CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Mese: Dicembre 2015 Page 2 of 3

HO CALATO LE BRACHE? di Silvio Spanò tratto da www.continentali da ferma.it www.giornale della beccaccia.it

Primo-e-Lares-di-Mirco-Peli-su-beccaccia-svernante

Dopo aver pubblicamente dichiarato la sua avversione al beeper, l’autore lo ha sperimentato sulla sua Setter, della cui sordità dalla nascita ha già scritto su queste pagine.

Giornata fatidica, da sottolineare doppio in nero: ho utilizzato un beeper! Su “Beccacce che passione” l’anno scorso, in un articolo/confessione, ebbi a scrivere che, a seguito del ruinare degli anni (età) stavo correndo il rischio di accettare l’utilizzo del marchingegno!. Me l’aveva proposto un amico, accompagnatore in un’azienda turistico-venatoria, dove la buona (a mio avviso) abitudine della mia Maya di fermare solido e aspettare immobile il mio sopraggiungere (è successo anche per un’ora e mezzo!) mi fa impazzire nelle macchie dove i fagiani me la portano fuori mano per poi bloccarsi chissà dove, obbligandomi a sforzi di ricerca eccessivi e per lo più infruttuosi. Egisto – è il nome dell’amico – allora tirò fuori di tasca il marchingegno ed io, maleducatamente, gli suggerii dove poteva ficcarselo!

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Coturnici del Monte Marsicano Tratto da Caccia Passione

1908412_683068681769401_5373030736317682659_n“Essere cacciatori non significa solo uccidere, ma istruirsi, cercare di capire sempre più e rispettare la natura con tutte le sue creature buone e non buone che siano.

La bellezza e l’integrità pura che a quei tempi offriva la montagna è purtroppo scomparsa, deturpata dalle tante strade e dai fuoristrada sempre più potenti che arrivano da tutte le parti rovinando così le ultime bellezze della natura rimaste.”

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Caccia alla beccaccia ieri ed oggi di Enrico Fenoaltea

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Di recente ho partecipato ad una battuta alle beccacce in un paese baltico, con due amici carissimi e provetti beccacciai, e all’origine di queste note c’è un confronto tra tecnica venatoria attuale e quella dei miei tempi. La caccia alla beccaccia (che ho praticato per una ventina di anni, a partire dal 1953, nei boschi cedui collinari dell’Alto Lazio) è, a mio avviso, la più sportiva ed appassionante delle cacce perché solo un’arcana “possessione” può spingere il cacciatore a marce faticose in ambienti ostili per la ricerca aleatoria di un selvatico raro, imprevedibile e misterioso.

Nel bosco che, ricorda l’ambiente primigenio, senza i filtri della civiltà, il cacciatore torna a percepire il respiro profondo della terra, a misurare il tempo sulle ore di luce e la distanza sulla forza delle gambe; gli stimoli della fame, della sete, della stanchezza, tornano ad essere autentiche necessità fisiologiche e, alla fine della battuta, il loro soddisfacimento procura inedite sensazioni di benessere psico-fisico.

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Cinotecnica: la ferma in bianco di Claudio R. Barba tratto da Caccia Oggi

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Il settlogoer corre incrociando bene il terreno ed allargandosi alla bisogna, sotto la spinta dei suoi posteriori flessibili. Scavalca le stoppie agilmente, come se un silenzioso cuscino d’aria lo sospingesse con potenza vincendo sullo spazio e sul tempo. Guadagna il centro del campo veloce, domina le zolle indurite dal sole estivo e si schianta a ridosso di una famiglia di giovani girasoli, colorati e svettanti come vacanzieri al mare. E’ granitico, impenetrabile, irremovibile. Il naso illucidito dallo sforzo punta deciso in direzione dei fiori gialli; la groppa frangiata è precipitata giù di botto, confondendosi con la terra in una curiosa illusione ottica. L’uomo salta ansioso sull’argilla del campo di grumo in grumo, sudato, tenendo con due mani il sovrapposto, senza riuscire a distaccare gli occhi dal cane in ferma. Finalmente gli è accanto; sente che pian piano il respiro sta ritornando regolare; si posiziona meglio; trova perfino il coraggio di togliersi e rimettersi il cappello mentre il setter non muove nemmeno un’unghia della zampa.

