CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Una bella serata di 10 anni fa Aprile 2016 – di Angelo Cammi

Foto di angelo Lasagna

Il fascino dei ricordi.

Organizzata in una pizzeria di Piacenza nel giugno del 2006, è rimasta nei miei ricordi e ogni tanto ripassando il pacco di note e articoli che ben conservo, mi capita di rileggerla. La ripropongo, sintetizzata, se non altro, per fare confronti a distanza di tempo. Ed aggiornate considerazioni.

L’idea di trovarsi, in quattro attorno ad un tavolo, è stata eccellente ed ha creato l’occasione per affrontare argomenti cinofili molto discussi e, come tali, con molti pro e contro. Quattro setteristi con impegni diversi che si scambiano opinioni.

Il derby, le zone di addestramento, le zone Doc e tanto altro.

Read More

I meccanismi della venaticità di Angelo Cammi

Setter di Roberto Scorta

I macroelementi sono facilmente identificabili anche da chi ha poco esperienza o competenza, si manifestano nelle situazioni contingenti, risultano ben evidenti e per questo “misurabili”.

La ferma è in effetti l’espressione di una caratteristica dibase che rimarca ed evidenzia la fase conclusiva del lavoro;sono rilevanti la tensione e l’espressione, diverse a secondadella razza. Ciò che  conta però ai fini della valutazionecomplessiva, è la parte a monte che contiene evidenze concretee/o di natura potenziale, di solito appena percettibili, allaportata di persone che hanno la passione di approfondire.

Read More

ULTIME SULL’ORSO MARSICANO-A SULMONA, “UN GIUDICE A BERLINO”-

Questo Documento vuole essere contributo dell’AIW alla Giornata della Terra, affinché la difesa del bene Natura non diventi pretesto per ingiustizia sociale

 

Ero presente a Sulmona, inascoltato testimone, ed  ho anche appoggiato la manifestazione di pochi “contestatori” di solidarietà all’imputato, ma anche in difesa dell’Orso marsicano (bastava leggere i manifesti esposti per capirlo: ma non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire!); ed ho anche previsto, come già feci con più di un documento al tempo dei fatti (scripta manent), l’assoluzione dell’imputato “perché il fatto non costituisce reato”. Non ero colluso col giudice che ha emesso la sentenza, né con il PM che, ma lo seppi solo dopo a processo concluso, aveva richiesto la stessa assoluzione adottata poi dal giudice. E’ stato però semplice fare la previsione: in fondo bastava esaminare i fatti e non farsi condizionare dall’ideologia animalista (che quando è estremista richiede e/o crea solo ingiustizia). E non ho difficoltà ad immaginare che stessa sentenza sarà emessa anche nel caso che si proceda ad un appello.

Read More

Ho tante nevi nella memoria di Mario Rigoni Stern

Nevi di slavine, nevi di alte quote, nevi di montagne albanesi, di steppe russe, di lande polacche, e anche nevi di gare», scrisse nel ‘93 su un «Quaderno» dell’Istituto di cultura cimbra diretto da Sergio Bonato in un articolo poi ripreso nel libro «Le vite sull’altopiano», «Ma non di queste intendo parlare: dirò di come le nevi, un tempo venivano indicate dalle mie parti». A partire dalla «Brüskalan» che secondo la vecchia Arnia era «la prima neve dell’inverno». Perché sì, certo, «nevicava, anche a ottobre e a novembre, ma questa autunnale è una neve fiacca, flaccida, che interrompe il pascolo delle vacche sui prati sfalciati in settembre e il lavoro del bosco quando il terreno non è ancora gelato». Una neve fastidiosa il Giorno dei Morti «quando le ghirlande di latta e le felci vere di bosco sgocciolano l’acqua della neve sulle tombe ripulite».

Read More

-LA BECCACCIA-dal Manuale Hoepli del 1893

La Beccaccia (Scolopax Rusticula), ha la virtù di acquistarsi tutte le simpatie e di appagare tutti i gusti: del cacciatore, per le difficoltà e le emozioni che gli presenta; del buongustaio per lo squisito sapore delle sue carni; dell’artista per la eleganza delle forme e la disposizione dei colori; dell’ornitologo perché gli ha permesso di discuterne e di conoscerne i costumi. La dissero regina del bosco, accusandola però ingiustamente di stupidità: accusa che essa merita meno di ogni altro uccello.

Il color delle penne nelle parti superiori è ruggine con macchie grigio-ruggine, giallo-ruggine, brunogrigio e nero; le remiganti brune e le timoniere nere macchiate ruggine. Nelle inferiori è più chiaro con strisce parallele. Ha sul capo delle macchie brune più o meno pronunciate. Il becco, lungo e forte, rotondo in punta: gambe vigorose: la coda formata di dodici timoniere: le ali forti e robuste.

Read More

VA DOVE TI PORTA IL NASO di Cesare Bonasegale

Roberto Scorta l’ultimo Beccaccinista Cinofilo

Annotazioni e memorie sulla più affascinante delle cacce lombarde. La fondamentale differenza tra la caccia al beccaccino in palude, in risaia e nei marais della Bretagna e Normandia.

