CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

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Il gallo cedrone sulle Alpi intervista al Dott. Rainer Ploner

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Il gallo cedrone ha una struttura fisica che varia dal maschio alla femmina. Il maschio ha una lunghezza di 75-95 cm e pesa tra 3,7 e 4,5 kg. La femmina, più piccola, misura 58-68cm e pesa tra 1,8 e 2,4 kg. Il maschio ha una colorazione scura con riflessi verdastri sul petto e due vistose macchie scapolari bianche; mentre la femmina ha un colore bruno-grigiastro con sfumature rosse sul petto. Coda con lunghe penne scure screziate di bianco che vengono aperte a ventaglio e zampe ricoperte da un fitto piumino.

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QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DI METTERE A RIPOSO IL NOSTRO AMICO intervista a G. Bravaccini

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Foto di David Stocchi

Come per tutti gli esseri viventi, uomo in primis, anche per il nostro ausiliare arriva il momento di andare in pensione.

Tanti sono i fattori che determinano l’arrivo di questo momento, soprattutto l’alimentazione, un utilizzo prolungato nel tempo ed in particolari condizioni logistiche e climatiche, possono alla lunga essere le principali cause che favoriscono un invecchiamento precoce nel nostro amico a quattro zampe.

Spesso mi sono chiesto quando fosse giusto far terminare la carriera agonistica di un mio setter, e la certezza più assoluta e che sempre è dipeso dal soggetto, dalla sua fisicità e dalle sue caratteristiche intrinseche.

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Come funziona la caccia all’estero-Intervista a Silvio Intiso Club Scandinavia-

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Silvio il bracco e la beccaccia

Proseguamo con le interviste agli organizzatore delle cacce all’estero per avere un quadro di come funziona la caccia nelle varie realta, in particolare per fornire elementi che tentino di dare risposte oggettive alla equazione caccia all’estero/meno beccacce in Italia.

Silvio secondo te i cacciatori che fanno la caccia all’estero sono in aumento?

Si decisamente i cacciatori che cacciano all’estero direi che sono in aumento.

Noti un cambiamento nel comportamento delle beccacce negli anni frutto della disturbo?

Il comportamento delle beccacce é cambiato in quanto ho riscontrato che sono più malfidate in generale ma soprattutto che stanno imparando il significato del suono del BEEPER in generale frullano prima e a volte quando servi il cane non ci sono più! Per giunta, almeno quest’anno si localizzavano concentrate in certe zone mentre in altre non ne trovavi una (tutte zone giá collaudate negli scorsi anni!)

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Come funziona la caccia all’estero – Intervista a Nicola di Beccacce in Estonia e Lucio Scaramuzza –

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Proviamo a fare un quadro di come funziona la caccia all’estero, in particolare per fornire elementi che tentino di dare risposte oggettive alla equazione caccia all’estero/meno beccacce in Italia.

 

I cacciatori che fanno la caccia all’estero sono in aumento?

Beccacce in Estonia ha incrementato costantemente il numero di cacciatori negli ultimi anni, ma non so se di per se basti per dire che i cacciatori che si recano all’estero siano in aumento. A mio parere lo sono, nonostante l’età media dei cacciatori sia alta e nonostante la crisi economica non sia ancora superata.

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“Concentrazioni di beccacce” Le eruzioni dal libro la Beccaccia di Matteo Califano

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Che cosa sono? Quando avvengono? Dicasi eruzioni le concentrazioni di beccacce in uno stesso punto di una determinata località. Questi fenomeni furono così definiti per la prima volta dall’ornitologo polacco J.Domaniewski nel 1952.

Non sono d’accordo con Luis Guizzard, Presidente del Club National des Becassiers, il quale nel n. 7 di « Diana » 1959 scrisse « Le concentrazioni di beccacce non sono, per parte nostra, che fenomeni del tutto accidentali, che non hanno nulla a che vedere con la migrazione vera e propria ». Le eruzioni non sono « fenomeni del tutto accidentali », ma sempre effetti di cause precise. Si verificano in prevalenza durante la migrazione autunnale, la migrazione primaverile e nel periodo di svernamento a determinate condizioni atmosferiche come freddi intensi, piogge abbondanti e nevicate persistenti.

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VELOCITÀ E CONSENSO di Marino Cervone d’Urso

I fratelli Cora e Congo a beccacce

I due requisiti di velocità e consenso sono oggigiorno fra quelli più richiesti dal mondo cinofilo per un cane dotato di classe eccelsa. Contrariamente a tale opinione, ci sono stati peraltro scrittori inglesi di fama, cacciatori ed addestratori straordinari i quali, verso il 1745 — 95, hanno lasciato testimonianze alquanto diverse.

