CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Month: aprile 2016

Intervista concessa da Bartolomeo Cavaglià e pubblicata su Beccacce che passione La caccia con il setter Inglese

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Quanto è difficile far crescere un buon cane da montagna

Come prima domanda direi che è parecchio aleatoria….
il problema non penso sia una questione di caccia alla tipica alpina, oppure di caccia alla beccaccia, quanto piuttosto della densità di selvaggina che si incontra sui terreni nei quali si caccia. Il cane che non avrà la fortuna di cacciare in certi paradisi terresti al di fuori dei nostri confini è giusto che si abitui alla penuria fin da subito. La scarsità di selvaggina può diventare un problema quando si deve dressare un soggetto da prove, dove al momento del frullo del selvatico si va a ferire il nostro ausiliare nell’amor proprio. Il buon soggetto arriva comunque dove deve arrivare, semplicemente ci metterà un po di più per far tesoro di tutte le esperienze che gli servono per farlo diventare un grande cane da caccia.

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TAVOLA ROTONDA IL CANE DA BECCACCE OGGI La relazione di Giangaetano Delaini BECCACCIA, CINOFILIA ED AMBIENTE: UN’ARMONIA DA RITROVARE.

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È sin troppo noto che la caccia alla beccaccia, nel nostro Paese ed in tutta Europa, andrebbe meglio regolamentata cancellando, di fatto, tutte quelle forme di accanimento predatorio (caccia all’aspetto, caccia in battuta, caccia in momenti di gelate improvvise….) che sono l’espressione più bassa e volgare di un istinto che, certamente, non può definirsi caccia. Tutte queste affermazioni di principio s’infrangono contro l’egoismo, la superficialità e la supponenza dei più, che – normalmente – hanno il sopravvento sulla ragionevolezza, l’etica e l’armonia.

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La relazione di Angelo Cammi sul “cane da beccacce con particolare riferimento al Setter inglese”

Prova

Considero innanzitutto la caccia come la vera insostituibile base di valutazione di un cane. Ciò che un cane da ferma deve dimostrare al cacciatore costituisce un ventaglio di doti talmente ricco che non è possibile confrontare con alcuna “nota” delle prove riconosciute. La cultura e le sensibilità di un vero cacciatore (inteso come competente conoscitore della razza che impiega, del suo temperamento e del suo metodo di educazione) sono un sicuro riferimento per capire come gli obiettivi di oggi non possono essere paragonati a quelli di qualche decennio addietro: obiettivi legati innanzitutto ad un corretto utilizzo dell’ausiliare per godere delle sue tipiche prestazioni, considerando l’abbattimento non l’obiettivo principale, ma solo un momento necessario per il completamento della formazione.

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I momenti più significativi che definiscono la razza e le caratteristiche individuali di Ivo Geminiani.

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La presa di punto :
Gli attimi che la precedono, il modo con cui viene eseguita, l’espressione e la sua conclusione, sono i comportamenti che con maggior chiarezza, ci permettono di verificare le identità. Tutte le rimanenti fasi del lavoro che sono in dipendenza di questo fine, se osservate con attenzione : “ l’avidità, il modo di impostare la cerca, la concentrazione, il tipo di galoppo, il portamento di testa “, possono farci intuire, quali saranno poi a contatto d’emanazione, gli atteggiamenti che verranno presi per il suo realizzo. Purtroppo non è sempre così, spesso una caratteristica è più marcata delle altre, oppure una dote dell’intero corredo, è meno significativa delle rimanenti .

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Convegno Lazise GENETICA E MORFOLOGIA NEI CANI DA MONTAGNA E DA BECCACCE Relazione di Ivo Geminiani

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Non ho fatto studi specifici e non ho una cultura adeguata per parlarvi scientificamente di genetica, le mie opinioni sono frutto di una lunga esperienza di allevamento e di collaudo dei cani al lavoro nell’habitat che la selvaggina vera ha scelto per viverci, ne conosce ogni anfratto, ogni via di fuga, sa come difendersi ed è un probante esame sul mestiere e le doti venatorie dell’ausiliare.

Seppur convinto delle mie idee, vi parlo semplicemente da praticone.

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