CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

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FLASH INFO n.2 Saison 2017/18 ONCFS-Réseau Bécasse

Scolopax Rusticola (201)

Credo utile riportare una traduzione/sintesi di questo recentissimo documento elaborato il 12 gennaio 2018 da K. Le Rest, F.Gossmann, D.Coreau & C.Bastat, la più informata équipe ufficiale di ricerche sulla Beccaccia, che riprende ed aggiorna il loro Flash INFO n.1, realizzato il 7 dicembre 2017 e tempestivamente riportato in questo sito(9 dicembre 2017).

L’autunno freddo in Europa fino a metà dicembre (ricordiamo le Isole Britanniche con gelo e nevicate imponenti che possono aver influenzato le beccacce in migrazione), sembrava l’annuncio di un rude inverno, ma in seguito le depressioni atlantiche hanno addolcito e “ umidificato” un po’ tutta l’Europa centro occidentale con temperature quasi sempre sopra lo zero. Ricordiamo comunque che in periodo migratorio vero e proprio le condizioni meteo avevano contribuito largamente all’arrivo delle beccacce in tutta la Francia e i suoli umidificati hanno permesso, anche in alcune regioni già siccitose, alla microfauna di risalire in superficie e rendersi così accessibili alle beccacce.

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Cotorne in Kirghizistan LA CACCIA ESTREMA di Mario Di Pinto

Mario, Giorgio e le coturnici

Cronaca di una settimana di caccia a coturnici sui monti del Kirghisistan. Eran due anni che mancavo dalla Kirghisia, anche perché la nostra passione della caccia è sempre sorretta dallo stimolo di forgiare cani con cui condividere le nostre emozioni … e per due anni non avevo avuto nuovi allievi a cui “far le ossa” in una caccia così selettiva. Quest’anno invece avevo programmato questa “tosta” trasferta anche in funzione della giovane Pointer e dell’altrettanto giovane Spinona, Bora: poi un incidente ha tagliato fuori la Pointer e la prospettiva è stata di affrontare sei giorni di quella caccia micidiale con solo la Spinona, sia pur resa affidabile dal precedente battesimo sostenuto ad agosto in Lapponia ed a novembre e dicembre sulle beccacce nostrane: quindi una settimana filata in montagna con un cane solo poteva forse riservare qualche problema, ma non avevo alternativa.

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Romano Pesenti presenta “IL POINTER IN ITALIA – 100 anni di storia di Felice Steffenino”

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L’Amico Felice Steffenino, grande scrittore ( 8 libri e più di mille articoli di cinofilia e caccia su varie riviste venatorie), prima di lasciarci, consegnò la bozza dattioscritta dell’ultima sua enciclopedica Opera – ” -, a Pino Dellatorre , Giudice Internaz. ENCI, nonchè Allevatore del Pointer con l’Affisso ” Della Cisa”, e attuale Direttore e fondatore della rivista “La Gazzetta della Cinofilia”, perchè la leggesse e, come da desiderio di Felice…(mio e della moglie Irma), la pubblicasse. Ebbene,questo importante e bellissimo libro è oggi disponibile e sarà promosso e presentato, a inviti, nel giorno di sabato 3 Febbraio c. a. (..da confermare) alle ore 10,30 presso il Circolo Cinofilo Alessandrino “La Tollara” di Fubine (Alessandria). Alla Presentazione parteciperanno Allevatori, Giudici Enci, Cinofili, Giornalisti, Scrittori ed Autorità.

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SIATE MOLTO VIGILANTI

Scolopax Rusticola (212)

Il 6 gennaio 2018 P.Vignac e F.Ricaud hanno scritto sul loro bel sito www.lachassedelabecassedesbois.com un appello alla responsabilità, con la premessa che attualmente non ci sono gli estremi per una chiusura temporanea della caccia, obbligatoria e contemporanea su tutto il territorio nazionale quando è in corso un’ondata di freddo con periodo di gelo prolungato sull’Europa orientale e la maggior parte del territorio francese.

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UNO SCOOP A BECCO LUNGO

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Sono felice di riportare – tradotta quasi integralmente – la conferma della capacità della beccaccia di trasportare i suoi piccoli in volo trattenendoli fra le zampe! Purtroppo manca tuttora una documentazione fotografica anche se questo comportamento, da altri ripetutamente descritto, difficilmente è stato rilevato con tanta precisione, in pieno giorno, su una strada asfaltata, da due diverse persone contemporaneamente e…alle Canarie (e precisamente a Gran Canaria)! In questo arcipelago esiste una popolazione sedentaria di beccacce che si riproduce soprattutto al di sopra di una certa quota, nei boschi di essenze sempreverdi, con pinete ed erica, ma non è particolarmente conosciuta anche se quella analoga delle Azzorre ha fornito piccole, ma nette differenze genetiche, tuttavia non sufficienti a modificarne sostanzialmente i caratteri morfologici, tanto più che è noto qualche contatto con individui provenienti dal continente e quindi la possibilità di una ricombinazione genetica con i ceppi continentali stessi.

