Sono  circa 5 mesi che mi riprometto di  raccogliere notizie se non utili, almeno interessanti, sull’andamento di parametri relativi alla beccaccia in diversi Paesi, soprattutto perché i dati sulla passata stagione tardavano ad essere pubblicati. Partendo dall’esauriente riferimento alla sintesi dei dati francesi raccolti dal CNB allegata a “la Mordorée” di luglio 2018, cercherò ora di farlo .

Non voglio ripetere quanto purtroppo noto, perché detto e ridetto nel corso della anomala passata stagione, anche se  leggendo le singole relazioni (italiana, spagnola, francese) parrebbe che poi , sia pure  con situazioni negative localmente preoccupanti, “tutto va bene , madama la marchesa!” con sottolineature doverose di tenere gli occhi aperti per il futuro. Infatti altre volte  ad annate cattive ne sono seguite di buone, e comunque con sufficiente ripresa, e pertanto “non bisogna fasciarsi la testa prima di averla rotta!”

Io non sono così tranquillo in proposito…ma ne riparleremo!

Credo che la bassissima age-ratio e il numero scarso di campioni inviati da alcune regioni sia il dato più preoccupante, anche se in altre si è verificato l’opposto: ossia zone beneficate dal clima hanno concentrato beccacce e mantenuto una age ratio normale a fronte di vaste zone siccitose , con poche beccacce e quasi tutte adulte. E’ ovvio che mettendo tutto assieme, la media/Paese appare meno preoccupante, visto che la percentuale di giovani, nei “complessi nazionali”,  ha riportato valori più vicini alla norma, localmente addirittura al di sopra  della norma stessa..

In Francia l’age-ratio media su 22 anni (188.146 campioni) è pari al 66% (con tendenza generale a lieve diminuzione); il grafico annuale relativo mostra per la stagione 2017/18 il dato più basso in assoluto (55,2%), con soli due casi simili nel 2002/03 (57,8%) e nel 2010/11 (57,5%). Il quarto sud-est del Paese , Corsica compresa, ha mostrato age ratio tra 15,9 e 34,3%, confinante, andando più verso il Centro, con percentuali tra 47,4 e 52,7%. La fascia nord-ovest (78,1-82,9%) e parte di quella affacciata all’Atlantico (intorno al 70%) hanno  contribuito a riequilibrare  il quadro.

I pesi medi restano nella media  di 15 anni  (2003/04-2017/18): 315 g (n=134.380)

La sex ratio (% di maschi) su 22 anni tende a diminuire lievemente (quest’anno 38,4%). La “Commissione sintesi dei bilanci” conclude che, malgrado una ripartizione molto disomogenea a causa della siccità, questa stagione, con ICA a livello nazionale pari a 1,61, è classificabile venatoriamente “buona” in quanto si inscrive al 7°migliore  posto tra le 25 stagioni ad oggi studiate!…ALLELUIA, ALLELUIA…dovremo allora sperare che si ripeta?!… oppure nell’ICA, così come strutturato, potrebbe esserci “qualcosa che non va”….

In Spagna si può riassumere (v.Proyecto Becada: resumen de la temporada de caza 2017/18,  su “Scolopax rusticola”, Organo del Club spagnolo, n.34, 2018):  Densità superiore alla media anche se intaccata dai forti contrasti tra regioni meno siccitose e più ricche contro quelle con maggior deficit idrico. La proporzione dei giovani conferma la cattiva stagione riproduttiva con age ratio totale (53%)  con cadute brutali rispetto l’anno precedente. Dobbiamo parlare di una gran differenza fra regioni cantabriche con un’age ratio più alta e le zone interne in cui la siccità ha abbassato al 40% la percentuale di giovani. L’ICA è risultata piuttosto stabile (con normali “alti e bassi”tipici di ogni stagione).

In Italia la Commissione scientifica Beccacciai d’Italia  ha pubblicato un resoconto su “Beccacce che passione” (luglio/agosto 2018), dall’esame di 3385 ali, con 59,63% di giovani; la sex ratio è risultata pari a 49,31%di  maschi (su 1674 sessate) e il peso medio 303,15.

Il valore dell’age ratio è il più basso degli ultimi 10 anni, ma è distribuito in maniera assai disomogenea:

  • 9 regioni/provv. Autonome con valori sopra 67 % ((raggruppate nel NE-in Appennino centrale (alto Lazio e Molise)- e nel Sud (Campania, Puglia e Calabria)) . Per un tot.parziale di 1746 ali.
  • 11 regioni con valori compresi tra 43,1 e 53,6% sparse un po’ ovunque nel centro-nord, oltre a due, ancora più anomale: 3,5% Piemonte e 23,8% Liguria, mentre la Sicilia va da sola con 58,3%. Per un totale parziale di 1639 ali.

Il peso medio basso (10 g in meno della stagione precedente), teoricamente in contrasto con l’alta percentuale di adulti, di solito più pesanti, pare legato all’osservazione di molte beccacce piccole (220-240 g nelle regioni centrali) e comunque connesso anche con deficit alimentare dovuto alla siccità. Il fatto che in Francia i pesi rientrino nella media è chiaramente motivabile alla più abbondante presenza di beccacce nella metà nord del Paese con  clima favorevole, tanto che nel complesso , come già ricordato, è stato affermato. Che l’annata è da considerarsi – a livello nazionale -“ buona”.

