Blog d'informazione cinofilo-venatoria dedicato a tutti i cacciatori d'Alta Montagna e di Beccacce
Fury a punto su forcello
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Coturnici e pernici (40)

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“A beccacce con il Pointer” di David Stocchi

Fury a punto su forcelloHo sempre ammirato questa razza, tra l’altro, penso che quando dispone di mezzi e caratteristiche che rispecchiano lo standard, riesce a trasmettere fascino ed emozioni come nessun’altra.

Ultimamente ho seguito molto ed ho anche avuto la fortuna di cacciare insieme ad un Pointer eccezionale come Palazienzis Fury detto Dior di Giancarlo Bravaccini che in una sola stagione di prove ha collezionato un campionato europeo Pointer su selvaggina di montagna, è stato vicecampione europeo Pointer su beccacce, ed ha ottenuto eccellenti qualifiche con tanto di cartellini in Italia nel Trofeo Giorgio Gramignani.

Poi ho avuto la possibilità di vedere in azione Bahia la Pointer dell’amico Ildo Battanello, anche lei mi ha impressionato positivamente con il suo ritmo e la sua sfrontatezza, doti queste, che l’hanno portata a vincere l’ultimo campionato europeo Pointer a beccacce che si è svolto in Montenegro. Tra l’altro, è di rilevante importanza il fatto che entrambi hanno ottenuto questi grandi risultati confrontandosi apertamente con i migliori setter del momento come non accadeva da tempo. E pensare poi, che sia Giancarlo che Ildo sono setteristi convinti.

Perciò per capire meglio la situazione attuale e lo stato di salute del pointer, soprattutto di quello utilizzato nella caccia alla beccaccia, ho deciso di iniziare un viaggio andando a bussare proprio a casa di chi con questi cani caccia quasi esclusivamente nel bosco facendone di conseguenza la razza d’elezione, il primo che ho avuto il piacere d’incontrare è Silvio Frisone affisso “del Sassalbo”. Leggi il resto della pagina »

“Utilizzo del cane da caccia: profili penali” tratto da “Studio legale Antolini, specialista in materia di caccia e armi”

_DSC4602Assai frequente è l’impiego del cane da caccia come ausiliario dell’attività venatoria. Bisogna tenere presente, peraltro, che il codice penale sanziona condotte quali l’abbandono ed il maltrattamento di animali, condotte che potrebbero essere riscontrate anche in questo campo. Leggi il resto della pagina »

“Perché ho scelto il Setter Inglese” di David Stocchi

_DSC4460Spiegare il motivo per cui si sceglie una razza invece che un’altra, può sembrare facile e scontato, ma in realtà i motivi possono essere molteplici, a partire dalle simpatie personali, dal tipo di selvaggina che si desidera cacciare ecc. ecc., fino ad arrivare alla conformazione delle zone dove abitualmente svolgiamo l’esercizio venatorio

Sicuramente una delle razze che mi affascina di più in assoluto è il pointer, questo quando dispone di tutte le caratteristiche di razza è in grado di trasmettere emozioni che difficilmente riusciremo a provare con l’utilizzo di altre razze, parlo della sua sfrontatezza, della sua ardita passione e delle sue guidate a strappi che ti fanno accapponar la pelle, ricordo un’azione di un mio pointer su beccaccia che resterà indelebile nella mia mente per sempre, così come l’occhio di quella stessa beccaccia che fissandomi nel suo involo riuscì a farmi fare due clamorose padelle. Leggi il resto della pagina »

A beccacce con il signore del vento

_DSC4227Continua il viaggio nell’universo pointer. Questa volta l’autore si sposta nel sud Italia incontrando l’erede di un’affisso storico i Lucaniae di Filippo Rautiis.

Fondato nel lontano 1924 a Tramutola (Pz) da Don Filippo Rautiis, l’allevamento pointers “Lucaniae” ha da poco superato i novant’anni dalla nascita, importante record di attività difficilmente riscontrabile in altri allevamenti e, non solo di cani da caccia.

Proprio per festeggiare quest’avvenimento, il 26 Luglio 2014 a Tramutola nel luogo di nascita, l’erede, nipote nonché omonimo Filippo Rautiis ha organizzato una manifestazione all’interno del Parco che circonda Palazzo Rautiis Filippo offrendo a tutti i partecipanti un rinfresco di benvenuto, dove successivamente si è svolto un raduno nazionale pointers che ha visto ben 72 cani a catalogo giudicati dal serbo Dusco Sormaz e dal siciliano Dammone.
Vi hanno partecipato pointerman da tutta Italia salutati dalla presenza del Presidente Internazionale del Pointer Club, nonché consigliere nazionale sig. Silvio Marelli.
Filippo junior ha voluto fortemente questa manifestazione per rendere omaggio al caro Nonno ancora oggi considerato tra i più grandi allevatori di tutti i tempi.

