CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Month: febbraio 2016 (Page 1 of 3)

UN MAESTRO di Silvio Spanò

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Ricordi di un pittoresco personaggio della Genova degli anni ’60, cacciatore cinofilo e beccacciaio  che fu “maestro” di Silvio Spanò.

Tutti noi abbiamo avuto un amico che, in qualche modo ci ha insegnato qualcosa e che pertanto per quella determinata cosa è doveroso chiamare maestro. Nella caccia e nella cinofilia i nostri “maestri” possono esser stati diversi e anche in contrasto tra loro a seconda dei momenti, delle nostre stesse tendenze ed esigenze. Un maestro non plus ultra per qualcuno, può sembrare inaccettabile ad altri.

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L’AMMAZZA BECCACCE di Silvio Spanò

Beccacce al crepuscolo

Beccacce al crepuscolo

La necessaria evoluzione del significato moderno della caccia,  coerente con la gestione del patrimonio faunistico. Anche la beccaccia, per raggiungere la notorietà, ha subìto la sorte di quasi tutte le specie animali: è stata ammazzata! E ciò è per lei ancor più vero perché ben pochi si sarebbero accorti della sua esistenza, visto che è crepuscolare ed elusiva, e semmai erano solo i “poveri diavoli” – che fino all’invenzione delle armi da fuoco e della caccia”sportiva” – la prendevano con i lacci per mangiarsela (o più spesso e con maggior profitto per venderla ai signori golosi che da tempo si erano accorti della sua sublimità gastronomica).

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Cani a misura d’uomo di Orlando Fabbri allevamento Radentis

Pepe e Cora

Molto meno difficile del previsto.

Nel numero scorso abbiamo cercato di spiegare l’inspiegabile: perché un cane o un lupo selvatico non può essere mordace ne confronti di un altro essere vivente! Essendo carnivoro può catturare e masticare per ragioni connesse con la propria alimentazione o, tutt’al più, potrà difendere la propria incolumità fisica, ma mordere un uomo mai. Dovremmo anche aver compreso che è per questa ragione che i soggetti che nascono con istinti diversi da questi non possono sopravvivere in natura né, andare in riproduzione.

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Cane Diritto, Cane Rovescio di Orlando Fabbri allevamento Radentis

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Se un cane, nel bel mezzo di una giornata, salta una staccionata di protezione ed attacca sino a dilaniare un ignaro passante e se casi analoghi si ripetono sempre più frequentemente, una ragione dovrebbe esserci.

Basteranno quelle spiegazioni di mamma televisione che tendono costantemente a colpevolizzare l’uomo cinofilo e, forse, il passante rompiscatole e distratto?

Sarà utile e di buon gusto informare dell’apertura di cliniche psichiatriche, con annesse ambulatori attrezzati per ospitare canidi in analisi?

E se queste esistono davvero ed hanno clienti, ci sarà una ragione!

Invece se uno splendido lupo selvatico affamato tenta di predare una pecora (cosa che i suoi antenati hanno fatto per millenni) si trova a dover fare i conti con una nuova razza di lupi che la difendono (a pancia piena).

Il concetto di predazione ha esclusive ragioni alimentari, per questo è sicuro che un ghepardo a pancia piena non rincorrerà una gazzella, né un falco pellegrino penserà di predare prima di aver digerito totalmente la pernice catturata giorni prima.

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Biografia e fotografie concesse dal nipote Ettore Garavini

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Il cavaliere Ettore Garavini nasce il 25 settembre 1900 da una famiglia di proprietari terrieri, a San Pancrazio nelle campagne del Ravennate. Suo padre Egisto, oltre a seguire i terreni, era molto attivo nel commercio di prodotti alimentari, ovvero, tutto ciò che derivava dai poderi e dagli allevamenti di bestiame. La madre Anna era impegnata nel gestire una grande bottega di generi vari, quelle di una volta, con tanti magazzini che circondavano l’aia nel retro dell’abitazione. E poi c’era Dante, il fratello, più giovane di Ettore di cinque anni. Insomma, un ambiente dove c’era molto movimento.

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ANNA e GINO BOTTO UNA LUNGA VITA CON I TRIALLER

Nuova cartella 2694La cinofilia venatoria in terra ligure è nata sui pianori della Val d’Aveto e di Praglia; terra amara, avara nel concedere i suoi frutti, che tuttavia ha dato i natali a personaggi divenuti famosi nella cinofilia agonistica. Gente rude, caparbia, ma schietta, che per scarsità di terreni e mancanza di selvaggina idonea, ha dovuto emigrare in altre regioni, per rubare, con brevi turni, un selvatico vero; uomini che con costanza e forza di volontà sono riusciti ad imporsi in Italia ed al’estero, con i propri cani.

Intrevista di Aurelio Garelli.

