CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Month: febbraio 2017 (Page 1 of 4)

…La caccia é una cosa intima, riservata, poiché contempla la morte… di Ottavio Mencio da Beccacce che Passione n° 1 -2017

15192708_345715485808844_2575734270161187533_nHo passato gran parte della mia ” vita venatoria” a chiedermi SE FOSSE GIUSTO O NO MOSTRARE AGLI AMICI CACCIATORI, con malcelata vanagloria, I MIEI CARNIERI. Chiaro è che con l’avvento dei social network l’assillo del dilemma è rientrato subito in una sfera quasi ridicola rispetto a quel contesto. Mi sono formato come cacciatore insieme a compagni di ventura integerrimi. Dove il massimo rispetto dei carnieri previsti dai calendari venatori era supportato da un’etica al limite della ferocia. La caccia (era) è un portare morte per mantenersi in vita. Predare per non soccombere, garantire sostentamento a se stessi e al proprio “branco”. Va da sé, almeno nei miei convincimenti, che la caccia è una cosa intima, riservata, poiché contempla la morte.

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AIW – Wilderness- SUL PROPOSTO PARCO NATURALE NELLE VALLI BORMIDA “AVVISO AI NAVIGANTI”!

Sembr12243003_10205444936508892_6766760156409399622_na un ossimoro il fatto che un’associazione ambientalista che in Italia porta avanti quello che è considerato il più severo vincolo ambientale ideato al mondo (quello di Wilderness) si opponga ad un Parco Naturale!

E sembra un ossimoro altresì il fatto che la proposta di un Parco Naturale non venga da un’associazione ambientalista, bensì dal mondo della politica (che in tutto il mondo perlopiù osteggia i Parchi, se non fosse per le pressioni degli ambientalisti che li costringono ad istituirli!).

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Galliformi alpini-Il piano di prelievo- di Angelo Lasagna

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Il Piano Faunistico-Venatorio, documento di riferimento per la gestione faunistica provinciale o regionale, ha il compito di dettare le linee guida per la tutela della fauna selvatica presente sul territorio, in ottemperanza alle leggi nazionali e regionali. Nel contempo il documento cerca di soddisfare gli interessi dei cacciatori, sia di quelli che praticano la caccia di selezione che di quelli che si cimentano nella caccia ai lagomorfi o ai galliformi con l’ausilio del cane segugio o da ferma.

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Grandi novità in casa Dogtra

Per maggiori informazioni : www.cinotecnica.com

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IL cane da Beccacce tra passato e presente di Vanni Mantegari

Vanni Mantegari

Fra cane e uomo c’è un antico legame che viene da lontano nel tempo. Il nostro migliore amico è stato forgiato dall’uomo e le conseguenze di questa “unione” sono anche oggi sotto i nostri occhi. Il ruolo del cane nella società moderna e a caccia , risulta sempre più delineante e rilevante. Partendo da lontano, la caccia alla beccaccia in passato era praticata solo da pochi appassionati, in quanto i nostri habitat “purtroppo” del passato ci fornivano svariate possibilità di attuare diverse forme di caccie “vere” con il cane da ferma. Starne, quaglie, beccaccini, selvaggina tipica di monte, fagiani, coturnici, pernici popolavano allo stato brado la nostra Nazione.

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Tempo di Croule di Silvio Spanò-Mirco Peli

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Coppia silenziosa in tempo di croule Foto Viacheslav Zabugin.

Nelle aree di nidificazione i maschi adulti arrivano per primi in date variabili a seconda della latitudine, comunque precoci rispetto ad altri e tendono ad occupare i siti più idonei ad un buon successo riproduttivo; è pertanto verosimile che siano proprio i maschi adulti e dominanti ad insediarsi in detti siti, relegando i subalterni, verosimilmente “giovani” nati l’anno precedente, in aree “di parcheggio”, comunque pronti a sostituire, in caso di morte, i legittimi occupanti. Mattina e sera, ai crepuscoli, vengono effettuate parate aeree, note ovunque con termini specifici: es. “croule” in Francia, “roding” in Gran Bretagna, “balzflug”in Germania, “tjaga” in Russia.

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ADDESTRAMENTO DEL CANE DA FERMA – La fase pratica 3 di Federico Gallo

COVER 1^ paginaAbbiamo fatto una disamina di tutte le caratteristiche, la problematica e le fasi operative da curare per avere un puledro scattante, voglioso, motivato e reattivo. Seguendo la prassi descritta abbiamo ottenuto un addestramento di base, il cane sarà ancora grezzo e, volutamente, appena scozzonato. Avrà sicuramente dato prove di quelle che si chiamano “qualità di base”. Per tanto ora è il momento di cominciare a prenderlo in mano. Ciò vuol dire che dovremo agire in maniera da poterlo manovrare con sufficiente soddisfazione.

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ADDESTRAMENTO DEL CANE DA FERMA – La fase pratica 2 di Federico Gallo

foto-4Come già detto altre volte con ogni soggetto bisogna attenersi a regole non-regole. Nel senso che ognuno di essi ha il suo carattere e quindi potrebbe richiedere un trattamento d’eccezione. Sta al singolo addestratore studiarne le caratteristiche e insistere o intensificare gli allenamenti,spesso invece dovrebbe rallentarli per farli interiorizzare meglio e farne trarre maggior profitto. In questo caso si parla di soggetto ancora immaturo. Le caratteristiche psichiche non sono purtroppo sempre uguali.

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Grazie a U.N.C.Z.A forniamo i dati sugli abbattimenti e indici riproduttivi dei galliformi alpini

TETRAONIDI, coturnice 16731505_10208316250888571_306910805_o (2)
e lepre bianca per leggere l’originale aprire il link Tetraonidi e lepre bianca

IVANO ARTUSO
SANDRO FLAIM

Di sicuro tutto il mondo
che racchiude la vita
della fauna selvatica è,
in molti dei suoi aspetti,
sempre legato ad una
alea di mancanza
di conoscenze

Studi svolti da generazioni di ricercatori negli ultimi due secoli non sono riusciti a sondare fino in fondo il mistero della vita selvatica: questo è quello che facilmente la fa apparire sempre affascinante ai nostri occhi.

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Molte le beccacce presenti in Francia durante l’ondata di gelo del gennaio 2017 Tratto dal bollettino N. 3 RETE ONCFS

Scolopax Rusticola (1021)Dopo due inverni senza i rigori tipici della stagione, un periodo di freddo intenso si è sofferto durante il mese di Gennaio 2017, questo ha portato alla distribuzione di svernamento classica della beccaccia in Francia.

Gennaio il freddo è evidenziato da basse temperature e scarse precipitazioni.  Il terreno è rimasto congelato in gran parte del paese a partire dall’8 gennaio. Questo freddo ha contribuito a un primo movimento della migrazione delle beccacce dalle regioni del Canale della Manica e dell’Atlantico.

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