CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

la caccia “ognuno a suo modo” di Lucio Scaramuzza

IMG_188611Per chi, come me, concepisce la caccia come una delle ragioni di vita e se vogliamo essere onesti fino in fondo, non proprio l’ultima nella scaletta delle priorità, l’andare a caccia di animali veri, con i miei cani e con gli amici, ha sempre rappresentato un momento desiderato e voluto con tutte le mie forze.

Come per la moglie, il lavoro e le amicizie in genere, le scelte sono frutto dell’educazione, della cultura, che ti è stata data e che tu, nel tempo, hai condiviso e fatta tua, così anche nella caccia le scelte sono frutto consciamente o inconsciamente di questi fattori. Tu decidi di fare un certo tipo di caccia se hai ricevuto fin da giovane o in casa o nel cerchio delle persone di cui avevi stima e rispetto l’amore, per esempio, per i cani da ferma, piuttosto che per i segugi; se hai vissuto da ragazzino lungo un grande fiume, essendo ogni giorno immerso nelle tradizioni e nella cultura del fiume é molto probabile che tu possa amare un certo tipo di caccia, così come per la caccia in collina o in alta montagna.

Oltre tutto, avrai sicuramente dentro di te gli strumenti culturali e psico-fisici per affrontare con gioia anziché con paura una ascensione in montagna piuttosto che un alba fredda e nebbiosa in mezzo al fiume, trasformando quello che per molti può essere angoscioso e stressante in un piacere sottile che poi ti porti dentro per lungo tempo e che é molto difficile da condividere, se non con chi ha fatto e sta facendo il tuo stesso percorso.

Cacciare con il tuo cane e l’amico é la situazione più bella e più esaltante che ti possa succedere; però perché il tuo compagno di caccia diventi “ l’ amico ” di caccia, deve avere prima di tutto una grande affinità etica e culturale, condividere ovviamente certe cacce e gli stessi modi di affrontarle, essere sulla stessa lunghezza d’onda per definire un cane, bravo o scarso, che può sembrare una cosa banale e secondaria rispetto ad altri valori mentre invece dietro a queste considerazioni ci sta tutta una filosofia su dove, quando e soprattutto come si va a caccia.

Troppo spesso nelle discussioni fra cacciatori capita di non essere concordi sulla bravura di un soggetto, questo succede anche perché ciascuno di noi vuol vedere proiettati nel cane quegli ideali di caccia che sono frutto della propria educazione venatoria e da cui non si può prescindere. Avevo un amico (purtroppo oggi non c’é più) che soleva dire che per andare a caccia insieme bisogna prima aver consumato, insieme, uno staio di sale.

Con grande rispetto per le nostre spose, che magari si arrabbieranno pure, scegliere l’amico di caccia é per molti aspetti come scegliere la moglie, sappiamo tutti quanto sia difficile e penso che tutti noi nella nostra vita, possiamo dire che, pur con le premesse giuste, non tutte le ciambelle sono riuscite con il buco, e se la ciambella non ha il buco, non é una ciambella, sarà una torta, sarà una pagnotta, sarà una polenta, sarà quello che vuoi tu, ma non é una ciambella.

Solo se si ha la fortuna d’incontrare le persone giuste, la caccia diventa una comunità d’intenti, diventa un modo semplice, naturale e appagante dell’andare a caccia, con il grande valore aggiunto dell’amicizia. Sul terreno ci si muove naturalmente, in modo coordinato, alla distanza giusta per non disturbare e per non essere disturbato, conoscendo le doti e i comportamenti dei cani che hai davanti, tuoi e naturalmente quelli dell’amico.

Sui cani in ferma si va e ci si piazza senza aprire bocca, basta un gesto e quando raccogli un selvatico, leggi nello sguardo e nel sorriso dell’amico la stessa felicita che hai tu dentro al cuore. Questo é andare a caccia, secondo me !!!!! E, o si hanno amici di caccia così, oppure é molto meglio andare da soli.