Nel 1984, ci trovavamo all’Hotel Adriatico di Umago (ju) concordai con i signori Anna e Gino Botto per un’intervista che gli avrei fatto per il giornale “I Nostri Cani” edito dall’Enci. Al dresseur più rappresentativo, Gino Botto, che nella sua lunga carriera ha accumulato molteplici esperienze cinofile, ed alla sua gentile consorte, signora Anna; che lo ha sempre seguito collaborando, ho rivolto alcune domande:

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“CACCIA A UN PASSO DAL CIELO” di Franco Subinaghi

caccia a un passo dal cieloPrefazione

Ho sempre considerato la caccia uno stile di vita, e, come dissi tempo fa, la mia vita senza la caccia sarebbe come quella di un setter o di un pointer senza la caccia.

Questo mio modo di vedere l’attività venatoria, ha fatto si che inevitabilmente la maggior parte delle mie amicizie sia composta da persone che in linea di massima la pensano come me, e, una di queste è Franco Subinaghi.

Conosco Franco da molto tempo grazie soprattutto alla militanza nel Club della Beccaccia, sin da subito si è accesa una grande simpatia, di certo per la passionaccia comune relativa alla Regina del bosco, ma anche e soprattutto perché entrambi utilizzatori del setter scozzese.

Apprezzo molto i suoi dipinti, ho letto con grande emozione le precedenti opere, “La caccia dell’anima” e “Il diavolo nel lariceto” ma stimo Franco specialmente per il suo modo etico di vivere la nostra passione, tra l’altro, in poco tempo è riuscito a forgiare e a trasmettere a suo figlio Brian tutti quei sani principi sia venatori che di vita in generale, che sono ricchezza nei giorni nostri.

Cacciatore indomito e di gran temperamento, da sempre estimatore di quei popoli nativi americani che vivevano di caccia, ha inseguito tutta la selvaggina nobile da piuma ma, con particolare intensità quel folletto dal lungo becco che ti entra nel cuore, sua maestà la Beccaccia.

Cacciare questi nobili selvatici, ti porta ad esplorare gli angoli di natura più selvaggia, trasformando il cacciatore stesso in uomo selvaggio ma nello stesso tempo anche in ultimo vessillo di un romanticismo ormai scomparso e poeta al tempo stesso.

Leggendo “Caccia a un passo dal Cielo” ti rendi subito conto di questo.

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Capacità olfattive del cane

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Che il cane possieda grandi capacità olfattive infinitamente superiori a quelle dell’uomo è universalmente risaputo, anche da coloro che non ne hanno mai posseduto uno. Per essere esemplificativo, vi dirò che il nostro amico ha la capacità di individuare due singoli granelli di una determinata sostanza in un’area più grande di uno stadio di calcio: può sembrare incredibile ma è così! Un cane senza olfatto sarebbe come un uomo privo della vista, anzi peggio, in quanto la funzione olfattiva è per lui il senso principale e prevalente su tutti gli altri.

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LOUIS GUIZARD, Presidente del Club Nazionale dei Beccacciai, Membro del Consiglio internazionale della Caccia, Membro della Società Ornitologica di Francia e nell’Unione Francese, nell’aprile del 1957 scrive di Ettore Garavini…

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LOUIS GUIZARD, Presidente del Club Nazionale dei Beccacciai, Membro del Consiglio internazionale della Caccia, Membro della Società Ornitologica di Francia e nell’Unione Francese, nell’aprile del 1957 scrive di Ettore Garavini…
Ettore Garavini è uno di quegli uomini coi quali si stringe relazione al primo incontro. Allorquando io vidi per la prima volta questo latino, tarchiato e versatile – eravamo allora nel gennaio del 1955 – compresi che egli sarebbe diventato subito mio amico e per sempre.  Il nostro Club des Bécassiers aveva organizzato, con l’aiuto dei confratelli spagnoli, una gita cinegetica di due settimane in Spagna, nella provincia di Santander.

All’appuntamento di Saint Jean-de-Luz, dove la nostra carovana beccacciaia doveva oltrepassare la frontiera, noi troviamo dei compatrioti venuti dal Nord della Bretagna – per citare solo quelli che avevano accettato il più lungo spostamento – e pure degli svizzeri; ma il record della distanza spettava largamente ad Ettore Garavini accompagnato dal suo inseparabile Sandro Comini e dai pointers

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CONQUISTARE UN ALLEATO di Rodolfo Grassi

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Il cane ha un’anima, occorre scoprirla. Trovatala è facile ottenere tutto ciò che si vuole“. Mulaz.   

Il modo migliore per comprendere il cane è porsi nella condizione che lui ci riconosca suo capobranco.  Pochi i concetti per addentrarsi in un mondo ancora in gran parte inesplorato. Il più importante però è nella consapevolezza che “l’apprendimento è il mutamento individuale temporaneo o duraturo di un modulo comportamentale innato, dovuto alle esperienze fatte dall’individuo a contatto con l’ambiente” (Brunnel).

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