CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Month: maggio 2011 (Page 1 of 2)

INTERVISTA A SILVIO SPANO’ “PRESIDENTE DEL CLUB DELLA BECCACCIA”

Silvio Spanò a Vormsi

Da dove nasce la tua passione nei confronti della Beccaccia ?
L’11 novembre 1956 da buon “cacciatore generalista” ligure, in un oliveto della Riviera di ponente, tirai ad un uccello, involatosi da terra, che pensavo fosse un “notturno”….Luca, il mio giovane cugino che mi accompagnava, corse e raccattò, con emozione, una beccaccia! Da quel momento cominciarono a tremarmi le mani (e mi tremano ogni volta) e conservai a lungo quel bossolo grigio, di GP cal.20.

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“SETTER LAVERACK” di Edward Laverack ( tratto da Il Setter)

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INTERVISTA A GIACOMO GIORGI “ALLEVAMENTO SETTER DI CROCEDOMINI”

A taine, passione mai sopita

Quale è stato il motivo o lo stimolo che ti ha portato a selezionare ed allevare il Setter ?

Fin da bambino ho sempre avuto una grande passione, un grande amore per i cani, nel lontano 1968 la mia prima licenza di caccia, la forma preferita quella di penna alla tipica di monte con il cane da ferma. Ho iniziato con meticci, mi ricordo di Full incrocio  setter/segugio dal naso finissimo che le cotorne le trovava con una facilità spaventosa,  vergognosamente scagnandole  me le sfrullava tutte buttandole sparpagliate giù per canaloni e dirupi sopra la Malga di Stabè ( Valle Camonica BS  ) tra moccoli , ingiurie  e porconi vari, poi passai ad un Breton, poverino era pure Epilettico, non aveva nemmeno un filo di stoffa per quei bellissimi uccelli dal bekko e zampette rosse.

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“LASSU’……FRA POESIA E REALTA'” di Emidio Petrucci

 

Emidio Petrucci con Giacomo Giorgi Lassù….

uno schiocchìo metallico apre il chiarore dell’alba….

 

le gelide guance… tagliate dalla brezza del mattino….

e le mandibole oramai contratte dal freddo
dell’attesa…finalmente danno un piccolo spazio…

ad un leggero sorriso…

Guidati come sempre… dalla speranza dell’incontro… a gran
fatica …i nostri passi… inerpicano i pendii…

sù di una roccia …oramai famigliare dal passato… un sorso di
tè….gratifica l’aspra gola ….

uno sguardo dietro noi….ci conferma la lontana
vegetazione…già da tanto lasciata giù in valle….

Finalmente lasciamo andare il nostro ausiliare compagno….

Con l’audacia di sempre…coraggioso e potente…affronta deciso
lo scosceso pendio….

esplora attento e a lungo….fra gli intrigati bastioni,
canali e ghiaioni….

ma…risale ora a testa alta …morbido e felino…ed
infine…conclude con una strisciante gattonata…

…indicando la recente presenza…

Volate via son da poco….ma lui sà…. dove cercarle…

I primi rivoli …prendono vita …lungo la nostra fronte…

E dopo lunghe ed estenuanti ricerche…

finalmente eccolo lassù in alto fra i bastioni….teso e
fremente a terra …

le narici…sembrano si dilatino….i labiali imbavati…
masticano ancora le poche emanazioni nell’aria….gli occhi torbidi e
cattivi…indicano…

Dopo la lunga attesa…. finalmente al fianco… del nostro
fedele compagno….

Un grande fragore metallico ….rompe il silenzio….

Due tonfi sordi ….le accompagna….

Una cotorna… oramai inerte… ruzzola fra le rocce…

Una goccia di sangue pian piano si spande….color di un
tramonto che scende….

Ma è una vita che stà varcando un confine…..

Osserviamo la gaia multicolore sulla nostra mano….un magone
ci invade il cuore…

Chiedendoci come sempre…

Perché….perchè….proprio a colei che a Dio
canta e …Nulla vuole…!

 

“PERICOLO FORASACCHI” Dott. Marco Cozza

 

Foto 2

Foto 2

Con l’arrivo della bella stagione si ha  anche un notevole incremento, oltre che della temperatura, anche dei pericoli per la salute dei nostri amici  a quattro zampe, oltre a parassiti e malattie da questi trasmesse, un vero e proprio flagello è rappresentato dalle ariste di graminacee selvatiche, volgarmente note come “forasacchi”.

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“GALLO INNEVATO, GALLO SFORTUNATO” di Stefano Franceschetti

parata

Parata

 Venerdì pomeriggio, valloni di calanchi a sbalzo tra Bologna e Modena. Sono alla posta al cinghiale nel contesto di una “girata di piano di controllo”, su un poggio che domina la pianura padana a perdita d’occhio. La cacciata non è delle più fortunate e passo la giornata ad ascoltare via radio gli insulti dialettali tra due fazioni di fosforescentissimi canai che hanno perso definitivamente i loro ausiliari chissà dove, oltre l’invalicabile confine provinciale! Nel frattempo un bel sole mi scalda il sangue ed in maniche di camicia, mi godo, seduto sotto una quercia, il panorama e l’arrivo definitivo della bella stagione.

Quando ripenso a quella giornata, catalogo automaticamente le avventure e le immagini indelebili, tra i ricordi legati alla caccia invernale, eppure nonostante la fredda apparenza, ci trovavamo alla fine di un caldo, fiorito e profumatissimo mese di maggio.

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“IL CANE DA COTORNE” di Lionello Mutti (tratto da Caccia a Starne e Pernici)

Geco (della Trabaltana) su Coturnici

Ivo (della Trabaltana) su coppia di Coturnici

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Setter della Trabaltana

“IL FONDO” di Alberto Chelini (tratto da Le Prove di Lavoro)

Setter della Trabaltana

Figo della Trabaltana su Bianche

Luna (della Trabaltana), Gran Fondista

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“ESTRATTO DI ETICA VENATORIA” di Giuliano P. Salvini (tratto da Tetraonidi e Coturnice)

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ORSO MARSICANO ADDIO

Impianto Fotovoltaico

Orso Marsicano addio

Il 29 aprile scorso sui giornali appare la notizia che la Regione Abruzzo ha infine approvato il progetto fotovoltaico della Vallelonga che sottrae 15 ettari di terreni ex agricoli alla regione di vita dell’Orso marsicano. Un’approvazione che ha potuto essere data grazie al fondamentale parere favorevole espresso dall’Ente Parco Nazionale d’Abruzzo con una relazione del marzo 2010 con la quale si sosteneva la non incidenza negativa del progetto sulla vita e l’habitat dell’orso.

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