CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

CONSIDERAZIONI A INIZIO PASSO di Silvio Spanò

In realtà il fenomeno migratorio è già avviato, ma solo localmente nel Nord-est in alta montagna si ha avuto la sensazione che stia avvenendo: la massa di basse pressioni e relative perturbazioni che hanno sconvolto gran parte d’Italia, con i loro flussi da sud-sud-est certamente non ha favorito lo scorrimento (che praticamente non c’è stato) né tampoco il clima corrispondente.

Dopo la tragedia riproduttiva e migratoria della passata stagione 2017/18, sulla quale abbiamo parlato a lungo e ripetutamente, molti lettori lamentano che alle prime notizie sulla stagione in arrivo, senza dubbio, fortunatamente, migliori, non siano seguite informazioni utili ad una impostazione gestionale tendente ad allargare le “maglie” del prelievo. Ossia visto che il successo riproduttivo sarebbe andato bene, sarebbe altrettanto bene dirlo agli interessati che ne facciano uso responsabile ma più tollerante (si fa per dire!).

Ma vediamo che a questo punto convenga chiarire il quadro alla luce delle notizie serie ad ora disponibili, a partire dall’INFO del Réseau Bécasse dell’ONCFS dell’ottobre 2018, da cui trarre dati attendibili e interessanti per una valutazione equilibrata della situazione.

Contrariamente alla primavera 2017, con partenze precoci verso le zone di riproduzione, nel 2018 le partenza sono state nella norma: il freddo a fine febbraio-inizio marzo ha scoraggiato le beccacce a partire troppo presto. Le condizioni di migrazione sono state molto buone per le beccacce che si sono dirette verso la Fennoscandia, l’Europa dell’est e i Paesi Baltici. Per quelle di origine russa il freddo tardivo ha un poco rallentato l’arrivo a inizio aprile in Russia centrale…a metà aprile il riscaldamento del terreno ha permesso lo scioglimento del manto nervoso nella maggior parte delle regioni di nidificazione.

In realtà le condizioni nella primavera/estate 2018 sui siti riproduttivi sono contrastanti. La zona principale di nidificazione estesa dalla Polonia est alla Russia europea (fino agli Urali), passando per la Fennoscandia, i Paesi Baltici e la Bielorussia si è ritrovata divisa in due. La parte ad ovest con temperature elevate, sopra alla norma stagionale (da aprile all’estate), con la conseguente assenza di precipitazioni regolari , ha avuto un rapido disseccamento del suolo, pregiudizievole per la sopravvivenza dei beccacciotti, soprattutto al momento del picco di schiusa tra il 10 maggio e il 10 giugno. Al contrario nella Russia europea le temperature si sono mantenute presso che normali (fresche nella Russia centrale e verso gli Urali a metà aprile, fresco che nelle regioni più nordiche ha ritardato la fusione della neve; Le condizioni idriche sono rimaste buone). Piogge abbondanti sono poi tornate a luglio evitando una siccità eccessiva: insomma un’estate “tropicale” caldo-umida, durata fino ad agosto, favorevole all’alimentazione, soprattutto dei giovani.

Comunque in numero dei maschi in croule in Russia è risultato molto basso, calcolato sulla base dei dati forniti dai cacciatori nei conteggi alla croule e nei carnieri relativi: una stagione mediocre.

La spedizione congiunta in Russia dell’ONCFS e Federazione regionale dei Cacciatori dell’Auvergne-Rhone- Alpes, che ha continuato l’abitudine iniziata dall’ONCFS più di vent’anni fa, quest’anno ospitava il prof. Gonçalves dell’Università di Porto coordinatore del Gruppo Specialistico Beccaccia e Beccaccini dell’IUCN, ovviamente si è appoggiata all’équipes di catturatori/inanellatori russi attive prima e all’inizio delle migrazioni. La valutazione dell’age-ratio potrebbe così fornire elementi pratici prima dell’arrivo delle beccacce sui nostri territori. Sono così stati definiti 7 siti di cattura con le équipes russe.

