CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Mese: luglio 2011

“SULLE ORIGINI DEL CANE DA PUNTA” di M. Cervone D’Urso

Il termine inglese “ to set “ altro non voleva significare all’origine che l’azione dell’ausiliare intesa al reperimento e “ferma” della selvaggina , e “sua fissazione sul terreno”. Non derivava quindi dalla parola “seduto”. E poiché l’azione del Land Spaniel si manifestava con uno stile “couchant”, col passare degli anni il significato originario della parola “setter” fu ampliato in modo da corrispondere anche al suo particolare stile “prez de terre”. Se si continuò ad identificare il “SETTER” col suo nome originario, fu soltanto perché questo indicava bene il suo compito di “cane da ferma”, come accennato in un precedente capitolo. L’azione richiesta al setter continuava infatti a richiedere un avvicinamento silenzioso alla selvaggina grazie ad un’azione guardinga e “prez de terre” svolgentesi sia in fase di cerca che di eventuale guidata ed accostata per concludersi comunque con la “ferma” del selvatico.

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“ALCUNI PIUMAGGI ANOMALI” di Silvio Spanò

Varianti del piumaggio

Varianti del piumaggio

Beccacce tutte bianche o tutte nere. Varie espressione di anomali caratteri recessivi che modificano l’aspetto cromatico del piumaggio della beccaccia.

Disegni e pigmenti delle penne sono geneticamente codificati nelle varie specie. Possono tuttavia verificarsi errori, (“scherzi della natura” li chiamavano i Vecchi Autori) per lo più dovuti a mutazioni a livello diverso, comunque geneticamente recessivi, in modo da modificare l’aspetto cromatico di singoli individui. Queste anomalie hanno sempre destato curiosità nei cacciatori, ma anche negli ornitologi, che le hanno descritte con dovizia di particolari, soprattutto nei due aspetti estremi dell’albinismo (colorazione bianca) e melanismo (nera).

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“FORZA PIER” SIAMO TUTTI CON TE

“IL GALLO CEDRONE” tratto dal Manuale del Cacciatore del 1945 (foto Mirco Peli)

Maschio di Gallo Cedrone fotografato  in Selva di Capovalle (Bs). Si tratta di un maschio impazzito per la foga dell’amore, con comportamenti aggressivi anche nei confronti dell’uomo ( in genere tale comportamento è dovuto alla presenza di poche femmine). Foto scattate il 1 aprile 2007 da Mirco Peli.

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IL CANE DA BECCACCE OGGI LA PROSPETTIVA MODERNA DEI COMPORTAMENTI DEL CANE SPECIALISTA di Giancarlo Passini

Bianca foto di Lucio Scaramuzza

Va da subito asserito che le cacce specialistiche rappresentano oggi, in un contesto globale di decadenza ambientale e faunistica, le uniche cacce vere. Nelle varie specialità, la caccia alla beccaccia è indubbiamente quella più praticata, quella che  purtroppo, ha imboccato la via del “turismo venatorio”, dove in molti Paesi vengono consentiti  indiscriminate “mattanze”. Questo è un punto su cui va combattuta, per quanto possibile, una ferma opposizione.

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IL CANE DA BECCACCE OGGI LA PROSPETTIVA MODERNA DEI COMPORTAMENTI DEL CANE SPECIALISTA di Giorgio Bellotti

Esercito la caccia alla beccaccia nell’Appennino tosco emiliano da oltre 45 anni ed ho cacciato con quasi tutte le razze da ferma con esclusione delle razze Continentali italiane, non perché queste siano inferiori alle altre, ma semplicemente perché non ho mai avuto occasione di possedere un soggetto appartenente a queste razze. Negli ultimi anni ho cacciato assiduamente con gli Epagneul Breton, una razza che allevo ed ho condotto in prove con successo, laureando diversi Campioni di lavoro, vincendo nel 2003 anche il secondo premio del prestigioso trofeo allevamento ENCI per le prove di lavoro.

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Momenti del Setter Day 2011

Riconoscimenti “Campionato Sociale S.I.S. a Beccacce” durante il Setter Day 2011

Riconoscimenti “Campionato Sociale S.I.S. a Beccacce” per i Setter : Emo del Fragim prop. Messina Francesco cond. Impoco Franco, Politium Bruno prop. Carmine Spezzano cond. Macaluso Michele, Perla del Frangio prop. e cond. Ildo Battanello, Politium Brio prop. Palo Giovanni cond. Macaluso Michele e Asso prop. Marco Collini cond. Fabrizio Baloci

“Sintesi dell’Assemblea Federazione delle Associazioni Nazionali dei Beccacciai del Paleartico Occidentale” di Silvio Spano’

Due le giornate focali dell’Assemblea FANPBO il 24 e il 25 giugno:

La prima con le comunicazioni scientifiche di interesse generale, seguite da una tavola rotonda sulla cinofilia;

La seconda con l’assemblea generale vera e propria che tra l’altro prevedeva il rinnovo delle cariche sociali nel Bureau.

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INTERVISTA A DOMENICO PENSA

A bianche con Ras

Come ti sei avvicinato al mondo della Caccia, o meglio quali sono le tue origini come cacciatore ?

Le mie origini come cacciatore risalgono al compimento dei 18 anni, al seguito di miei amici cacciatori di montagna, anche perché nella mia famiglia ne mio papà ne i miei nonni andavano a Caccia. A 24 anni la prima licenza e il primo cane, una Pointer, avuta da un amico e figlia di una sua brava cagna da Coturnici, questa, anche se io ero alle prime armi come cacciatore, a due anni dimostrò già di sapere il fatto suo. Allora le Coturne sulle mie montagne erano molto più numerose di adesso. La caccia alla Coturnice mi ha sempre entusiasmato più delle altre, quel fragore di ali quando partono ti carica di adrenalina, poi una mia personale convinzione è che, a Coturnici il cane si vede in tutti i suoi pregi e difetti. Comunque, dopo alcuni anni con i Pointer, un giorno mi fecero vedere una cucciolata di Setter tutti figli di cani cacciatori di montagna con affisso del “Pizzo Stella”, tra questi ce n’era uno che mi colpì più degli altri, ma il proprietario della cucciolata mi disse che era già venduto, fortuna volle che dopo un mesetto passai a trovare questo allevatore e vidi con stupore che quel setterino era ancora li, infatti quel signore che doveva prenderlo non era passato a ritirarlo, allora dissi lo prendo io e lo portai a casa, si chiamava Rinaldo Del Pizzo Stella.

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