CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Mese: Dicembre 2016 Page 2 of 4

L’ETICA VENATORIA NELL’ERA DEI SOCIAL — di Marcello Nappo – ovvero dalla passione per la caccia all’etica venatoria, al comune senso del comportarsi in modo civile…

Senza respiro

Senza respiro di Giusy Rampini

Giorni fa ho avuto uno scambio molto civile con un cacciatore il quale aveva postato selvaggina abbattuta nella foto. Sono intervenuto perché essendo io un amante del cane da ferma e da seguita, gli facevo notare che oltre ad essere di cattivo gusto una pubblicazione di animali morti, gli ricordavo che la lepre va prelevata dal territorio esclusivamente con il cane da seguita ed in battuta e mai oltre il giorno 8 dicembre. Purtroppo mi ha risposto che era una specie cacciabile. Avendo ricevuto simile risposta ho capito che non era più il caso di continuare il contraddittorio perchè le nostre vedute erano molto diverse tra di loro.

Il punto, secondo il mio modesto parere, è che in primis non si distingue il binomio cacciatore/sparatore dal binomio cacciatore/cinofilo.

Prima di spiegare questo voglio anche esprimere che la caccia di una volta non esiste più; il mondo è cambiato, l’opinione pubblica è diventata molto sensibile alla difesa degli animali.

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Medicina 22.12.2016 AI SOCI DEL SETTER GORDON CLUB Resoconto Raduno informale 4 Dicembre Gaggiano (MI)

 thpd500mmmAnche la 3° edizione del raduno informale di Gaggiano ha visto una discreta partecipazione di cacciatori gordonisti, nonostante qualche defezione dell’ultima ora. Dieci i cani presentati, quasi tutti giovani, che hanno avuto modo di fare vedere le loro qualità naturali nel corso di una breve verifica sul terreno della locale azienda faunistica “La Moretta”,  messa gentilmente a disposizione dal titolare Attilio Codegoni.

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— Chiarimenti sull’uso di collari elettrici ed altre applicazioni elettroniche–IN RELAZIONE AD UNA SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE SUI COLLARI ELETTRICI, ELETTRONICI, ACUSTICI

cattura4Spett. Canicom-Italia, la recente sentenza della Corte di Cassazione n.50491 ha aperto un acceso dibattito sul web con una serie di interrogativi preoccupanti per chi si serva dei vari marchingegni elettrici, elettronici, acustici per addestramento cani ed uso in caccia.
La domanda……
Il rischio, oltre alla sanzione amministrativa e penale, è la sospensione della Licenza di porto di fucile uso caccia.

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Cacciatore e cane in simbiosi di Andrea Aromatico

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Setter di Alessio Mascia

Arriva cavalcando i venti del nord nel tempo fatato delle brume e delle nebbie. Ottobre l’annuncia, il tordo e il pettirosso ne sono araldi, poi novembre la posa sui boschi come vivido fiore dai colori di terra, foglie morte e di corteccia. In una campagna stuprata spesso, dove scomparsa la quaglia più non alberga selvatico degno di tal nome dietro la quale sganciare il cane e i nostri sogni, lei ogni anno – quanto più, quanto meno – rinnova il rito con senso vero, compiuto, facendoci giurare che la bella caccia con il cane, mai non morirà!

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Il miglior cane del mondo, è senza dubbio il miglior setter da beccacce del mondo

JS Bach di Giorgio Lugaresi

Pensato per i moors e le brughiere a latifondo inglesi, sterminate quanto popolate da grouses e starne, il setter aveva in sé un quid che ne avrebbe poi fatto il più amato (e non senza ragione) dai beccacciai di mezzo mondo, specie gli italiani (ma non solo): l’avambraccio corto, che ne faceva quella specie di felino perfetto per correre nei boschi via radente, con possibilità di agguati negli sporchi e tra il fittume, portati con grazia ed efficienza micidiali! Nei nostri terreni rotti, con selvaggina di riferimento sempre più rara, era quasi ovvio diventasse il preferito dai beccacciai. Tutto oro quel che riluce? Quasi, per lo meno da un punto di vista psico-morfo-attitudinale generale: che pochi cani sembrano stare ad un selvatico, quanto un setter equilibrato e voglioso alla beccaccia!

