CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Month: agosto 2017 (Page 1 of 2)

Il mondo è bello perché è vario di Mirco Peli

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Bagolino Agosto 2016

Se considero le prese di posizioni dei cacciatori sulla consistenza della selvaggina e a chi fanno risalire le maggiori responsabilità degli abbattimenti, direi che il titolo è perfetto.

Per la maggioranza di chi non si può permettere di cacciare all’estero, questa è la vera responsabile, li si fanno stragi, soprattutto di beccacce.

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LE BECCACCE SONO SEMPRE BECCACCE PURE ALL’ESTERO, SI MA E’ IL CACCIATORE CHE E’ DIVERSO di Mirco Peli

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Personalmente non ho mai sentito l’attrazione verso l’estero, perché le mie montagne mi hanno sempre dato modo di divertirmi, offrendo sorprese sempre nuove. Quindi perché guardare altrove? I cacciatori che vanno all’estero spesso per motivare la loro scelta sostengono che le beccacce sono sempre beccacce pure all’estero. Sì, su questo concordo ma sono i cacciatori che vanno all’estero che hanno una diversa concezione della Caccia.  Mi spiego e per farla breve raggruppo in tre categorie i cacciatori che vanno all’estero, poi esistono altre varianti ma riguardano casi specifici.

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Resoconto della prova del 22 Agosto 2017 – Valida per il Trofeo Saladini Pilastri– Giovo (Co)- di Luca Guaresi

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———–Jose Migel Flores e Luca Guaresi.—-

22 Agosto2017 anche quest’anno il Gruppo Cinofilo Comasco in collaborazione con il CAC Alpi comasche e sez. F.I.d.C. provinciale di Como ripropone la 3^ Prova internazionale su selvaggina di alta montagna “Trofeo Alpi Comasche” valida per l’assegnazione del TROFEO SALADINI PILASTRI 2017.

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EDUCAZIONE ALL’OBBEDIENZA DEI CUCCIOLI di Enrico Fenoaltea

Foto di Michele Battorato

Foto di Michele Battorato

I cuccioli, specialmente se allevati in casa dai cacciatori (come ora è d’uso), sono autodidatti, non hanno più bisogno dell’addestramento preliminare alla caccia ma devono solo essere educati all’obbedienza, cosa che può fare chiunque abbia tempo, pazienza, e una certa conoscenza dei meccanismi mentali del cane, troppo spesso assimilati a quelli dell’uomo per un erroneo giudizio antropomorfico.

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Riflessione sopra un grande spinone disegnato da Angelo Vecchio di Dott. Paolo Brianzi

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Spinta dall’amico Renzo Marchesi, che fu ammiratore e leale amico di mio padre, offro questo scritto postumo agli spinonisti appassionati perché sappiano degnamente continuare l’opera di selezione del cane cui Egli ha dedicato la Sua esistenza mettendo la Sua esperienza al servizio di questa razza Franca Brianzi 

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Gordon Club Suzzara 19-20 Agosto 2017

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Gordon a Suzzara 20.08.2017

Questo mese di Agosto è stato denso di risultati importanti per i gordon dei nostri soci.  Iniziamo questo nostro resoconto con il tradizionale appuntamento di Suzzara, svoltosi nei giorni 19 e 20 Agosto.

Suzzara 19-20 Agosto 2017

Nella Libera inglesi del 19 Agosto, Giudice Claudio Lombardi, erano presenti 5 gordon. La batteria è stata vinta con pieno merito da Daenerys LO14100581, con la qualifica di  Eccellente e la certificazione (CAC). Buona la prestazione di Ciro LO11160772, che è andato al richiamo ma senza esito, e quella di Oldrado da Ponte LO1187096 che nonostante l’esito negativo è stata oggetto di particolare menzione.

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ESTATE 2017 – ASSALTO AL GRAN SASSO- di Franco Zunino

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Foto di Mario Salomone

Un motivo di riflessione sul concetto tutto italiano di Parco

Si sono lamentati in tanto per quanto è successo in questi giorni di luglio/agosto sui pascoli di Campo Imperatore del Gran Sasso con affollamenti impressionanti di turisti sotto tutte le forme possibili (dai semplici escursionisti, a vere e proprie tendopoli di campeggiatori, a piazzalate di camper e roulotte, scorribande di biker motorizzati o meno) finanche a mercatini e all’incendio che ha “devastato” (si fa per dire) una parte dei pascoli e, soprattutto, tratti di pinete: almeno questo ci hanno fatto vedere Internet, social network e televisioni.

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Riflessioni sulla ferma del cane da caccia di Enrico Fenoaltea

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Foto di Alessio Mascia

Per “ferma utile” intendo la capacità di alcuni cani (particolarmente dotati) di indurre la selvaggina alla difesa passiva dell’immobilità a terra (protratta fino all’arrivo del cacciatore) in una percentuale di casi superiore alla media generale.

E’ un fenomeno che a mio avviso obbliga a ripensare la ferma del cane in termini di maggiore approfondimento, perché rivela il ruolo attivo, finora trascurato, che può avere nel condizionare la reazione del selvatico.

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Ferma “utile” del cane da caccia di Enrico Fenoaltea

 

L’amico Moreno con un cane che non scorderà.

Il cane è stato il primo animale ad essere domesticato per la straordinaria capacità di adattamento ereditato dal suo progenitore (probabilmente il lupo) e per la sua plasticità neuronale che, essendo assai sensibile alla pressione selettiva, consente di produrre individui adatti all’uso voluto.

Il cinofilo allevatore amatoriale del cane da ferma da lavoro, nella selezione non può che seguire criteri pragmatici: accoppiamenti tra quei soggetti che da confronti sul campo risultano più dotati, e controllo successivo sull’esito dei prodotti attraverso altre prove sul campo fino ad individuare i migliori riproduttori.

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Le memorie di Adelio Ponce de Leon. Parte terza e ultima

                                   CopertinaGli anni d’oro

Nel gennaio del 1931 veniva approvato il primo Testo Unico della caccia, che regolava l’esercizio dell’attività venatoria in tutta Italia. L’apertura e l’esercizio venivano comunicati con un manifesto nazionale valido per tutte le province. Con la sola licenza di caccia si poteva sparare dalle Alpi alla Calabria, alla Sicilia, alla Sardegna in piena libertà senza balzelli ad animali che venivano designati in due categorie: selvaggina nobile stanziale e migratoria con l’aggiunta dei nocivi. Andavano fieri i cacciatori che si dedicavano alla stanziale vantandosi eletti, distinti, elevati, nobili nei confronti degli uccellinai, dei vaganti, dei roccolai, dei capannisti, dei becchipiatti, dei migratoristi, considerati i paria della grande passione. Il nuovo Testo Unico creava anche la Zona Alpi, di difficile gestione tra le pretese dei montanari, gelosi del loro ambiente e della loro fauna, e quelle dei cittadini, che pretendevano uguaglianza di diritti.

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