scolopax-rusticola-209Estate di San Martino del 1933. Novembre; il mese più fantasioso per me a caccia di beccacce sulle prealpi di Varese; era ancora notte e io ero già al laghetto di Brinzio appoggiato a quella bella noce che chissà nel tempo le beccacce che aveva visto passare. Ero comodissimo tanto che pensavo di essere ancora in letto, mi spiaceva solo che non ci fosse anche lei appoggiata un po’ alla noce e un po’ a me. Pensando così, mi venne in mente una di quelle storie di beccacce che mi raccontava il mio carissimo padre durante una colazione al sacco tra una cotoletta alla milanese e un peperone…

Era ancora buio, ma l’alba non poteva tardare ad arrivare e finalmente arrivò leggermente dipinta di rosa, di giallo e di turchese; in questa magica apparizione ad un certo punto mi trovai vagante un puntino che veniva verso di me, subito si sdoppiò in due, i due puntini subito presero forma e si trasformarono in due beccacce e fantasiosamente rincorrendosi e, allacciandosi teneramente come in un valzer di Strauss, allegramente mi volarono sopra la testa e si posarono, accompagnate dalla musica del loro battito d’ali, sul prato lì vicino. I miei due cani con le orecchie ritte guardavano strepitanti un po’ verso di me e un po’ verso il prato senza capire cosa stesse accadendo. Come un lampo mi venne in mente una di quelle storie di mio padre che diceva: “Sai Guglielmo, cosa ho potuto constatare? Le beccacce si accoppiano nell’estate di San Martino, forse perché in due è più facile superare le fredde giornate d’inverno”.

Con la testa piena dei ricordi di mio padre, delle emozioni che le beccacce mi avevano dato fin da bambino e mi continuavano a dare, cercai di quietare i miei cani e restavo in ascolto. Le beccacce non cantano, ma quando si vogliono bene chissà quante cose si dicono, e io sentivo che se le dicevano con sottili sibili che venivano dalle loro emozioni; a un certo punto di nuovo il fatidico battito d’ali e di nuovo volandomi quiete sopra la testa, andando verso l’infinito ridiventando due puntini e ancora uno solo e poi chissà…