CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

IL BUON SENSO FA CAPOLINO……. Silvio Spanò

 17757170_1873798079505113_7477711616575909246_nPrendo spunto da due articoli comparsi sui media del CNB francese e che fanno un quadro piuttosto di buon senso , anche se altro speravamo di vedere, al posto della perenne minimizzazione della preoccupazione. Ci riferiamo ancora a scritti francesi perché hanno strutture, e personale preparato e collaborativo, ovviamente collegato al grosso interesse nazionale (e anche politico quindi) della caccia alla beccaccia. Inoltre molti dati sono geograficamente comparabili o comunque degni di attenzione parallela. Appena disponibili le notizie relative vorremmo allargare il panorama a tutta la paleartica occidentale…ma sarà difficoltoso….

Inizio comunque dall’editoriale del Presidente Bruno Meunier comparso sul recentissimo numero di gennaio 2018 de “La Mordorée” rivista ufficiale del Club National des Bécassiers, con una traduzione praticamente integrale, commentata con “richiami numerici” laddove mi pareva opportuno.

La stagione è ora molto avanzata, atipica e particolare. La diversità fra le regioni senza dubbio non sono mai state così notevoli. Il grande quarto sud-est della Francia non ha visto gli abituale contingenti di beccacce. La siccità persistente dei suoli spiega la scarsa attrattiva di queste contrade, quest’anno, per la nostra mordorée. Il riscaldamento climatico ne è forse la causa. Ma finora nessun studio scientifico corrobora le nostre intuizioni. Sarà interessante concentrarsi su un protocollo di studio che permetta di affermare o meno il reale impatto di questo riscaldamento sul comportamento delle beccacce e i cambiamenti indotti da questo fenomeno. (1) Sempre in questa regione un abbassamento significativo dell’age-ratio ha preoccupato molti di voi. A partire da metà novembre emergono inquietudini.

Sappiamo tutti che la beccaccia è specie paleartica occidentale e per questo dovrebbe esser gestita dai suoi luoghi di riproduzione a quelli di migrazione e sverno. Si può sognare e pensare che domani le associazioni di beccacciai riunite nella Fanbpo saranno le garanti di questa buona gestione! Per oggi bisogna accontentarci del solo livello nazionale. (2)

A qualsiasi indici ci si riferisca, le cifre devono essere studiate su grande scala (3)

Grazie ai vs dati, ci tengo a ringraziare quanti di voi, lungo la stagione, inviano le loro osservazioni, pesi, sessi, ali etc. in modo che il nostro club possa avere il sostegno di più di 20 anni di controllo dell’andamento del nostro uccello. Possiamo così comparare le stagioni passate tra loro; abbiamo già conosciuto age ratio basse, che sono state seguite negli anni successivi da ritorni alla normalità. (4)

Non penso che sia il caso di preoccuparsi e prendere, precipitosamente, misure a livello di dipartimento o di regione. La reazione, se ci deve essere, deve esser presa a livello nazionale e appoggiarsi su numeri incontestabili. (5)

Leggendo il bilancio di metà stagione registriamo un’age ratio nazionale in diminuzione in rapporto alle percentuali degli anni precedenti. Il deficit di giovani è reale, ma non allarmante. Il suo basso livello in certe regioni è compensato da quello più elevato in altre. (6).

Ma, per precauzione, proponiamo di diminuire i prelievi in fine stagione abbassando le quote giornaliere e settimanali laddove esistono Per i dipartimenti che non le prevedono è necessario istituirle. Una lettera è stata inviata in questo senso ad ogni delegato. Tuttavia non ci resta che fare la domanda, in quanto la decisione finale non ci compete. (7)

Auspico che voi tutti siate coscienti che lo sforzo richiesto per i mesi di gennaio e febbraio debba essere condiviso. (Bruno MEUNIER)

Commenti :

1)La Commissione meteo del CNB ha pubblicato a fine gennaio sul loro sito un interessante articolo, ben supportato da immagini meteo tratte da Weatheronline, che illustrano la situazione climatologica sull’Europa occidentale fino alla Russia centro-occidentale in diversi momenti di dicembre-gennaio (25/12-8/1-25/1). Le temperature sono state per tutto il periodo assai dolci, praticamente raramente sotto lo zero (e per breve tempo) in Europa centrale, mentre dopo l’8/1 sono passate sotto zero in Russia (fino all’Ukraina e Bielorussia), di modo che si possa arguire che le beccacce ne abbiano approfittando per migrare di meno, in parte fermandosi in ambienti idonei intermedi. Qualcosa del genere s’è verificato in passato, sempre da quando è stato evidenziato un inusuale addolcimento dell’inverno. Dati definitivi più completi potranno corroborare l’ipotesi.