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CANE DA FERMA: LA CERCA INCROCIATA di Claudio R. Barba tratto da Caccia Oggi

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Nei tempi che attualmente viviamo, esistono contingenze che hanno imposto la visione d’una prospettiva modificata rispetto a qualche assunto che ritenevamo immutabile. Si tratta di cose grandi e piccole, di eventi, di costumi, di innovazioni. Anche nel nostro piccolo orticello di cacciatori cinofili, iniziamo a prendere atto di situazioni che, fermi nell’immaginario puristico, fino all’altro ieri ritenevamo inaccettabili. Il primo di questi capisaldi è l’attività dei cani da ferma britannici.

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La caccia non ha un merito sociale di Francesco Materasso

10250240_1474644642798649_5339342382386711466_nPoco dopo l’inizio del decennio in corso quasi tutti, dirigenti venatori, cacciatori e agricoltori e quanti ruotano attorno al settore caccia per interessi vari, sostennero che la caccia poteva avere un merito nel sociale. In concreto esiste una connessione tra le ragioni della caccia e gli interessi generali della società. Qualcuno dei soggetti su elencati sunteggi, per cortesia, gli sforzi culturali e organizzativi mirati a tale scopo.

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Quando la caccia è chiusa, uscire con i cani da ferma è una necessità – di Francesco Materasso.

Oslo della Trabaltana

Oslo della Trabaltana

Se la caccia è uno sport, cani e beccacciai sono atleti e in quanto tali non possono essere stoppati con il 31 gennaio per poi ripartire con il mese di settembre. Una stasi così lunga ti rovinerebbe nel fisico e nella mente. Più volte ho confessato che non obbedisco a tale norma.

Continuo ad autodenunciarmi e a maledire, a nome dei miei cani ed il mio personale, quei supponenti rappresentanti dell’associazionismo e della cinofilia di categoria, perché nulla fanno a che si inserisca tale licenza, fra l’altro possibile, nei calendari venatori.

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L’uomo senza volto di Mario Sapia tratto da www.cacciaoggi.it

beccaccia-tramontoIl tramonto perlaceo, bianco di lattigine, scende nell’uliveto innanzi a me, dove le branche degli alberi che annaspano nella foschia calante sembrano le anime del purgatorio illustrato da Dorè. Preceduto dai cani, rientro verso la macchina percorrendo il sentiero che avevo battuto all’andata per tentar di levare la prima regina della stagione. D’un tratto, sento l’ovatta dell’umido che varia di timbro, come se le infinite particelle di nebbia si spostassero facendo muovere quelle accanto a guisa d’un domino acustico appena percettibile. Alzo gli occhi e la vedo davanti a me, inconfondibile nell’indistinto, bella pur se strana, ben determinata verso un punto preciso d’atterraggio anche se nuova del posto.

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Trialer e Cani da Caccia – di Giulio Colombo

Mi sia lecito spiegare il concetto che regola la mia modesta opinione. perché risulti chiaro il modo di giudicare, anche a chi lo trova alquanto disinvolto.

Nella Gara Classica io mi preoccupo per cominciare della “Nota del Concorso”, premessa indispensabile per verificare tutte le doti che è pacifico e sottinteso dover costituire l’inalienabile corredo del trialer.

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Addestriamo assieme Tell di Giulio Colombo tratto da il cane da ferma

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Andare a caccia e sport, svago, ginnastica, è perditempo spesso; cacciare col cane da ferma è arte e se non tutti codaioli emergono dalla mediocrità, hanno però tutti in comune un sentimento che solo per eccezione può albergare in animo volgare: l’affetto per il più completo ausiliare che la natura ci ha posto a disposizione anche se non è oggi il più indispensabile.

Il cane da ferma caccia per voi anche se non lo meritate, è la più cosciente e completa manifestazione di altruismo e di abnegazione che essere dotato di intelligenza volontà pratichi liberamente, senza costrizione: non morso, redini, pungolo, lusinghe e allettamenti, solo la frusta a temperare l’esuberanza e piegare maggiormente al vostro tornaconto l’attiva collaborazione.

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