Il più bravo non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più bravo è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate........"magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"
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Tutto sul “TROFEO ROMANO SALADINI PILASTRI” (Calendario e Risultati delle prove del 2016)

Lara, Ombra e Cleo di Stefano Picariello

Lara, Ombra e Cleo di Stefano Picariello

ALBO D’ORO

1° Edizione 1986 Nelson delle Vedute s.i.m. di Rivolta

2° Edizione 1987 Nelson delle Vedute s.i.m. di Rivolta ex aequo con Vara della Cervara p.f. di  Torielli

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ANCHE I CANI HANNO UN’ANIMA di Gastone Puttini

Beccacce di Dicembre

Uno storico addestratore cinofilo di cani da ferma confida ai lettori la chiave per instaurare il giusto rapporto con i cani che saranno i compagni della loro passione.

Non so se sia giusto chiamarla “anima”. So solo che è qualcosa che va oltre il corpo fisico, che si vede dal modo con cui ti guardano, da come si comportano e da tante cose che non si possono toccare ma che ci sono, perdinci se ci sono. Quel che vi dirò me l’ha insegnato una storia incominciata negli anni ’50, ed erano tempi duri per noi che allora eravamo giovani.

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“La Beccaccia secondo me” di Tiberio Specchioli

img_5751   Il cane specialista  il campione

Quando si parla del cane da beccaccia  ho sempre evitato il confronto fra le varie razze ritenendole tutte valide, anche se personalmente ho sempre preferito le razze inglesi, il setter in particolare, pur avendo posseduto anche pointer e kurzhaar.

Il cane da beccacce deve essere un coraggioso con una immensa passione per la caccia, dotato di grande resistenza fisica, grande iniziativa, cerca ampia, autocontrollo, raziocinio, buon recupero e che abbia soprattutto quello che comunemente viene definito “senso del selvatico “ cioè la capacità di arrivare otto volte su dieci per primo sulla beccaccia, di sapere istintivamente dove cercarla anche in posti a lui sconosciuti.

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Notizie di Bruixa ed Eztia due beccacce del progetto spagnolo Scolopax senza frontiere

15354283_10207765588322351_2143531053_o-pngMentre il manto nevoso progredisce attraverso l’Europa, le nostre speranze per Bruixa ed Eztia erano scarse, l’ultima posizione di Eztia era in una zona occupata dalla neve e di Bruixa non sapeva nulla. L’ultima trasmissione di Eztia era stata l’8 novembre, i sensori di temperatura e movimento ci ha annunciato che dovrebbe essere morta. Almeno ci ha dato informazioni preziose dalla migrazione prenuziale e ha aperto una nuova serie di domande: Perché il nostro Woodcock non è riuscito a fuggire l’inverno? Perché non è riuscita a entrare in una posizione più a ovest? Forse nuove beccacce ci daranno le risposte in ogni caso, Eztia sarà ricordato per il suo record di lunga distanza.

Ma non avendo ancora avuto nessuna notizia di Bruixa e le mappe che riflettono la copertura del manto nevoso sopra il continente ci dicono che non poteva andare nell’estremo nord-ovest della Russia.

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TUTTO L’INCONTRO MINUTO PER MINUTO di Cesare Bonasegale

Matteo pronto a servire il suo Jack

Una dettagliata analisi delle varie fasi dell’incontro. La filata, la ferma, la guidata. Le errate interpretazioni delle fasi conclusive della ferma.

Succedeva ogni volta da quasi un mese: come sbucavo dal bosco e mettevo piede nel medicaio che saliva verso i calanchi, a più di cento metri – dove l’erba lasciava posto ai ginepri – partiva un voletto di sei o sette starne indiavolate che scollinavano verso la frana e sparivano. Decisi allora di cambiare giro: andai in cima alla frana, scesi attraversando il calanco, dal quale risalii fino a spuntare sulla riva al limite del campo – non visto e col cane ai piedi –  proprio là dove abitualmente partiva il voletto.

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Caccia alla beccaccia ieri ed oggi di Enrico Fenoaltea

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Di recente ho partecipato ad una battuta alle beccacce in un paese baltico, con due amici carissimi e provetti beccacciai, e all’origine di queste note c’è un confronto tra tecnica venatoria attuale e quella dei miei tempi. La caccia alla beccaccia (che ho praticato per una ventina di anni, a partire dal 1953, nei boschi cedui collinari dell’Alto Lazio) è, a mio avviso, la più sportiva ed appassionante delle cacce perché solo un’arcana “possessione” può spingere il cacciatore a marce faticose in ambienti ostili per la ricerca aleatoria di un selvatico raro, imprevedibile e misterioso.

