CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

CAMBIAMENTI CLIMATICI e MIGRAZIONE di Enrico Cavina tratto da ” La beccaccia scientifica.it”

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Enrico Cavina

Quasi tutti i cacciatori di beccacce, ogni anno ed ancor più in questi ultimi anni, si domandano se la diminuzione delle beccacce cacciabili – almeno così è nel nostro Paese – è conseguente ad un epocale cambiamento del clima nel nostro emisfero: ciò a prescindere dalle contingenti condizioni meteorologiche e ambientali stagionali che possono ridurre o sviare il transito ( meno lo svernamento), o creare imprevedibili concentrazioni nelle varie latitudini della Penisola, anche in dipendenza delle singole orografie territoriali e relativi eco-sistemi influenzanti la biodiversità dei territori stessi . La climatologia è diversa dalla meteorologia .

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“Concentrazioni di beccacce” Le eruzioni dal libro la Beccaccia di Matteo Califano

Scolopax Rusticola (206)

Che cosa sono? Quando avvengono? Dicasi eruzioni le concentrazioni di beccacce in uno stesso punto di una determinata località. Questi fenomeni furono così definiti per la prima volta dall’ornitologo polacco J.Domaniewski nel 1952.

Non sono d’accordo con Luis Guizzard, Presidente del Club National des Becassiers, il quale nel n. 7 di « Diana » 1959 scrisse « Le concentrazioni di beccacce non sono, per parte nostra, che fenomeni del tutto accidentali, che non hanno nulla a che vedere con la migrazione vera e propria ». Le eruzioni non sono « fenomeni del tutto accidentali », ma sempre effetti di cause precise. Si verificano in prevalenza durante la migrazione autunnale, la migrazione primaverile e nel periodo di svernamento a determinate condizioni atmosferiche come freddi intensi, piogge abbondanti e nevicate persistenti.

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Campionato Europeo 2017 Pointer su Beccacce

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Rappresentativa Italiana al Campionato Europeo Beccacce 2017

A Distanza di sette anni è doveroso ricordare che “ La Beccaccia Scientifica ” di Enrico Cavina

Foto di Paco Giorgi ” Casadùr de l’Adamè”

Nel Febbraio 2010 ha voluto proporre le LINEE  GUIDA  per la CONSERVAZIONE e la corretta CACCIA ( “prelievo sostenibile”) della BECCACCIA ( Scolopax Rusticola) in ITALIA  – PROPOSTA – altrimenti definite  “  CARTELLO  CELANO “

Per oltre due mesi si è sviluppata sul Web  ( vari siti di Caccia e Beccaccia ) una polemica , alla quale “La Beccaccia Scientifica” ha voluto dare una qualche risposta e commento , indirizzando una Lettera quasi conclusiva a Vincenzo Celano (vedi Aggiornamenti  13 Marzo) 

http://www.labeccacciascientifica.it/aggiornamenti

Vincenzo Celano si è riservata una modulata riflessione ed ora ci ha inviato per la pubblicazione sul Web la Sua “RISPOSTA-PROPOSTA” . In particolare Vincenzo Celano ha affermato :

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La caccia nel vivere civile del nostro paese di Paolo Viezzi

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Paolo Viezzi

Hemingway si dissetò di caccia raccontando le suo emozioni fino a raccogliere il premio Nobel e nessuno pensò di definirlo di pessimo gusto; Faulkner impresse l’immagine della caccia negli occhi di un bambino di tredici anni e con lui raccolse il premio Nobel. Nessuno ebbe l’ardire di apostrofarlo “ignobile e vergognoso”. Rigoni Stern, compianto da tutti, intellettuali, politici, giornalisti scrisse quasi soltanto di caccia e nessuno ebbe mai il coraggio di scolpire la sua storia come “cosa grave e brutta”. Mocchiutti, straordinario pittore del novecento accompagnò suo nonno “bracconiere” nelle notti e nei campi friulani e lì plasmo la sua sensibilità e la sua arte con le precise forme delle civette, delle lepri dei fucili e dei colpi nello scuro. Nessuno ha mai creduto che le sue opere dovessero essere bruciate nei roghi dell’inquisizione del terzo millennio.

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I VIAGGI IN MARE… Dott. Maria Stella Porcu

Jack al rientro dalla trasferta in Sardegna

Da sarda cino-munita, i viaggi in mare per me sono una consuetudine… La mia prima setter inglese (con me dal 1996), viaggiò con me in cabina sul traghetto eludendo la sorveglianza dell’equipaggio della Tirrenia; allora non era consentito portare cani e gatti in cabina.

Ogni compagnia marittima ha le sue specifiche: la Sardinia Ferries è stata la prima a consentire di portare i pet in cabina, con un congruo supplemento; lo svantaggio è che ha delle rotte prestabilite e spesso scomode per certi itinerari di viaggio.

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A META’ STAGIONE LA MIGRAZIONE DELLA BECCACCIA HA DELUSO di Mirco Peli

Loro sono tremende, ma lui è anche peggio. Foto di Moreno Amalberti

Sulle Prealpi, dalla Liguria al Veneto, passando per il Piemonte e la Lombardia, il passo della beccaccia è stato finora deludente, il peggiore di sempre.

