Il più bravo non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più bravo è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate.................................magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa ci circonda.
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Tre importanti beccacciai di Gavardo degli anni 60 Da sinistra Decio Guseo Borra detto Castilì e Giuseppe Bazzoli.
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Primo Campionato Europeo pointer in Francia  Eugubium Dea(Diva I della Poropra X Ardito del Vento) ed Eugubium Laura( Eugubium Dea X Cuman)

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“IL PERCORSO E’ PIU’ IMPORTANTE DELLA META” di Giorgio Lugaresi

Il libro è presente in tutte le librerie romagnole e in diverse edicole del forlivese e del cesenate. E’ ordinabile su www.ibs.it, www.amazon.it, www.mondadoristore.it e sul sito dell’editore www.ilpontevecchio.com. E’ distribuito o ordinabile in tutta la catena gestita da Mondadori Retail (oltre 500 librerie sul territorio nazionale) e da Libro.co (distribuzione nazionale e Amazon). Dall’estero può essere ordinato su Amazon e a Casalini Libri di Fiesole”IMG_0541 (1)

Dello Stile del Pointer e del Setter Inglese nelle prove sul terreno” di Giovanni Pastrone (Estratto da Nembrod e dal Bollettino del K.C.I. del 1925) da Pointer Club d’Italia

 

Nuova cartella 2668

Cortese lettore, in queste brevi note su di un soggetto che per essere degnamente svolto richiederebbe un volume, io non ho punto la pretesa di insegnarti cose nuove o di svelarti scoperte peregrine. So benissimo che molti amici, egregi cinologi, italiani e stranieri, sorrideranno alle mie conclusioni, a loro ben note, e praticate da lunga data. Ritengo tuttavia che a parecchi possa giovare il mio scritto, non fosse che quale chiarificatore d’una opinione nebulosa, se non errata. Le citazioni frammentarie, che costituiscono la prima parte dello studio, sono fatalmente scucite, forse noiose. Vuoi un consiglio?

Leggi subito le conclusioni, e, se queste rispecchiano le tue idee, tralascia il resto; se invece ti troverai da esse contrariato, chi lo sa che tu non tragga dal disappunto la forza per sopportare meglio la gravosa lettura del rimanente?….Pointer = to point (indicare) = pointing dog = bracco da punta. Setter = to set (coricarsi) = setting dog = epagneul = chein couchant = chien d’oysel.
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Caccia alla beccaccia ieri ed oggi di Enrico Fenoaltea

Tre importanti beccacciai di Gavardo degli anni 60 Da sinistra Decio Guseo Borra detto Castilì e Giuseppe Bazzoli.

Tre importanti beccacciai di Gavardo degli anni 60 Da sinistra Decio Guseo Borra detto Castilì e Giuseppe Bazzoli.

Di recente ho partecipato ad una battuta alle beccacce in un paese baltico, con due amici carissimi e provetti beccacciai, e all’origine di queste note c’è un confronto tra tecnica venatoria attuale e quella dei miei tempi. La caccia alla beccaccia (che ho praticato per una ventina di anni, a partire dal 1953, nei boschi cedui collinari dell’Alto Lazio) è, a mio avviso, la più sportiva ed appassionante delle cacce perché solo un’arcana “possessione” può spingere il cacciatore a marce faticose in ambienti ostili per la ricerca aleatoria di un selvatico raro, imprevedibile e misterioso.

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Intervista concessa da Bartolomeo Cavaglià e pubblicata su Beccacce che passione La caccia con il setter Inglese

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Quanto è difficile far crescere un buon cane da montagna

Come prima domanda direi che è parecchio aleatoria….
il problema non penso sia una questione di caccia alla tipica alpina, oppure di caccia alla beccaccia, quanto piuttosto della densità di selvaggina che si incontra sui terreni nei quali si caccia.

Il cane che non avrà la fortuna di cacciare in certi paradisi terresti al di fuori dei nostri confini è giusto che si abitui alla penuria fin da subito. La scarsità di selvaggina può diventare un problema quando si deve dressare un soggetto da prove, dove al momento del frullo del selvatico si va a ferire il nostro ausiliare nell’amor proprio. Il buon soggetto arriva comunque dove deve arrivare, semplicemente ci metterà un po di più per far tesoro di tutte le esperienze che gli servono per farlo diventare un grande cane da caccia.
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TAVOLA ROTONDA IL CANE DA BECCACCE OGGI La relazione di Giangaetano Delaini BECCACCIA, CINOFILIA ED AMBIENTE: UN’ARMONIA DA RITROVARE.

