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Enrico Cavina

Quasi tutti i cacciatori di beccacce, ogni anno ed ancor più in questi ultimi anni, si domandano se la diminuzione delle beccacce cacciabili – almeno così è nel nostro Paese – è conseguente ad un epocale cambiamento del clima nel nostro emisfero: ciò a prescindere dalle contingenti condizioni meteorologiche e ambientali stagionali che possono ridurre o sviare il transito ( meno lo svernamento), o creare imprevedibili concentrazioni nelle varie latitudini della Penisola, anche in dipendenza delle singole orografie territoriali e relativi eco-sistemi influenzanti la biodiversità dei territori stessi . La climatologia è diversa dalla meteorologia .

Prima di tutto dobbiamo chiederci se siamo davvero in presenza di un cambiamento climatico dell’emisfero o quanto meno di una fase ( temporanea o definitiva) del medesimo : risposte certe non ci sono, come dimostrano i dubbi e le contraddizioni che emergono dalle Conferenze Internazionali . Dobbiamo ricordarci che l’orologio della natura scandisce secoli e millenni, mentre noi siamo abituati al nostro orologio che scandisce minuti e ore .

La presenza e l’evoluzione stessa morfologica e fisiologica della beccaccia vanno riferiti ad una storia di vita nel nostro pianeta che è datata centinaia di migliaia di anni, con relativi fenomeni di adattamento e/o trasformazione dell’uccello: testimoniano ciò le sub-specie asiatiche (per lo più insulari) di beccacce oggi presenti.

A noi oggi interessa sapere cosa succede per meglio adoperarci alla salvaguardia stessa della specie  Europea.

Anche questo anno le condizioni meteorologiche autunnali su tutte le vie migratoria Europee, incluse quelle che attraversano l’Italia, non hanno favorito buone condizioni per la caccia alla beccaccia.

Sul Giornale del Club della Beccaccia ( dicembre 2009), Spanò ha molto bene analizzato il fenomeno affermando che “il passo è iniziato in ritardo” ed è stato “tendenzialmente ovunque sottotono tranne le solite concentrazioni localizzate”; in Estonia – che è essenzialmente territorio di iniziale transito migratorio- il ritardo migratorio è stato notevole e la permanenza (stop-over) si è protratta oltre il 20 Novembre. In sintesi Spanò ha sottolineato che “ avviatasi la migrazione, molte beccacce – “considerata” o prevista la mitezza della stagione autunnale – si sono fermate anche a lungo in territori intermedi “ “quasi un pre-svernamento, strada facendo” e “ solo dopo con l’arrivo dell’aria siberiana si sono mosse in massa velocemente o alla spicciolata disperdendosi più a sud “.

Il fenomeno come tale non nuovo, era noto anche nei decenni passati .

Fatta questa premessa vediamo concretamente –e quindi al di fuori di osservazioni aneddottiche – quali elementi di miglior conoscenza si possono trarre dalla Letteratura Scientifica più recente .

Diciamo anche subito che non ci sono –al momento- studi specificatamente mirati ad approfondire in dettaglio le eventuali relazioni tra mutamenti dei comportamenti migratori delle beccacce  e  cambiamenti climatici più o meno in atto.

Alcuni studi –molti analitici e documentali- includono la beccaccia ( Scolopax Rusticola) nei gruppi di migratori definiti “ medium-short distance” e relazionati alle modificazioni della tempistica migratoria ( timing) per ambedue le migrazioni, autunnale e primaverile, correlate  alle condizioni climatiche stagionali o più compiutamente annuali .

N.B.: il limite tra “long” e “short” percorso di migrazione è sotto o sopra il deserto del Sahara.

Se poi rapportiamo queste definizioni allo status e census delle popolazioni Europee di beccacce , dobbiamo altresì sottolineare che esistono popolazioni che sono quasi sedentarie e/o a migrazione cortissima ( Centro Europa – isole Britanniche).

Ricordiamo che la correlazione “ clima/vita della beccaccia”  si focalizza essenzialmente su “disponibilità del cibo”, e questo essenziale elemento di vita passa a sua volta attraverso periodo di accoppiamento e riproduzione,periodo di migrazione (andata e ritorno, stop-over) , periodo di svernamento; ed ognuno di questi periodi è soggetto a condizioni climatiche  generali e/o contingenti . Alla base di tutto ci sono però c.d. “proprietà o caratteri ereditari”(caratteri genetici frutto di un’evoluzione epocale multi-multi-millenaria) e le intrinseche capacità corporee e fisiologiche  di reagire ( ormoni e metabolismo) alla esposizione stagionale della luce solare ( le beccacce sono uccelli foto sensitivi).