È uno dei pochi selvatici veri rimasti. È una delle poche cacce vere rimaste. È una caccia altamente specialistica che si è sempre praticata solo nella bassa milanese, nella bassa pavese e nelle confinanti province di Novara, Vercelli e un po’ in quella di Biella. Mi riferisco alla caccia ai beccaccini in risaia e (un tempo) in marcita, perché quella in palude è tutt’altra cosa, e poi vi spiegherò il perché; cioè è la caccia alle nostre “sgneppe” che a chiamarle in italiano mi par di snaturarle.

Read More

“ Lo stile : come e quando valutarlo a caccia ed in prova “ di IVO GEMINIANI

Marzo 2018 Ivo Geminiani 77 anni. Foto Scattata in Serbia dove ha giudicato per 6 giorni consecutivi con un fango che si attaccava agli scarponi e li rendeva più pesanti del piombo e acquazzoni che ci innaffiavano dall’alto……..

Relazione di Ivo Geminiani convegno Lazise  2018

E’ sempre difficile, esprimere con chiarezza concetti sullo stile, figuriamoci in così breve tempo. Assicuro gli organizzatori e voi tutti che non approfitterò della vostra pazienza e rispetterò i minuti concessimi. Credo non si possa parlare di stile, senza partire dal Pastrone che commentò a Parigi nel 1937 gli Standard di lavoro e lo fece così bene che furono considerati canoni inoppugnabili universalmente accettati, per il confronto con il rappresentante ideale della razza al fine della indicazione alla riproduzione. Giulio Colombo lo definì allievo di Solaro di solide cognizioni, il suo prepotente temperamento di artista, prevalse anche nelle questioni tecniche, ortodosso interprete degli standard, cultore senza indulgenze dello stile. Ho trascurato alcune righe di questo brano ( che potrete trovare nel libro di Steffenino “ il pointer moderno) perché mi preme saltare alla successiva considerazione che ci aiuta a  comprendere meglio COME E QUANDO VALUTARE LO STILE.

Read More

IL SENSO DI ESSERE CACCIATORE CINOFILO Relazione di Lucio Scaramuzza

Convegno a Lazise del 14 Aprile 2018

..La caccia, quella vera, sono i balzi di gioia del tuo cane, quando ti vede staccare, prima dell’alba, il fucile dalla parete, sono le serpentine trepidanti del cane sul primo fiato di selvaggina, tra i rovi del sottobosco……..
No, i nemici della caccia il vero cacciatore non lo conoscono e quando parlano di caccia, il vero cacciatore non capisce le loro parole; e se le capisce, li compatisce. Li considera gente cui é mancato, nella vita, uno dei godimenti più poetici, puri, esaltanti che la vita ancora può riservare.
Indro Montanelli

Read More

I FULMINI “Il fascino delle montagne è dato dal fatto che sono belle, grandi… e pericolose” Reinold Messner

Uno dei pericoli, per gli amanti della montagna, è rappresentato dai fulmini. In montagna l’arrivo di un temporale è sempre qualcosa d’impressionante: nubi nere e cariche si spostano velocemente accompagnate da lampi e fulmini, il cielo rapidamente si oscura e si fa quasi notte. Una nuvola temporalesca viene a formarsi quando l’aria calda è costretta a sollevarsi e si raffredda rapidamente. Ad una determinata altezza, l’aria raggiunge una temperatura alla quale diventa satura di vapore acqueo; il vapore si condensa e forma la nuvola. Se nell’ascesa la temperatura dell’aria scende al di sotto di 0°C, le gocce d’acqua gelano e dalla formazione di ghiaccio nelle nuvole dipende lo sviluppo di grandi quantità di elettricità. Quando il campo elettrico raggiunge un valore sufficientemente alto (circa 10.000 v/cm), l’aria si ionizza e la scarica elettrica può avvenire.

Read More

I FAGIANI DI PIANOSA, UNA STORIA DA RACCONTARE.

15 febbraio 2018 – Ambiente e Fauna tratto da ” La Dea della caccia”

Una storia da raccontare: a Pianosa c’è una colonia di fagiani (ma anche pernici e lepri) che nel corso degli anni, per vari motivi, sono cresciuti indisturbati, forti e geneticamente resistenti. Un piccolo tesoro che però adesso il Parco ha deciso, a seguito delle strategie che intendono privilegiare i ceppi autoctoni (e i fagiani non lo sono) di eradicarli (che vuol poi dire abbatterli sul posto). Una manna per chi pensa a caccia uguale sparare sempre e comunque, si dirà dalle parti dei soliti ambientalisti. E invece…

Read More

Page 1 of 87

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

Welcome!

Alcune foto e articoli presenti su www.setterfoto.com ora cacciatori di montagna e di beccacce sono in parte prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione potranno segnalarlo all’ amministratore – astroepier@gmail.com – che provvederà prontamente alla rimozione del materiale utilizzato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi