CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Month: settembre 2016 (Page 1 of 4)

Biodiversità Tricolore di Francesco Petretti dal sito del corpo forestale dello Stato

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Ci aspetta un futuro di globalizzazione faunistica, un mondo popolato da poche specie animali con grandi numeri che mette a rischio la meravigliosa varietà di vita osservata fino ad oggi

Il 2020 rappresenta un traguardo ambizioso per tutti i governi del mondo, che , nel corso della conferenza mondiale sull’ambiente, si sono solennemente impegnati ad arrestare il declino della biodiversità e a fare in modo che questo nostro pianeta non diventi sempre più povero di piante e di animali, organismi, ben inteso, dei quali l’uomo non ha ancora imparato a fare a meno. Ma tutto ciò rischia di non avverarsi, anzi la situazione è drammaticamente precipitata e si calcola che il ritmo con cui le specie si stanno estinguendo è oggi da cento a mille volte più rapido di quanto dovrebbe essere in condizioni naturali.

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I Tordi in Italia

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È grandissimo il piacere di poter finalmente presentare questo importante volume sui grandi Turdidi. Un lavoro estremamente significativo e prezioso per diverse ragioni. Finora infatti, non era mai stata realizzata una ricerca di questo genere, dove si affronta il tema della gestione dell’avifauna e del prelievo venatorio su specie di fortissimo interesse cinegetico, secondo principi scientifici e tecnici ben precisi. La collaborazione tra Arci Caccia Toscana e l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi ISPRA, dimostra ancora una volta che il lavoro coordinato tra mondo venatorio ed organismi scientifici può dare risultati estremamente fruttuosi e significativi producendo ed arricchendo le nostre conoscenze nell’interesse collettivo. In ciò, il ruolo del volontariato largamente presente ma spesso mal utilizzato e motivato nei cacciatori migratoristi può rivestire una notevole importanza non solo ai fini della conoscenza, ma anche del monitoraggio delle specie oggetto di prelievo venatorio. Nel prossimo futuro, ed in occasione della riscrittura della nuova Legge Regionale Toscana sulla caccia e dei regolamenti attuativi, sarà necessario rafforzare questi aspetti valorizzando a pieno il grande patrimonio di conoscenza e disponibilità che oggi i cacciatori e le loro associazioni possono offrire alla collettività. Anche per queste ragioni, riteniamo che questa pubblicazione risponda da sola alla critica spesso strumentale di coloro che ci richiamano ad una maggiore attenzione alle problematiche legate alla selvaggina migratoria quando, al contrario, risulta grandissimo il nostro interesse per gli uccelli migratori quale patrimonio da gestire, conservare e cacciare, secondo i moderni principi di salvaguardia delle popolazioni. Ci troviamo di fronte pertanto ad un contributo che va al di là delle tematiche trattate e che assume risvolti di carattere generale e simbolico che non vanno sottovalutati. Con questo lavoro si è percorso sicuramente un ulteriore passo in avanti per ricostruire una collaborazione fattiva tra mondo scientifico e mondo venatorio con l’obiettivo comune della gestione conservativa della fauna selvatica che abbia a base i principi di un corretto prelievo venatorio. E’ del resto anche questa la ragione per cui è stata commissionata alcuni anni fa e per tali motivi è ancora più grande la soddisfazione di aver contribuito con i nostri collaboratori e con le nostre risorse, alla sua realizzazione. Un ringraziamento infine agli autori, al Centro Italiano di Inanellamento che ci ha fornito dati preziosissimi ed alla Regione Toscana per il suo contributo.

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Interviste  Yves Ferrand, il ricercatore che studia le beccacce… anche per –noi tratto da BECCACCE CHE PASSIONE–

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L’opinione di uno dei  più importanti studiosi europei      – Yves Ferrand-

Punto di riferimento per lo studio della beccaccia a livello mondiale, Yves Ferrand è responsabile presso l’Ufficio Nazionale della Caccia e della Fauna Selvatica francese degli studi sulla beccaccia e sui beccaccini; è coordinatore del Woodcock & Snipe Specialist Group dell’UICN/Wetlands International, massimo comitato di esperti per le otto specie di beccacce e le 16 specie di beccaccini nel mondo. E’ anche consulente tecnico della FANBPO.

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COGLIONI di Cesare Bonasegale

COGLIONI NEL SENSO DI TESTICOLI di Cesare Bonasegale

Prendendo spunto dalla celebre poesia del Carducci, si disserta sulla castrazione di vari animali. Inspiegabilmente per la castrazione del cane la nuova legge esclude il maltrattamento.

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“I Binari nel bosco” tratto da Uomini da ferma di Giuliano Rizzi

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Per chi non può, o non vuole, cambiare il più possibile i terreni dove caccia, non tutto viene poi ad essere effettivamente semplice. Una perversione è sempre in agguato: quella per cui, in questa situazione, le qualità del cane utilizzato devono essere inversamente proporzionali alla sua conoscenza territoriale

Infatti più il cane conosce i luoghi di caccia, meno serve che quel cane disponga di intelligenza e di forza. In caso contrario queste doti finiranno per rivelarsi dannose, il cane comincerà ad anticipare, salirà su uno dei molti binari presenti nel bosco per arrivare prima possibile nel punto che ricorda, ed allora addio al collegamento, addio al lavorare per te.

