CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Mese: Settembre 2015 Page 2 of 3

Per fare un setter in tre anni: ci vogliono tre anni – di Mirco Peli

Ferme ricordo (42)

Lares di Gianfranco Lucchini 2004

Ero andato a prendere Primo a meta Ottobre. Dopo i primi due giorni di ambientamento passati a casa, decido di portarlo a fare un giro un pomeriggio di caccia chiusa, le beccacce ci sono già e sono curioso di vedere cosa combina. Lo metto al guinzaglio, beeper più campano e spero che non se ne vada chissà dove. Gira collegato per un po’, riesco sempre a sentire il campano, poi sparisce e la prima uscita ce la giochiamo così…. con un fischio ogni tanto e con la massima concentrazione nel provare a sentire il beeper o il campano, ma non si sente niente per tanti minuti. Poi torna, presentandosi dalla parte opposta rispetto a quella che pensavo stesse battendo. Penso mah, chissà che giro ha fatto…. va già bene che è tornato, ci fermiamo un po’ seduti tra i pini, mi guarda forse per dirmi qualcosa, lo accarezzo mentre gli do da bere poi si torna in macchina e via verso casa.

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Tutto sul “TROFEO ALECTORIS APPENNINICA”(Calendario e Risultati 2015, Albo d’Oro e Albo d’Oro fotografico)

ALBO D’ORO

1° Edizione 2015 Edda s.i.f. di Flammini Gabriele

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RISULTATI E QUALIFICHE 2015

Mercoledì 16 settembre 2015 Monte Orsello (AQ)

 

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Quasi una favola di Marco Ramanzini

Scan 70Primi giorni di caccia. I pomeriggi sono ancora lunghi e la temperatura piuttosto alta, tanto da richiedere ogni tanto uno stop per tirare il fiato. Siamo fermi a un vecchio fontanile ai margini di una oliveta sulle prime colline appena si comincia a salire dalla pianura. È un posto dove ci fermiamo spesso quando cacciamo da queste parti. Acqua pulita e fresca per i nostri ausiliari, ombra e una vecchia panchina in pietra per noi. Il luogo è relativamente vicino alla città, prima che i terrazzamenti a ulivi proseguano lasciando il posto a incolti, paleo e poi bosco. Giù in basso i primi tetti sono in linea d’aria a un paio di chilometri al massimo e capita spesso che specie il sabato o la domenica capiti qualche famigliola “in gita”. Quando sono a caccia e incontro qualcuno mi affretto a richiamare il cane, aprire il fucile mettendolo a tracolla e salutare educatamente.

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INIZIAZIONE DEL CUCCIOLONE E STEPPE DELL’EST-EUROPA DI ENRICO FENOALTEA

Stagione 2012 (21)E’ noto a tutti che la bravura di un cane da ferma è il frutto della sinergia tra doti genetiche e ambiente faunistico di iniziazione ma non tutti sanno che è quest’ultimo che determina la “resa venatoria” del cane adulto. Per questa ragione nella mia lunga esperienza (allevo personalmente i cani con i quali caccio, in quanto credo che il cane da lavoro debba possedere caratteri specifici), ho sempre iniziato i cuccioloni sulle starne naturali, secondo me insostituibili per la formazione di base del cucciolo. Quando nel Lazio a metà degli anni 70, le starne naturali si sono estinte, ho avuto la fortuna di trovare nelle sterminate steppe dell’Est Europa (dove le starne naturali sono ancora presenti, ma non abbondanti), un paradiso per tutte le attività cinofile.

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I CANI DA FERMA OGGI di Enrico Fenoaltea

Jack di Matteo Tebaldini

Jack di Mirco Peli

Ogni evoluzione del cane da ferma è strettamente legata alle modifiche dell’ambiente, della qualità della vita, del modo di cacciare ed è normale che i cani attuali siano diversi da quelli di ieri, perché ambiente e selvaggina sono cambiati. Nel dopoguerra la caccia con il cane da ferma era praticata da pochi, l’agricoltura era basata sui cicli agrari naturali, sul lavoro animale, sui concimi naturali. Poche (e dissestate) le strade, pochissimi i veicoli, (vaste aree erano irraggiungibili e fungevano da oasi) la selvaggina naturale, incrementata durante la pausa bellica, era abbastanza diffusa.

Allora lo scopo principale della maggior parte dei cacciatori era il carniere di selvaggina naturale (assai pregiato), per il quale era indispensabile il fucile, mentre il cane, era considerato solo uno strumento per moltiplicare gli incontri.