Quest’autunno è stato nuovamente connotato in Russia da grande “dolcezza”. Dopo una fine estate calda e secca, piogge regolari hanno bagnato opportunamente a fine settembre prati e boschi. Il ritardo della migrazione è stato forse più evidente quest’anno per la Beccaccia, ma anche per altre specie (Rondini, Gru, Cesene). I siti di inanellamento più meridionali (presso Mosca) sono stati disertati fino al 3 ottobre. All’arrivo del freddo (una gelata nella notte 29/30 settembre e una seconda tra 5 e 6 ottobre) ha spinto la migrazione. Tuttavia nella Russia nord-ovest, in Finlandia e Scandinavia le notti più fresche hanno mosso gli uccelli a partire da fine settembre.

All’8 ottobre erano già state inanellate più di 200 beccacce con una percentuale di giovani del 79%, caratteristica di un buon successo riproduttivo, anche se permangono alcuni interrogativi relativi all’abbondanza numerica vera e propria, assoluta. Questi primi risultati sono in accordo con quanto già rilevato in precedenza circa la Russia: buone condizioni riproduttive, ma effettivi ridotti.

Prospettive per la stagione a venire (ormai in corso.

I mediocri risultati dei conteggi in croule possono essere legati alle cattive condizioni riproduttive del 2017 e delle cattive condizioni di migrazione e inizio inverno su larga parte dell’Europa occidentale (siccità!) ? Difficile affermarlo, ma le buone condizioni di nidificazione in Russia quest’anno sembrano aver permesso agli adulti di allevare molti giovani che andranno ad incrementare gli effettivi migratori per il prossimo autunno e rinforzare le popolazioni nidificanti degli anni futuri.

Per le zone di nidificazione della Fennoscandia e dell’Europa orientale, che costituiscono una buona riserva per le nostre zone di sverno, non possiamo aspettarci miracoli: la siccità che è iniziata presto ed ha perdurato nel periodo di nidificazione avrà forzatamente avuto un impatto negativo sul successo riproduttivo.

Tenuto conto di queste situazioni assai contrastanti, la stagione in arrivo di annuncia piuttosto media.

Le buone condizioni di riproduzione delle beccacce di provenienza russa dovrebbero contribuire ad aumentare la proporzione dei giovani, ma quelle della Fennoscandia ed Europa dell’est potrebbero al contrario diminuirla!

Quando (e se) tutte queste sottopopolazioni si mescoleranno nei siti di sverno è probabilmente che dette differenze si smorzino. Gli effettivi presenti nelle zone di caccia, legati soprattutto ai giovani, rischiano di essere relativamente mediocri. Differenze notevoli fra regioni potranno farsi sentire in seguito a dell’evoluzione di fattori climatici locali.

In questo sunto del documento ONCFS c’è un po’ tutto quello che i nostri cacciatori curiosi dovrebbero sapere e capire elaborandolo nel loro cervello con buon senso. Una buona stagione riproduttiva può contribuire, fortunatamente, alla salvaguardia della beccaccia, ma non garantisce la numerosità infinita dei prelievi e la sopravvivenza del capitale riproduttore…se non siamo in grado di comprendere (e comportarci di conseguenza) che anche quest’anno – e forse ancor più – sarebbe utile diminuire almeno volontariamente i prelievi!

Ricordo, invece, che tra le proposte della Federcaccia sulla modifica dei Key concept, quanto alla beccaccia la data di chiusura è proposta alla III decade di febbraio!!! (v.Il Cacciatore italiano n.5, pag.33, 2018)…Andiamo veramente bene…. (Silvio Spanò)

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1 Comment

  1. franco misuri

    mi piace ricercare l’incontro nella macchia, spesse volte svolgo l’attività nelle zone collinari della Toscana provincia d Pisa, non sono zone particolarmente frequentate da la Regina perlomeno quelle che frequento, poi magari dei miei conoscenti la incontrano lungo la spende dell’Arno o di altri fiumiciattoli, zone che questi conoscenti vanno per altre cacce ed invece muovono con ipropri ausiliari la regina, al che mi meraviglio di tali incontri che magari io ho camminato per una giornata intera in zone boscose senza incontrare niente al che deluso e amareggiato ( quasi mi sento tradito dico a me stesso;- “non ci hai capito niente”.

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