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È sin troppo noto che la caccia alla beccaccia, nel nostro Paese ed in tutta Europa, andrebbe meglio regolamentata cancellando, di fatto, tutte quelle forme di accanimento predatorio (caccia all’aspetto, caccia in battuta, caccia in momenti di gelate improvvise….) che sono l’espressione più bassa e volgare di un istinto che, certamente, non può definirsi caccia. Tutte queste affermazioni di principio s’infrangono contro l’egoismo, la superficialità e la supponenza dei più, che – normalmente – hanno il sopravvento sulla ragionevolezza, l’etica e l’armonia. Leggi il resto della pagina »

La relazione di Angelo Cammi sul “cane da beccacce con particolare riferimento al Setter inglese”

Prova

Considero innanzitutto la caccia come la vera insostituibile base di valutazione di un cane. Ciò che un cane da ferma deve dimostrare al cacciatore costituisce un ventaglio di doti talmente ricco che non è possibile confrontare con alcuna “nota” delle prove riconosciute. La cultura e le sensibilità di un vero cacciatore (inteso come competente conoscitore della razza che impiega, del suo temperamento e del suo metodo di educazione) sono un sicuro riferimento per capire come gli obiettivi di oggi non possono essere paragonati a quelli di qualche decennio addietro: obiettivi legati innanzitutto ad un corretto utilizzo dell’ausiliare per godere delle sue tipiche prestazioni, considerando l’abbattimento non l’obiettivo principale, ma solo un momento necessario per il completamento della formazione. Leggi il resto della pagina »

Trialer e Cani da Caccia – di Giulio Colombo

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Mi sia lecito spiegare il concetto che regola la mia modesta opinione. perché risulti chiaro il modo di giudicare, anche a chi lo trova alquanto disinvolto.

Nella Gara Classica io mi preoccupo per cominciare della “Nota del Concorso”, premessa indispensabile per verificare tutte le doti che è pacifico e sottinteso dover costituire l’inalienabile corredo del trialer.

La nota del concorso si constata anche se il cane non incontra, ossia se non ha occasione di filare, fermare, guidare.

La nota del concorso è costituita dal grado dell’impegno e dalla metodica e coordinata azione svolta durante il turno.

Io penso che il trialer durante il lavoro non debba tanto far sfoggio di gattonate se setter o bracco, di strappate se pointer giungendo, come spesso, ad esagerare fino al grottesco e dando manifestazione di forma e non di sostanza, quanto mantenere quella condotta di gara corretta, composta, ordinata, ardentissima che è ereditaria nelle illustre famiglie di trialer, rara in quelle d’occasione, condotta che testimonia la differenza fra cane da prova e cane da caccia, condotta che è la dimostrazione della “classe”. Leggi il resto della pagina »

I momenti più significativi che definiscono la razza e le caratteristiche individuali di Ivo Geminiani.

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La presa di punto :
Gli attimi che la precedono, il modo con cui viene eseguita, l’espressione e la sua conclusione, sono i comportamenti che con maggior chiarezza, ci permettono di verificare le identità. Tutte le rimanenti fasi del lavoro che sono in dipendenza di questo fine, se osservate con attenzione : “ l’avidità, il modo di impostare la cerca, la concentrazione, il tipo di galoppo, il portamento di testa “, possono farci intuire, quali saranno poi a contatto d’emanazione, gli atteggiamenti che verranno presi per il suo realizzo. Purtroppo non è sempre così, spesso una caratteristica è più marcata delle altre, oppure una dote dell’intero corredo, è meno significativa delle rimanenti .

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Convegno Lazise GENETICA E MORFOLOGIA NEI CANI DA MONTAGNA E DA BECCACCE Relazione di Ivo Geminiani

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Non ho fatto studi specifici e non ho una cultura adeguata per parlarvi scientificamente di genetica, le mie opinioni sono frutto di una lunga esperienza di allevamento e di collaudo dei cani al lavoro nell’habitat che la selvaggina vera ha scelto per viverci, ne conosce ogni anfratto, ogni via di fuga, sa come difendersi ed è un probante esame sul mestiere e le doti venatorie dell’ausiliare.

Seppur convinto delle mie idee, vi parlo semplicemente da praticone. Leggi il resto della pagina »

Il Pointer a Beccacce secondo Gnagni Angelo e Lamberto titolari dell’affisso “EUGUBIUM”

Da dove arriva l’amore e la passione per il pointer?

Quando siamo nati un pointer era già in casa. Nostro padre ha avuto sempre un pointer, èra un appassionato di caccia alla starna e le colline Umbre ne erano ricche. La campagna in cui siamo cresciuti non offriva molti svaghi e di conseguenza il nostro passatempo preferito erano le lunghe passeggiate accompagnati dai nostri amati cani. Per tanto la scelta di questa razza è stata del tutto naturale. Dopo tante attese nel 1978, alla maggiore età, finalmente è arrivata la prima licenza di caccia. Ora non erano più le nostre passeggiate estive ma vera caccia con il nostro pointer al guinzaglio e doppietta in spalla.Marzo 2015- Speciale pointer a beccacce - I giudici Rosa e Borselli e Gnagni Angelo con Eugubium Gesiha(Eugubium Simba x Zen del Feltrino), vincitrice della prova con il 1 ECC Leggi il resto della pagina »