CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Category: Giuseppe Coti Zelati

Caccia sulle montagne di Bergamo di G.Coti Zelati

I cotorni sono lassù noi studiamo la strategia

Alla caccia alpina sono particolarmente legato cosi come lo sono alle prove di alta montagna. Alle montagne di Bergamo poi, sono legate le mie più belle soddisfazioni cinofile. Agli amici di Bergamo invece mi unisce sincera stima. E’ stato quindi un estremo piacere che ho accettato l’invito per queste mie brevi note. Un pensiero breve sui cani da caccia-prove in alta montagna. Anche se per motivi differenti, unitamente alla grande cerca, le prove di alta montagna ritengo siano il più importante strumento si selezione per le nostre razze.

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Cosi è il TRIALER….se vi pare !! di Giuseppe Coti Zelati allevamento Marzale’s

 

Mirca di G. Castellani in ferma su coturnici

Mirca di G. Castellani in ferma su coturnici

Sbagliando s’impara, recita un ‘antica sentenza. Nel personale e nello specifico : sbagliando s’impara ….a conoscere il trialer. Almeno credo. Di certo mi rimane l’errore ed in canile il mio primo e forse unico trialer al quale ho tolto ogni possibilità di esprimersi, da tale. Oggi però posso dire che :…”la strada dell’eccesso conduce alle porte della perfezione…..” (Bob Dylan). Cosi infatti mi piace dipingere il trialer : l’eccesso. E ancora.”…la mia normalità è l’eccesso….”(Ornella Vanoni). A suffragio.

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PROVE AUTUNNALI A NIS : L’ALTRA FACCIA DELLA GRANDE CERCA ! ? di Giuseppe Coti Zelati Tratto da www.marzales.it

RICO DEI DIPINTI

RICO DEI DIPINTI

Sicuramente due facce la GC le presenta. Una è quella primaverile, su coppie. L’altra, autunnale, alla ricerca dei branchi. Le prime, field di primavera, possono lasciar adito ad interpretazioni diverse circa il pretendere un lavoro più o meno regolare e di minor o maggior profondità e ti può capitare di veder messo alla porta un soggetto per una coppia magari lasciata indisturbata ad amoreggiare nell’angolino intimo. Viceversa troviamo chi di una coppia lasciata se ne frega a patto di trovarsi al cospetto del coraggio che la grande cerca impone. Questo per le primaverili. Per le seconde, quelle corse in autunno, viceversa, l’unica interpretazione possibile, valida e soprattutto utile, è la caccia, senza compromessi né sconti. E tra tutte quelle prove corse in autunno ritengo che quelle disputate lo scorso novembre in Serbia siano quelle che presentano il conto maggiormente salato ai nostri trialer. Soprattutto per i più tiepidi ed i meno dotati di quella intelligenza venatoria che rimane l’unico elemento che tiene ancora legato il lavoro del trialer al significato più intimo della caccia e del perché ha ragione di esistere ancora il cane da ferma.

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SINONIMI, CONTRARI & C. (una piccola finestra sul mondo del galoppo del setter inglese ) di G. Coti Zelati www.marzales.it

MARZALE'S HISTOIRE D'OCosì come e’ vero che lo stile del galoppo e’ frutto del matrimonio tra corretta costruzione e psiche setter, ritengo altrettanto vero che il saperlo leggere e correttamente interpretare, sia il connubio tra cignonostica, cinematica e sopratutto sensibilità. Oserei dire che il galoppo del setter inglese lo devi….respirare, lo devi sentire nelle vene, averlo nell’animo.
Costruzione e psiche, alias meccanica e fattura. Meccanica: altezze, lunghezze, angoli, inclinazioni, rapporti. Leggi fisiche. Fattura: immagine d’insieme. Leggi complesse. Mi e’ capitato di leggere, non so più scritto da parte di chi: ” galoppo di buona fattura se pur di non corretta meccanica..” Concordo. Non sempre infatti chi, pur costruito correttamente, galoppa altrettanto bene se non corredato della giusta psiche. E viceversa. Ecco che quindi la descrizione del galoppo in base alla propria conoscenza, cultura, esperienza e sensibilità può avvenire in modi diversi. L’importante, alla fine e’ capirci.

