CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

BECCACCE FINE STAGIONE E SFACELO IN GENNAIO di Silvio Spanò

cropped-1.jpgUn primo consuntivo sulla migrazione della stagione. Le tremende conseguenze dell’ondata di neve in gennaio. Dal Flash-info n°.2 dell’ONCFSRéseau-Bécasse, datato 11 gennaio 2017, traggo preliminarmente alcune linee per tracciare un quadro europeo d’insieme sulle comparse di beccacce nella seconda parte di quest’annata particolare. Premetto che i dati sono ancora incompleti ed in seguito si dovremo certamente fare rettifiche.

L’annata, iniziata sotto buoni auspici e per buona parte soddisfacentemente, sta terminando con uno sfacelo! In Francia il mese di dicembre ha visto, in ogni sua decade, alternanza tra momenti di freddo normale ed altri con temperature sotto le medie stagionali, ma questi periodi freddi sono normali in dicembre e hanno spinto le beccacce a raggiungere i noti quartieri di sverno francesi. La parallela assenza di depressioni atlantiche è invece altrettanto inusuale. Una certa siccità si risente in gran parte della Francia occidentale condizionando qua e là l’acquartieramento delle svernanti. In questa data che scriviamo, le aree di sverno, dai Balcani al Bacino mediterraneo orientale, subiscono il loro secondo periodo di grande freddo, in ulteriore intensificazione e con la previsione di estendersi anche in Francia nella seconda decade di gennaio. L’IAN (indice di abbondanza notturna) nel corso degli inanellamenti di dicembre a livello nazionale francese ha raggiunto 4,7 beccacce/ora, cifra già sopra la piuttosto alta media (4,2) degli ultimi dieci anni. Tuttavia esistono, come sempre, forti diseguaglianze di distribuzione degli uccelli sul territorio: una dicotomia tra nord e sud ha caratterizzato dicembre (tutte le regioni nord hanno IAN superiore a 4,5 e la metà meridionale ha avuto indici gradualmente sempre più bassi verso sud). Il freddo intenso previsto per gennaio potrebbe però cambiare questi indici! Quanto all’age-ratio, sono stati rilevati valori bassi (55-59% di giovani) fin dall’inizio stagione, cioè un po’ migliori dell’anno scorso, ma sempre sotto la media degli ultimi 10 anni (sempre relativo agli inanellati, per lo più in zone protette); vedremo il dato dell’ICA (Indice Cinegetico di Abbondanza) dei cacciatori che, l’anno scorso, aveva ridimensionato verso l’alto la presenza di giovani (confermando la mia idea – che poi è quella di Fadat – che l’IAN sia lo specchio delle beccacce che più si salvano in aree precluse alla caccia, mentre l’ICA rispecchia zone in cui si caccia, dove è più facile ci siano giovani inesperti). Un consiglio a margine: durante gli inanellamento non usate fari eccedenti il milione di candele (i fari a led possono essere molto forti e pregiudizievoli per gli uccelli). In sintesi, non si sono notate concentrazioni di beccacce sui dipartimenti litorali e sembrerebbe che le beccacce si siano per ora soffermate nei siti dove hanno trascorso gli ultimi inverni al caldo. Ma questo inverno non ha detto l’ultima parola e le previsioni s’annunciano ben fredde. (Fin qui ho riassunto il testo a cura di Le Rest, Gossmann, Coreau, Bastat, Ferrand). Il mio quadro parte dalla prima nevicata di fine ottobre in Russia centrale (ove le beccacce erano praticamente sparite). A inizio novembre mi risulta che in Lettonia (verso i confini est) ci fosse un discreto numero di beccacce, ma sempre le stesse anche dopo una bella nevicata, in prevalenza di soggetti adulti, probabilmente più attaccati ai siti più prossimi alle aree di nidificazione. Tra il 5 e il 7 novembre, un tempaccio burrascoso/piovoso ha mosso alcune beccacce e lo stesso Pennacchini mi ha comunicato che tra il il 6 e il 9 si può collocare una vera apertura del passo; verso il 10 novembre era stato segnalato un arrivo anche in Corsica. Restando alle aree a me più note, che quest’anno erano praticamente senza funghi né tartufi (Liguria centrale e basso Piemonte, ma anche con notizie per le Prealpi lombarde), tutto novembre è trascorso con beccacce sparse, non abbondanti (tranne ovvie eccezioni locali), ma con una punta di presenze intorno al 20 novembre. Meglio è stata la prima metà di dicembre, con geli notturni e un picco prima della discreta nevicata del 19 dicembre fino alla pianura alessandrina, poi ancora presenze, con neve rimasta nei versanti nord appenninici per più di una settimana. Nell’ultima decade (in Piemonte la chiusura è 31 dicembre mentre in Liguria si va avanti fino al 20 gennaio) qualcuna è rimasta nei