CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Astro il setter che abbaia e la volubilità delle decisioni di Mirco Peli

Archivio (44)La caccia sta ancora mutando, qualche anno fa ero convinto che i cambiamenti in atto avrebbero portato ad una riduzione dei cacciatori, ed in parte ciò è avvenuto; malauguratamente, assieme ai cacciatori, è diminuito anche il territorio. Le restrizioni entrate a regime nel parco “Alto Garda Bresciano”, hanno prodotto l’addensarsi dei cacciatori sul poco territorio rimasto libero. Inoltre il passo autunnale è stato debole, e personalmente sono piuttosto pessimista riguardo al futuro prossimo.

Forse il cambio generazionale e la possibilità attraverso l’Europa di un’effettiva gestione della caccia alla beccaccia, potrà portare ad un cambiamento di tendenza, sebbene per i prossimi dieci anni non mi aspetti niente di buono. Alquanto pessimista ma trainato da una passione per la caccia che è divenuta un modo di vivere, continuo a battere le mie montagne, che si prospettano sempre più vuote. Astro ha poco meno di nove anni ma la sua cerca non è cambiata è ancora molto estesa, il collegamento invece è ulteriormente affinato e se resterà in salute, per un paio d’anni forse più, a caccia sarà come sempre un grande. Questa è la valutazione che formulo all’amico Antonio quando gli propongo di regalargli Astro. Non ho intenzione nell’immediato di smettere di andare a caccia; ma gestire Astro nel periodo di chiusura della caccia, significa mettere in croce mia moglie nei mesi invernali, e mia madre durante l’estate. Nel tentativo di sollevare un poco mia moglie, infatti, porto Astro da lei alla baita su in montagna. Ha il vizio di abbaiare in modo continuo e insopportabile, soprattutto se è in canile, o avverte che è alla baita è rimasto da solo, sotto quest’aspetto neanche l’età lo ha migliorato e ciò mi ha imposto di trovare una soluzione. Decidere di disfarsi di un cane che è stato il più potente che ho avuto, non è facile, ancora cerco appigli e possibilità per trovare una soluzione diversa; ma nonostante siano quasi nove anni che cerco la soluzione del problema non l’ho trovata, e oramai sono fuori tempo massimo. Di fatto, sabato Astro cambierà proprietario. L’amico Antonio ha naturalmente tutte le carte in regola ha qualche annetto sulle spalle, ma per trent’anni è stato “Il più forte beccacciaio dell’Alto Garda”. Antonio inoltre ha quattro figli e due vanno a caccia, Francesco il primogenito è il più determinato, e conserverà nel tempo la passione per la caccia alla beccaccia che da sempre distingue la famiglia. Cacciatore giovane, che ha raccolto le esperienze di un’intera famiglia di beccacciai e per ovvie ragioni, oggi è più forte del padre. Antonio, un poco amareggiato, mi racconta che il cane più bravo che ha in canile. Cane che lui ha cresciuto, che ogni giorno accudisce e spesso porta a caccia, nel momento in cui si trova a cacciare in compagnia con il figlio, lo pianta in asso per cacciare con Francesco, che si ritrova a cacciare con due cani e Antonio a fischiare inutili richiami. Eppure mi diceva sconsolato battiamo i medesimi territori, mi stanco maggiormente, ma per il momento cammino quasi quanto mio figlio. E allora, non aggiungo altro, tuttavia rifletto sull’intelligenza dei cani, che colgono alcune sfumature e decidono chi è il capo branco. Cerco di convincermi che con la famiglia Banalotti, Astro si troverà bene, perché la caccia in lui è la passione predominante. Superato l’impatto del cambio di proprietario, li avrebbe la possibilità di cacciare a volontà in un territorio favorevole, situato all’interno del Parco Alto Garda, con un cacciatore che è senz’altro il migliore che conosca. Tutte valutazioni che considerate con freddezza non fanno una grinza, certo è che più si approssimava il giorno convenuto, dentro di me cala la convinzione che sto facendo la scelta giusta. Rimugino che il cane soffrirà per la separazione, ma allo stesso tempo mi persuado che dopotutto è già abituato a passare l’estate con mia madre, e che forse, abbaierà tanto che me lo riporteranno.

Devo ammettere, per essere sincero con me stesso, che questa possibilità è una segreta speranza. Ieri, mentre discutevo con mia moglie sul carattere d’Astro, cercavo di scrutare se sul suo viso ci fosse un segnale di ripensamento, ma ciò dipendeva dalla misura in cui il cane aveva abbaiato durante la mia assenza per il lavoro, e soprattutto dall’atteggiamento dei vicini.

Insomma la scelta era imposta o la moglie o Astro.