Per approfondire gli elementi in oggetto –certamente molto complessi nelle loro intriseche correlazioni in buona parte tutt’oggi sconosciute – abbiamo a disposizione diversi lavori scientifici che qui di seguito cerchiamo di sintetizzare in elenco arricchendo il medesimo con alcune brevi note di riassunto e/o commento.

Proc Biol Sci. 2003 July 22; 270(1523): 1467–1471.
doi: 10.1098/rspb.2003.2394.                        PMCID: PMC1691393
Copyright notice
Timing of autumn bird migration under climate change: advances in long-distance migrants, delays in short-distance migrants.
Lukas Jenni and Marc Kéry
Swiss Ornithological Institute, 6204 Sempach, Switzerland.
Lukas Jenni: lukas.jenni@vogelwarte.ch

Il cambiamento climatico che determina aumento delle temperature primaverili, ha creato modificazioni (anticipo) del timing migratorio. I migratori che migrano per svernare sopra il limite Sahara stanno – ormai quasi sempre –  ritardando la migrazione autunnale e relativo transito attraverso l’Europa (Svizzera). Sembrerebbe di rilevare che l’anticipo primaverile crea vantaggi per il precoce periodo riproduttivo.

Heritability of the timing of autumn migration in a natural bird …
di F Pulido – 2001 – Citato da 68 – Articoli correlati
Heritability of the timing of autumn migration in a natural bird population. Francisco Pulido*, Peter Berthold, Gabriele Mohr and Ulrich Querner …
rspb.royalsocietypublishing.org/content/268/1470/953.full.pdf

Lo studio svolto su una singola specie evidenzia le incognite di studio stesso circa le variazioni genetiche legate ai cambiamenti climatici: variazioni nel comportamento migratorio autunnale possono consolidarsi anche in breve periodo.

Proc Biol Sci. 2003 February 7; 270(1512): 233–240.
doi: 10.1098/rspb.2002.2236.               PMCID: PMC1691241
Copyright notice
North Atlantic Oscillation and timing of spring migration in birds.
Ommo Hüppop and Kathrin Hüppop
Institut für Vogelforschung ‘Vogelwarte Helgoland’, Inselstation, PO Box 1220, D-27494 Helgoland, Germany. o.hueppop-ifv@t-online.de

In questo lavoro che considera 7 specie “short-medium distance” sono inclusi anche i dati rilevati su ben 646 BECCACCE a prevalente nidificazione in Scandinavia. Qui si evidenzia un’anticipazione del  volo primaverile misurata in 0,05-0,28 giorni per anno nel corso di 40 (quaranta) anni di rilevamenti. Questo incremento graduale dell’anticipo è relazionato a North Atlantic Oscillation (NAO). Lo studio esamina anche le correlazioni con le temperature locali. Si afferma comunque la inflessibilità delle regole genetiche. Per meglio comprendere  questo “North Atlantic Oscillation (NAO)” quale Indice essenziale per le relazioni “migrazioni / cambiamenti climatici “ si rimanda a :

http://www.cpc.noaa.gov/
Climate Prediction Center
 – [ Traduci questa pagina ]
The National Weather Service agency that maintains a continuous watch on short term climate fluctuations and diagnoses and predicts them.
www.cpc.noaa.gov/ – Copia cache
6 to 10 Day
8 to 14 Day Outlook
                El Niño Southern Oscillation
Forecasts & Outlook Maps, Graphs
A questo indirizzo :  http://thundersorm.altervista.org/nao.html

si trova in Italiano  una chiarissima definizione e spiegazione del N.O.A.che essenzialmente va riferito al vicendevole fluttuante contrasto tra “Ciclone dell’Islanda” ed “Anticiclone delle Azzorre”. Qui di seguito l’articolo di Pierluigi Gioia con sua autorizzazione . Ringraziamo

I due eterni, ma leali, nemici.

