CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Month: febbraio 2011

Caratteristiche di lavoro del Setter Inglese

Galoppo di Ivo a nove mesi

L’andatura è di galoppo spigliato, elegantissimo e rapido ma non impetuoso, così che paragonandola a quella del pointer, è di velocità un po’ inferiore. A parità di lunghezza del tronco, si svolge secondo una linea più presso terra (rasente) e asseconda di più anche lievi ondulazioni del terreno, di modo che risulta più «pieghevole». E ciò è in relazione alla struttura prevista dallo standard (corrispondente alla psiche) che lo rende atto ad un diverso movimento degli arti. L’omero del pointer, più corto per rispetto al radio, diminuisce le possibilità angolari e forse la distanza di appoggio degli arti anteriori. Il posteriore poi è costruito per la sgroppata potente ed i due arti posteriori danno la spinta propulsiva in due tempi sì, ma più serrati, e si protendono maggiormente indietro.

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“La Pernice rossa” di Silvio Spanò

Copertina

Nei primi mesi del 2010 per i tipi del “Piviere” con sede in Gavi Ligure (AL) – nuova casa editrice specializzata in opere naturalistiche, di cui cura molto la veste e le immagini,ma si rivolge sempre ad Autori specialisti delle varie materie – è uscito il primo volume di una collana “Fauna Selvatica- biologia e gestione”, coordinata dal dott. Renato Dotta, che tratterà le principali specie di interesse applicativo. Si tratta di quello dedicato alla Pernice rossa (onde il titolo) scritto dal nostro presidente Silvio Spanò, che su questa specie ha svolto diversi studi.

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“Sintesi della passata stagione” di Silvio Spanò

9141c7bb359c7f3af70996e17456e508Anticipazioni sulla migrazione delle beccacce nella stagione 2010/2011. In sintesi una pessima annata.Sensibile calo generalizzato nell’incidenza dei giovani. I dati sono ancora incompleti e ci vorrà qualche mese per avere un quadro esauriente. Tuttavia sulla base dell’ultimo bollettino della Federazione delle Associazioni Nazionali di Beccacciai del Paleartico Occidentale (FANBPO) si può pensare di tracciare un quadro sintetico, almeno per i Paesi che hanno fornito informazioni (che qui voglio ringraziare!). La Francia (sempre in testa come sperimentata organizzazione sul territorio anche per il grande – e direi “storico” – interesse che ha per questa caccia) può già fornire dati interessanti e, in parte, generalizzabili. L’annata viene definita cattiva sia a livello nazionale che a livello paleartico occidentale.

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“Fotografiamole vive” di Cesare Bonasegale

 

Beccaccia sul nido

L’occhio della Beccaccia

Comunicare per diffondere la cultura mirata alla conservazione della Beccaccia. L’effetto diseducativo dell’esibizione dei carnieri.

Complimenti a quelli del Club della Beccaccia: son proprio bravi. Con ciò non voglio discriminare i Soci degli altri due Club che si dedicano alla medesima passione, solo che le loro attività mi sono meno note e di loro so poco: magari sono altrettanto bravi anche loro. Ricordo la frase scritta non so dove che diceva “Siamo il club della beccaccia … non dei beccacciai” e lo trovai uno slogan efficace, una bella asserzione pubblicitaria. Ora però – a tre anni dal nostro incontro – devo ammettere che quella frase era proprio vera. La funzione di un Club, oggi più che mai, è di comunicare per educare e condizionare i suoi Soci e tutti coloro che sono raggiunti dai messaggi dell’Associazione.

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“Uno stile di vita” di David Stocchi

Lezioni croate

Non riesco nemmeno ad immaginare una vita senza la caccia, forse posso sembrare esagerato, ma sin da bambino per me la caccia è stata sempre qualcosa di veramente importante. Tra i ricordi più belli nella mia testa c’è senz’altro il Nonno, mio vero grande maestro dell’ARS VENANDI, ricordo la sua doppietta che è stata sempre quella, le cartucce da lui caricate con dosi e formule degne dei migliori chimici, la cacciatora che guardavo con rispetto e riverenza, i cani, tra cui spiccava Arno mitico setter tricolore, lui si che la inventava la Beccaccia. Ricordo l’ansia che avevo e che non mi faceva dormire ( mi capita spesso anche oggi ) il giorno e la notte prima dell’apertura e non solo, l’ansia che mi prendeva quando il nonno non mi portava, e che mi faceva aspettare con trepidazione il suo ritorno.

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