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IL PRIMA E IL DOPO di Giorgio Zauli

Foto di Agelo Lasagna

Piove dal primo pomeriggio senza staccare un minuto, senza un filo di vento, con quella regolarità che fa temere durerà a lungo, piove dopo un lungo periodo di siccità e la terra arsa respira profondamente. Il suo alito profumato entra dalle imposte socchiuse ed i vetri aperti della finestra della camera insieme al rumore battente e strusciante dell’acqua sulle larghe foglie ormai rade e avvizzite dei noci che coronano la casa. Il cacciatore si è coricato da un’ ora e vorrebbe dormire, ma non ci riesce: il corpo è stanco ma la mente è iperattiva ed il cuore sembra correre più del solito. All’inizio pensa che dipenda dai rumori e dagli odori inconsueti, poi teme di aver divorato troppo in fretta, come gli capita sempre quando è a tavola da solo, la cena: “la piadina romagnola con prosciutto e formaggio squaquerone per quanto gustosa, tanto è pesante da digerire! o forse ho esagerato col sangiovese novello? Béh quello almeno dovrebbe conciliare il sonno!”

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DATEMI UN POTENZIALE TRIALER, NE FARÒ UN CANE DA BOSCO di Vincenzo Celano

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Inizio il discorso da Perri solamente perché è un cucciolone moderno. Meglio: contemporaneo. Voglio dire: l’ultimo allievo che, nato al principio dell’anno nel «canile» delle Vallate da Raimond’s Zoll e da Raimond’s Net, vorrei (nonostante i tempi) fare cane da beccacce.

Quando il 19 ottobre (come fai a dimenticare certe date?!) l’ho visto fermare e rifermare, col collo a cannello di pipa di coccio, l’unica beccaccia presente nel circondario, il mio pensiero è corso al Giancarlo Mancini dell’Addestramento del cane da ferma per le prove di lavoro: «Forse quel cane che ferma espressivo una solitaria beccaccia, chiusa tra due quercioli mentre il cielo intristisce sempre più promettendo la pioggia (a chi scrive n’era venuta già sulle spalle mista a nebbia appiccicosa quel 19 ottobre), proviene da quei cani che vinsero le Prove su starne…» Certo, non disponendo di ceppo sicuramente beccacciaio, mi vanno benone (come nel caso di Perri) i soggetti discendenti dai trionfatori a starne.

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I PRIMI MESI — QUANDO INIZIARE IL VERO ADDESTRAMENTO di Giancarlo Mancini

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Trattando sull’allevamento del cucciolo, già molto è stato detto di quello che deve essere il primo addestramento, anche se questa parola è ancora troppo impegnativa per un piccolo essere, venuto alla luce da poche settimane. Non si può certo parlare di addestramento relativo alla selvaggina ed alla caccia, ma ci sono alcuni punti che riguardano l’educazione, che poi si ripercuoterà su tutto il suo comportamento, che possono essere intrapresi già a due o tre mesi. Un cucciolo di questa età, se ben nutrito, sano, proveniente da genealogie accertate ed esimie, da genitori esercitati sul terreno, ha già le facoltà di apprendere molte cose, come ad esempio di accorrere alla chiamata, di comprendere il suo nome e distinguerlo fra quello degli altri fratelli di cucciolata, ed anche fra gli altri inquilini del canile. Tutti i giorni il cucciolo dovrà essere chiamato ed in modo inequivocabile, affinché capisca che la voce è rivolta proprio a lui e non ad altri, premiandolo con qualche bocconcino prelibato quando accorre sollecito, soprattutto modificando la voce a seconda delle circostanze, perché capisca dai vari toni quello che si vuole da lui. E da questo momento che, seppur con una certa precauzione, bisogna mettere in atto quel sistema d’addestramento che per primo mi confidò il compianto Deho’: quello della mano di ferro in guanto di velluto.

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Perché si va a caccia” Etica Venatoria”

 22119790_10210129352214971_951072266_oAlle ultime luci del giorno, quando la notte sta per scendere sulla foresta, si fatica a vedere. Ad ogni minuto che passa le forme si fanno sempre meno distinte, i colori vivi dell’autunno si fondono in tante tonalità del grigio. Ma è questa l’ora del cervo. E io lo attendo. Ancora cinque minuti, mi dico mente scruto nel binocolo, seduto alla base di un vecchio larice. Una cincia si posa per un attimo sul ramo più vicino e poi riparte, verso il suo riposo notturno. Ma sotto il lieve battito di ali percepisco un altro suono, diverso. I miei sensi si allertano e lo sento di nuovo, più vicino. È un lieve calpestio sulle foglie, seguito da un colpo secco, legnoso. È lui!

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