La sigla NAO sta per North Atlantic Oscillation, vale a dire “Oscillazione (della pressione atmosferica) del Nord Atlantico”. Che cosa significa? Solitamente, in condizioni normali attorno ai 60° di latitudine nord, staziona una profonda zona di bassa pressione, il ciclone dell’Islanda, un vortice permanente a causa dei movimenti nell’alta atmosfera. Viceversa, attorno ai 30° di latitudine si trova, in pieno atlantico, un anticiclone: l’anticiclone delle Azzorre, dal nome dell’arcipelago da esso interessato. Anche questo anticiclone è permamente e anch’esso trae origine da movimenti d’aria nell’alta atmosfera. Questi due “eterni nemici”, il ciclone dell’Islanda e l’anticiclone delle Azzorre, si fronteggiano perennemente ed hanno una caratteristica un po’ buffa: sono nemici molto leali. Quando, infatti, uno dei due s’indebolisce, allora anche l’altro si prende un po’ di riposo e non approfitta della situazione favorevole. Quando, invece, uno dei due s’irrobustisce, allora anche l’altro diviene più forte (“Ti faccio vedere io!”)

L’indice NAO

Ora, visto che l’indice NAO non è nient’altro che la differenza fra l’anomalia di pressione registrata in Portogallo e quella registrata in Islanda durante la stagione invernale, è chiaro che noi possiamo avere due casi: se l’indice è positivo, allora l’anticiclone e il ciclone sono più robusti del solito; se l’indice è negativo, allora entrambi sono più deboli del solito.

Se la NAO è positiva … 23949601_10210481433016771_1128431294_o

Le conseguenze di questa variazione sono evidenti. Quando l’indice è positivo (fig. 1), in inverno l’anticiclone delle Azzorre diviene talmente forte da invadere il Mediterraneo e quindi anche l’Italia, assicurando condizioni di tempo stabile anche fuori stagione. Ricordiamo, infatti, che nel clima Mediterraneo, la bella stagione è l’estate. Che cosa succede allora? Non giungono le perturbazioni atlantiche, non piove e, in montagna, specie sulle Alpi, non nevica, come invece dovrebbe succedere. Non solo: nelle pianure del centro-nord la nebbia imperversa e nelle grandi città l’inquinamento dell’aria diviene allarmante e costringe ad inutili blocchi del traffico.ù

Se la NAO è negativa …

Se, al contrario, l’indice è negativo, l’anticiclone si ritira verso sud-ovest e lascia libere le perturbazioni atlantiche di invadere il Mediterraneo: in questo caso l’inverno è, come nella norma, piovoso al Sud, nelle regioni centrali tirreniche e nelle isole, nevoso sulle Alpi, sugli Appennini e in Pianura padana (fig. 2)23897317_10210481434256802_298434021_o

Solitamente, in condizioni normali, si alternano anni in cui il ciclone e l’anticiclone sono poco attivi ed anni in cui entrambi sono assai robusti: quindi, nella prima metà del XX secolo, ad inverni con indice NAO positivo corrispondevano altrettanti inverni con indice NAO negativo.

Ecco l’anomalia

Ma che cos’è successo a partire dagli anni ’80? Forse in relazione con il generale riscaldamento del pianeta, gli inverni con NAO positiva hanno decisamente preso il sopravvento su quelli con NAO negativa ed, anzi, l’indice NAO è divenuto sempre più positivo. Insomma: d’inverno, l’Anticiclone delle Azzorre ci fa sempre più spesso visita e solo nell’ultimo ventennio, le piogge invernali in Italia risono praticamente dimezzate. Piove, quindi, sempre meno e sempre peggio, nel senso che le piogge tendono ora a cadere in periodi sempre più limitati, assumendo spesso caratteristiche torrenziali e provocando enormi danni, mentre in gran parte dell’anno, abbiamo condizioni di tempo stabile e bello, anche d’inverno. Se poi, come è successo negli ultimi anni, d’inverno avviene la saldatura fra l’Anticiclone delle Azzorre (che è di natura calda) e quello Siberiano (che è di natura fredda), abbiamo periodi lunghissimi di tempo che, nelle zone adriatiche – e quindi anche nelle nostre zone – assicurano freddo intenso ma pochissima neve. E quest’inverno, allora, come sarà? Molto probabilmente con NAO positiva: quindi, poca pioggia, tempo stabile e almeno un periodo di freddo intenso. Abbiamo detto: molto probabilmente. La certezza non esiste (ancora!) in meteorologia.

