CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Month: maggio 2013

“I PREDATORI COMPASSIONEVOLI” di Franco Zunino

 L’AUTORE E L’ASSOCIAZIONE WILDERNESS ANNUNCIANO UN LIBRO SULLA CACCIA, I CACCIATORI E L’ANIMALISMO ANTICACCIA

Stampato dall’autore con la collaborazione dell’Associazione Italiana per la Wilderness il libro sarà presentato al Game Fair di Tarquinia (Viterbo) il prossimo 2 giugno,  alle ore 15 presso la sala conferenze del Game Fair. In anteprima si diffonde la sua copertina ed il testo della quarta di copertina a firma del Coordinatore nazionale dell’AIW Avv. Giancarlo D’Aniello.

«Più leggevo le bozze del libro di Franco Zunino e più mi rendevo conto di avere tra le mani un suo vero e proprio testamento spirituale, che aiuta a riflettere su un argomento, definiamolo pure “spinoso” come quello della caccia. Il libro permette a tutti di comprenderne i più autentici valori ed al tempo stesso può essere considerato un pungolo all’impegno conservazionista per i seguaci di Diana. Zunino ribatte infatti punto per punto le più disparate tesi animaliste, mettendone a nudo le incongruenze, le idiosincrasie, la vera e propria ignoranza sull’argomento.

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Ritorno in canile della setterina Nebbia dai suoi amici Diana e Skizzo dopo la prima uscita con il Capo

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Parla Diana: Dove sei stata mia cara Nebbia?

Risponde Nebbia: Sono stata sulla montagna, ho visto abeti, betulle, castani e tanto cespugliato di sambuco e roveti ,tra la poca neve rimasta c’erano tanti bianchi bucaneve e le primule vicino alle sorgenti erano pennellate di giallo che al tenue sole brillavano e mi davano tanta allegria…

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“Ricordo di Gino Botto” di Silvio Spanò

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Solo recentemente sono venuto a conoscenza della scomparsa di Gino Botto avvenuta la scorsa estete, all’età di 92 anni, e credo sia doveroso ricordarne la figura anche sulle pagine della nostra rivista, visto che  i soci del Club certamente ne avranno sentito parlare, anche se non strettamente interessati alla cinofilia agonistica: andare a caccia di beccacce col proprio cane, che spesso vive i casa nostra, a è comunque e indiscutibilmente “cinofilia”.

Gino Botto, dresseur “maestro” nella seconda metà del 1900, raggiunse l’apice della carriera a partire dagli anni ’60, vincendo più volte Coppa Europa, e partecipando con successo alle classiche prove a grande cerca che si tenevano ad es. a Bolgheri, Borgo d’Ale, S.Luce, Sutri ecc. nonché alla maggior parte di quelle via via più recenti in Italia e all’estero (soprattutto Francia, Belgio e Germania), continuando l’attività fino a ritirarsi nel 1990. Conosciuto stimato per la sua capacità e conoscenza nel rapportarsi con i suoi allievi pointers e setters, nel corretto rispetto dei proprietari e delle giurie. Sempre accompagnato dalla fida moglie Anna, furono definiti “ambasciatori della cinofilia italiana nel mondo”!

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