Setter di Crocedomini

La base per una gestione faunistica uniforme è rappresentata da dati censuari e stime altrettanto uniformi e corretti facenti capo a Ispra.

La possibilità di effettuare monitoraggi utilizzando cani nelle aree protette (v. esemplificazione documento Enci-Ispra,  riportato sotto“) allarga la possibilità di conoscenza dello stato delle popolazioni, ma sollecita osservazioni assai delicate sui conseguenti contenuti e che necessitano di approfonditi chiarimenti.

Tralasciamo i censimenti degli ungulati con il cane da seguita, argomento spinoso, tutto da impostare e da chiarirne l’opportunità (forse limitandoli al cinghiale). Ma per la creazione di giudici/tecnici dei censimenti occorre muoversi con i piedi di piombo a partire dalla partecipazione a corsi in cui i docenti devono essere laureati in discipline “biologiche” (veterinaria compresa). Non basta esser bravi cacciatori e/o avvocati per passar per tecnici, ed un occhio attento va riservato a possibili conflitti di interesse allorché si sostiene che il forcello è in aumento!

Forse Ispra ha capito che non ci si può affidare tout court alle varie Associazioni ed è comprensibile una reazione positiva ad un prevedibile richiamo della Comunità europea (la cui concreta funzionalità in questo contesto è però forse da dimostrare): e son gli stessi cacciatori a riconoscere che i dati appaiono a volte pompati a seconda della specie. Nel caso dei Galliformi alpini e della Beccaccia, che ci interessano di più e che hanno più numerosi fruitori, sarebbe opportuno un osservatorio alpino indipendente da autorità locali e collegato solo con Ispra (come succede in Francia).Non sono indispensabili molti censimenti di galliformi alpini per capire come stanno le cose, e quindi servono pochi cani e conduttori affidabili, abilitati dai sopraccennati giudici cinofili, a loro volta riconosciuti e qualificati, e che forniscano dati esaurienti.

Certo questi censimenti bisogna farli bene, e per la collaborazione dei veri pochi esperti necessari, sarebbe auspicabile fossero previste consulenze professionali pagate!

In questo contesto, nell’ambito di commissioni e/o comitati faunistici, dobbiamo tenerci al di fuori da prese di posizione che potrebbero celare speculazioni politiche, ispirandoci unicamente a dati certificati, ad analisi imparziali, formulando proposte basate su realtà faunistiche, al di fuori da interessi “particolari”. Devono cioè prevalere in noi le responsabilità in difesa della fauna.

Onore al merito dell’Uncza che ha fornito un quadro della gestione della fauna  alpina; per ora però si tratta del lodevole assemblaggio dei dati avuti dai comitati di gestione dei singoli comparti alpini, che sono ampiamente, se non del tutto, scollegati tra loro.

Come conseguenza i risultati sono a volte “sorprendenti”, viste le vistose differenze a volte rilevabili fra i piani di prelievo di comparti/province adiacenti .

IMPORTANTE ACCORDO ENCI-ISPRA di Silvio Spanò I contenuti di una convenzione fra ENCI ed ISPRA, sulla collaborazione in azioni di verifica mirate alla conservazione della fauna selvatica.

Il 26 gennaio 2017 tra ENCI e ISPRA  è stato siglato un accordo di reciproco interesse in cui, nell’ambito di una collaborazione per la catalogazione dei dati faunistici e per il miglioramento delle prove cinotecniche di selezione, viene sancito il ruolo di primaria importanza della cinofilia nella tutela e conservazione della fauna selvatica. Una collaborazione che porta la cinofilia moderna sul gradino più alto: quello della ricerca scientifica. Il documento, di 7 pagine e 14 articoli, ha per obiettivo la raccolta e l’inserimento dei dati cartografici e numerici relativi alla fauna raccolti durante le prove cinotecniche (in particolare Galliformi, Lagomorfi, Beccaccia, Ungulati). Ulteriore obiettivo prioritario è l’individuazione delle aree idonee per le prove di selezione. A tale Scopo l’ISPRA mette a disposizione le proprie conoscenze scientifiche e la propria banca dati.

Obiettivi specifici dell’Accordo sono (art.3):

1. produzione di linee guida per la realizzazione di prove cinotecniche di selezione su fauna selvatica allo stato naturale, sostenibili in aree importanti per la fauna selvatica (comprese aree protette e siti della rete Natura 2000);

2. produzione di schede di rilevamento dati univoche per la registrazione delle presenze faunistiche;

3. formazione di giudici ed esperti dell’ENCI per il rilevamento delle presenze faunistiche;

 4. individuazione delle aree idonee a livello nazionale per la realizzazione delle prove di selezione cinotecnica;

5. definizione di percorsi formativi e di prove specifiche per la selezione ed abilitazione di prodotti  utilizzabili per fini di ricerca e gestione faunistica (censimenti, controllo fauna selvatica, ecc.);