Journal of Avian Biology
Volume 37 Issue 5, Pages 507 – 515
Published Online: 31 Aug 2006
Climatic responses in spring migration of boreal and arctic birds in relation to wintering area and taxonomy
Kalle Rainio, Toni Laaksonen, Markus Ahola, Anssi V. Vähätalo and Esa Lehikoinen,
  1. Rainio (correspondence), T. Laaksonen, M. Ahola and E. Lehikoinen, Department of Biology, University of Turku, FIN-20014 Turku. E-mail: kalle.rainio@utu.fi. – A. V. Vähätalo, Department of Biological and Environmental Sciences, University of Helsinki, P.O. Box 65, FIN-00014 Helsinki

Il lavoro afferma l’importanza del NAO index come misura di quanto è stato severo il periodo invernale precedente la migrazione primaverile: si sottolinea comunque che la relazione con la migrazione è ancora gravata da dubbi interpretativi e la definizione della risposta variabile della specie all’indice NAO non è ancora realizzata e rimane ancora sconosciuta. Qui si definisce meglio il parametro di “-medium-short distance” mediamente tra 2000-1000 Km (n.b :sappiamo che alcune – direi prevalenti- popolazioni di beccacce migrano per più di 2000Km) Anche questo lavoro si avvale di dati tratti dai rilevamenti sulla migrazione di beccacce (pag.510).

Carey C. 2009 The impacts of climate change on the annual cycles of birds. Phil. Trans. R. Soc. B 364, 3321–3330. (doi:10.1098/rstb.2009.0182) …
rstb.royalsocietypublishing.org/content/364/1534/3313.full  *careyc@colorado.edu
 The impacts of climate change on the annual cycles of birds

Nella Bibliografia di questo recentissimo lavoro (2009) sono incluse 26 citazioni reperibili per esteso liberamente sul Web .

Il lavoro enfatizza la perdurante validità dei caratteri genetici e loro capacità di tramandarsi nel corso di epoche plurimillenarie, nonché la validità della fisiologica foto-dipendenza e validità dell’orologio biologico.

Il XX Secolo è stato il più caldo dell’ultimo millennio ed il riscaldamento più rapido si è verificato negli ultimi 30 anni. Nei prossimi 100 anni dobbiamo ( ….loro ! ) aspettarci un ulteriore incremento della temperatura media valutabile tra 1,5- 5,8 °C. Ciò comporterà una maggiore disponibilità di cibo nel periodo riproduttivo ( vedi anche prossima Recensione). Comunque i cambiamenti climatici (inclusi eventi meteorologici particolarmente violenti e ripeturi) possono rendere critica la disponibilità del cibo durante migrazione e svernamento.

Di particolare interesse è l’affermazione che già ora – per via dei cambiamenti climatici – “ popolazioni formalmente sedentarie sono diventate parzialmente migratorie (NdA ma questo non può essere semplicemente “erratismo alimentare” ?), e popolazioni pienamente migratorie sono diventate parzialmente migratorie o sedentarie “ ( NdA questa condizione si può ben riferire anche a popolazioni diverse all’interno della stessa specie, come è per alcune popolazioni di beccacce e relative diversità di DNA)
Cole L.Bardgett R.D.Ieneson P.Adamson J.K.
Soil Biology and Biochemistry 34,5,599,2002
Relationships between enchytraeid worms (Oligochaeta),climate change etc.

Questo lavoro evidenzia che I cambiamenti climatici con l’attuale tendenza al maggior riscaldamento al suolo, in futuro potranno incrementare del 43 % l’abbondanza di vermi nei terreni dove attualmente sono presenti, ciò in rapporto all’aumento medio mensile di 2,5°C. Appendice NdA : Questi dati contrastano con  altre evidenze del rapporto vermi/cambiamento climatico. Le piogge acide hanno effetti sul ph del suolo e accumulo di minerali e sostanze tossiche, realizzando danni all’habitat dei vermi. Inoltre piogge torrenziali ed altri eventi ( ad es. prolungato gelo) come anche desfoliazione precoce o massiva o tardiva possono incidere negativamente su sviluppo, densità, vita dei vermi .

