CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Category: Andrea Aromatico

ATTINGERE LA RIMESSA di ANDREA AROMATICO

Jack di Matteo Tebaldini

La beccaccia, la regina del bosco, il fascino e il mistero della più bella caccia col cane da ferma nella stagione sua più vera, quando le foglie ingialliscono e i sogni e i ricordi si mescolano sulla scia della passione al suono frusciante del vento del Nord.

Vi dico subito che se siete fra i vari nipoti di Buffalo Bill che s’incontrano fra bar ed armerie, queste modeste note non v’interesseranno.

Se siete poi di quelli alla Munchausen, che in mezzo al mare indovinava la terra più vicina perché… il cane gli andava in ferma dalla nave su qualche chilometrico selvatico, idem con patate.

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In montagna col cane da ferma di Andrea Aromatico

C’è un ambiente dove è impossibile fingere ed ogni ora è solo quella della verità; un luogo in cui spazio alcuno vi è per la “fiction” e nel quale possono sperare di aver successo solo “quelli veri” di cacciatori a 2 e 4 “zampe”: la magica, dura, spietata… Montagna!

A Roma, quando uno si fa sorprendere in atteggiamenti equivoci (o sembra duro di comprendonio), immediatamente gli domandano: “Ma cce sei o cce fai?” Orbene, vivendo ormai nell’epoca dell’immagine, dove conta più ciò che appare di quel che si è realmente, ed essendo che questa mentalità perversa ha contaminato un po’ tutti i campi, a malincuore debbo dire che più di una volta mi è capitato d’incontrare cacciatori, specie tra i più inesperti, i quali soprattutto… cce facevano!

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Cacciatore e cane in simbiosi di Andrea Aromatico

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Setter di Alessio Mascia

Arriva cavalcando i venti del nord nel tempo fatato delle brume e delle nebbie. Ottobre l’annuncia, il tordo e il pettirosso ne sono araldi, poi novembre la posa sui boschi come vivido fiore dai colori di terra, foglie morte e di corteccia. In una campagna stuprata spesso, dove scomparsa la quaglia più non alberga selvatico degno di tal nome dietro la quale sganciare il cane e i nostri sogni, lei ogni anno -quanto più, quanto meno – rinnova il rito con senso vero, compiuto, facendoci giurare che la bella caccia con il cane, mai non morirà!

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Il miglior setter da beccacce del mondo, è senza dubbio il miglior cane da beccacce del mondo– stralcio di un articolo– di Andrea Aromatico

JS Bach di Giorgio Lugaresi

Pensato per i moors e le brughiere a latifondo inglesi, sterminate quanto popolate da grouses e starne, il setter aveva in sé un quid che ne avrebbe poi fatto il più amato (e non senza ragione) dai beccacciai di mezzo mondo, specie gli italiani (ma non solo): l’avambraccio corto, che ne faceva quella specie di felino perfetto per correre nei boschi via radente, con possibilità di agguati negli sporchi e tra il fittume, portati con grazia ed efficienza micidiali! Nei nostri terreni rotti, con selvaggina di riferimento sempre più rara, era quasi ovvio diventasse il preferito dai beccacciai. Tutto oro quel che riluce? Quasi, per lo meno da un punto di vista psico-morfo-attitudinale generale: che pochi cani sembrano stare ad un selvatico, quanto un setter equilibrato e voglioso alla beccaccia!

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