Dei tre Paesi considerati (Francia, Spagna e Italia) i primi due hanno ritenuto venatoriamente l’annata positiva, tranne le locali deficienze dovute al clima, pur sottolineando l’indubbio basso successo riproduttivo globale (bassa percentuale di giovani) e quindi un fenomeno da seguire con attenzione per il futuro ; per l’Italia la scarsità di incontri riscontrata un po’ ovunque (tranne eccezioni localizzate) ha certamente posto più interrogativi alla maggior parte dei beccacciai ancora disinteressati alla valutazione dell’age ratio!

Non posso a questo punto dimenticare quanto più volte ho scritto, anche sulle orme di Fadat, che le popolazioni in buono stato hanno una percentuale di giovani tendenzialmente più bassa (si riportava l’esempio delle isole britanniche, con minor pressione venatoria e buona presenza di beccacce con age ratio intorno al 55 %). Alte age ratio ripetutamente riscontrate laddove si uccidono più beccacce (es. facciata manico-atlantica francese) potrebbero anche esser interpretate come uno stress delle popolazioni super sfruttate spinte ad una iperproduzione a fine di riportarle ai livelli ottimali. In effetti nella Francia nord-occidentale  dove si prelevano numeri alti di beccacce le age-ratio sono pure elevate, pur non collegandosi necessariamente  a successi riproduttivi particolari, ma solo a concentrazioni dei giovani, soprattutto in svernamento (qualcosa di analogo si intravvede anche nel nostro sud).

A finire queste osservazioni ho cercato di raccogliere  dati credibili tratti da  studi riassuntivi di periodi pluriennali in recenti annate delle Newsletter del Woodcock and Snipe Specialist Group  (del Wetland International.-IUCN) a scopo di fornire un quadro su cui ciascuno possa ragionarci su. In particolare riporto alcuni grafici di autori Russi, Portoghesi, Danesi (con relativa indicazione bibliografica) riferendomi così a regioni meno note e comunque più interessanti o addirittura fondamentali per la gestione della specie (Russia, madre di tutte le beccacce).

 E dalla Russia  cominciamo:

Variazione interannuale dal 2000 al 2016 del numero di conteggi alla croule e della percentuale dei punti “ZERO” (=in cui non c’è stato alcun contatto) in accordo col Censimento Nazionale dei maschi in croule (National Roding Census). Nel complesso si nota una tendenza alla diminuzione e un parallelo aumento dei punti “zero”. (Da Fokin et al., 2016 – Central Russia Woodcock report. Newsl.42,p.9)

Variazione nella stagione autunnale del numero di beccacce inanellate e percentuale di giovani nel periodo 2000-2017.  A fronte di una certa variabilità degli uccelli inanellati, si nota una relativa costanza di un’alta % di giovani, per lo più nettamente sopra al 70%: solo due annate hanno mostrato basse percentuali  (2004 -66% e 2017-64%) (Da  Fokin et al., 2017- Autumn migration and ringing woodcock of Moscow Group in 2017. Newsl. 43, p.12)

Variazione giornaliera dei carnieri primaverili (alla croule) nella regione di Mosca nel periodo 2007-2016.La durata della stagione di caccia alla croule dura 10 giorni. Dai questionari dei cacciatori sono state viste in media 3,2 beccacce a uscita e prelevato 0,5 uccelli. In Russia europea in totale viene stimato un prelievo di circa 200.000 beccacce, pari al 5% di quello del resto d’Europa. A Mosca 85% dei cacciatori (poco più di 30.000 persone) chiede una licenza di caccia alla croule. Gli interessati alla caccia autunnale col cane, pochi, sono in tendenziale aumento.(Da Anoshin et al., 2016- Monitoring of woodcock hunting bags in Moscow region. Newsl. 42, p. 14)

Portogallo

 Variazione della percentuale di giovani e adulti nell’analisi dei carnieri in Portogallo (n= numero di ali utilizzate) tra il 2009/10 e il 2016/17. E’ piuttosto evidente la tendenza ad un basso numero di giovani, per lo più sotto 60%. (Da Rodriguez et al., 2017- Woodcock hunting season (2016/17) in mainland Portugal . Newsl. 43, 41)

Danimarca

Numero di beccacce prelevate dai cacciatori in Danimarca nel periodo 1942-2016. L’ultimo anno è in rosso perchè , quando lo scritto e stato pubblicato (dicembre), la caccia era ancora aperta fino a marzo. Il carniere totale negli anni recenti ha mantenuto un livello stabile tra 25.000 e 40.000 uccelli, con una tendenza all’aumento (Da Christensen, 2017- Woodcock hunting in Denmark 2016/17. Newsl., 43, p.8

Numero di giovani per adulto prelevati in Danimarca dal 1985 al 2016 (andamento del dato e media sul totale): un minimo al 2002 e una certa tendenza alla diminuzione dopo detta annata.(id.biblio della precedente figura)

Non voglio fare conclusioni avventate, ma prudentemente voglio ripetermi: restare vigili, anche se le previsioni riproduttive di quest’anno appaiono migliori! 

L’euforia della buona salute (numeri infiniti!) di alcune specie le hanno portate all’estinzione (o quasi) per mano dell’uomo (es. classici: Bisonte americano, Colomba migratrice americana). Meditare e agire  preventivamente è, quanto meno,  assennato!