CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

BECCACCIA: EVOLUZIONE DEI PRELIEVI FRANCIA ED EUROPA STATUS DI CONSERVAZIONE DEL CAPITALE EUROPEO – LA REALTA’

Presentazione
Sono felice e onorato di aver seguito e quindi ottenuto il permesso di tradurre in italiano questo notevole lavoro di ricerca, raccolta e comparazione di numerosi dati, importanti per l’interpretazione e la corretta gestione della Beccaccia in Francia, Paese che più ha studiato il problema, interpretandolo da due lati opposti: ottimista e pessimista.

La situazione italiana non è molto diversa ed ho pensato che la diffusione del lavoro di Philippe potrebbe essere molto utile anche da noi, per raggiungere finalmente un quadro interpretativo realista e serio per la conservazione di questo uccello affascinante, prodigioso e della sua caccia con i nostri cani!

In definitiva, la Beccaccia è praticamente l’unica specie migratrice di interesse venatorio sufficientemente ancora diffusa in Europa cosa che ha concentrato su di lei i cacciatori e la pressione di caccia. Le organizzazione venatorie hanno l’interesse politico a mostrare il lato ottimista della situazione, ma i cacciatori specialisti seri, che sono capaci d’analizzare la situazione reale sul campo, dovranno seguire considerazioni e comportamenti prudenziali e pertanto conservativi per scongiurare il crollo delle popolazioni europee della Beccaccia, crollo sfortunatamente possibile all’esame del trend dei dati di prelievo e degli indici validi ( come per l’allodola, turdidi, e tortora comune).

                                                                                   Silvio Spanò

 

Studio di Philippe Vignac

 

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13 Comments

  1. Alessandro Cupidi

    In effetti gli incontri di questo stupendo animale sono diminuiti notevolmente e quindi se si vuole salvaguardarne il futuro , dobbiamo fare tutti qualche rinuncia , finalizzata a tal fine . Sono comunque convinto , che dove si abbattono in numero esagerato le beccaccia , non è in Italia ma bensì all’estero e spesso in momenti in cui questo splendido animale , nidifica…!

    • ennio capretti

      complimenti non so parlare ne scrivere in francese ma sono un appassionato della selvaggina da bosco .
      Se mi rispondi per poterci incontrare aiutandomi a cacciare in Bretagna (francia) o vedere la gallina di bosco da noi chiamata beccaccia ne sarei veramente contento.

  2. Marc

    Silvio,
    Sono francese, e devi sapere che questo signore non fa una communacazionne ufficiale, non e 1 membre da BDF o del CNB. Tutte queste diffuzione sono sempre per dire che non c’è piu beccaccie e che doppo 5 annin non c’è piu una beccacia.
    A titolo personale prefero leggere delle informazione ufficiale del CNB, o da BDF, e meglio ancora del Reseau Becasse del ufficio francese di caccia.
    A piccola demanda non eri venuto alla riunione del club francese della becaccia a Voiron qualchi anni fa?
    Scusi il mio italiano, espero che m’hai capito.

  3. Lucio Scaramuzza

    La relazione da un lato conferma quanto ho sempre detto ,cioè che i più grandi ammazzatori di beccacce siamo noiItaliani insieme ai francesi poi vengono i greci e sicuramente i turchi e che le cacce all’estero nei famosi territori oggetto di così tante critiche sono assolutamente marginali rispetto alle caccia nei posti dove svernano. Nonostante questo, compare in modo evidente, l’ignoranza o forse il reseghino dei cacciatori italiani subito dal primo commento fatto.
    Al di là di questa considerazione però, secondo me ,mancano su questa ricerca due dati fondamentali.
    PRIMO .
    Qual’è stata l’evoluzione dei cacciatori? perché un conto è FB e un conto la realtà .
    Il numero di cacciatori è aumentato o è diminuito?
    E non parlo solo di cacciatori di beccacce, tu sai quante beccacce vengono uccise occasionalmente dai brucia siepi e soprattutto da coloro che si dedicano alla caccia ai tordi al mattino e alla sera ,ma ti dirò di più in Italia l’età media dei cacciatori è altissima e ogni anno diminuisce il numero di coloro che smettono di arrampicarsi sulle nostre montagne , questi sono in molti casi profondi conoscitori della beccaccia !!!!.…..
    SECONDO
    Yves Ferrand nel 2000 quando stimò gli abbattimenti in circa 4.000.000 di capi abbattuti ,aggiunse un dato fondamentale ,SU DI UNA POPOLAZIONE MONDIALE DI CIRCA 14.000.000 DI CAPI. precisando che i territori a disposizione della beccaccia soprattutto nelle zone di nidificazione ERANO IN AUMENTO.
    Ora in questa ricerca fatta sicuramente in modo scientifico, nel ricercare il numero di capi uccisi , mancano i due dati sopra esposti , senza i quali, secondo me i numeri riportati hanno scarso significato.
    Anzi è un modo scientifico di fare allarmismo.
    D’altro canto sono ormai parecchi anni che con fasi alterne ,nelle zone che frequento da sempre (50 anni) si trovano un numero di beccacce come ho sempre trovato da 50 anni a questa parte e questo riscontro non è fatto solo dal sottoscritto ,ma basato su almeno 10 persone di sicura fede, Certo gli incontri per cacciatore sono drasticamente diminuiti ,una volta la beccaccia non era di moda ,non era l’oggetto del desiderio di molti cacciatori in pochi si andava a beccacce.
    In oltre questo dato non è riscontrato solo in queste zone, sento amici assolutamente affidabili che mi stanno dicendo la stessa cosa in riferimento ad altre zone che io non conosco.Capisco che siano dati poco significativi visto che si parla implicitamente della popolazione mondiale, ma comunque non credo che noi si sia più fortunati di altri.
    Se la popolazione delle beccacce fosse diminuita del 40% come la relazione fa intendere ce ne saremmo accorti tutti concretamente .