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I SISTEMI ELETTRONI NECESSARI ALLE PRESTAZIONI DEI CANI MODERNI di Enrico Fenoaltea

IMG_4795Negli ultimi decenni sono arrivati sul mercato i collari elettrici, i “Beeper”, ed i radiolocalizzatori satellitari, che hanno profondamente modificato, sia i sistemi di addestramento, sia la tecnica venatoria dei cacciatori, e indirettamente stanno influendo anche sulla dotazione genetica dei cani.

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Turismo venatorio, notizie sulla popolazione e comportamento delle beccacce di Mirco Peli

OSOPPO-17-3-14-2-004In questi ultimi anni il turismo venatorio e i carnieri che svengono sbandierati, suscitano qualche inquietudine fra i veri beccacciai, preoccupati che alla lunga ciò possa incidere sul contingente beccaccia che migra sui nostri territori. Vediamo di chiarire scientificamente questo aspetto. Spulciando vari siti internet fra cui (www.labeccacciascientifica.it/di Enrico Cavina) ho trovato i seguenti dati, che danno la dimensione in numeri confrontabili, sia delle stime sulla popolazione beccaccia, ma anche dei prelievi fatti nei vari paesi. Prima di proseguire con i dati complessivi voglio mettere in evidenza che dai tesserini regionali risulta che nel solo comparto alpino C7 Valle Sabbia dove caccio, ogni anno sono abbattute mediamente 1.300 beccacce.

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SOSTIENE PUTTINI: Pensieri e sogni di un addestratore cinofilo a riposo

Setter di Giacomo Giorgi allevamento di Crocedomini

Setter di Giacomo Giorgi allevamento di Crocedomini

Gli incontri sono opportunità a coglierne i significati. L’uomo pensa e sogna, a volte pensieri buoni a volte anche sogni buoni. Quando ritengo che i miei pensieri e sogni sono buoni, li scrivo per ricordarli. Non voglio mettermi in cattedra ma se siete d’accordo e approfittando della vostra disponibilità vi sottopongo i miei pensieri e i miei sogni.

Sono Gastone Puttini, addestratore professionista di cani da caccia da ferma; nonché cacciatore.

E’ doveroso, secondo me, che chi ha vissuto a lungo accumulando esperienze e un pò di saggezza dia messaggi utili. Ho vissuto una vita ad educare cani per la caccia e preparare cani per le prove, non solo in Italia. Un lavoro molto impegnativo, sovente sofferto, ma intenso di soddisfazioni e di emozioni.

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“Roberto Scorta ha scritto: Non mi ha mai conquistato ne scaldato l’animo ne vinto la ragione.”

11178574_10204221932248830_2027942385_nMi sono sempre chiesto il perché del mio tiepido interesse per un selvatico di tale pregio e bellezza di tradizione venatoria e anche per certi versi cinofila. Di ambiente pregiato e suggestivo capace di stimolare emozionale reazione profonda e condivisa da tanti animi che ne ricercano con caparbia continuità e religiosa dedizione il contatto, anche solo fuggente, spesso sfuggente a volte solo percepito. Chiamatela Regina. Merita un deferente rispetto una composta nobile maniera ricca di gestualità tramandate da una lunga dedizione.

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“Crederci “ Di Roberto Scorta

11257723_10204270844991618_1085413207_nPer me la vita è credere di potere. Credere di essere capaci di creare anche ciò che ragionevolmente rende scettici e poco solerti ad accettarne le traversie. Avere davanti un cammino che svolta spesso attorno alla ragione per prendersene gioco con frivola eleganza approfittando della tua stupita espressione per giocarti un’altro tiro intriga e stuzzica il principio della sfida. Così dopo avere letto riletto straletto scendiletto e via dicendo che, uno degli argomenti che più mi appassionano anima e cuore, non sia possibile coniugare in un Setter Inglese resa venatoria resa operativa e classe eleganza taglia distinzione maniera che ne sono forte imprescindibile ed assolto marchio di fabbrica RESTO risolutamente convinto del contrario. E ne vado fiero ed orgoglioso. Ritengo infatti, diciamo con naso storto e amaro palato, miserevoli, diciamo leggere va, di convenienza, giustificazioni od opinioni?? Di coloro che sostengono questo concetto a volte espresso secondo me con un accento un po’ pepato.

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