1. Lo hanno negato da sempre: non è mai storicamente successo che i lupi abbiano aggredito qualcuno. Non succederà mai che un lupo possa aggredire una persona. I lupi non sono pericolosi per l’uomo. E via cantando! E invece è sempre stata la nostra (degli ambientalisti, e soprattutto della sottospecie lupofila) GRANDE BUGIA! E’ infatti successo di nuovo che un lupo abbia aggredito un uomo. E non è la prima volta, né sarà l’ultima. Anzi, è successo tante altre volte, quasi tutte tenute nascoste alla stampa e ai media in genere; o al massimo andate in cronaca locale o solo segnalate alle stazioni dei Carabinieri. La grande lobby lupofila ha sempre funzionato! Come l’altra grande bugia che i lupi (mistero delle scienze e della biologia!) in Italia non si riproducono come in ogni altra nazione del mondo con popolazioni di lupi! Il fatto è nuovamente successo nella seconda metà di agosto: un lupo ha aggredito un passante che stava percorrendo una pista ciclabile a San Salvo Marina (tra Abruzzo e Molise). Ora aspettiamoci un nuovo silenzio tombale anche su quest’ultimo fatto; oppure che ci vengano a narrare che non di lupo si trattava ma di cane rinselvatichito: un ritornello che si sente da anni, specie da quando sono cresciuti i lupi. In pratica, in Italia più aumentano i lupi più aumentano i cani inselvatichiti! Un fenomeno solo nostro, altro mistero della biologia animale italiana!

  1. Intanto anche la Svezia ha deciso di agire per salvaguardare i diritti degli allevatori renne del popolo Saami (o Lapponi). Si potranno abbattere dai 170 ai 270 lupi. Praticamente hanno stabilito di dimezzarne la popolazione! Un fatto di tale entità era dal 1890 che non succedeva, hanno scritto i media. Evidentemente in Svezia i lupi… scopano ancora! Gli animalisti non hanno ancora preso il sopravvento sulla ragionevolezza, e i politici… hanno ancora le palle!
  2. Del drammatico problema dei cinghiali, il cui soprannumero è notorio a tutti, compreso, ed anzi soprattutto, al mondo della politica che per affrontarlo si è premurato di decretare i primi interventi per ridurne il numero, ma anche stanziare fondi per combattere la peste suina. Eppure, è bastato che iniziasse la campagna elettorale per mandare tutto a pallino: gli animalisti votano e sono più dei cacciatori, e quindi tutti i politici sono divenuti filo-animalisti. La prova del nove di questa realtà  è il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, che, pur con tutti i problemi che ha la Regione, ha sprecato un giorno della sua attività per lasciare Genova e recarsi, appositamente, a Spezia a… far liberare 6 cinghiali che, chiusi in un parco urbano dopo i problemi che avevano creato, anziché provvedere alla loro soppressione come era stato inizialmente stabilito, ha concordato con la LAV la loro cattura, trasporto e liberazione (ovviamente a spese della Regione) in un’Oasi faunistica dove non si cacci. Così Toti non rischia di perdere voti e quei cinghiali contribuiranno ad aggravare il problema della sovrappopolazione! Quel problema che proprio i politici dicevano di aver risolto stabilendo le quote (decine di migliaia!) da abbattere per difendere l’agricoltura, eliminare i problemi di convivenza urbana e, diciamo noi, salvaguardare tante specie rare di piccola flora e fauna! Riflessione sulla politica italiana: C’è un problema da risolvere. I politici dicono tutti: datemi i voti, andrò al potere e li risolverò. Poi, non appena eletti anziché risolvere il problema – se farlo significa perdere voti alle prossime elezioni -, ecco che il problema viene accantonato e non lo si risolve, ed anzi lo si aggrava. Però state certi che alla prossima elezioni, lo stesso politico continuerà a dirvi: datemi i voti e lo risolverò. Intanto lui si assicura le prebende della carica riconquistata! Questa è l’Italia. E questo è il motivo per cui le cose non cambieranno mai, perché la politica è come il gioco dell’oca, per si rischia sempre di tornare al capolinea (ovvero al problema non risolto). In questi casi, c’è un unico modo per fermare questo andazzo: non votare più il politico che non ha mantenuto la promessa, ignorando le sue ovvie giustificazioni del perché non lo ha fatto (le trovano sempre!). Solo così lo si può costringere a farlo, unico modo che devono avere per garantirsi la futura rielezione.
  3. A Scanno (Abruzzo) gli orsi “problematici” non hanno smesso di frequentare i paesi e di creare situazioni pericolose per l’incolumità dell’uomo. Nei giorni scorsi è nuovamente successo con una delle tante orse catturare e ricatturate, monitorate, conteggiate ecc. ecc. In pratica, il problema resta e tutti si continuano a chiedersi come risolverlo (la soluzione è notoria, ma non è applicabile in quanto prevede sconfessare anni ed anni di studi, ricerche e proposte. E per tanti questo significherebbe perdere la faccia!).
  4. “Operazione da 4,7 milioni” di Euro. Per cosa? Ovvio, per altro cemento da stendere in Liguria (la Regione più cementificata d’Italia: una colata che va da Spezia a Ventimiglia quasi senza soluzione di continuità!). Ma, appunto per questo, essendoci sempre meno spazio sulla terraferma, ora si è pensato di passare al mare: il progetto prevede infatti opere (“isole sommerse” le hanno chiamate) per “interventi di difesa del suolo e della costa”. E tutto questo avviene nei limiti del tanto esaltato Santuario Pelagos o dei Cetacei, che tutto vincola meno quello che dovrebbe vincolare: il mare (ma per ovvie ragioni, tanto ovvie che se fossimo un paese serio non avremmo mai firmato la convenzione che ne ha permesso la designazione). Però in compenso non vi si possono cacciare le balene… che nessuno vi ha mai cacciato! Per ora si parla solo del mare antistante la spiaggia di Celle Ligure (Savona), ma sarà solo il primo passo, perché poi non ci sarà Comune rivierasco con un minimo di spiaggia che non avanzerà la stessa richiesta. E allora avanti con i progetti e via con i miliardi: d’altro cante le spiagge della Liguria sono o non sono la gallina dalle uova d’oro? Peccato che a rimetterci sia il mare, i suoi fondali e le sue spiagge: tutto addomesticato ed urbanizzato!
  5. Nei giorni scorsi in un’azienda zootecnica del Piemonte (Sommariva Bosco, CN) nel giorno di poche ore sono morte una cinquantina di vacche avvelenatesi per aver pascolato su una coltivazione di sorgo, specie notoriamente velenosa se brucata quando non ha accora fruttificato. Ora, il sorgo pare che venga coltivato per rifornire l’abnorme richiesta del mercato animalista, essendo il suo seme il mangime per milioni di canarini, pappagallini, e le varie specie di uccelli esotici tenuti in cattività dai tanti animalisti che però contestato la caccia. Ora, ovvio che non sia colpa loro la moria delle suddette vacche. Ma è anche certo che senza il campo di sorgo esse non si sarebbero avvelenate. Come è ovvio che il sorgo lo coltivano per il mercato degli animalisti. Quindi, almeno una riflessione sul senso della vita e sulla coerenza la dovrebbero fare. Ma… la faranno mai?

 

Murialdo, 24 Agosto 2022