CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Ovvero, buttare alle ortiche i manuali di biologi e naturalisti!

Comunicato Wilderness – AIW

Finlandia (stefanofranceschetti.com)

Orso marsicano: la semplicità di una pratica scelta di salvaguardia

Ovvero, buttare alle ortiche i manuali di biologi e naturalisti!

“Juan Carrito”, l’Orso marsicano che educato dalla madre, l’orsa “Amarena”, a frequentare i paesi abruzzesi in cerca di cibo (cibo facile, ovviamente) nonostante l’arrivo della prima neve che dovrebbe far scemare in lui l’interesse verso il cibo e spingerlo alla ricerca di una tana dove andare a rifugiarsi per trascorrervi il periodo di letargo, sta invece proseguendo nella sua ricerca di cibo, per la “gioia” dei tanti animalisti e orsofili (da distinguersi dai biologici e seri conservazionsti, ovvero i veri amanti della specie) sostenitori che questo suo (loro!) errare non sia per fame, ma magari solo per… turismo ricreativo, e per i quali osservare facilmente un orso è cosa eco-ego-soddisfacente; se poi questo sia un problema per gli animali e la loro specie, è cosa che non li riguarda: la propria soddisfazione al di sopra di tutto!

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La caccia seleziona il comportamento della beccaccia a livello genetico?

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Sciocca bestia “La beccaccia è molto sciocca bestia, dice il vecchio ornitologo Belon; e codesta osservazione, sanzionata dall’autorità d’un proverbio sussistente da immemorabile tempo, mette effettivamente questo uccello fra i più stupidi, il che lo rende facilissimo da pigliare. Altri autori del passato la definiscono tanto stupida che danno per certo l’estinzione della specie in pochi decenni. Per nostra fortuna cosi non è stato ma sicuramente la beccaccia è cambiata, chi oggi la definirebbe “sciocca bestia o stupido uccello”?.

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V° CONVEGNO TEMATICO DI CASTROCARO I CRITERI FONDAMENTALI DELLA PREPARAZIONE VENATORIA DELLO SPINONE Relatore: Gastone Puttini

Emma flessa

Come enunciato dal titolo del Convegno, il tema riguarda la preparazione venatoria non di una qualunque razza da ferma, ma dello Spinone. Quindi per prima cosa dobbiamo capire chi è lo Spinone. Ovviamente non mi riferisco alla sua morfologia (che fra l’altro è stata illustrata tanto efficacemente poco fa proprio su questo palco dai giudici del Raduno) e neppure alle caratteristiche previste dallo standard di lavoro che – se siete appassionati di questa razza – certamente conoscete come e meglio di me. Mi riferisco invece al carattere dello Spinone che bisogna capire e correttamente interpretare. E qui è necessario fare una piccola parentesi. La capacità di apprendimento del cane si basa sulle esperienze che riesce ad accumulare che gli fanno associare determinati comportamenti alle relative conseguenze; in pratica cioè se comportandosi in un certo modo ottiene un premio…. oppure un rimprovero.

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La realtà beccaccia, periodo riproduttivo, chiusura della sua caccia

 

La Realtà

LE BECCACCE SONO SEMPRE BECCACCE PURE ALL’ESTERO, SI MA E’ IL CACCIATORE CHE E’ DIVERSO di Mirco Peli

Personalmente non ho mai sentito l’attrazione verso l’estero, perché le mie montagne mi hanno sempre dato modo di divertirmi, offrendo sorprese sempre nuove. Quindi perché guardare altrove? I cacciatori che vanno all’estero spesso per motivare la loro scelta sostengono che le beccacce sono sempre beccacce pure all’estero. Sì, su questo concordo ma sono i cacciatori che vanno all’estero che hanno una diversa concezione della Caccia.  Mi spiego e per farla breve raggruppo in tre categorie i cacciatori che vanno all’estero, poi esistono altre varianti ma riguardano casi specifici.

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Il pedigree, documento misterioso dalle virtù soprannaturali… di Maria Stella Porcu

Nella foto: A.Neo LO1099443

Per un cinofilo il pedigree è il documento di tracciabilità di un cane. Attraverso la lettura attenta del documento possiamo inferire innumerevoli informazioni: ad esempio attraverso quali vie si è arrivati ad una cucciolata; nel caso di un allevatore decennale è facile seguire il percorso e nel tragitto si possono ravvisare gli intenti ed i progetti, ovviamente con un po’ di conoscenza dei soggetti che vi compaiono.

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Forse qualcosa sta cambiando nell’ambiente dei cacciatori…

Pernice rossa.  Fotografia di Marco Marchetti

Lo scorso anno causa pandemia a caccia ci siamo andati poco, e questo ha consentito la sopravvivenza di qualche capo di selvaggina stanziale, immessa la scorsa primavera. Partendo da questo aspetto e tenendo in considerazione che quest’anno questi superstiti hanno prodotto un paio di covate, con alcuni amici abbiamo cominciato a ragionare che se all’apertura andiamo ad abbatterle non rimarrà più niente, fatto consueto da almeno 50 anni, ma che sarebbe opportuno e tempo di provare qualche scelta diversa.

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Le starne bisogna volerle di Felice Steffenino

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Quando febbraio si dimentica di essere inverno, l’erba che è rimasta nei prati rinverdisce come i teneri grani a metà collina e anche le vigne stecchite si animano, filtrando la luce, e gli arati vasti e sconnessi sembrano respirare. Gli uccelli non cantano ma gridano un urrà! Anch’essi credono che l’inverno sia ormai passato. Quando vai in canile, i cani seguono ogni tuo passo.

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IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO di Mario Di Pinto

Foto di Mario Di Pinto

La precocità come qualità irrinunciabile dei Continentali italiani, per preservare la quale l’allevamento deve essere basato su veri cani da caccia.

Precoce o tardivo? Questo è il dilemma per Bracco italiano e Spinone. Se n’è parlato al Convegno sui Continentali italiani del mese d’agosto a Colle Val d’Elsa e l’amletico dubbio ha visto un nutrito schieramento di sostenitori del “tardivo”, avverso al quale la mia voce è stata pressoché solitaria. Solitaria ma veemente, come si addice al mio focoso carattere ed alla convinzione che scaturisce dall’esperienza, perché tutti i miei buoni cani sono stati precoci (e se ci fosse stata qualche eccezione, come tale avrebbe confermato la regola).

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La motivazione nel cane da ferma e nel cinofilo… di Maria Stella Porcu

In ambito aziendale la motivazione è un grande argomento: da essa dipende il successo dell’azienda, dei prodotti di cui si occupa e delle persone che ci lavorano. Della motivazione sono imperniati molti training di formazione che hanno comunque, come fine ultimo la produttività e l’instaurarsi di un habitat ideale in cui la tendenza al “fatturato” è il concetto ispiratore.

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