CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

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CRESCERE UN CANE DA BECCACCE di Mirco Peli

Biro di Marco Frattini

Per iniziare scegliete un cucciolo della razza che più vi piace, ma tenendo conto del territorio dove cacciate. Serve porre attenzione alle giuste correnti di sangue e tra queste, scegliete il miglior soggetto che la vostra intuizione riesce a suggerire, ma non senza aver prima escluso soggetti con difetti fisici visibili, tipo eventuali ernie, prognatismo o mancanza di pigmento. Ci si può rivolgere ad un allevamento blasonato; questo, se alleva razze inglesi, spesso seleziona le cucciolate con soggetti che corrono in grande cerca e raramente su beccaccia per cui, potremmo quindi ritrovarci in mano un giovane puledro che potrebbe avere difficoltà a soddisfarci; almeno si consideri il fatto che i cuccioli figli dei cani che corrono la grande cerca, erediteranno questa indole.

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Dinamiche future della caccia e del cane da ferma, in particolare del setter –di Mirco Peli–

Il cane accompagna l’uomo a caccia da quando è stato addomesticato, durante la millenaria storia ha subito da parte dell’uomo grosse modificazioni nel suo comportamento, sono state create le razze che all’inizio non esistevano. Ogni passaggio evolutivo aveva una sua logica, quando la selvaggina era tanta non servivano cani particolari, bastava che aiutassero l’uomo nella cattura della selvaggina che poteva essere di pelo o di penna, non faceva differenza serviva per sfamarsi. Con il passare del tempo la selvaggina veniva catturata ancora per sfamarsi ma anche per diletto, vedi le cacce antiche dei nobili fatte con i falconi o le reti, e i cani di conseguenza si specializzavano a questo scopo. Più recentemente vennero create le razze che si adattassero meglio alle varietà del territorio in cui si cacciava e alla selvaggina.

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L’approccio alla rimessa della beccaccia di Mirco Peli

Matteo e Jack su tipica rimessa invernale

Ribattere la stessa beccaccia più volte, è tecnica praticata specialmente durante la sosta delle beccacce di passo. Quando i giorni si accorciano e le foglie prendono il colore dell’autunno, i beccacciai aspettano le prime sporadiche beccacce, che in mancanza di altra selvaggina o con la caccia alla tipica di monte già chiusa, fanno si che nel nord Italia si inizi a cacciarle già dai primi di Ottobre. Considerato però l’esiguo numero dei primi arrivi  la “rimessa”, in questo periodo è tecnica praticata regolarmente, molto meno sulle beccacce svernanti.

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Premessa alla proposta di modifica dell’attuale legge sulla caccia

Coturnici e pernici (40)

Le starne bisogna volerle

Prima di avventurarci in una disamina relativa all’organizzazione sul territorio, con la sua genesi,  le sue motivazioni e la sua attualità, bisogna ricordare a tutti un  paio di cose: 1) Sono anni che i cacciatori hanno paura del cambiamento e preferiscono restare immobili, ma probabilmente è venuto il momento che se non ci si muove si muore 2) La legge che disciplina l’ingresso ad uso venatorio dei terreni privati, in Italia è unica al mondo, e fu promulgata nel ventennio fascista.  Tale e quale pervenne ai posteri come si riscontra nell’art 842 del vigente C.C.. (*) .

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LA GIORNATA “QUASI” PERFETTA di Mirco Peli -Pubblicato sul III volume di Antologia-

La fase riproduttiva sembra essere stata ottima, le nidiate sono cresciute senza grosse perdite e con i censimenti di agosto e settembre ci siamo caricati come molle. Il cane è valido e ci soddisfa, e decidere dove iniziare la stagione venatoria è solo una questione di gusti personali: il mio primo compagno di caccia Nello, nostalgico coturnat, non resiste a quella che è stata la passione di una vita intera. Solo la nebbia rischia di rovinarci la giornata, ma all’apertura siamo più forti anche della natura. Giornata ottima, per quest’anno con le coturnici la nostra quota è fatta. Bisogna ricordarsi sempre di non esagerare.