Avian migration phenology and global climate change — PNAS
di PA Cotton – 2003 – Citato da 141 – Articoli correlati – Tutte e 17 le versioni
Avian migration phenology and global climate change. Peter A. Cotton* … Google Scholar. Articles by Cotton, P. A. • Search for related content …
www.pnas.org/content/100/21/12219.abstract – Simili
Avian migration phenology and global climate change
  1. Peter A. Cotton*
  2. School of Biological Sciences, University of Plymouth, Plymouth PL4 8AA, United Kingdom

Questo lavoro afferma la capacità di alcune specie ad adattarsi ai cambiamenti climatici modificando le date di partenza e di arrivo delle migrazioni. Gradualmente nel corso di 30 anni il timing si è anticipato per 17 su 20 specie prese in considerazione nell’Oxfordshire .

Fenologia ( ornitologia) vedi Wilkipedia
  1. Hedenstrom : Adaptations to migration in birds: behavioural strategies, morphology and scaling effects. Phil Trans R Soc B, January 27, 2008; …
beheco.oxfordjournals.org/cgi/content/abstract/7/2/121 –
Adaptations to migration in birds: behavioural strategies, morphology and scaling effects
  1. Anders Hedenström*Department of Theoretical Ecology, Lund University Ecology Building, 223 62 Lund, Sweden
  2. Author for correspondence (anders.hedenstrom@teorekol.lu.se)

Questo lavoro  – con analisi supportate da formule matematiche e con metodologia rigidamente tecnica – esamina in comportamento migratorio anche nelle fasi di stop-over. Le strategie comportamentali si finalizzano all’ottimizzazione di utilizzo delle energie immagazzinate ( fuel loading in stop-over) Alla base dell’adattamento sta la flessibilità fisiologica . Questo lavoro ha 122 citazioni in Bibliografia e 16 sono in libero integrale accesso sul Web.

Timing of spring migration in birds: long-term trends, North Atlantic Oscillation and the significance of different migration routes (2005)
Stervander, M, Lindström, Å, Jonzen, N, Andersson, A
We studied long-term trends and the yearly variation in mean spring passage time in 36 passerine bird species trapped at Ottenby Bird Observatory in south-eastern Sweden. Between the years 1952-2002,…
http://lu-research.lub.lu.se/php/gateway.php?who=lr&method=getfile&file=archive/00023034/
http://lu-research.lub.lu.se/php/gateway.php?who=lr&method=getfile&file=archive/00023034/01/

Anche questo lavoro si rapporta alle correlazioni con il NAO index. L’analisi di 45 anni di osservazioni sul passaggio di uccelli migratori (36 specie) evidenzia che gli uccelli anticipano il passaggio dopo inverni miti ed umidi, corrispondenti alla fase alta del NAO index. Comunque i meccanismi diretti od indiretti attraverso i quali si modifica il timing,  sono ancora sconosciuti.

The Russian waterbird migration atlas: temporal variation in …
The Russian waterbird migration atlas: temporal variation in migration routes. Inna N. Dobrynina & Sergei P. Kharitonov1. 1Bird Ringing Centre of Russia, …
www.jncc.gov.uk/PDF/pub07_waterbirds_part4.5.3.pdf – Simili
The Russian waterbird migration atlas: temporal variation in migration
routes
Inna N. Dobrynina & Sergei P. Kharitonov1
1Bird Ringing Centre of Russia, Leninskiy prospect, 86-310, 119313, Moscow, Russia. (email: ring@bird.msk.ru)

Questo lavoro è ampiamente riportato nel testo di http://www.labeccacciascientifica.it: evidenzia il graduale aumento di lunghezza dei viaggi migratori della beccaccia nei decenni dal 1951 al 1990, con un incremento medio da 1500 a 2300 Km ( vedi mappe in http:www.labeccacciascientifica.it)

Maclean, I.M.D. et al. (2008b) The Effects of Climate Change on Migratory Waterbirds within the African-Eurasian Flyway. BTO Research Report No. 486, BTO, Thetford
4th SESSION OF THE MEETING OF THE PARTIES
15 – 19 September 2008, Antananarivo, Madagascar
“Flyway Conservation at Work – Review of the Past, Vision for the Future”
REPORT ON THE EFFECTS OF CLIMATE CHANGE ON MIGRATORY
WATERBIRDS WITHIN THE AFRICAN-EURASIAN FLYWAYS

