno serve che quel cane disponga di intelligenza e di forza. In caso contrario queste doti finiranno per rivelarsi dannose, il cane comincerà ad anticipare, salirà su uno dei molti binari presenti nel bosco per arrivare prima possibile nel punto che ricorda, ed allora addio al collegamento, addio al lavorare per te. Terreni da fare in quattro ore, verranno disordinatamente mangiati in trenta minuti. Si proverà quindi a togliergli punti di riferimento, a partire dal lato opposto, ma dopo un po’ anche questo espediente si rivelerà inutile. Il nostro pensiero principale finirà per essere rivolto, paradossalmente, a come mettere il cane in maggior difficoltà, a come complicargli la vita affinché renda di più. Fino ad arrivare al punto di dover prendere in considerazione, a malincuore e facendo di necessità virtù, l’ipotesi drastica di cambiare zona di caccia.

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La relazione Silvano Toso X ISPRA

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LA CACCIA PER NOI “VECCHI” di Cesare Bonasegale

10489725_335148049992735_2501961275708110643_nLe emozioni della caccia per chi è nato nella prima metà del secolo scorso riempiono i ricordi di chi è ormai avanti con gli anni, ma mancheranno quando i giovani d’oggi saranno a loro volta diventati vecchi.

Nel mese di ottobre mi hanno ricoverato in ospedale per problemi che hanno a che vedere con quel che è scritto sulla mia carta d’identità: gli anni passano ed i guai aumentano!. Fatto sta che mi hanno portato d’urgenza al Pronto Soccorso del San Matteo di Pavia (il celebrato ospedale citato come modello d’efficienza) dove mi hanno tenuto dieci ore (dicasi dieci ore!!!) su di una sedia in una sala d’aspetto per farmi una trasfusione; dopo di che volevano ricoverarmi ma mi sono rifiutato di rimanere in una simile bolgia e me ne sono andato via più veloce che potevo. Ho allora cercato un posto in altri ospedali di Pavia, ma – malgrado l’urgenza – ho dovuto attendere dieci giorni la disponibilità di un letto: questa è la situazione in Lombardia dove – secondo quel che dicono i nostri governanti – la sanità sarebbe al top! Non oso immaginare cosa sia in altre regioni. Quando finalmente mi hanno ricoverato, come compagno di stanza mi hanno refilato un novantunenne con un livello di arteriosclerosi che lo faceva straparlare giorno e, ahimé, soprattutto di notte. Nei rari momenti di lucidità ho però scoperto che era stato un appassionato cacciatore cinofilo, ragion per la quale – nel tentativo di tranquillizzare le sue continue invettive contro il mondo intero – l’ho stimolato a parlare di caccia e di cani.

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LE FALSE GENEALOGIE di Cesare Bonasegale

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I motivi che inducono alcuni cinofili ad attribuire falsi pedigree ai loro cani. La proposta di attuare verifiche mediante l’esame del DNA potrebbe essere una cura peggiore del male.

È una “porcata” sempre esistita e di cui ancora oggi si ha occasionalmente sentore.

Accade cioè che ad un cane vengono attribuiti genitori diversi da quelli reali.

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