 6. creazione di una specifica banca dati per la distribuzione delle specie faunistiche e sperimentazione di prodotti informatici per l’acquisizione dei dati;

7. organizzazione della raccolta dei dati relativi alla distribuzione, gestione e conservazione delle popolazioni di fauna selvatici in Italia (con particolare riferimento a Galliformi, Lagomorfi, Beccaccia, Ungulati);

8. promozione di ricerche applicate per migliorare la selezione cinotecnica durante la realizzazione  delle prove;

9. aggiornare la cartografia digitale relativa alle specie faunistiche oggetto dell’Accordo;

10. assicurare inserimento e aggiornamento delle informazioni raccolte nella Banca Dati Ungolati gestita dall’ISPRA;

 11. pubblicare report periodici sulla selezione cinotecnica, sulle attività di censimento e gestione della fauna selvatica, acquisite durante il periodo di validità dell’Accordo;

12. promuovere convegni, seminari, incontri culturali con tematiche ambientali, nonché attività di  approfondimento sui temi relativi alle tematiche del presente accordo, aperte a vari settori della  società, con una ricaduta territoriale di livello nazionale, regionale e provinciale.

Foto di Angelo Lasagna

Nell’ art. 8 inoltre le parti si impegnano a svolgere, in esecuzione del presente accordo, le seguenti attività:

Compiti ISPRA:  • definizione (in collaborazione con ENCI) delle linee guida per la realizzazione delle prove di selezione cinotecnica in aree particolarmente importanti per la fauna selvatica;  • produzione di schede per la raccolta dei dati faunistici;  • formazione di giudici e tecnici ENCI per il rilevamento dei dati faunistici;  • individuazione delle aree idonee per la realizzazione delle prove di selezione cinotecnica;  • individuazione (in collaborazione con ENCI) di un percorso formativo e delle prove per la selezione di prodotti utilizzabili in attività di censimento e gestione faunistica (censimenti, ricerca tracce, controllo numerico fauna selvatica); inserimento dei dati faunistici e geografici nella banca dati faunistica;  • analisi statistica e cartografica dei dati inseriti;  • pubblicazione report periodici in formato digitale (.pdf);  • partecipazione alle prove di selezione cinotecnica per collaborare al corretto rilevamento delle osservazioni faunistiche;

Compiti ENCI:  • istituzione di un ufficio tecnico di raccordo con ISPRA per le attività previste dal presente accordo;  • collaborazione con ISPRA per la definizione delle linee guida per la realizzazione delle prove di selezione cinotecnica in aree particolarmente importanti per la fauna selvatica;  • individuazione (in collaborazione con ISPRA) di un percorso formativo e delle prove per la selezione di prodotti utilizzabili in attività di censimento e gestione faunistica (censimenti, ricerca tracce, controllo numerico fauna selvatica);  • organizzazione logistica delle attività formative per giudici e tecnici ENCI;  • raccolta informazioni sulla presenza della fauna selvatica nel corso delle prove di selezione cinotecnica;  • inserimento dati, anche a distanza, con accesso on line alla Banca Dati Ungulati;  • promozione e ricerca di finanziamenti per studi e ricerche sperimentali per il miglioramento della selezione cinotecnica e della raccolta delle dati faunistici;  • promozione convegni ed eventi divulgativi sulle attività previste dal presente accordo.

Ricordando che il Club della Beccaccia ha costruttivamente collaborato con l’allora INFS e l’Università di Genova per arrivare nel 2006 alla stesura ufficiale di un protocollo per il monitoraggio con il cane da ferma delle beccacce svernanti nelle aree protette (entrare con i cani nei Parchi pareva una bestemmia!) e in seguito organizzando e partecipando ai monitoraggi stessi,  mi compiaccio che la specie Beccaccia sia compresa fra quelle di interesse dell’intesa. Più di trent’anni fa, quando il Club aveva sposato l’idea di prove a beccacce, il progetto non era stato accolto con entusiasmo dall’ENCI; sono quindi lieto di questo  notevole cambiamento, anche se ho qualche dubbio che gli obiettivi elencati vengano perseguiti con prevalente scopo tecnico-scientifico. Nel complesso sono indubbiamente soddisfatto dell’avvio di una complessiva maturazione dei rapporti tra i due importanti enti, auspicando tuttavia una messa a punto di regolamenti univoci dell’uso dei cani per monitorare la fauna a fronte dell’uso della fauna (vera) per una selezione cinotecnica (anche qui verace!), per non perdere di vista che la finalità principale resta lo studio della fauna con l’uso di cani idonei per la sua conservazione e gestione ottimale, attività che non possono realizzarsi senza una grande attenzione al rispetto – o meglio al non disturbo – dei momenti delicati del suo ciclo biologico.

Gli articoli sono già stati pubblicati in www.continentalidaferma.it ringrazio Cesare Bonasegale e gli autori Silvio Spanò e Silvano Mattei  per averli concessi.

 

 

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