CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Month: maggio 2015

LA RICERCA DEL CAMPIONE VERO, DEL CACCIATORE ETICO E DELLA STARNA ITALICA di Lucio Scaramuzza e Mirco Peli

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QUALCUNO LA DEFINISCE “LA GRANDE UTOPIA” PER CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE E’  “LA GRANDE SPERANZA” ovvero LA RICERCA DEL CAMPIONE VERO, DEL CACCIATORE ETICO E DELLA STARNA ITALICA

Partire da soggetti che a caccia abbiano dato dimostrazione di grandissime doti, testati su animali veri, dal beccaccino al gallo forcello, su veri terreni di caccia, visti e giudicati dai migliori giudici, pensiamo sia un modo per cercare seriamente soggetti che possano diventare il punto di riferimento per il mondo della caccia, riportando la cinofilia, come lo era alle sue origini, al servizio dei cacciatori.

Noi pensiamo che fra bravi cani da caccia e selvaggina vera esista un connubio imprescindibile, che l’uno non possa esistere senza l’altra, la selvaggina vera fa crescere la cinofilia e i cani cresciuti a pane e selvaggina vera, costituiscono la vera essenza della caccia, e contribuiscono indirettamente, ma secondo noi in modo significativo, ad un sempre maggior rispetto verso la selvaggina stessa.

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“Un cacciatore, un setter e una beccaccia” di David Stocchi

Mamma (Luna) e figlio (Bosco) su beccaccia

Mamma (Luna) e figlio (Bosco) su beccaccia

Sentiamo sempre più spesso parlare di etica nella caccia alla beccaccia, e sempre i discorsi finiscono sul beeper contro il campano, il fuoristrada contro i muli, i cani corti contro i cani lunghi ecc. ecc., solo una cosa viene soventemente tralasciata, ma questa è di primaria importanza, “il cacciare soli”. Mi accoglie una fastidiosa nebbiolina e un ponticello da attraversare, sono nel cuore dell’Appennino centrale. La zona la conosco come le mie tasche, qui mi sento a casa, questo posto lo considero mio come nessun altro. L’odore dell’Autunno e le piccole sfumature che da solo riesco a cogliere, rendono l’atmosfera magica. Vorrei gridare al mondo intero le mie sensazioni, ma così romperei l’incantesimo, si l’incantesimo di cercare la beccaccia da solo con Luna, la mia Luna della Trabaltana.

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