In merito al recente incidente automobilistico che ha coinvolto un branco di cinghiali e provocato un morto.

Oggi in Italia sono quattro le specie animali che creano problemi o fatto morti (quello dei cinghiali dell’altro giorno non è il primo caso, anche se spesso la stampa – quasi tutta filo animalista – ha sempre relegato le notizie in cronaca locale!) e che altri ne faranno ancora: cinghiali, cervi, caprioli e, – perché lasciarli fuori dalla lista? – lupi. Tutte specie in grande accrescimento numerico proprio perché, in un modo o nell’altro, favorite dall’uomo.

Quindi è l’uomo che deve provvedere a contingentarle se vuole evitare, da un lato altri morti e dall’altro di pagare milioni di euro di danni (ne sanno qualcosa gli agricoltori e gli allevatori!). Purtroppo per gli animalisti, è proprio riducendo il numero di questi animali che li si protegge in quanto specie e in quanto popolazioni animali con diritto di continuare a vivere nei nostri boschi e nelle nostre montagne. Se non l’odio, almeno l’insofferenza, verso questi animali non lo si evita proteggendoli irragionevolmente, ma limitando il loro numero alla capacità di sopportazione ambientale; un equilibrio che l’uomo ha rotto e che l’uomo deve artificialmente ricreare e/o mantenere.

Comunicato Wilderness – AIW
I SIC: difesa democratica della Natura o vincoli imposti e vessatori?

Un paese malato di burocrazia e con una democrazia mai compiuta, era ovvio che finisse per coinvolgere anche l’ambientalismo e la cosiddetta conservazione della Natura. I SIC (ovvero le aree protette più antidemocratiche del mondo intero!) in Italia sono ben 2.332. Ora il nuovo Ministro dell’Ambiente si è premurato di comunicare di averne trasformato 1.889 in ZSC (Zone Speciali di Conservazione), mentre altri 612 sono ZPS (Zone di Protezione Speciale). Ma non è solo qui: 335 sono considerati di tipo C, ovvero SIC/ZPS coincidenti con ZPS (Zona di Protezione Speciale)! Chi ci capisce è bravo! Resta comunque il fatto che sono stati sottoposti a vincoli vessatori tutta una serie di zone e territori SENZA CHE MAI SIA STATO RICHIESTO UN CONSENSO AI COMUNI E TANTO MENO AI PROPRIETARI DEI SUOLI! E’ questa l’Europa che volevamo? In America, dove la conservazione della natura è veramente cosa seria, non sarebbe MAI stato permesso! Non “Stati Uniti d’Europa”, bensì, appunto, “Unione Europea”, un termine che ricorda ben altra “democrazia”! E’ con questo metodo che in Italia si pensa di difendere la Natura; solo che dopo 100 anni dai primi Parchi Nazionali istituiti con lo stesso metodo siamo ancora qui a batterci e a confrontarci con/contro le popolazioni locali per…salvarli!

Murialdo, 5 Gennaio 2019 Franco Zunino
Segretario Generale AIW