CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Mese: Agosto 2015 Page 2 of 4

ADDESTRAMENTO DEL CANE DA FERMA – Il trascuro e il rimorchio – di Federico Gallo

Demo D’Allesandris

Due atteggiamenti o difetti che il cane da ferma non deve avere assolutamente sono il trascuro e il rimorchio. Purtroppo spesso si manifestano ma fanno parte di quelle caratteristiche che un amante dei cani non desidera mai riscontrare. Di che si tratta e perché si manifestano? Intanto cominciamo a dire che il trascuro è l’errore che commette un cane quando, a favore di vento e con buone circostanze di tempo e di luogo, non avverte la selvaggina disponibile sul terreno quindi non la marca con la ferma. Come possa accadere ciò è cosa dipendente da alcuni fattori che mettono il cane in difficoltà. Il più importante ovviamente è la mancanza di doti olfattive eccelse o almeno sufficienti.

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ADDESTRAMENTO DEL CANE DA FERMA – Il guinzaglio – di Federico Gallo

_DSC3915Nessuno si azzarderebbe mai ad uscire con un giovane allievo senza averlo prima abituato al guinzaglio. Appare una cosa ovvia ma anche questa pratica richiede una precisa prassi. Il vostro cucciolone non sa cosa vuole dire essere legato quindi reagirebbe in maniera molto “vivace” se, da un giorno all’altro, voi decideste di legarlo e portarlo con voi. Ci resterebbe molto male e lo prenderebbe come un’offesa e una tortura vera e propria. Rischiereste di farvelo nemico. Questo è uno dei punti fondamentali dell’addestramento per non incorrere in atteggiamenti di scontrosità e che vanno insegnati e graduati fin dalla tenera età.

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ADDESTRAMENTO DEL CANE DA FERMA. – L’età delle prime uscite – di Federico Gallo

per seterfotoProseguendo il nostro approfondimento vi ricordo che nel “decalogo” dei problemi ho indicato dieci punti essenziali. Non li ho messi in fila come per significare che uno sia più importante dell’altro o uno sia da eseguire prima dell’altro. Se lo avessi fatto vi avrei portato per mano e invece voglio farvi riflettere su ciò che è più importante o meno importante. Io dico che lo sono tutti, molti di voi forse non saranno d’accordo e allora ne discuteremo in seguito. Intanto cominciamo dal primo problema da risolvere. Quasi tutti i nuovi cinofili commettono lo stesso errore; portano il cane troppo giovane a confrontarsi con la realtà dei campi e dei boschi.

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ADDESTRAMENTO DEL CANE DA FERMA. – Il consenso – di Federico Gallo

 14191436_1097078557040616_664555585_oColoro che cacciano con due o più cani dovrebbero avere dei soggetti con la ferma di consenso. Questa caratteristica, infatti, è cosa necessaria non solo utile. Anche se si cacciasse da soli sarebbe sempre e comunque desiderabile perché si possono incontrare colleghi cacciatori sullo stesso terreno. Mettiamo il caso che fuori da un boschetto ci sia collega che vi precede o affianca. Mettiamo che abbia il cane che ha incontrato e fermato la selvaggina, sarebbe veramente deprecabile che il vostro cane lo caricasse o sorpassasse andando ad involare il selvatico che stava nascosto sul terreno.

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ADDESTRAMENTO DEL CANE DA FERMA – I continentali – di Federico Gallo

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Trattando di questi cani e del loro collegamento ho diviso in due macro categorie le razze. Sono le categorie tradizionali in cui vengono divisi per le loro caratteristiche ed origini. Infatti, gli inglesi da ferma sono i Pointers e i Setters, di tutte le razze. Gli altri cani da ferma si chiamano “continentali” perché originati, selezionati ed usati nel continente europeo ma fuori dalla Gran Bretagna. Va da se che queste due macro categorie ormai sono superate dai fatti.

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Una tranquilla apertura in montagna di Mirco Peli

Usate (73)In Valle Sabbia la caccia alla tipica di monte è ancora possibile; ma la presenza di selvaggina è accettabile solo sulle montagne d’alta valle, in particolare nelle zone più difficili da raggiungere. Il mio setter durante i censimenti è stato morso da una vipera, fortunatamente si sta riprendendo, ma se lo voglio in forma per il passo delle beccacce, all’apertura è meglio che lo lasci riposare. Non mi va di uscire con il fucile senza cane; cosi mi accordo con Ciso, per accompagnarlo con la sola macchina fotografica. Destinazione l’alta Valle Sabbia; una buon’occasione per scattare qualche bella foto e osservare lavorare cani specialisti, di fauna tipica di monte, patrimonio che si conserva e si rinnova soprattutto per la difficoltà per accedervi, ma soprattutto grazie alle confinanti montagne del Trentino che fungono da serbatoio.