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MONTAGNA & CACCIA ALPINA : QUALE CANE ? di Giuseppe Coti Zelati Tratto da www.marzales.it

Lodo, Marzale's

Lodo, Marzale’s

La montagna ha soprattutto un significato ed un sapore. Il significato è di cose vere. Il sapore… anche. L’ambiente alpino esalta il lavoro del cane e ti fa capire la necessità massima di avere un ausiliare che sia tale anche di fatto e non solo nel nome. Un cane vero, non una comparsa ad eseguire uno stereotipato compitino ma esaltazione di sagacia, sopportazione della fatica e del dolore, coraggio, autonomia… Forte personalità. Prima, quando li facevo, ed anche adesso che li rilascio, i CAC, mi vengono di tanto intanto rivolte stupide ed infantili insinuazioni ed illazioni del tipo :..”si ma li nessuno vede niente, …il bosco…, chissà cosa combinate…..”.

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Serraglio, Settembre 1996 “ CONFIDENZE…” di G. Coti Zelati tratto da – www.marzales.it

AFTER e gli amici

AFTER

Essere figli di un cane da prove, contrariamente a quanto si possa pensare, è un bel casino. Essere figlio poi di un cane che corre le prove di montagna è il massimo della sfiga, ve lo assicuro. Durante le prove del circuito il tempo non c’è mai. Sai, la concentrazione, la tensione, la difficoltà di qualche turno di straforo e via di questo passo, mi relegano sempre in gabbia per venti ore al giorno. Scendo giusto per mangiare e sporcare. Gli allenamenti poi, nelle zone dove dovrei cacciare, vista la concomitanza delle date di questi con quelle del Saladini, vanno a farsi benedire. A caccia non ne parliamo. Già ho sentito dire che son giovane e faccio ancora casino, poi che c’è tanta neve e per me potrebbe essere pericoloso, poi c’è l’amico che ha già due cani e con più di tre cani non si può cacciare ( il terzo è lui, mio padre ) : sta di fatto che non vedo molto chiaro nel mio futuro. Insomma, il massimo della noia. Oramai non ne posso più. O dentro, o fuori. O alla grande ricalcando le orme di mio padre, oppure preferisco essere ceduto a qualche cacciatore “normale”, che mi porti “normalmente “ a caccia, cosi come fanno tutti i cani “normali”.

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“Coturnice un patrimonio da gestire” Convegno Serina 25/10/12 intervento di G. Coti Zelati tratto da – www.marzales.it

Valle Cadino Brescia

Valle Cadino Brescia

Coturnice un patrimonio da gestire è il titolo di questo convegno e come coniugarlo con noi cacciatori/cinofili che la coturnice ci piace cacciarla e spararla ?

Di primo’acchito sembra una contraddizione ma, analizzando la situazione scopriamo che così in realtà non è. E voglio iniziare il mio intervento con una provocatoria domanda : – vi è qualcuno che è in grado di darmi ragguagli circa la situazione della marmotta ( censimenti, prelievi, stato di salute ect. ) su tutto l’arco alpino ?

-Troppo difficile ?
Cercherò di aiutarvi nel formularne un’altra decisamente più facile : -vi è qualcuno che è in grado di darmi ragguagli circa la situazione del francolino di monte sulle alpi bergamasche ?

Il perché nessuno conosce lo stato di fatto di queste popolazione è semplice: entrambi questi animali non hanno nessun interesse da un punto di vista venatorio !!

Non interessano ai cacciatori, quindi nessuna attenzione viene loro rivolta.

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