COMUNICATO STAMPA WILDERNESS

TAGLIARE I FINANZIAMENTI AI PARCHI!
L’Associazione Italiana per la Wilderness tra le proprie finalità statutarie ha anche il controllo morale sulla gestione delle aree protette: un controllo che le ha permesso di rendersi conto in più di un caso di come tale controllo sia fondamentale per la preservazione dei patrimoni ambientali che le aree protette hanno prioritario mandato di assicurare. (continua…)
COMINICATO WILDERNESS
I RINOCERONTI E I BRACCONIERI
Ovvero il beneficio della caccia
La caccia è sempre vista dagli animalisti, almeno nel nostro Paese, come negativa e assolutamente da condannare più per motivi etici e/o di convinzioni personali che non per reali ragioni ambientaliste: quasi sempre scevri di conoscenze biologiche, gli animalisti finiscono sempre per scontrarsi contro queste conoscenze. Eccone un’ultima che ci giunge dal Sud Africa, dove i rinoceronti sono sempre più minacciati dal bracconaggio a causa del commercio illegale del loro corno dopo che erano stati sottratti dal rischio di estinzione solo pochi anni or sono e dove la caccia ha fatto e sta facendo del suo meglio per proteggerli. Ben 448 rinoceronti uccisi dai bracconieri nel solo 2011, cosa che ha portato a 984 quelli uccisi nei soli ultimi cinque anni. Eppure anche in quel Paese c’è chi pensa di risolvere il problema chiudendo la caccia ai rinoceronti per ridurre le perdite. (continua…)
COMUNICATO WILDERNESS di Franco Zunino
CACCIATORI E NATURALISTI
Un binomio possibile… ma non nel nostro Paese
Ancora una notizia che ci viene dall’America, dove la collaborazione tra il mondo della caccia ed il mondo dei naturalisti non è così conflittuale come nel nostro Paese e dove, anzi, dalla stretta collaborazione tra le due realtà ambientaliste (perché classificare i cacciatori tra i non ambientalisti è semplicemente un non senso, visto che sempre di fauna e di ambiente essi si interessano: ed i cacciatori non hanno certo interesse a che l’ambiente venga devastato e la fauna falcidiata) si ottengono successi che qui sarebbe lungo ricordare (si pensi solo ai milioni di ettari di paludi preservate o ricreate grazie ai soldi dei cacciatori e/o delle loro tasse; od ai boschi acquistati per la costituzione di aree protette a difesa di specie rare).