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Biologia riproduttiva della Coturnice Alectoris graeca saxatilis nelle Alpi francesi meridionali prima conferma del comportamento della doppia deposizione.

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Ariane Bernard-Laurent a, Claire Anceau a, Thierry Faivre a, Jean-Pierre Serres a e Sophie Tangis b

a – Office National de la Chasse et de la Faune Sauvage, Direction de la Recherche et de l’Expertise, Micropolis, la Bérardie, GAP, France;

b – Fédération départementale de la chasse des Hautes-Alpes, GAP, France

ABSTRACT

La doppia deposizione in due nidi, uno incubato dalla femmina e uno dal maschio, avviene frequentemente nelle Coturnici che vivono sulle Alpi francesi meridionali, di una popolazione delle quali vengono qui investigati i parametri riproduttivi.

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IL BRACCO NOBILE di Cesare Bonasegale

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Il gallo cedrone sulle Alpi intervista al Dott. Rainer Ploner

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Il gallo cedrone ha una struttura fisica che varia dal maschio alla femmina. Il maschio ha una lunghezza di 75-95 cm e pesa tra 3,7 e 4,5 kg. La femmina, più piccola, misura 58-68cm e pesa tra 1,8 e 2,4 kg. Il maschio ha una colorazione scura con riflessi verdastri sul petto e due vistose macchie scapolari bianche; mentre la femmina ha un colore bruno-grigiastro con sfumature rosse sul petto. Coda con lunghe penne scure screziate di bianco che vengono aperte a ventaglio e zampe ricoperte da un fitto piumino.

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Orso marsicano: Ultime di fine anno –di Franco Zunino–

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LE OVVIETA’ COSTATE MILIONI DI EURO!

Il Parco Nazionale d’Abruzzo nei giorni scorsi ha ritenuto di divulgare un proprio comunicato illustrante la situazione dell’Orso marsicano; peccato che non dica nulla di nuovo, per non dire di non ovvio. Ovvero, che, al solito, ancora una volta ci comunicano i dati sulla natalità dell’ultimo anno (anche se sono già almeno tre anni che leggiamo le stesse notizie degli 11 cuccioli di orso nati nell’anno!). E meno male che questa volta non ci hanno propinato la somma dei nati negli ultimi anni, senza mai dirci quanti di quegli orsetti sono poi sopravvissuti. Solo quest’anno, finalmente, si è avuto il coraggio di stabilire la solita acqua calda che noi da anni andiamo dicendo, ovvero che dei nati a primavera almeno il 50% non raggiunge l’età adulta, e a volte neppure la primavera successiva (ed in questo, diciamo noi, non bisogna nasconderci il fatto che lo zampino forse ce lo mettono anche i lupi)!

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L’incredibile Karelia (Tradotto da Scolopax Sin Frontera)

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‘Karelia’ è una delle cinque beccacce equipaggiate nell’inverno 2010 con dispositivi di localizzazione satellitare dal Becada Cazadores Club. Da quando la commissione scientifica del club ha lanciato il progetto Scolopax senza frontiere sono state contrassegnate con questa tecnica un totale di quattordici beccacce.

Tutti gli studi fino ad oggi stabilivano che l’area di distribuzione della beccaccia si estendeva  a tutto il Paleartico occidentale, una delle otto ecozone in cui è divisa la terra. Questa ecozona include il sub-continente europeo come diffusione geografica dal Nord Africa ai Monti Urali, che sono la barriera naturale da nord a sud, e separa i sub-continenti di Europa e Asia. Qui è dove vivono le nostre beccacce o almeno è dove dovrebbero vivere. Inaspettatamente è stato captato un segnale nel cuore della pianura occidentale della Siberia, dopo aver percorso 5.700 chilometri. La scienza ufficiale ha affermato, fino ad ora, che il loro confine era sui monti Urali. Oggi, a 1.500 chilometri a est della catena montuosa, “Karelia” – è il nome del protagonista – costringe a riscrivere tutto ciò che è stato pubblicato fino ad oggi.

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