La caccia vera ad animali veri é un’ esperienza di vita, priva di fronzoli e di falsità, dove devi mettere a nudo te stesso, il tuo carattere, la tua personalità, senza sconti e senza scorciatoie e se analizzi onestamente i vari motivi dell’insuccesso, otto volte su dieci é colpa tua, anche se ufficialmente, troppo spesso scarichi sulla “sfortuna” le tue responsabilità.

Se cerchi coturnici, galli forcelli,o beccacce, devi essere consapevole che arrampicarti sulle montagne o entrare nei boschi più scoscesi, é una cosa da cui non puoi prescindere, ed oltre tutto devi farlo con determinazione e assoluta perseveranza con cani altrettanto determinati e la sconfitta di una giornata non deve certo essere la sconfitta della vita, anzi, deve essere per te e il tuo amico l’incentivo a ritornare ancor più determinati, perché più la cosa é difficile più la soddisfazione sarà grande. E’ per tutto questo che trovo che certe cacce siano assolutamente inutili e false. Si praticano su animali che non sanno difendersi, non hanno paura dell’uomo e del cane, a volte, addirittura incapaci di volare. Che senso ha? Come possiamo chiamare caccia questo strano esercizio di tiro al bersaglio?

Chi é andato a caccia davvero non può concepire questi strani riti moderni per gente stressata, destinati solo ad affossare definitivamente la caccia. Oltre tutto questi signori, quando si ritrovano con venti, trenta fagiani non sanno che farsene e allora improvvisamente riscoprono amici e parenti fino alla quarta generazione cui regalare animali che molte volte sono immangiabili, attirandosi ovviamente le “benedizioni” di tutti. Questo in sintesi é il rito della caccia attualmente in Italia per un buon numero di cacciatori e io trovo che sia di uno squallore unico, ma ancora peggio, trovo che sia autolesionista e se va avanti così, provocherà l’estinzione naturale della caccia in Italia.

Come può un giovane emozionarsi e quindi appassionarsi a simili porcherie? Sperare che si appassioni è un insulto alla sua intelligenza. In effetti si assiste anno per anno ad una diminuzione costante del numero dei cacciatori senza che nessuno fra chi é delegato (e pagato) a difendere e promuovere la caccia, faccia assolutamente nulla.

A scanso di equivoci faccio riferimento alle associazioni venatorie italiane che sono di una inutilità quasi assoluta. Sono ormai diventate delle sub-agenzie delle varie assicurazioni da cui prendono soldi sotto-forma di provvigioni e poi li spendono facendo magari dei mega stand nelle varie fiere nazionali, solo per rubarsi i clienti. Questa attività commerciale fatta per conto delle assicurazioni è ormai l’attività più importante per le associazioni ……ma non certo per i cacciatori.

Non mi pare d’altro canto di cogliere nel mondo della caccia, all’infuori di poche eccezioni, un dibattito particolarmente vivace su questo argomento: si esulta quando in un territorio si trovano animali che volano . “.. tutti, dico tutti, i fagiani che ho trovato volavano bene”……Questo si racconta e qualche volta anche si scrive, aggiungendo che ormai si é migliorato tantissimo nell’allevare e quindi ….. vanno sostanzialmente bene. Di fronte a queste considerazioni mi arrabbio un poco, però dimentico che probabilmente questi signori non hanno mai visto gli stupendi animali che popolavano le nostre colline e montagne, fino a trent’anni fa e quindi, beati loro, non hanno la possibilità di fare confronti.

Sono d’altro canto convinto che la legge che regola la caccia in Italia sia strutturalmente sbagliata, per di più complessa, farraginosa, demagogica e come tutte le leggi italiane farcite di adempimenti burocratici che di fatto consegnano la gestione della caccia alla politica. Basterebbe vedere cosa succede nel resto del mondo, dove la selvaggina vera è ancora presente in quantità apprezzabile, e basterebbe sostituire l’attuale legge con una legge semplicissima che prevede un unico articolo “la selvaggina é di proprietà del fondo su cui insiste”

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1 Comment

  1. isacco lanna

    sono pienamente daccordo bravo bravissimo.ti prego continui cosi’

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