CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

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PIANO UFFICIALE “ANTIBRACCONAGGIO” Commenti di Silvio Spanò

Scolopax Rusticola (100)

Commenti al Documento ministeriale sul piano di contrasto per combattere gli atti contro la fauna selvatica.

Ho letto con attenzione l’accordo sul Piano d’azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici” elaborato dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare col supporto tecnico dell’ ISPRA, in attuazione della strategia nazionale per la biodiversità e sancito con Regioni e Province Autonome di TN e BZ (30 marzo 2017- rep. 37/CSR).

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CONSIDERAZIONI “A BRACCIO” SULLO STATO ATTUALE DELLA BECCACCIA di Silvio Spanò

Scolopax Rusticola (90)

Pensieri a ruota libera sulla reale consistenza della beccaccia nei nostri territori.
Dopo il tormentato fine millennio passato ben cacciando, ma col timore di una pesante impennata dei prelievi e del conseguente effetto sullo stato della specie, definito “vulnerabile” dall’attento mondo della conservazione (almeno per quanto riguardava le popolazioni che interessavano i Paesi di maggior pressione venatoria) e dopo il ritiro da parte della commissione CEE del già pubblicato piano di gestione della specie, visto che i dati nel frattempo emersi avevano permesso di cambiarne la posizione strategico-conservazionale trasferendola in quella del “least concern” (di minimo interesse/preoccupazione), ci siamo crogiolati in un’euforia della mattanza con la falsa rassicurazione che “…tanto la beccaccia la regge bene”.

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Le coturnici della mia vita Silvio Spanò

Buia, 2 ottobre 1976-r

Buia, 2 ottobre 1976-

Nei miei 35 anni di caccia sulle Alpi occidentali, dal 1965 al 2001 (ma i primi galli visti sotto il mio pointer Alì risalgono a qualche anno prima, 1958), ho soprattutto inseguito galli forcelli, probabilmente perché un po’ meno impegnativi fisicamente (pigrizia) e perchè chi mi è stato da guida/maestro praticava soprattutto questa caccia. Ma il desiderio di vedere le Coturnici (sotto gli stimoli anche letterari di Barbadicane, di Bocchiola, di Bardelli….), e nello spirito cinofilo di seguire bene il lavoro del cane in spazi aperti, da sogno, nonché nel quadro di un mio studio sulle Alectoris (rosse e coturne in particolare), ad un certo punto mi ha condizionato a dedicar loro parte del mio periodo montano.

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Tempo di Croule di Silvio Spanò-Mirco Peli

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Coppia silenziosa in tempo di croule Foto Viacheslav Zabugin.

Nelle aree di nidificazione i maschi adulti arrivano per primi in date variabili a seconda della latitudine, comunque precoci rispetto ad altri e tendono ad occupare i siti più idonei ad un buon successo riproduttivo; è pertanto verosimile che siano proprio i maschi adulti e dominanti ad insediarsi in detti siti, relegando i subalterni, verosimilmente “giovani” nati l’anno precedente, in aree “di parcheggio”, comunque pronti a sostituire, in caso di morte, i legittimi occupanti. Mattina e sera, ai crepuscoli, vengono effettuate parate aeree, note ovunque con termini specifici: es. “croule” in Francia, “roding” in Gran Bretagna, “balzflug”in Germania, “tjaga” in Russia.

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QUASI UNA VITA Silvio Spanò Nato sul mare, ho passato i momenti più belli …tra i monti!

Con Buia 1981 Silvio Spanò

E’ quasi una vita che scrivo di beccacce, ma lo scrigno più segreto contiene immagini di brughiere alpine a margine di lariceti e mugeti, a galleggiare sopra le nebbie della pianura in paesaggi fiabeschi ottobrini, con i larici accesi come fiamme votive su tappeti pennellati dai rossi /gialli dei mirtilli , ai ciuffi verde cupo dei rododendri abbarbicati, alle massicciate grigie delle morene..contro un cielo cobalto!.sullo sfondo delle cime!

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LA BECCACCIA AMERICANA Scolopax minor Silvio Spanò

Scolopax minor

E’ la sorella “minore” della nostra eurasiatica, migratrice anch’essa (l’unica, oltre alla rusticola), nell’ambito del sub continente nord-americano dove è verosimilmente giunta, attraverso lo stretto di Bering a partire da un antenato comune, poi evolutosi in specie a se stante, prima addirittura ascritta ad un genere sistematico a parte (Philohela minor) e da non molti decenni riunito in Scolopax.
Diffusa nella metà orientale degli States e nella porzione sud orientale del Canada, spostandosi stagionalmente da nord a sud e viceversa (in alcune zone meridionali è praticamente sedentaria).

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Curiosità e rischi di Silvio Spanò

20150325211420208Le immagini di una beccaccia attaccata ad una muraglia verticale, come uno stambecco, può solo portare a congetture, fermo restando che una serie di cacciate invernali Sarde tra il 1963 e il 1988 mi aveva fatto notare la confidenza della beccaccia con le rocce (ed i muretti) con lo sfruttamento delle stesse per rimesse difficili e protette, veri rifugi inespugnabili da predatori e…da me.

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BECCACCE FINE STAGIONE E SFACELO IN GENNAIO di Silvio Spanò

cropped-1.jpgUn primo consuntivo sulla migrazione della stagione. Le tremende conseguenze dell’ondata di neve in gennaio. Dal Flash-info n°.2 dell’ONCFSRéseau-Bécasse, datato 11 gennaio 2017, traggo preliminarmente alcune linee per tracciare un quadro europeo d’insieme sulle comparse di beccacce nella seconda parte di quest’annata particolare. Premetto che i dati sono ancora incompleti ed in seguito si dovremo certamente fare rettifiche.

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La beccaccia appollaiata! Silvio Spanò

Albania Gennaio 2017 grazie a Gjurmuesi Shenja che ci ha fornito questa testimonianza fotografica.

Nel 1991 sul Notiziario del Club della Beccaccia (“La Regina del Bosco”) Mirco Ragaini, noto pittore e scultore e pertanto profondo osservatore della natura, riportò osservazioni sull’argomento in titolo, ulteriormente aggiornate in occasione dell’Assemblea del Club del 1992. Confermò così autorevolmente quanto di tempo in tempo veniva (e tuttora viene) affermato da qualche beccacciaio, di aver cioè aver sentito frullare una beccaccia da un albero e , ancora, di averla vista appollaiata, soprattutto alla biforcazione dei rami più grossi (è nota infatti una scarsa prensilità delle sue dita).

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LA BECCACCIA ED IL FREDDO- Ondate di gelo- di Silvio Spanò

scolopax-rusticola-1208

La definizione di “ondata di gelo” ed il suo impatto sulla popolazione delle beccacce. Il protocollo che in Francia regola il controllo della caccia alla beccaccia allorché si verificano tali condizioni climatiche. Tutti gli anni si fa un gran parlare del rischio che corrono determinate specie in relazioni ad anomale ondate di freddo e neve, ma in pratica nulla di realmente serio è stato mai codificato.

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