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Setter Gordon Club- Società Italiana Setters

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Iniziative CLUB

Risultati Suzzara 2016 (classifiche e qualifiche)-

 

 

La relazione Silvano Toso X ISPRA

Diritto di caccia: il modello anglosassone

12615261_802703919841829_4935825698432157724_oLa proprietà della selvaggina ed il diritto di caccia sono strettamente legati alla proprietà del fondo, senza limiti di superficie. Tutto il territorio agrosilvopastorale è di proprietà privata (tranne la zona intertidale  lungo la linea di costa). Chiunque per esercitare la caccia deve ottenere il permesso, a titolo gratuito od oneroso, del proprietario del fondo.
Regolamentazione accentrata; solo lievi differenze tra Inghilterra, Scozia, Galles ed Irlanda.
 
La proprietà della selvaggina ed il diritto di caccia sono strettamente legati alla proprietà del fondo.  I proprietari di fondi inferiori a  75 – 150 ha trasferiscono questo diritto ad un consorzio di proprietari.

Diritto di caccia: il modello tedesco
Chiunque per esercitare la caccia deve ottenere il permesso, a titolo gratuito od oneroso, del proprietario del fondo o del consorzio dei proprietari.
La grande maggioranza del l territorio agro-silvo-pastorale è di proprietà privata.
Regolamentazione fortemente decentrata affidata ai diversi Lande

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LA CACCIA PER NOI “VECCHI” di Cesare Bonasegale

10489725_335148049992735_2501961275708110643_nLe emozioni della caccia per chi è nato nella prima metà del secolo scorso riempiono i ricordi di chi è ormai avanti con gli anni, ma mancheranno quando i giovani d’oggi saranno a loro volta diventati vecchi.

Nel mese di ottobre mi hanno ricoverato in ospedale per problemi che hanno a che vedere con quel che è scritto sulla mia carta d’identità: gli anni passano ed i guai aumentano!.

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Relazione sullo stato di attuazione della legge 11 febbraio 1992, n. 157 attività venatoria

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 IL TERRITORIO RURALE ITALIANO
Il territorio rurale italiano si caratterizza per la sua enorme diversità non solo dal punto di vista geomorfologico, ma anche per le caratteristiche economico-produttive e sociali, per la qualità delle produzioni agroalimentari, nonché per la diversità e la ricchezza del patrimonio naturale, culturale e paesaggistico. Le aree rurali italiane rivestono, inoltre, una particolare importanza sotto il profilo ambientale, con particolare riferimento al notevole patrimonio di biodiversità che le caratterizza. In esse si concentra circa il 90% della superficie protetta italiane e oltre l’85% delle aree Natura 2000, per una superficie complessiva superiore ai 3,5 milioni di ettari, con un’incidenza sulla superficie totale di oltre il 30%. Di questo, il 20-25% è interessato dall’agricoltura, ed in particolare da prati e pascoli. Per cercare di cogliere tale diversità, il Piano Strategico Nazionale (PSN) per lo Sviluppo Rurale 2007-2013 ha classificato il territorio nazionale in quattro tipologie di aree  che tengono conto dei rapporti con i più generali processi di sviluppo economico e sociale che caratterizzano il nostro Paese: i Poli urbani (A), le Aree rurali ad agricoltura intensiva (B), le Aree rurali intermedie (C) e le Aree rurali con problemi complessivi di sviluppo (D).

La popolazione residente nelle aree rurali considerate nel loro complesso si attesta, nel 2006, sulle 33.870.758 unità, che si  concentrano soprattutto nei poli urbani (43% circa della popolazione complessiva). Delle aree rurali, invece, quelle più popolate in termini assoluti sono le aree rurali ad agricoltura intensiva e specializzata, nelle regioni in obiettivo Competitività1 (25%) e quelle intermedie, nelle regioni in obiettivo Convergenza2 (29,5%). Come prevedibile, infine, nelle aree rurali con complessivi problemi di sviluppo, la popolazione incide maggiormente, sui rispettivi totali, nelle regioni Convergenza che non in quelle Competitività. 

Rispetto al 1992, comunque, proprio con riferimento a questa tipologia di area, nelle regioni Convergenza si rileva una contrazione del 5,6% della popolazione, dettata per lo più da una generalizzata mancanza sia di domanda di lavoro, sia di servizi alla popolazione, che caratterizza soprattutto questo gruppo di regioni.

In particolare, le aree con spiccate caratteristiche di ruralità (aree C e D), che rappresentano oltre il 75% della superficie complessiva del nostro Paese e circa il 70% della superficie agricola utilizzata, ospitano
                                                    
 
1 Le Regioni in obiettivo  “Competitività” includono: Abruzzo, P.A. di Bolzano, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sardegna, Toscana, P.A. di Trento, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. 
2 Le Regioni in obiettivo “Convergenza” includono: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

 

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LE FALSE GENEALOGIE di Cesare Bonasegale

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I motivi che inducono alcuni cinofili ad attribuire falsi pedigree ai loro cani. La proposta di attuare verifiche mediante l’esame del DNA potrebbe essere una cura peggiore del male.

È una “porcata” sempre esistita e di cui ancora oggi si ha occasionalmente sentore.

Accade cioè che ad un cane vengono attribuiti genitori diversi da quelli reali.

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