In alcune ristrette località qualcosa si è visto, quasi a smentire quello che succedeva altrove; si è trattato però di beccacce che posavano i piedi per terra un giorno per poi sparire. Alcune località del Trentino, il Friuli, l’Appennino Centrale, hanno avuto dal venti Ottobre al dieci Novembre, giorni di buone presenze, il mistero del passo di sempre e che forse non chiariremo mai, ma che comunque è strettamente legato al clima e, conseguentemente alla disponibilità alimentare!  Cosi anche sui Balcani a macchia di leopardo il passo c’è stato. Pur riconoscendo quanto dice Spanò (che il passo di un migratore notturno, silvicolo ed elusivo come la beccaccia lo giudichiamo dalle beccacce che si posano, anche per poco,  e non è l’immagine esatta dello scorrimento migratorio) voglio dire la mia. Vale solo per il Nord Italia Alpi e Prealpi, dove ho notizie di prima mano accertate e riguarda quello che ho visto personalmente e ciò mi induce a una riflessione. Forse un po’ pessimistica? Dal mio punto di vista no.

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CACCIA E CINOFILIA SOPRA LE NUVOLE: CHE CANE CERCHIAMO?

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Foto di Angelo Lasagna

Relazione di Gianni Bernabè al convegno Internazionale di Cinofilia 2010 svolto a Lazise

Il titolo del tema che è stato assegnato a me e all’amico Gian Gaetano Delaini, potrebbe far pensare ad una caccia/ cinofilia astratta, quasi di sogno, invece come ben sapete, fa esclusivo riferimento all’altitudine degli splendidi palcoscenici che vedono protagonisti in una schermaglia esaltante, cani e selvatici. Viene chiesto a me, uomo di pianura, nato e cresciuto ai piedi dell’Appennino, di parlare di caccia e cinofilia in alta quota. Mi piacerebbe accostarmi ad un mio quasi compaesano, che pur mangiando tortellini alla bolognese, se lè cavava sulle nevi alpine molto meglio di tanti valligiani, ma mi accorgo che la cosa è pretenziosa e improponibile: “Tomba ha vinto due Olimpiadi, io con i miei cani in montagna non so fare neppure lo spazzaneve”.

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ORSO MARSICANO Qualcuno si sveglia! di Franco Zunino

Locandina ex Sindaco di Gioia dei Marsi

E’ raro che quest’Associazione (ed in particolare il sottoscritto!) lodi, ammiri o stimi politici, salvo nei rarissimi casi di chi in politica è entrato per fare il bene sociale e lo fa veramente senza pensare alla rielezione: che nel nostro Paese sono come mosche bianche, persone che difficilmente vengono candidate, e quasi mai poi rielette. E infatti… questa volta una lode va fatta all’ex Sindaco di Gioia dei Marsi (L’Aquila), Claudio Aureli, per la sua pubblica presa di posizione a favore dell’Orso marsicano. Ma non per richiedere la solita condanna della caccia, l’ampliamento del Parco Nazionale d’Abruzzo o, peggio, la damno legalis (e la rovina economica di una famiglia di povera gente!) di chi ha difeso i propri interessi, proprietà e, perché no, la propria vita (perché solo i naturalisti affrontano impavidi gli orsi marsicani, certi che MAI saranno aggrediti: ed il primo è stato, più di una volta, il sottoscritto!). Ma perché le autorità facciano qualcosa per impedire agli orsi di continuare a danneggiare le proprietà dei cittadini marsi, pelini e ciociari; e riportarli nel Parco!

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UNO STUDIO PER RILEVARE L’EFFETTO SUI COMPORTAMENTI DELLA BECCACCIA CAUSATO DAL DISTURBO CHE NOI PROVOCHIAMO di Silvio Spanò

Foto di Michele Ricci

Il problema del disturbo antropico — ed in particolare prodotto dalla caccia — sulla fauna selvatica (e specificamente sulla beccaccia) viene sovente citato tra le cause della cattiva gestione ed in genere della diminuzione delle presenze locali. È noto che, insieme alla modifica degli habitat, il ripetuto disturbo degli uccelli che frequentano determinate aree alla lunga possono modificarne le abitudini, in definitiva obbligandoli a cambiar zona. Una delle raccomandazioni più frequenti punta a minimizzare il disturbo, soprattutto all’arrivo dei contingenti migratori potenzialmente svernanti, quale invito alla sosta prolungata e pertanto ad un’estensione nel tempo della possibilità di usufruirne venatoriamente più a lungo. Il Réseau Bécasse dell’Office Nazionale de la Chasse et de la Faune Sauvage (F), sempre sensibile e assai attivo nella ricerca applicata,  ha pubblicato uno studio proprio sulle “Risposte della Beccaccia ad un disturbo simulato” (Ferrand et al, 2013, Wildl.Biol. n.19) relativo alle Beccacce svernati in Bretagna.

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