2) Una gestione centralizzata in qualche modo, con un serio osservatorio sulla beccaccia, come avviene in Francia, è già un buon passo avanti…e infatti la Francia fa sempre da capofila nella raccolta ampia e corretta di dati (con la guida dell’ONCFS!).

3) E’ indispensabile la visione su ampia scala, ma non si deve mai dimenticare lo studio delle singole sottopopolazioni che raggiungono zone di svernamento diverse lungo fasce migratorie a loro volta diverse e piuttosto costanti (alta fedeltà ai siti e alle vie), il cui depauperamento (come avvenuto quest’anno) deve essere considerato pericoloso per gli anni a seguire per dette aree di sverno.

4) E’ vero che già altre volte, a seguito di annate di scarso successo riproduttivo nelle aree di nidificazione, per motivi soprattutto climatologici, una forte penuria di giovani dell’anno, è stata poi colmata nelle stagioni successive. Ciononostante non bisogna dormire sugli allori sperando nella naturale (miracolosa) “potenza vitale” della beccaccia per poterle sfruttare incoscientemente e senza interventi, comunque prudenziali.

5) Non credo che le decisioni debbano esser prese necessariamente a livello nazionale, quando le problematiche colpiscono solo alcune aree geografiche. Certamente sarebbe auspicabile che a livello nazionale (e magari collegato con altro analogo internazionale) possano esser prese decisioni rapide a salvaguardia, seppur prudenziale, di alcune sottopolazioni (come sarebbe stato opportuno si fosse fatto quest’anno!)

6)Ritengo quanto meno imprudente sostenere che il deficit di giovani certamente registrato quest’anno non è allarmante in quanto in alcune regioni non è stato rilevato, anzi, e pertanto i numeri si sono compensati! Certamente nel considerare tutte le beccacce della Regione paleartica occidentale il discorso regge, ma come più volte affermato non è corretto sottovalutare le situazioni negativi in definite fasce migratorie e di sverno. Analogamente è ovvio che la specie Beccaccia (Scolopax rusticola) non ha preoccupazioni di conservazione, considerata su tutto il suo enorme areale eurasiatico, ma è altrettanto ovvio che in alcune parti di esso è sottoposta ad un’erosione annua aggiuntiva da parte della pressione venatoria che non può esser sottovalutata, né tanto meno ignorata affidandoci al fatto che nel complesso beccacce ce ne sono tante e su un territorio immenso!

7) la proposta di una diminuzione delle quote di prelievo giornaliere e settimanali in questi mesi di gennaio-febbraio, seppur intervenuta tardivamente, si ritiene il minimo indispensabile, almeno laddove lo strumento di un PMA flessibile lo permetta, istituendolo laddove neppure esiste (v.Italia e altri Paesi)

Concludo sottolineando che non sarebbe stato male che quanto sopra l’avessero espresso e applicato in maniera più coraggiosa, sia pure forse eccessivamente prudente, tutti i Paesi di sverno dell’Europa occidentale, ai primi sintomi della situazione anomala e comunque entro fine dicembre 2017, come si andava scrivendo un po’ ovunque dagli osservatori più sensibili. E’ sperabile che l’inverno dolce continui senza colpi tardivi fatali (come già accaduto nel recente passato) e che le beccacce riescano a tornare con successo alle aree di nidificazione.

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3 Comments

  1. MILO

    CREDO SI DEBBA PENSARE AL FUTURO CON UN PRELIEVO PIU CORTO IN TUTTA EUROPA . DOBBIAMO PENSARE A CHIUDERE LA CACCIA A DICEMBRE LIMITANDO COSI IL PRELIEVO , NON SOLO MA AUMENTANDO ANCHE LE ZONE DI PROTEZIONE.

  2. mattedi silvano mario

    più tecnica e più etica.

  3. Pier

    Caccia alla beccaccia solo nella nazione di residenza, niente caccia all’estero. Questo potrebbe effettivamente essere efficace.

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