Il Setter conosciuto comunemente con il nome di Gordon o nero-fuocato è un cane senza dubbio scozzese, quindi nello stesso modo che vengono distinti gli altri setter, in setter inglese, irlandese, è giusto distinguere il Gordon, con il nome di setter scozzese, come si è fatto per il setter Laverach, oramai da tutti chiamato setter inglese.


Tanto più che avendo io consultato quanto è stato pubblicato su tale razza in Inghilterra, Belgio, Francia, Norvegia, mi risulta che il duca Alessandro IV di Gordon, dimorando in Scozia in Gordon Castle, ha fissato i caratteri di questa razza servendosi di cani esistenti già da tempo presso i pastori di quella regione.

Interessante è la storia dell’origine del setter scozzese e la fissità dei suoi caratteri di razza acquistati gradatamente e trasmessi sino ai nostri tempi, in parte però ultimamente alteratosi causa artificiali selezioni dei vari allevatori, aventi lo scopo di alleggerire il classico tipo primitivo del setter scozzese.

Alleggerimento irrazionale, perché coloro che amano avere cani velocissimi, più leggeri e meno rustici, non hanno altro che allevare setter inglesi o irlandesi, senza la necessità di fare scomparire e modificare i caratteri tipici del Gordon, che è stato da molti preferito per la sua struttura, la sua indole e rusticità atavica.

Nella regione della Scozia, a nord di Fochabers, presso il fiume Spey, a qualche miglio dal mare, già prima del 1800 esistevano cani presso pastori di quei luoghi che servivano per i loro greggi, ma che puntavano la selvaggina a grande distanza, la seguivano lentamente all’orma, dimostrando di avere una potenza di olfatto ed istinto di ferma anche superiore alle altre razze inglesi da caccia allora esistenti; tantochè il duca Alessandro IV di Gordon, morto nell’anno 1827 in età di 84 anni, si faceva spesso prestare nelle partite di caccia nelle sue tenute di Gordon Castle, questi cani da pastore, tra i quali vi era una femmina che si distingueva tra tutti per le sue doti superiori di olfatto e di ferma. Specialmente a questa innominata ed umile cagna si devono, con tutta probabilità, in gran parte i famosi requisiti fissati nel celebre allevamento dei setter scozzesi del duca di Gordon; poiché esso, appassionatosi di tale femmina, la fece accoppiare con il migliore dei suoi setter che aveva ereditato dai suoi antenati e così dette origine all’attuale setter nero fuocato, che in origine però aveva per lo più tre colori.

Erano quei cani di pastori scozzesi (Collies) animali robusti, di grossa taglia i maschi, di taglia di molto inferiore le femmine; con pelo liscio e lungo, non arricciato, di colore nero e mogano e con qualche macchia di colore bianco; avevano orecchi pendenti, raramente semipendenti, gambe con abbondanti frange non speronate e piedi forti ed asciutti, con forti unghie; la testa era massiccia e piuttosto corta. La coda piuttosto lunga e ricca di frangia. Tutti gli autori del tempo rimarcano la loro grande intelligenza, la loro resistenza alle intemperie e la loro innata passione per la caccia.

Quantunque la cerca del Gordon sia vivace e sostenuta, non è però così distesa e sfrenata come quella del setter irlandese. Più presto e più facilmente di questo suo parente, si doma, si adatta alla caccia al bosco ed alla palude, raccorciando la sua sfera d’azione e si assoggetta alla carica di retriver per l’ottimo riporto.

Gino Pollacci  – Il Setter Scozzese  – Ed. Olimpia, 1944