punti idonei a ridosso e con possibilità alimentari discrete. Comunque i più accaniti e costanti cacciatori parlano di buone presenze in tutta la stagione! E in gennaio ne sono rimaste, dove possibile, grazie all’esser stati tagliati fuori, noi del nordovest, dal maltempo. (L’esame delle sole 14 ali che ho visto da ottobre a dicembre nel basso Piemonte, erano di 12 giovani e di 2 adulti). L’eccezionalità è data dall’Appennino centrale (montagne ReatinoAbruzzesi) dove mi è stato riferito di tante beccacce in tutta la stagione fino alle nevicate massicce di inizio gennaio. Ma dall’Epifania s’abbatte un’ondata di freddo e nevicate madornali (2 metri e più) sul versante adriatico italiano da Ancona al Salento, fino al mare, con risvolti catastrofici (sovrapposti a rinnovate scosse sismiche) a danno delle popolazioni, già tragicamente provate dal terremoto di agosto. Quest’ondata siberiana sta ancora interessando tutta l’Europa centro orientale e balcanica fino alla Turchia e, quanto alle beccacce, certamente ha facilitato locali massacri (ma forse l’enormità delle precipitazioni nevose ha velocizzato gli spostamenti facendole scomparire da molti luoghi). Tuttavia sono impressionanti le descrizioni di beccacce che arrivavano a branchi, in pieno giorno dalla Turchia sulle prospicienti spiagge delle isole greche (es. a Chios l’8 gennaio) e altrove….. e non so “come” accolte dai cacciatori locali. La temporanea sospensione della caccia (per quanto ne so, tre giornate in Bulgaria per motivi di “Aviaria” ancora in circolazione, Grecia e Puglia per neve) sono palliativi non solo risibili, ma vere “prese per i fondelli” per chi – come me – è ancora convinto che la seria attuazione di un protocollo “ondate di gelo” sia l’unico provvedimento accettabile (se ben applicato, cioè che duri dall’inizio fino ad almeno una settimana dopo il termine dell’emergenza!) come alternativa ad una inevitabile e definitiva chiusura della caccia al 31 dicembre! Quanto riportatomi da un amico mi conferma nella convinzioni della vergogna di beccacce di meno di due etti prese con le mani (sulla soglia di morte d’inedia) mentre attorno si cacciava nei campi senza neve della piana marchigiana costiera uccelli rifugiati lungo i fossatelli e piccolissime macchie, da dove non volevano involarsi non sapendo dove andare… e nessuno ha voluto applicare una sospensione per ondata di gelo! A metà gennaio alcune zone del Lazio, a vista mare con temperature diurne piacevoli, erano ben ricche di beccacce, che tuttavia dopo pochissimi giorni sono scomparse. Stranamente scarse le beccacce in Calabria, Sicilia e Sardegna (tranne concentrazioni in pochi punti). Da Ischia ho notizie di una stagione favorevole! In Grecia “si sono dati da fare” e l’avv. Gontikas di Atene, nostro socio storico e credibile, sconsolato si chiede se, dopo quanto successo, la prossima stagione vedremo ancora beccacce!. Domanda retorica, ma che – prima o poi – potrebbe avere una risposta spiacevole! Dalla Grecia, però mi sono giunti due segnali gradevoli: 1) la notizia di un giovane ateniese che caccia la beccaccia in solitaria, col suo cane e un monocolpo (!) e che, dopo aver incarnierato una o due beccacce rientra a casa; 2) Il fatto che un altro cacciatore greco ha tradotto nella sua lingua e messo sul web il mio pezzo sulle ondate di gelo e loro gestione apre un poco alla speranza. Ma dovremo parlarne ancora per capire lo sfacelo (pratico e morale) che temo si sia verificato in gran parte dell’area di sverno sud orientale. Fokin da Mosca mi ha scritto preoccupato per quanto stava accadendo in queste zone…e non so ancora cosa rispondergli: forse, per non piangere su noi stessi, dovrei girargli la richiesta di riparlarne dopo il ritorno primaverile con i conteggi degli uccelli sopravvissuti e visti alla croule nel suo Paese! Oggi che scrivo, 23 gennaio 2017, il peggio non è ancora finito e – ripeto – bisognerà riparlarne seriamente con più dati alla mano.

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2 Comments

  1. Fabio Barbagli

    In toscana una annata normale con un fine stagione tranquillo..

  2. Massimiliano Isacco Sandri

    Dalla provincia di verona.
    Ondata stranissima ultima settimana di novembre avvistavo 6 beccacce tra alba e tramonto io sparo solo a una o due non sparoai alla terza mi diverto i cani punto.dalla seconda settimana di dicembre piu viste fino alla fine questa mattina 30/1/2017 visto.2 all alba temperatura -9
    Ciao Massimiliano

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