Beccacce non ne trovo già da più di dieci giorni e per di più quest’anno fa già freddissimo; la montagna sono costretto ad abbandonarla, provo l’ultima uscita con poche speranze nel posto al sole, più in basso che conosco. Quest’ultima uscita servirà soprattutto per riflettere ancora, ma probabilmente per salutare il cane che mi ha insegnato dove cercare le beccacce. Un cane vero, lascio ai puristi le critiche che abbaia pure alle beccacce che invola, che lo stile non è perfetto; ma Astro è un vero cane da caccia, lui caccia selvaggina vera come pochi altri cani del giorno d’oggi sanno fare. Giro tre ore in un posto che non mi piace, troppi alberi di castagno ad alto fusto e quindi eccessiva foglia secca che fa rumore, oltretutto preso dai miei pensieri, senza rendermi conto sconfino in Alto Garda, quando mi accorgo per evitare una sgroppata che non ho più la voglia di fare, torno sui miei passi seguendo un percorso che ho già fatto. Sono giù di corda e penso che dopo tutto, mia moglie a sopportato nove anni senza imporsi e per il futuro che avrà la caccia, probabilmente è giusto ciò che sto per fare.

Deciso, sabato Astro andrà a vivere a Gargnano.

Sono a circa trecento metri dalla macchina e in tutto il giro non ho incontrato anima viva, né ho udito sparare un colpo, avverto il campano del cane più in basso nei pressi di un fitto di spine e, senza che il campano rallenti o si fermi, sento abbaiare in modo strano, non è Astro, sembra la voce di un cagnetto. Me lo immagino piccolo e bastardo che sta rimbeccandosi con Astro; questo pensiero è avvalorato dall’esistenza da una casa nei pressi dove ho posteggiato la macchina, che però di primo mattino sembrava chiusa.

Percepisco il campano tintinnare a fermo, richiamo allora Astro a voce alta e nello stesso tempo l’abbaiare sembra diventare un verso di terrore. Mi avvicino con un dubbio che trova conferma, nell’individuare Astro che trattiene per una coscia un capriolo, che si dibatte per terra. Assisto ad una scena che ho già visto, gli occhi del cane sono cattivi, punta con tutta la sua forza sulle gambe flesse e morde furiosamente la coscia del capriolo che devo zittire. Appena la testa del capriolo è sufficientemente lontana dal cane, lo finisco con una fucilata a bruciapelo, Astro non molla la presa e continua a morderlo. Lego il cane e l’allontano a forza dalla preda che non vuole abbandonare, gli pulisco la bocca dai peli e dal sangue e lo porto in macchina, dove lo lascio con il fucile. Non mi sono ancora ripreso e ciò facilità a fingermi uno scemo che cerca funghi. In giro non c’è nessuno. Faccio il recupero del capriolo e l’esamino, é un giovane d’annata ma non è ferito, è perfettamente integro, solo è stato un po’ pigro ad abbandonare il covo. Sarà il destino, ma come posso disfarmi di un setter che cattura i caprioli? Questo è il secondo che porto a casa, e inoltre non c’è scusa che tenga questo non è neanche ferito.

Tanto ho sentito parlare sui cani da ferma che seguono per ore i caprioli, ma non è il caso d’Astro lui li segue solo a vista o lo prende, oppure ritorna a cercare le beccacce. Mai ho sentito di un setter capace di catturare caprioli vivi, uno ferito si può accettare ma due è il massimo.

Dopo questo segno del destino penso che i vicini saranno costretti a sopportarlo finché muore, Astro resterà per sempre il mio cane.

Arrivo a casa quando mia moglie sta stendendo il bucato e mi accoglie con un “già a casa? “ si rispondo “ Astro ha preso un altro capriolo”. Il cane scende dalla macchina, sorride a mia moglie come fa lui, alzando un lato del labbro superiore. Guaisce e si avvicina al baule chiuso, poi di nuovo sorride a Patrizia, le scodinzola fra le gambe e di nuovo si avvicina al baule, come per dire: “Sono stato bravo, guarda cosa ho catturato”. Leggo sul viso di mia moglie che sopporterà Astro anche nel tempo in cui romperà.

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1 Comment

  1. Leggendo quanto sopra mi ero predisposto alla tristezza di un abbandono, confesso che il finale è stato ilare e,con le lacrime agli occhi. Mai più mi sarei aspettato un finale simile…vecchia carogna quell’Astro. Si è inventata una gherminella che non poteva passare inosservata.
    Ebbene si, qualche cane abbaia se non va a caccia tutte le mattine, la solitudine e l’ozio li distrugge. I rimedi ci sono. Dai più corretti ai più scorretti. Ne ho avuto anch’io di briganti del genere e ne ho scritto nelle mie novelle. I pù corretti sono
    1- portarlo a dormire i n casa, lo so che le mogli sono restie ma è uno dei rimedi.
    2- dargli una compagna di canile. In genere una femmina attenua la loro “vitalità” e si adeguano.
    3- ricorrere all’annaffiatoio a comando. Un buon getto d’acqua comandato da un congegno elettronico e via.
    4- lo dico ma mi pento subito. Un collare che dia una piccola scossa al primo abbaio…in genere capisce e smette.
    5- Il più cruento( da raccomandare a nessuno):un piccolo intervento di veterinaria alle corde vocali…… Mah! io l’ho solo annotato come cosa che si può fare ma non la farei di certo.
    CONCLUDENDO: la migliore soluzione Mirco l’ha trovata da solo. Tollerante la moglie, s’intende. Brava la signora.
    Federico

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