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L’istinto, il sesto senso- la forza e la volontà – di Mirco Peli-

Archivio (170)

Astro che a fermo abbaia alla tabella di confine

Come si spiega la capacità del cane di trovare la strada di casa anche a molti chilometri di distanza? Fatto questo abbastanza comune nel passato quando i cani vivevano liberi nei paesi,  è forse la stessa capacità che usa per trovare la selvaggina e che noi cacciatori chiamiamo senso del selvatico? Quando ero ragazzetto, guardavo come tanti ragazzi dei tempi, torna a casa Lessi, e la cosa che più mi è rimasta impressa è proprio la capacità dei cani di ritrovare la strada di casa anche a centinaia di chilometri. Questa capacità esiste ancora? Sempre più spesso mi capita di leggere biglietti affissi nei luoghi più strani smarrito cane, segue descrizione e numero di telefono. Il traffico, la vita non più libera dei cani moderni ha fatto perdere questa capacità? Personalmente credo che fra i cani che ancora hanno la possibilità di stare tanto tempo in libertà o a caccia ci sia ancora. Voglio raccontare alcuni fatti che ho vissuto di persona, che stanno a dimostrare le caratteristiche elencate nel titolo.

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LE BECCACCE SONO SEMPRE BECCACCE PURE ALL’ESTERO, SI MA E’ IL CACCIATORE CHE E’ DIVERSO di Mirco Peli

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Personalmente non ho mai sentito l’attrazione verso l’estero, perché le mie montagne mi hanno sempre dato modo di divertirmi, offrendo sorprese sempre nuove. Quindi perché guardare altrove? I cacciatori che vanno all’estero spesso per motivare la loro scelta sostengono che le beccacce sono sempre beccacce pure all’estero. Sì, su questo concordo ma sono i cacciatori che vanno all’estero che hanno una diversa concezione della Caccia.  Mi spiego e per farla breve raggruppo in tre categorie i cacciatori che vanno all’estero, poi esistono altre varianti ma riguardano casi specifici.

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A beccacce con cani a grande cerca –di Mirco Peli–

Jack il tipico setter da beccacce a grande cerca, cugino di Paiper e Peirò

Da anni si discute se a cacciare beccacce è meglio usare un cane a grande cerca o a raggio ristretto. Certo quando le beccacce erano numerose e si usava solo il campano gestire un cane a grande cerca era un impresa, erano più le arrabbiature che le soddisfazioni. L’avvento della tecnologia, introdotta peraltro in concomitanza della diminuzione della beccacce, e che in parte ne è la causa, ha cambiato il modo di cacciare e il cane che batte molto territorio è diventato quasi indispensabile per chi caccia in terreno libero in Italia. Io le soddisfazioni più grandi le ho avute da cani a grande cerca, anzi con un potenziale trialer, cacciare beccacce con un simile cane è caccia dura, ma è caccia vera.

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Stroncato l’aspetto-Per una volta la tecnologia a favore della beccaccia-di Mirco Peli

L’autore

Per la caccia servono regole semplici e di buon senso.

Giorgio Lugaresi nell’editoriale dell’ultimo numero di “Beccacce che passione”scrive: Cari amici, c’è solo una soluzione e dobbiamo mettercelo in testa tutti: le regole del buon senso devono essere dentro di noi. Siamo gli unici veri controllori di ciò che facciamo. Se su questo fossimo tutti d’accordo, potremmo mettere solo un limite “numerico” stagionale serio … Dipende “soltanto” da noi.

Ma che non sia proprio questo… il problema?!?! Risponde Silvio Spanò.

Silvano Mattedi aggiunge: Il buon senso è una regola universale ma pochi la praticano e si autoregolamentano. L’autolesionismo e le regole delle lobby venatorie non sono di buon senso.

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Fare regalini ai cacciatori non è il bene della caccia di Mirco Peli

IMG_5883In queste ultime settimane si assiste al balletto dove alcune regioni prorogano la caccia alla beccaccia e altre ne anticipano la chiusura, ricorsi al Tar per uno scarto irrisorio di 15 giorni. Sono scaramucce che costano in tempo e in denaro ”nostro”, si perché i ricorsi delle associazioni venatorie li fanno usando i nostri soldi e prendono in giro i cacciatori che capiscono che sono scelte di sapore elettorale. Faccio qualche domanda nell’ambiente e mi sento rispondere che non è giusto che a distanza di pochi km una Regione chiuda la caccia alla beccaccia al 15 gennaio mentre in un’altra è aperta fino al 31. Potrei pure concordare se l’avessero scoperto ad Agosto.

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