“Un setter inglese come standard comanda” di Vincenzo Celano
Sul setter inglese, il cane “più gettonato” da cacciatori e cinofili italiani, molto si è detto e molto si continua a dire. Qualche volta sono libri, più spesso articoli e attualmente anche materiale audiovisivo. Ma il nostro cane accessoriato di frange setacee resta come annotava un grande competente, Enrico Oddo, “razza amata da molti ma non da tutti conosciuta a fondo”. Sono pochi, infatti, anzi pochissimi a mio avviso, anche gli autori che sanno dare vita a testi e a documenti dove tutto quello che deve essere detto viene chiaramente detto, senza ambiguità o secondi fini, e dove un eventuale J’accuse, portato avanti con la giusta intransigenza, ma senza amore di polemica gratuita, possiede già la capacità di porsi come parte costruttiva, cioè propositiva di soluzioni miranti a ottenere un animale in possesso della “voglia” e della “forza” di rappresentare, senza separatezze e divergenze, un setter inglese per caccia e prove.
Ma un setter siffatto è mai esistito?






