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La caccia col cane da ferma è finita. ii Federico Gallo

BICEZIA DELLA RISERVA REALE

BICEZIA DELLA RISERVA REALE

Ovviamente mi riferisco alla caccia classica che richiede selvaggina classica per il cane da ferma. Per primo La Starna e dopo Coturnice, Pernice, Quaglia e Beccaccia. Non includo il fagiano perché trattasi di un surrogato che spesso rovina i cani da ferma invece di aiutarli ad esprimere le loro potenzialità. La fine delle caccia col cane da ferma coincide con la fine dei terreni coltivati e mantenuti da agricoltori e mezzadri, usati da pastori e vaccari, colonizzati da intere famiglie di fruitori del territorio agro-silvo-forestale per tutte le attività che ha visto crescere il genere umano. Insomma faccio riferimento a quella che era chiamata : la civiltà contadina.
La conseguenza è che il terreno si è “inselvatichito” e le colture, a macchie di leopardo a regime vario, appetibili alla selvaggina, sono andate via via sparendo per lasciare il passo alla monocoltura cerealicola e alla foraggiera per l’allevamento in stalla.

Addio ai fontanili e alle pozze d’acqua curate per l’abbeverata,addio ai sentieri e alle decespugliazioni intelligenti, addio alla deforestazione programmata scientificamente e accompagnata da forestazioni controllate e corrette con la ricrescita del ceduo e con piantumazioni ex-novo di essenze di alto fusto.

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INTERVISTA IVANA LETIC-PAJKIC ALLEVAMENTO “Hunting House Pajkic”

11198713_1091625704185417_1857133819_nQuale è stato il motivo che ti ha portato a selezionare ed allevare il Setter ?

I setter sono in mia famiglia tra generazioni, miei nonni erano cacciatori, ed avevano irlandesi ed inglesi. Quindi, la scelta più logica per me è il setter. Mio marito ed io abbiamo iniziato ad allevare 17 anni fa. Siamo anche cacciatori.

Quali sono i parametri che utilizzi e reputi più importanti nella selezione dei tuoi Setter ?

I parametri che utilizziamo sono tutte le caratteristiche della razza: morfologia in tipo della razza, la testa tipica, il carattere tranquillo e stabile, con temperamento allegre. Ed il più importante – abilità naturale per la caccia. Tutti i parametri sono importanti ugualmente quando facciamo la selezione per allevare.

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Intervista a Luigi Caparelli dell’allevamento delle “Querce Merizie”

Multy ch it int Bonny delle querce merizieQuale è stato il motivo che ti ha portato a selezionare ed allevare il Setter ?

La mia storia con la razza inizia il 1979, io bambino in calzoncini corti, fui folgorato dai setter inglesi dei miei zii, provenienti dall’allevamento delle vallate, tempi ormai lontani ed io bambino non vedevo l’ora di poterli portare al guinzagli, e quindi scioglierli in campagna, da li la passione bruciante, che mi porta ad avere il mio primo setter prima ancora del permesso di caccia, a 16 anni ero pronto!!!la voglia e la passione di allevare, arrivano quasi di pari passo, ed è l’attrazione di far nascere cani dai soggetti portati fuori, quindi bravi, e farli crescere e vederli diventare bravi.

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INTERVISTA A ROSSANO BAIAMONTE. “ALLEVAMENTO SETTER DEL BAIAROSS”

11208855_10206312800286525_2089034747_nQuale è stato il motivo che ti ha portato a selezionare ed allevare il Setter ?

Salve mi chiamo Baiamonte R. e sono il titolare dell’affisso “Del Baiaross”, ho 29 anni e sono la quarta generazione della mia famiglia ad allevare questa razza,spinto appunto da quest’amore di famiglia e grazie agli studi fatti ho deciso di allevare in modo professionistico il setter inglese per diversi motivi, tra questi l’eterna ricerca del soggetto “ipertipo” che rispecchi lo standard morfofunzionale in toto e che consenta al cacciatore medio di avere un ausiliare che sia Setter al guinzaglio e Setter allo Sgancio.

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