    • marc

      Lucio, il problemo da questo studio e quello, che non e fatto sotto livello scientifico, quella da Yves, si per forse, lui e un professioniste della cosa, ma questo Philippe no.

      Sono totalemente d’accordo con il tuo messagio.

      Di piu questo Philippe habita nell sud ovest della Francia, e e vero che con il riscaldamento globale, nella sua zona, senza freddo importante andono molto meno becacce che prima. Ma, nelle stesso momento, nelle zone del Jura francese o nella zone est della Francia, ci sono molto piu becacce che 10 o 15 anni fa.

      C’e piu meno lo stesso problemo che con le torde, i scientifici diconno che ci soni piu che prima, ma a casa mia, ci sono molto meno che prima, hanno cambiato le strade della migrazione hanno cambiato

      Non voglio dire ce possiamo prendere tutte le becacce che vedono, dobbiamo essere prudente, ma in Francia sapete che abbiamo un bag limit da 30 all anno, per me e perfeto,

    • franck

      commentaire , basé sur une estimation farfelue !! Ferrand et les autres !! sont incapable d’estimer la population Scolopax rusticola ! comme n’importe qu’elle autre espèce d’ailleurs !! vous attachez un peu trop d’importance a ce genre d’info !! mais quand on refuse de voir , on devient aveugle ! et tous les prétextes sont bons , sans jamais avoir étudier , on juge ! mais cela on s’y attendait ! les chiffres de cette étude sont basées sur le travail de ferrand , et de l’oncfs, principalement,et d’autres, n’aurait-il pas là une contradiction ??

  4. Silvio Spanò

    Come rsulta dai diversi commenti è chiaro che ciascuno giudica da proprio punto di vista; purtroppo in molti casi non sempre ci si vuolci render conto che alcune ricerche si basano su dati ufficiali che, messi insieme e paragonati, portano più al pessimismo (beccacce in diminuzione) che all’ottimismo (beccacce in aumento). Condivido ovviamente quanto scrive Franck, meno quanto dice Marc (ero stato ad una Assemblea del CNB ma nel Vercors -Drome) in quanto molti dati usati da Vignac provengono da studi dell’ONCFS e quindi dallo stesso Ferrand e sua scuola.
    Scaramuzza dice che mancano i numeri dei cacciatori,non è vero perchè Vignac li riporta, ovviamente relativamente alla Francia.
    Pregherei i lettori, che stimo tutti perchè chi legge queste cose ne è interessato e quindi è lodevole, che rileggano con attenzione quanto scrive Vignac e vedrete, che in definitiva, dice cose documentate e sagge sulla base dei dati disponibili.
    Grazie comunque per il contributo al dibattito, che è sempre costruttivo.
    Silvio

  5. Simone Zucconi

    Salve credo che se vogliano salvaguardare questo animale bellissimo, ma che è sempre un animale come altri, non migliore come qualcuno pensa, dobbiamo guardare di più al quello che succede in campagna, vedi diserbanti vari, all’inquinamento luminoso, alla posta, alla caccia a rastrello e altro ancora, ma lasciamo in pace chi come il sottoscritto e tanti altri come me vuole solo uscire con i cani nel bosco, dico questo perché traspare sempre nei vostri scritti il desiderio di chiudere gennaio con scuse varie vedi il freddo. Inoltre sono anni che le beccacce da noi sono tutto meno che in calo questo per dire che l’Italia sembra piccola ma non lo è.