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Usi e costumi nella caccia alla Beccaccia in Romania di Alberto Marinelli

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Un terzo del territorio della Romania e` ‘montuoso’ e ricoperto da imponenti rilievi rocciosi e da foreste locali inviolate di abeti rossi , di abeti bianchi  e da immense faggete ; un terzo invece  e` ‘collinoso’ e costituito da boschi di querce , cerri , tigli ,  pini , carpini , frassini  , da pascoli sperduti e solitari racchiusi in suggestivi altipiani e  da vaste praterie da fieno ricche di una straordinaria varieta` di fiori selvatici e , infine , l’altro terzo e` ‘pianeggiante’ , ‘stepposo’ o ‘paludoso’ e per la parte agricola coltivato in modo intensivo ma antiquato . Ad ognuno di questi habitat naturali corrispondono tipi diversi di fauna selvatica :  ‘piccola’ o ‘grossa’, da ‘penna’ o da ‘pelo’ , di ‘passo’ o ‘stanziale’ , che insieme danno vita a svariate forme di attivita` venatoria .  

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La valle del paradiso di Giorgio Bracciani-autore dei libri della locandina-

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Agli inizi del mio lavoro, nei primi anni sessanta del secolo scorso, andavo spesso a trovare il medico condotto dell’ultimo paese in fondo alla valle di C.

La strada per arrivarvi, tutta curve, non finiva mai, e il buon medico che aveva da fare praticamente solo con montanari ingrugniti e poco loquaci, mi accoglieva sempre con gioia e simpatia. Un giorno mi chiese perché mai percorressi tutta quella strada, anche d’inverno, per arrivare fin lassù.

–          Il fondovalle e la città sono pieni di medici, più comodi da visitare. Perché diavolo vieni fin quassù? E’ una scelta tua o è una direttiva dell’azienda per la quale lavori?-.

–          No, no, è una scelta mia, nessuno mi obbliga a fare così tanti chilometri. E’ solo la mia passione per la caccia in montagna. Quando c’è questa passione, la tua meta è salire, salire, sbucare in una valle, in un’altra ancora. Un’ ansia mi divora di vedere posti nuovi dove m’illudo di essere il primo a scoprirli. E poi sono solo col mio cane e l’illusione di essere il padrone di questo mondo-.

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“Un amore sordo” di Silvio Spanò

Bella espressione di Maya su quaglia selvatica

Come adattare socialmente ed utilizzare a caccia un cane da ferma nato sordo. Gli utili insegnamenti per gestire correttamente il collegamento fra cane e cacciatore. La piccola Maya arrivò nel Gennaio dell’anno scorso: una cucciola Setter inglese regalatami “da amici” che mi offrirono la prima scelta in una cucciolata di sei – quattro femmine e due maschi. Ed io che volevo una femmina, mi trovai nell’imbarazzo della scelta perché le quattro cuccioline erano tanto omogenee da essere praticamente uguali.

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Nel delicato acquerello della memoria la caccia diventa racconto l’ultima beccaccia di Guglielmo Mozzoni

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II fascino del ricordo, un volo che non si fermerà mai trasportando sulle sue piume la nostalgia di giorni trascorsi…

…Tuoni, fulmini, saette e poi di colpo cielo sereno e arcobaleno; di nuovo voglia di vivere, di andare, di vedere…

Vado in scuderia, metto la sella alla mia generosa Iris che non aspettava altro e via! Via per i prati, per le rogge, per i boschi: Iris entusiasta galoppava sfrenata, ma su una curva il temporale di poco prima aveva abbattuto una quercia lasciandola un paio di metri sospesa attraverso il nostro percorso. Iris, senza la minima esitazione, inebriata dalla sua corsa sfrenata, le passò sotto senza pensare che sopra di lei c’ero io! Morale: io persi un occhio e l’altro cominciò a vederci sempre meno; e per tutta l’estate pensavo: “Potrò ancora veder volare la beccaccia?’.

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Il maestro Giacomo Puccini e la caccia di Mario Fedrigo

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“Lo strumento che amo di più dopo il pianoforte è il fucile” Giacomo Puccini

Questa lunga pagina dedicata alla passione per la caccia di valle del maestro Giacomo Puccini è stata curata da Mario Fedrigo, appassionato cacciatore di valle ed amante della musica lirica.

Mario ha scritto ben due biografie sul Maestro e questa presentata di seguito e’ una parte in cui viene esaltata la passione viscerale di Giacomo Puccini per l’attività venatoria e, in particolare, per la caccia in palude.

Il suo principale svago era la caccia nelle paludi e nei boschi Toscana, allora popolati da tanta selvaggina.

C’è chi mette in dubbio che sia stato un buon cacciatore, ma io credo che Puccini fosse un cacciatore vero, non un “colpitore” e basta. Un cacciatore “normale” che qualche volta faceva delle “padelle” e questo gli seccava non poco.

La sua inesauribile passione lo portava ad affrontare anche situazioni grottesche e pericolose.

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