Nel bosco che, ricorda l’ambiente primigenio, senza i filtri della civiltà, il cacciatore torna a percepire il respiro profondo della terra, a misurare il tempo sulle ore di luce e la distanza sulla forza delle gambe; gli stimoli della fame, della sete, della stanchezza, tornano ad essere autentiche necessità fisiologiche e, alla fine della battuta, il loro soddisfacimento procura inedite sensazioni di benessere psico-fisico.

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“PASSIONI 3” – LA BUGIA DEL CACCIATORE – AMICI SI RACCONTANO

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Su iniziativa dell’Ing. Piero Regazzoni, sono stati raccolti alcuni racconti fantasiosi di cinofili-cacciatori, che hanno portato alla stampa di un libro (Passioni 3 – La bugia del Cacciatore – Amici si raccontano) con la scopo di raccogliere fondi per un orfanatrofio del Kenia dove vengono accuditi bambini ammalati di AIDS. Troverete di seguito il racconto che io ho inviato per la stesura del Volume. Spero possiate dare una mano a questa iniziativa benefica. I libri possono essere richiesti telefonando direttamente all’Ing. Piero Regazzoni di Bergamo +39 3480073498

La pozza tonda (la pozza della galinassa – la pozza del nano)

Probabilmente non ci credeva più neppure lui o non ci aveva mai creduto, ma le minuziose descrizioni dell’accaduto, ogni volta ripetute con dovizie di particolari, e la storia molte volte sollecitata da amici diversi, lo avevano costretto a mantenere intatta quella incredibile avventura che gli era capitata alla II licenza di caccia, a 17 anni sul Monte Baldo.

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Tratto da studio ISPRA “IL COMPORTAMENTO DELLA BECCACCIA SVERNANTE A CASTELPORZIANO”

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Il comportamento

Gli individui radiomarcati hanno mostrato una elevata fedeltà inter ed intra-annuale al sito di svernamento. Una volta che gli individui arrivano in un area effettuano una selezione sul tipo di habitat che frequenteranno nei mesi invernali scegliendo boschi e prati con caratteristiche ben precise.

Dai dati raccolti in più di dieci anni di attività sembra che il sito venga “scelto”durante la prima migrazione, ovvero quando gli uccelli giovani esplorano le aree di svernamento per la prima volta. Anche se studi ulteriori sono necessari per verificare con certezza tale ipotesi, i dati in nostro possesso la indicano come una effettiva possibilità.

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INIZIAZIONE ALLA CACCIA E ISTINTO di Enrico Fenoaltea

Bartolomeo Cavaglià e i suoi cuccioloni in addestramento

Il dressaggio del cane è un argomento per specialisti (i dres­seurs in Italia sono numerosi e preparati), io non ho nè titoli nè presun­zione dí dire cose nuove: posso parlare solo dell’iniziazione alla caccia del cucciolone.

Come cacciatore cinofilo ho ormai 60 anni di esperienza e quindi ho maturato alcune opinioni anche perché negli ultimi 30 anni, ho avuto il privilegio di cacciare in riserve esclusive, le starne nella Voivodina, in Polonia, i coturnici nella Bosnia Erzegovina e ancora starne in Ucraina (estensioni sconfinate, selvaggina scaltra e naturale).

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FUNGHI E BECCACCE tratto da UN CACCIATORE RACCONTA di GIULIO COLOMBO

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Salumieri e fruttivendoli espongono le prime ceste di Boleto edule, cento lire all’etto e passa la paura anche dell’avvelenamento, ma il mio amico micologo, volgarmente cercatore di funghi mangerecci ma, guai a sminuirlo con tal epiteto, è tornato stamane dai boschi scarsella vuota e si giustifica : — Il giorno si conosce dal mattino e piovi, piovi tutta la primavera e poi secco e secco e di nuovo acqua e sole malinconico, scialbo, anemico, malato, i funghi non crescono.   

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Picco migratorio di Beccacce (isole dello Ionio- Grecia) tratto da La Beccaccia Scientifica di Enrico Cavina

scolopax-rusticola-101Mercoledì 16 Novembre 2016, su tutte le isole Ioniche della Grecia, ed in particolare Zacinto (Zante-vedi Google earth) con latitudine più a Sud della Puglia, si è verificato un importante flusso migratorio di Beccacce .

L’area ionica e balcanica greca occidentale (inclusa area di Ioannina) è stata in settembre ottobre molto piovosa ed i terreni boschivi si sono configurati come molto recettivi per l’alimentazione delle Beccacce .

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