CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Lo specialista a beccacce (parte 1): quello che le ritrova

Quanti “mostri da quagliodromo” avete visto in vita vostra? Quanti ausiliari preparati meccanicamente per le classiche o per le attitudinali, spacciati dai loro proprietari o conduttori come “grandi cani da caccia”, magari proprio “grandi cani da beccacce”? Certamente anche fra i cani da prove, specialmente quelle su selvaggina naturale – ma che sia davvero naturale, però! – esistono ottimi soggetti per la pratica venatoria, mescolati a robot artefatti dalla mano e dal collare elettrico: tuttavia, un conto è reperire la coppia di starne a 500 metri dal conduttore in mezzo a un tavolo da biliardo multicolore quali sono, appunto, i terreni della Polonia o della Serbia; ben altra cosa è inventarsi e “inchiodare” una Regina imbirbita di gennaio, avvezza al disturbo del cane e dell’uomo, padrona del suo territorio e per questo leggerissima.

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RIPRODUZIONE 2019 DELLA BECCACCIA

Philippe Vignac e Franck Ricaud hanno da pochi giorni pubblicato sul loro ottimo sito web www.lachassedelabecassedesbois.com un attento studio delle situazioni climatiche nei principali Paesi di nidificazione della Beccaccia svernante in Europa occidentale valutandone i riflessi sul successo riproduttivo.

Matteo e Jack che pensano al futuro della beccaccia

A riguardo mi hanno gentilmente permesso di tradurlo in italiano e di metterlo su questo sito, chiedendomi anche di inviarlo ai nostri Amici Russi, cosa che faccio molto volentieri.

Si tratta di un lavoro originale, scrupoloso, sintetico e panoramico insieme che, nei pronostici, ci porta finalmente una voce ottimistica.

Grazie agli Autori (Silvio Spanò)

 

 

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Cane che ferma le beccacce e cane beccacciaio: mondi diversi

E’ l’eterno dilemma che divide migliaia di cacciatori: qual è il vero cane beccacciaio? Quante volte, al quagliodromo o in armeria, si sente dire: “Ho un cane fortissimo che ferma le beccacce”, magari da persone che si reputano esperte della materia? Ebbene, vi svelo un segreto di Pulcinella: il semplice fermare le beccacce, per quanto pratica gradita al fucile, non fa certo del vostro ausiliare un beccacciaio. Anzi. La ferma è solo l’inizio.

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EMOZIONI DIPINTE Cinghiale

Il “Rosso”, conscio del suo compito di difesa del branco, sostava a lungo sul sentiero; alzava il suo grifo, sul quale spiccavano le orecchie mobilissime e due occhi che parevano fatti di fuoco, e ascoltava per assicurarsi se tutto era tranquillo e nulla  minacciasse gli altri, che pascolavano indisturbati o si tuffavano nella melma delle pozzanghere.

Veniva avanti cauto e guardingo, quando un’ improvvisa detonazione lo fece scartare di fianco ed ergersi in tutta la sua mole.

Pluvio, avvertito dal suocero, aveva fatto fuoco; la doppietta aveva sputato tutti i pallettoni.

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EMOZIONI DIPINTE: Lepri in amore

Ci facciamo un bel salmì –disse- e a voi – aggiunse allontanando i cani che saltavano per addentar la lepre- a voi daremo le ossa.-

Erano al centro del campo di stoppie, e formavano un triangolo e stavano soppesando la lepre calda e appiciacaticcia di sangue, quando li raggiunse una voce melliflua:

 

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EMOZIONI DIPINTE: Il Leprotto

Era abituato da sempre, da quando era nato, si può dire, a vivere in mezzo a quel bosco; lo conosceva bene in ogni angolo, anche nascosto.

Trascorreva le sue giornate a correre tra le foglie, ora verdi, ora gialle, a saltellare qua e là riempiendo i polmoni di aria buona e mangiando gelosamente ciuffi di tenere erbe o succose e gustosissime more.

 

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EMOZIONI DIPINTE: La Puzzola

“La Puzzola appartiene alla famiglia dei Mustelidi  e vive in ogni dove, tanto in pianura che in montagna.

Stabilisce la sua dimora fra i fitti cespugli, nel cavo degli alberi, nelle tane degli altri mammiferi e nei locali poco elevati dei rustici, preferisce però sempre stabilirsi nelle vicinanze delle abitazioni dei contadini

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EMOZIONI DIPINTE: Agguato sventato

… In un prato innevato, interrotto da fitti cespugli di faggio, trovai Reno puntato in direzione di uno di questi. Improvvisamente il bastardo si precipita dentro al cespuglio e fa alzare una beccaccia…

La vidi ributtarsi sul prato, vicino alla macchia a sessanta metri da me. Ma anche il bastardaccio l’aveva vista e, senza dare retta ai richiami del padrone, corse da quella parte.

 

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EMOZIONI DIPINTE: La caccia alla pernice ( è uno scherzo…)

La pernice è una belva pericolosissima ed eziandio astuta, onde la sua cattura riesce oltremodo difficile.

Intanto, perché la caccia riesca, è necessario che tu vada in un luogo dove ci sono le pernici, altrimenti la caccia non riesce. Tu ti rechi quindi nella selva, non senza prima aver stretto relazione ed esserti fidanzato con una bella ragazza che abbia nome Nice. Ricordati che la ragazza deve proprio chiamarsi Nice, perché se si chiamasse Fernanda o Camilla, la caccia non riesce. Tu ti rechi – dicevo – nella selva e quando ti accorgi che la pernice è ormai vicina, ti metti a cogliere un bel mazzolino di fiori selvatici. Abbi però l’avvertenza, ad ogni fiore che raccoglierai, di dire, a voce alta, mentre lo metti insieme agli altri:

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EMOZIONI DIPINTE: Maschi di Francolino in lotta all’epoca degli accoppiamenti

Il Francolino (Francolinus francolinus), che popolava le riserve granducali della Toscana e le boscaglie della Sicilia (e probabilmente gran parte del bacino del Mediterraneo in epoca romana), si è ESTINTO allo stato selvatico nel 1800, ed  è stato reintrodotto in Italia, vissuto e si è riprodotto nelle migliori condizioni in una grande riserva toscana, quella di Miemo (Val di Cecina), in provincia di Pisa, nel 1960 per merito del Prof. Ugo Baldacci, e si è riestinto, per abbandono dell’allevamento e della stessa riserva, alla fine degli anni  settanta.

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