  6. lucio Scaramuzza

    dottor Spanò è vero che viene riportato il numero dei cacciatori francesi,ma andando a vedere i numeri si scopre che i cacciatori Francesi sono passati da 1.936.366 del 1983/84 al 1.100.000 del 2017/18 esattamente il 42% circa in meno come il numero degli abbattimenti, sarà una coincidenza?

  7. Laidò Vincenzo

    I cacciatori in generale sono diminuiti ma, tra quelli rimasti certamente sono aumentati i beccacciari. Senza dubbio anche migliorata la selezione dei cani specialisti e di tutte le tecnologie per ricercarla ( armi, munizioni dedicate, satellitari e abbigliamento per cacciarla con ogni intemperia ). Vivo nel Gargano e la caccio da oltre 50 anni , le statistiche per me sono relative e quello che constato sul campo certamente mi conferma la loro inattendibilità. La pressione venatoria su questo meraviglioso selvatico è altissima in Italia e all’estero, immense sono le aree di nidificazione ma ristrette quelle di svernamento con concentrazioni di beccacce su territori ancora più esigui in occasioni di nevicate. Fortunatamente i boschi non subiscono inquinamenti come i terreni sottoposti a colture intensive e questo è un vantaggio. Il vero punto debole è la posta, vigliacca abitudine di cacciarla al mattino e a sera non ha scampo ; basterebbe aumentare i controlli inesistenti e modificare gli orari di inizio e fine caccia per risolvere il problema escludendo le zone palustri e si risolverebbe un grande problema e le popolazioni di beccacce avrebbero lunga vita.

    • lucio Scaramuzza

      gentile Vincenzo Laido sono sostanzialmente d’accordo su cio che dici riguardo l’Italia ,ma questo è un altro discorso, la ricerca a cui si faceva riferimento è stata fatta in Francia e a differenza dell’Italia dove per una serie di fattori(mancanza di stanziale, giornali, televisione hanno contribuito a trasformare questa caccia un tempo frequentata da relativamente pochi in una caccia frequentato da molti TROPPI) i numeri di cacciatori francesi che cacciano la beccaccia si sono mantenuti percentualmente più o meno sugli stessi livelli, anche perché i cacciatori francesi non possono andare dove vogliono !!!!!l’accesso ai territori è regolamentato dai proprietari del fondo.che sono per legge i proprietari del diritto di caccia sui loro terreni e che lo cedono chi vogliono e quando vogliono . Quindi mi sarei aspettato da parte del Dott Spano’ una delucidazione più convincente ,

  8. Giuseppe

    Ciao a tutti.. Vorrei condividere la mia esperienza e testimonianza caratterizzata da una parte sui racconti dei cacciatori degli anni 60s 70s 80s, da una parte sulla mia esperienza personale che va dal 2011 al tutt’ora con un cane specialista. Territorio in questione : principalmente colline del crotonese. Mio padre ha un ricordo del 1973, ben 5 cacciatori in una mattinata fecero circa 40 beccacce… I cacciatori locali quasi nessuno praticava questa caccia, all’estero non andava nessuno… Anno 1985 ho una testimonianza di 16 beccacce in 2 cacciatori. Mia esperienza oggettiva : annata con un gran numero di presenze in maniera ben distribuita 2011/12.. Gli altri anni ad oggi incontri quasi costanti in ogni uscita di 3, 4, 5, o 6 beccacce a giornata con un buon numero di giornate nel corso degli anni con incontri di 8, 10 e anche 15 beccacce a giornata. Da segnalare questa annata 2021/22 che non si scende mai sotto i 3 incontri a giornata. Zone difficili di macchia, difficile anche incarnierare, la media di carniere sta nei limiti di calendario con 20 beccacce a cacciatore a stagione. Eccessivo abbattimento alla posta nella zona, purtroppo difficile da controllare per territorio aspro. Cmq si apprezza una notevole diminuzione considerando i racconti del passato.. Considerata l’assenza di turismo venatorio e la diversa vocazione venatoria dei locali. A nella zona ormai estinte pernice rossa è lepre italica.

  9. Silvan Mario Mattedi

    La realtà italiana, a differenza della Francia, come per la ricerca in senso lato, è drammatica. I dati forniti sono assolutamente risibili, statisticamente disomogenei, quando non artatamente adattati?, in mano a organizzazioni scientificamente non riconosciute e con palesi conflitti di interesse.
    Ovvero, siamo tutti allenatori della nazionale di calcio e virologi esperti!
    Invece la ricerca è per definizione riservata a centri specializzati indipendenti e non a associazioni venatorie che possono semmai collaborare e sostenere i costi.

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