CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Mese: marzo 2016

Il colpo del Cigno di Mirco Peli

Avevo compiuto quindici anni da una settimana, era Dicembre del 1996, quando ero entrato come apprendista nella fabbrica dove lavorava mia madre. Era stato uno scambio, entravo io e restava a casa lei. Con i sacrifici fatti come operaia la casa era finita e avendo una sorella più giovane la mamma aveva più tempo da dedicarle e crescerla. Il tempo, inesorabile, passava: da grigi a bianchi erano diventati i capelli dei miei nonni che, fortunatamente si erano trasferiti in una casa non lontana dalla nostra e così, anche loro beneficiavano delle gentilezze di mia madre, sempre presente, a volte in anticipo sulle loro necessità di “ anziani”. 

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Quel genio del mio cane-Qualche nota sull’epigenetica-di Enrico Fenoaltea

Orfeo di Crocedomini, sulla strada della beccaccia.

Una branca della neuroscienza, l’epigenetica, studiando la trasmissione dei caratteri tra le generazioni, ha accertato che oltre alla via genetica esiste la “via epigenetica” fino ad oggi poco conosciuta. Secondo questa scoperta le reazioni che un cane elabora e mette a punto a seguito degli stimoli dell’ambiente faunistico di riferimento (modo di cercare, tecnica venatoria, ecc.) possono essere trasmesse per via ereditaria ai suoi discendenti (che nessuna esperienza hanno fatto).

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Il Pointer a Beccacce secondo Gnagni Angelo e Lamberto titolari dell’affisso “EUGUBIUM”

Da dove arriva l’amore e la passione per il pointer?

Marzo 2015- Speciale pointer a beccacce - I giudici Rosa e Borselli e Gnagni Angelo con Eugubium Gesiha(Eugubium Simba x Zen del Feltrino), vincitrice della prova con il 1 ECCQuando siamo nati un pointer era già in casa. Nostro padre ha avuto sempre un pointer, èra un appassionato di caccia alla starna e le colline Umbre ne erano ricche. La campagna in cui siamo cresciuti non offriva molti svaghi e di conseguenza il nostro passatempo preferito erano le lunghe passeggiate accompagnati dai nostri amati cani. Per tanto la scelta di questa razza è stata del tutto naturale. Dopo tante attese nel 1978, alla maggiore età, finalmente è arrivata la prima licenza di caccia. Ora non erano più le nostre passeggiate estive ma vera caccia con il nostro pointer al guinzaglio e doppietta in spalla.

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Il VERO Standard del…Setter inglese di Valeria Rossi tratto da www.tipresentoilcane.com

Eva di Crocedomini vincitrice al Saladini 2011

Eva di Crocedomini vincitrice al Saladini 2011

PREMESSONA: io odio la caccia, come credo ormai tutti sappiano. Specifico meglio: odio la caccia intesa come “divertimento”. Perché se uno va, abbatte un selvatico (UNO), lo porta a casa e se lo mangia, la cosa non mi disturba più di tanto. Cioè, un po’ sì, a dire il vero: però mi contengo. Per questo non odio, per esempio,  i cacciatori che fanno caccia di montagna, quella in cui scarpini per ore ed ore il più delle volte senza prendere un accidenti, e quelle rare volte in cui ammazzi un uccello si tratta appunto di UNO, che ti porti a casa e cucini. Questo lo posso accettare, perché è sempre meglio che mangiare un pollo del supermercato (che ha fatto sicuramente una vita molto più infame del fagiano di montagna).

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Intervista a Bledar Flaga: raccontaci sulla Moratoria “chiusura per sette anni ” della caccia nel paese delle Aquile “Albania”

12822737_580324265466878_497182693_oMaggio 2016 a seguito di notizie provenienti dall’Albania sulla chiusura della caccia già in atto da due anni, e di una sua possibile e ulteriore moratoria di altri cinque anni, ho chiesto all’amico Bledar Flaga che ringrazio, di farci un resoconto sulla situazione caccia nel paese delle Aquile.

Fino al 1995-1996 la fauna cacciabile in Albania era considerata proprietà del popolo e sulla caccia vigevano regole ferree. La stagione venatoria era molto ampia iniziava dal 15 Agosto e terminava al 14 Marzo, ma Il numero dei cacciatori era molto limitato. Inoltre non esistevano le cartucce pre-caricate. Il cacciatore poteva comprare tramite specifica autorizzazione solo 100 bossoli, 100 inneschi e 500 grammi di polvere. In più il cacciatore aveva il compito di abbattere un numero prestabilito di nocivi regolamentato da sistema di punteggi. Bisogna sottolineare che l’inquinamento era pressoché nullo, l’agricoltura era biologica, il territorio fornito di una complessa rete d’irrigazione. Era severamente proibita la caccia alla starna, gallo cedrone e forcello, orso, lince, ecc. Era permessa la caccia al solo fagiano maschio per un periodo molto corto di tempo e non era permesso nessun tipo di richiamo.

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