CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

La caccia nel paese delle aquile come questione politica…

942BE322DB524F30BEC13ECFBDFCAD7DDopo tre anni di moratoria sulla caccia in Albania abbiamo chiesto all’amico Bledar Flaga di farci un quadro dell’attuale situazione.

Per analizzare la moratoria sulla caccia imposta in Albania dal 2014, prima si dovrà fare una breve retrospettiva sul personaggio chiave nella ideazione e applicazione di tale idea, mai esperimentata in Europa. Questo personaggio si chiama Edvin Rama ed è l’attuale primo ministro del Albania.

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IL NASO ….E COS’ALTRO? – di Cesare Bonasegale

Un’analisi delle condizioni in cui viene esercitata la funzione olfattiva del cane da ferma e le variabili che la influenzano. Lo schema genetico di trasmissione della potenza olfattiva. I dubbi sull’ esistenza di altre capacità sensoriali sconosciute .

IMG_2552Nello svolgimento della funzione olfattiva, il cane da ferma ha un comportamento finalizzato alla percezione delle molecole di odore sospese nell’aria (*), che il vento trasporta da una fonte più o meno lontana. Il suo sviluppato apparato olfattivo gli consente di avvertire tracce d’odore che la distanza da cui provengono ha reso rarefatte. Volendo fare un parallelo con la funzione visiva, il buon naso del cane da ferma è l’equivalente di una lente d’ingrandimento. Se il selvatico, fermato dal cane, si sottrae a piedi, le particelle d’odore presenti nell’aria diventano più rarefatte perché la loro fonte si è allontanata; il cane allora si muove per ricollocarsi dove l’aria contiene ancora un’intensità di odore tale da dargli certezza della presenza del selvatico. Questa azione – ovvero “la guidata” – viene svolta autonomamente come diretta conseguenza della percezione olfattiva del cane ed è assurdo esigerla a comando, come alcuni pretenderebbero.

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IL FISCHIO, QUANDO E COME – di Cesare Bonasegale

Le modalità dell’utilizzo del fischio nella conduzione del cane da ferma

Ferme ricordo (38)La capacità di orientare e gestire efficacemente la cerca del proprio ausiliare è una prerogativa irrinunciabile per chi si dedica alla caccia col cane da ferma. Su questo tema ho già intrattenuto i lettori in altre occasioni, ma l’importanza dell’argomento (e la frequente constatazione dell’impreparazione dei cacciatori cinofili in materia) mi inducono a riproporre l’argomento, spiegando i meccanismi comportamentali del cane che determinano la cerca. La cerca è espressione dell’istinto predatorio, che il cane ha ereditato dal lupo e – come tutti i comportamenti provenienti dal suo antenato – è un carattere geneticamente dominante.

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A PAROLE SON TUTTI “GRANDI CANI” – di Giacomo Ronconi Tratto da Continentali da ferma

La necessità di confrontarsi in gare su selvatici autentici quale unico mezzo per la verifica delle reali qualità dei nostri ausiliari.

cropped-DSC06041.jpgNon ho mai decantato troppo le doti dei miei cani e le poche volte che mi è capitato di descriverne un bella azione a qualche cacciatore, mi è sempre parso di riscontrare in lui quasi un senso di diffidenza, come a dire:  “vabbè diamogli un taglio!”. Del resto, come dargli torto? In armeria siamo talmente abituati ad ascoltare racconti leggendari sui cani dei vari avventori (soprattutto dopo la loro morte) che diviene inevitabile essere prevenuti. In verità, se tutti avessero i cani che credono di avere (o meglio, che raccontano di avere) allora non faremmo fatica a scegliere stalloni e fattrici per la trasmissione di quelle grandi qualità che, viceversa, solo in pochi possiedono.

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Conferenza internazionale sulla Beccaccia nell’ambito della 13° Assemblea generale FANBPO (Firenze, 2017) -sintesi di Silvio Spanò

Nel ciclo itinerante delle Assemblee annuali della Federazione Nazionale delle Associazioni dei Beccacciai del Paleartico Occidentale  (FANBPO) l’organizzazione quest’anno è toccata ad uno dei due membri italiani (Beccac39ciai d’Italia, essendo stata organizzata in precedenza dal Club della Beccaccia , a Parma, 2012).

L’abilità organizzativa dell’attuale Presidente Fanbpo Paolo Pennacchini, ora presidente onorario di BdI,  ha contribuito nella scelta di una sede ottimale e tranquilla, quale  la struttura Villa la Stella di Fiesole, dove si sono svolti serenamente i lavori  strettamente Assembleari (16 giugno) e l’annessa “International Woodcock Conference” su ricerca scientifica, gestione venatoria e prelievo sostenibile (17 giugno),su cui voglio fare qualche approfondimento, visto il notevole successo con  la partecipazione e gli interventi di personalità  di diverse estrazioni, ma soprattutto di ricercatori membri ufficiali della Fanbpo  (CNB/ F, CCBP /E, ASB / CH,  NWAOI / IRL, ANCG / P,  CdB  e BdI/ Italia), di Paesi/ass solo osservatori (Croazia, Turchia, Malta, Ungheria) ma anche di studiosi professionisti della Beccaccia facenti capo a importanti strutture pubbliche europee (ONCFS -F, Game and Wildlife Conservation Trust –UK), e non (Michingan Univ. Wildlife Biol, USA).

