CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

PERCHE’ LA CACCIA (la mia caccia)

Stralci dal Libro “Io me i miei cani” di Silvio Spanò (2009)

La caccia in sé non significa nulla se non è legata alla vita e ai suoi diversi momenti. Può diventare invece un collante che lega insieme, in un magnifico, unico momento, persone, animali, cose, località, emozioni che sarebbe altrimenti singoli momenti, riferibili solo a questa o quelle prede. In pratica se la caccia consistesse solo nel prendere un determinata animale, sarebbe una cosa triste (o trista), così come è assai triste l’ammissione di Hemingway che scrivere è come andare a caccia e si è necessitati a farlo finchè ci sono cose da scrivere o animali da ammazzare. Rigetto completamente l’affermazione.

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Comunicato Wilderness

Sul problema dei cinghiali: le colpe dei cacciatori e degli anticaccia.

Si sta per chiudere la stagione venatoria, ma i cacciatori l’hanno di fatto già chiusa per evitare di uccidere troppe femmine di cinghiali, molte già incinte in dicembre (il che la dice lunga sulla purezza di questi animali!). Può sembrare una scelta etica agli animalisti, ma è un etica molto ma molto pelosa!

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Ascoltateci un po’! di Philippe Vignac tradotto da Silvio Spanò

Ascoltateci un po’!

Philippe Vignac mi ha inviato, col benestare di pubblicarlo sul nostro, questo articolo che, firmato da “la Beccaccia “, è pubblicato sul loro sito  (gestito da lui e da Franck Ricaud)  www.lachassedelabecassedesbois.com

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Beccacce autunno 2018: NOTIZIE DA FRANCIA E SPAGNA Silvio Spanò

Beccaccia, cane e cacciatore. “Foto trovata in rete autore sconosciuto”

 Riassumo alcune notizie tratte dall’INFO 1 dell’ONCFS datato il 14 dicembre 2018  realizzato da D.Coreau, F.Gossmann, K.Le Rest, M.Passerault  del Réseau Bécasse.

In calce aggiungo notizie sullo stesso periodo di passo relative alla Spagna a cura della Commissione Biologica del Club Cazadores de Becada e firmate dal Presidente M.Minondo.

Termino con qualche considerazione su casa nostra, sottolineando che sarà meglio aspettare a fine inverno per un articolo esauriente!

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Il fascino della beccaccia di Mirco Peli

Foto di L. Bernède

Definirla Regina del bosco è riduttivo, infatti, la beccaccia è dotata di una straordinaria capacità di adattamento e si adegua agli habitat boschivi più vari.

E’ difficile descrivere un biotopo che rappresenti l’ambiente tipico e prediletto da questa specie: questo uccello, migratore su grandi distanze, è infatti, in grado di modificare radicalmente le proprie abitudini a seconda del luogo in cui si trova, a seconda dell’altitudine, della latitudine, della stagione e altre situazioni quali le soste, lo svernamento, le particolari condizioni atmosferiche che possono a volte spingerlo ad occupare un ambiente preciso, a volte inaspettato.

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Comunicati Wilderness – AIW

In merito al recente incidente automobilistico che ha coinvolto un branco di cinghiali e provocato un morto.

Oggi in Italia sono quattro le specie animali che creano problemi o fatto morti (quello dei cinghiali dell’altro giorno non è il primo caso, anche se spesso la stampa – quasi tutta filo animalista – ha sempre relegato le notizie in cronaca locale!) e che altri ne faranno ancora: cinghiali, cervi, caprioli e, – perché lasciarli fuori dalla lista? – lupi. Tutte specie in grande accrescimento numerico proprio perché, in un modo o nell’altro, favorite dall’uomo.

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LIGURIA: chiusura della caccia alla Beccaccia il 31 dicembre.

Poiché da alcuni decenni la chiusura della caccia alla beccaccia è stata fissata per lo più a fine gennaio e comunque non prima del 20 gennaio, ritengo opportuno ricordare agli interessati che quest’anno è stata anticipata al 31 dicembre 2018 in seguito all’accoglimento dalla II Sez. del TAR Liguria (sentenza 769 del 4.10 18) del ricorso fatto dalle Associazioni ambientaliste contro alcuni punti del Calendario venatorio regionale.

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Solito giornalistico ingiusto ed incoerente vilipendio della caccia.

Comunicato Wilderness – AIW

Sono molti a considerare “subcultura anacronistica” l’attività venatoria, per poi magari recarsi nelle macellerie e nei supermercati a rifornirsi di “animali” ben impacchettati che più nulla hanno della loro fisionomia, né tanto meno colano ancora sangue dallo squartamento dei loro corpi o si odono le loro urla e strilli prima della macellazione: caccia rituale per delega, tutt’altro che etica, e di cui neppure ci rendiamo conto! Però, guai al cacciatore che provvede di persona al suo bisogno e anche in maniera eticamente più “compassionevole”, agendo anche con interventi necessari (come è per i cinghiali, cervi  e caprioli – in America addirittura nei Parchi Nazionali! – e, così facendo, facendo del bene anche all’agricoltura e a tante altre specie ben più a rischio, e di flora e di fauna). Tutto nasce da un articolo sulla ripresa della caccia alle balene da parte del Giappone.

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“ERBA ROSSA” Due nuovi settori di Area Wilderness in Provincia di Caserta!

«Volli vedere dov’era mio padre, lo trovai in una pozza di sangue. Aveva il cranio sfondato da un proiettile e tutt’intorno l’erba era diventata rossa…» così, Graziella di Gasparro la figlia di uno dei 39 civili trucidati da una rappresaglia nazista il 1 novembre 1943 nella borgata “Faeta” del Comune di Conca della Campania (Caserta) descrive quello che vide dopo l’eccidio perpetrato dall’esercito nazista in ritirata sotto l’incalzare degli Alleati; uno dei più tragici massacri di civili nel Sud dell’Italia. Il fatto successe su una collina sovrastante uno dei tanti burroni incassati nelle nere lave del vulcano spento di Roccamonfina, alle cui falde del versante di nord-est si trova quello del Rio Rollo.

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Vincitore Trofeo Giorgio Gramignani 2018

Vince la 16° Edizione del Trofeo Giorgio Gramignani 2018 la setter :

           SPARTA DI GIORGIO GIACONELLA

Complimenti al vincitore, a tutti i partecipanti e ai gruppi organizzatori !!

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