Lavoro molto esteso e complete per tutti gli aspetti riguardanti I cambiamenti climatici e tutti gli effetti relative alle migrazioni. Particolarmente interessante il capitolo riguardante il “timing” degli effetti biologici rapportato alla migrazione

Ibis
Volume 149 Issue s2, Pages 128 – 145
Special Issue: Woodland Birds Their Ecology and Management
Published Online: 23 Nov 2007
Journal compilation © 2010 British Ornithologists’ Union
Influence of climate change on the abundance, distribution and phenology of woodland bird species in temperate regions
  1. I. LEECH* & H. Q. P. CRICK
British Trust for Ornithology, The Nunnery, Thetford, Norfolk IP24 2PU, UK
  *Corresponding author. Email: dave.leech@bto.org

Il lavoro evidenzia –oltre a tutte le valutazioni ambientali – le possibili evoluzioni future: aumento della temperature ( 1,4-5,8 °C), aumento delle precipitazioni invernali e riduzione di quelle estive, ma anche incremento di frequenza ed intensità di eventi meteorologici violenti nell’emisfero che interessa l’Europa. Si sottolinea la necessità di salvaguardare la biodiversità nei territori di nidificazione, di transito e di svernamento con opportune politiche Comunitarie, mirate anche alla salvaguardia delle specie aviarie .

Report of the European Science Foundation workshop entitled
“Bird migration and climate change”
[PDF]
Climate Change Effects on Avian Migration
 di SSERAII OSA-TOM – Articoli correlati (VEDI)
SARJA – SER. AII OSA – TOM. 230. BIOLOGICA – GEOGRAPHICA – GEOLOGICA. Climate Change effeCts on avian migration by. Kalle rainio …
https://oa.doria.fi/bitstream/handle/10024/42623/AII230.pdf?sequence=1
TURUN YLIOPISTON JULKAISUJA
ANNALES UNIVERSITATIS TURKUENSIS
SARJA – SER. AII OSA – TOM. 230
BIOLOGICA – GEOGRAPHICA – GEOLOGICA
Climate change effects on avian migration
by
Kalle Rainio
TURUN YLIOPISTO Turku 2008

E’ qui presentata una raccolta di 4 lavori originali prodotti nel 2004; uno dei Revisori di pubblicazione di questa collection è stato il prof. Nicola Saino, Dip.Biologia,Università degli Studi di Milano .

I lavori ricalcano in analisi tutti gli aspetti dll’influenza del NAO index sulle modificazioni dei comportamenti migrtori, quali quelli già affrontati ed approfonditi nei precedenti lavori riportati nella presente Review .

[PDF]
Arrival and Departure Dates
 – [ Traduci questa pagina ]
Formato file: PDF/Adobe Acrobat – Visualizzazione rapida
Arrival and Departure Dates. ESA LEHIKOINEN,* TIM H. SPARKS AND …… Sparks, T.H., Heyen, H., Braslavska, O. and Lehikoinen, E. (1999) BTO News 223, …
users.utu.fi/karainio/projekti/pdf/Lehikoinen&al_AdvEcolRes2004.pdf
Arrival and Departure Dates
ESA LEHIKOINEN,* TIM H. SPARKS AND
MECISLOVAS ZALAKEVICIUS

Vasta analisi della tempistica migratoria con Tabelle rapportate al NAO index .

Ibis Volume 148 Issue 4, Pages 678 – 686

Published Online: 24 Jul 2006

Journal compilation © 2010 British Ornithologists’ Union
Patterns in grouse and Woodcock Scolopax rusticola hunting yields from central Norway 1901–24 do not support the alternative prey hypothesis for grouse cycles
VIDAR SELÅS*
Department of Ecology and Natural Resource Management, Norwegian University of Life Sciences, PO Box 5003, NO-1432 Ås, Norway
Correspondence to   *Email: vidar.selas@umb.no

Questo singolare lavoro svolto in Norvegia , analizza il rapporto tra presenza (abbondanza o meno) di avicole ( topi di campagna) ed abbondanza di uccelli come grouse, beccacce, tetraoinidi : la presenza o meno di avicole è essa stessa dipendente dai cambiamenti climatici, e condiziona fortemente la predazione degli uccelli : più avicole ci sono e meno uccelli vengono predati .