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IL DISCERNIMENTO DEL BECCACCINISTA – di Ambrogio Fossati

Tuono su beccaccini del sig. Plati Antonio

Tuono su beccaccini del sig. Plati Antonio

Nel cane da beccaccini più del naso conta come viene usato il naso. Le variabili ambientali e climatiche che influenzano il lavoro del cane. Il “cambio di passo”.

Quello di cui scriverò su queste pagine non è frutto di lunghi studi sui sacri testi cinofili, ma della scuola della vera caccia, dove i maestri hanno quattro zampe. Quel che ho imparato io – e come me altri cacciatori solitari – viene dai buoni cani specialisti, che ho avuto la fortuna di osservare ripetutamente e per varie stagioni. Ringrazio quindi la mia buona sorte che mi ha dato l’opportunità di far tesoro e di bearmi di cotanta scuola e di aver riempito la mia vita di cacciatore con episodi cinofilovenatori che l’hanno resa meritevole di essere vissuta.

La prima difficoltà è di trovare il cane che “tratta” il beccaccino, cioè che quantomeno lo fermi, visto che per la maggior parte dei cani così non è. Ed ai nostri giorni è un’impresa veramente ardua per i problemi che si riscontrano nel mettere il cane nelle buone condizioni di contatto col beccaccino, problemi che sono riconducibili a fattori ambientali, di industrializzazione agricola, di affollamento venatorio, eccetera, eccetera.

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RISULTATI PROVE DI LAVORO E NUOVI CAMPIONI DI LAVORO -Setter Gordon Club

Malcottinensis Sisco LO1263544 ha conseguito la qualifica di ECC. nella prova di caccia a starne svoltasi il 30 Aprile a Civitella Messer Raimondo (CH)

Daenerys LO14100581 ha conseguito la qualifica di 1°ECC. nella prova attitudinale su quaglie svoltasi il 2 Giugno 2017 a Rocchetta di Cairo.

Segnaliamo inoltre che Hunter Gordon English Beauty, setter gordon maschio, e First Lady Gordon English Beauty, setter gordon femmina, entrambi del socio Giuseppe Scandella, sono stati proclamati campioni internazionali di lavoro.

SETTERDAY 2017 & altri appuntamenti

SETTERDAY 2017 –Campofelice (AQ)

In data 8 Luglio a Campofelice si svolgerà l’edizione 2017 del Setterday, una giornata interamente dedicata alle quattro razze setter organizzata dall’ENCI e dalla SIS.  L’evento avrà inizio alle ore 10. E’ prevista una prova funzionale valida per il Campionato Sociale SIS, nonché la passerella e la proclamazione dei Campioni Sociali di: Premio Allevamento – Grande Cerca – Caccia Starne -Caccia Pratica – Beccacce – Beccaccini – Montagna. E’ prevista inoltre la passerella delle Squadre SIS Italia nei CAMPIONATI EUROPEI SETTER 2016 / 2017 Grande Cerca – Caccia Starne – Caccia – Beccacce – Montagna, con presentazione e commento dei vari Selezionatori.

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Il cane da gara – di Cesare Bonasegale

Le caratteristiche di cui deve essere dotato il “cane da gara” per sopportare le condizioni di vita che gli vengono imposte.

dsc3129Lo chiamano “cane da gara” per indicare il soggetto che fornisce prestazioni di efficienza e di stile, grazie alle quali ottiene qualifiche di rilievo nelle prove dei cani da ferma.

È quasi sempre affidato ad un addestratore professionista che lo scarrozza in lungo e in largo per l’Europa alternando allenamenti e frequenti competizioni, il cui esito viene annotato sul libretto di lavoro a lui intestato. E nell’arido susseguirsi delle pagine, resta solo la sintesi espressa da una sigla: M.B., Ecc., CAC, CACIT, alternate dalle frustranti N.Q. o Eliminato. Niente premi, né ricompense; anche le lodi convenzionali son solo verbali e se ne vanno nel vento della campagna in cui il giudice le ha pronunciate. La falsa finalità dovrebbe essere la valutazione zootecnica da cui dipende la consacrazione del Campione, cioè il cane al quale sono riconosciute qualità tali da incarnare l’essenza della razza, relativamente alle doti di lavoro.

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Coturnici che passione – di Mario Di Pinto

Censimento primaverile di coturnici sull’ Appennino meridionale

14191436_1097078557040616_664555585_oL’invito era di quelli a cui non si può dire di no: censire le coppie di cotorne in un vasto areale del nostro Appennino meridionale. Mio compagno, un inguaribile coturnat talebano, poenterista, uno di quelli che professano un solo credo: dopo il Pointer è tutto vano e che ha dedicato una vita a cacciare e censire questo nobilissimo selvatico in gran parte delle montagne d’Italia e d’Europa.

È uomo di poche parole, camminatore instancabile e grande conoscitore della montagna e delle sue insidie, profondo assertore del nobile credo “cacciare il più possibile, uccidendo il meno possibile”.

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