E proprio in quest’occasione ci siamo fatti una bella chiacchierata relativa all’allevamento ma soprattutto al pointer da impiegare nella ricerca della nostra amata “Regina del Bosco”. Leggi il resto della pagina »

PROVA SU BECCACCE OSOPPO (UD) 12/13MARZO 2016

IMG_2642La prova organizzata dal Gruppo Cinofilo Friulano Viale Volontari della Libertà 47, 33100 Udine – tel. 0432.548928 – fax 0432.490314), è aperta a tutti i proprietari di cani da ferma inglesi, iscritti al LOI o al LIR, si svolgerà nel territorio della Riserva di Caccia di Osoppo e Trasaghis. Fa parte del Trofeo Giorgio Gramignani 2016 Leggi il resto della pagina »

Classificazione delle razze canine da caccia A cura di Rodolfo Grassi

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Studio dei particolari della tipicità funzionale delle razze da caccia nell’ambito dei criteri fondamentali della classificazione delle razze canine. Leggi il resto della pagina »

Premessa alla proposta di modifica dell’attuale legge sulla caccia

Coturnici e pernici (40)

Relatori – Federico Gallo- Lucio Scaramuzza- Gruppo di lavoro –Federico Gallo- Lucio Scaramuzza- Romano Pesenti-Mirco Peli- Luca Comellini- Dario Cecchetti-.

Prima di avventurarci in una disamina relativa all’organizzazione sul territorio, con la sua genesi,  le sue motivazioni e la sua attualità eventuale, bisogna ricordare a tutti una cosa. La legge che disciplina l’ingresso ad uso venatorio dei terreni privati, in Italia è unica al mondo, e fu promulgata nel ventennio fascista.

Tale e quale pervenne ai posteri come si riscontra nell’art 842 del vigente C.C.. (*) .

Nel tempo detto articolo fu attaccato da ambientalisti, animalisti, verdi e anti caccia con motivazioni speciose.

Non fu abrogato perché falsamente indicato come foriero di mattanze e/o di pericoli per determinati cittadini che vogliono fruire della natura per varie attività non venatorie ma impedite, secondo loro, a causa dell’uso di cittadini/cacciatori nei confronti di altri. In seguito fecero peggio i radicali e i loro soci quando invocarono ‘abolizione del porto d’armi e la definitiva privazione dell’uso o detenzione a tutto il popolo italiano.

La ribellione, a questo punto, fu totale perché si mescolò l’ideologia con i particolarismi di pochi esagitati  e il popolo si rivoltò non votando i referendum relativi al porto d’armi con le implicazioni che ne derivarono cioè il fallimento della proposta abolizionista. Nessuno, in seguito, si sognò più di chiedere l’abolizione dell’art. 842cc per non dovere incorrere ancora in dure sconfitte. Soprattutto, purtroppo, perché i promotori non avevano più interesse a combattere la caccia dato che essa, in Italia, stava morendo di asfissia. I cacciatori infatti se ne andavano all’estero a spendere denaro e importare mucchi di selvaggina non italiana.
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COMPLICI DELL’ALLIEVO A cura di Rodolfo Grassi “I cani che cercano più da lontano diventano i migliori” Laverack

Archivio (179)

“Costruire” l’educazione di un cane significa creare un grande mosaico a cui si aggiungono tessere giorno dopo giorno avendo ben chiaro il risultato finale di ottenere un grande cane.

Andatura – Attenzione però a non cadere nell’errore di trascurare come l’allievo reperisce il selvatico, cioè in che modo esegue la cerca. L’andatura infatti ha un’importanza fondamentale e il cane deve subito capire di doverla necessariamente adeguare al terreno ed alle proprie forze. Ed è questo un segno d’intelligenza. Occorre favorire il galoppo come standard impone.

Non si commetta l’errore di far galoppare un giovane accanto ad un adulto perché…lo imiti. L’allievo proprio perché spinto dal desiderio di competere o comunque seguire l’adulto non sarà capace di dosare le proprie forze e quindi si ostinerà a cacciare con ardore anche quando la stanchezza gli suggerirebbe un minor ritmo”. I  lacets (la parola significa stringa da scarpa ed indica proprio il percorso che deve fare) non devono essere disegnati sulla carta e percorsi poi dal cane come fossero un sentiero. Ampi, se vento e terreno lo consentono, più stretti qualora vi siano difficoltà. Si distanzia dall’arma nelle pianure e in località aperte, resta invece più vicino nel bosco dove l’uomo è costretto a procedere lentamente e gli occorre più tempo per trovare un’idonea posizione al tiro. Questo intendono dire i tecnici meglio preparati quando affermano che un cane “deve essere sempre in mano”.  Leggi il resto della pagina »