CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Month: febbraio 2018

NUOVO PROTOCOLLO OPERATIVO ISPRA PER IL MONITORAGGIO DELLA BECCACCIA NELLE AREE DI SVERNAMENTO (2018)

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Il 19 febbraio 2018 l’ISPRA ha inviato alle Regioni e Province Autonome un aggiornamento operativo del precedente (2006) protocollo di monitoraggio della Beccaccia mediante cani da ferma nelle aree di svernamento che recepisce le indicazioni fornite in più occasioni dall’Istituto a seguito di richieste pervenute da Enti pubblici e privati.

Si ritiene pertanto utile allegarne il testo che offre molti particolari sulle modalità di pianificazione (elementi operativi), sulla preparazione e abilitazione dei rilevatori, compreso un programma dei corsi, nonché sull’abilitazione degli ausiliari, tramite una prova cinotecnica a valutarne l’idoneità, da parte di giudici espressamente abilitati a certificare sul campo (con habitat idoneo alla presenza diurna della beccaccia) una serie di requisiti di base.

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ALBANIA 1991 LA TERRA DELLE AQUILE.. E DELLE COTORNE di Lucio Scaramuzza

Foto di Lucio Scaramuzza

Foto di Lucio Scaramuzza

E’stato grazie al Conte Max Tornielli se abbiamo avuto la possibilità di   cacciare   con i nostri cani, al momento giusto, in uno dei più bei posti da cotorne  che io abbia visto.

Arrivare in Albania in quei tempi subito dopo la  caduta  di una delle dittature più inverosimili che la storia dell’umanità ricordi, non era cosa facile.

Non c’erano regole non esistevano praticamente le leggi, potevi incontrare poliziotti in divisa o in borghese (chissà se poi erano davvero poliziotti) che chiedevano, a loro assoluta discrezione,  per trasgressioni anch’esse inventate al momento, tangenti sotto forma di multe da pagare, che per nostra fortuna erano assolutamente sopportabili e che, per liberarci velocemente, pagavamo.     

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GUIDATA ED ACCOSTATA di Cesare Bonasegale

Emidio Petrucci con Dilan

Emidio Petrucci con Dilan

Tratto da www.continentalidaferma.it

La guidata analizzata in funzione del comportamento della selvaggina e l’irragionevole richiesta della guidata a comando. L’accostata, madre dei vizi.

Sulla guidata esiste confusione anche fra gli esponenti della cinofilia che hanno avuto la responsabilità di redigere i regolamenti delle prove a livello Europeo. Cercherò qui di far chiarezza. La guidata è l’azione mediante la quale il cane, dopo aver fermato un selvatico, si mantiene in contatto olfattivo con lui – se e quando questi tenta di sottrarsi a piedi: Se il selvatico “regge”, il cane deve rimanere rigorosamente ed espressivamente in ferma.  Se invece il selvatico fermato tenta di andarsene di pedina, il cane deve spontaneamente guidare per seguirlo e quindi fermarlo nuovamente.

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Convegno a Lazise 14 Aprile 2018

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Locandina Cliccare per leggere il programma

ASSALTO AI BOSCHI! di Franco Zunino

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La politica all’assalto dei boschi e della proprietà privata!

Prima hanno “svuotato” di potere la Forestale, fin quasi a smantellarne il Corpo; con la scusa di abbinarlo ai Carabinieri gli hanno dato solo più compiti di “ecologia” (prevalentemente controlli sugli inquinamenti, sulla difesa degli animali e sulla caccia). In pratica, allontanandoli da tutti quei compiti “forestali” e di controllo dei boschi e del territorio che ne aveva caratterizzato il Corpo fin dalla sua nascita.

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Flamenco e Cinofilia di Vanni Mantegari

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L’Andalusia è una terra di fascino e suggestioni , in cui si mescolano e si intrecciano varie culture, con la sua magia nella atmosfera e le sue note di colore si riconferma Cinofilmente luogo di elevato valore per le prove primaverili a coppie su pernici. Condizioni climatiche non sempre ottimali ci accompagnano nei giorni di prove, terreni di Marchena e Osuna con frumento basso, con le rosse ancora prive della loro casa per deporre famiglia , le vedi girovagare fra ulivi e arati , a volte riunite  ancora in branco . Jerez de la Frontera,  terreni con vegetazione più alta e maggiore presenza di coppie di pernici innamorate nel verde oceano di Trigo, condizioni climatiche con ventilazione forte e acqua, che porta alla sospensione di una giornata di prove. Una infinita marea di cani presenti al confronto, provenienti da tutta l’Europa Cinofila , compresa la Russia.

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L’EVOLUZIONE DELLA CACCIA di David Stocchi

Riporto di Jena di Stocchi

E’ cambiato il motivo che ci spinge a cacciare, ma non può cambiare il rispetto nei confronti della natura e soprattutto nei confronti della selvaggina.

Tutti sappiamo che la caccia è un’attività nata prima dell’uomo e che fondamentalmente è stata l’unica, insieme alla pesca, a garantire la nostra sopravvivenza e quella delle altre specie animali.

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“Arte è Natura Completa” di Vanni Mantegari

 16195840_1340697539326655_7503765037920449699_nPartire ai primi di febbraio dal grigiore della nostra fredda terra del nord, per recarsi nella tiepida e colorata Andalusia, dove la primavera ha già preso possesso della natura di quei luoghi, e come subire un “rapido” risveglio dei nostri sensi.

Trovarsi immersi in quel oceano verde di “Tigro”, dove in amore le “Rosse Andaluse”ci ospitano per valersi del lavoro dei cani, che visti in quel contesto risultano essere come delle acute pennellate di bianco che colorano l’orizzonte, e un favore che la “Natura” dona a noi uomini.

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Stroncato l’aspetto-Per una volta la tecnologia a favore della beccaccia-di Mirco Peli

L’autore

Per la caccia servono regole semplici e di buon senso.

Giorgio Lugaresi nell’editoriale dell’ultimo numero di “Beccacce che passione”scrive: Cari amici, c’è solo una soluzione e dobbiamo mettercelo in testa tutti: le regole del buon senso devono essere dentro di noi. Siamo gli unici veri controllori di ciò che facciamo. Se su questo fossimo tutti d’accordo, potremmo mettere solo un limite “numerico” stagionale serio … Dipende “soltanto” da noi.

Ma che non sia proprio questo… il problema?!?! Risponde Silvio Spanò.

Silvano Mattedi aggiunge: Il buon senso è una regola universale ma pochi la praticano e si autoregolamentano. L’autolesionismo e le regole delle lobby venatorie non sono di buon senso.

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COMUNICAZIONE D’AMOROSI SENSI di Cesare Bonasegale

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Nuovo libro di Cesare Bonasegale

La diversità fra “Collegamento” e capacità di non perdersi. Il sesto senso che permette ai cani di ricollegarsi ai luoghi ed alle persone amate. La teoria dei “campi morfici” di Rupert Sheldrake.

Noi cinofili siamo gente bizzarra. Pensate un po’ che qualche anno fa un tale era partito da Bergamo per venirmi a cercare all’estremo sud della Serbia dov’ero ad allenare i miei cani. Aveva un Setter che in campagna se ne andava per i fatti suoi e non si faceva più vedere per ore. Il pover uomo era disperato e si sgolava con urli e fischi del tutto inutili che anzi – tentai di spiegargli – sortivano l’effetto contrario perché consentivano al cane di sapere sempre dove si trovava il padrone, sollevandolo così dall’ansia di perderlo.

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