CACCIATORI DI MONTAGNA E DI BECCACCE

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Considerazioni sul passo della beccaccia di Mirco Peli

Scolopax Rusticola (212)

Premetto che non sono un ricercatore ne uno studioso della materia, diciamo che leggendo e con l’esperienza ho costruito una mia personale idea.

In questi giorni ho promosso un sondaggio su come è andato il passo della beccaccia questo autunno 2017, utilizzando Facebook dove mi era permesso fare solo due domande, la prima formulava se il passo è stato buono e la seconda se è stato pessimo. Siamo un po’ in anticipo per capire come si 24257442_10210526580625433_625252062_ncompleterà il passo/svernamento nel Sud e in Sicilia, ma direi che le risposte arrivate 750 sono sufficientemente rappresentative per il Centro/Nord. Il risultato del sondaggio da al 28% chi ha avuto un buon passo e un 72% che l’ha avuto pessimo. Non mi sorprende, considerato che su Cacciatori di montagna e di beccacce, già www.setterfoto.com, avevamo documentato che l’inverno 2016/17 aveva portato a seguito di alcune settimane gelide tutte le beccacce nei paesi di svernamento a caccia ancora aperta.

Successivamente abbiamo fornito a più riprese, i dati che venivano dalle aree di nidificazione che poi interessano il passo in Italia e Francia, i dati certificavano una primavera molto fredda e piovosa e tramite verifiche sul campo restituivano come risultato una bassa sopravvivenza dei piccoli, circa il 50%. Poi il passo ha distribuito le beccacce nelle poche zone idonee, ma anche non idonee, solo per effettuare la sosta temporanea che durante il giorno fanno nella fase di migrazione, facendo apparire che in alcune ( poche ) zone il passo è stato buono.

La conoscenza su questo splendido uccello è andata via, via, crescendo, passando dalle esperienze personali dei vecchi cacciatori alla successiva ricerca tramite inanellamento, e ora tramite trasmettitori satellitari.

Molte cose che si intuivano sono ora certe, già anni fa si sono riprese beccacce inanellate nello stesso luogo, stesso periodo e addirittura stesso prato, e questo confermava l’esperienza del cacciatore che trova la beccaccia, in particolare le svernanti, anno dopo anno nello stesso posto, quasi che fosse sempre la stessa. Ora con l’utilizzo delle nuove tecnologie come dicevo, queste abitudini sono provate.

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Vediamo di fare il punto per iniziare un ragionamento: sappiamo che il passo autunnale della beccaccia avviene da Est/NE verso Ovest/SW, in primavera succede l’inverso, sappiamo che le beccacce svernano e nidificano nello stesso posto anche se a 3.000 km (ma anche il doppio) di distanza, pertanto le beccacce che svernano in Spagna per esempio, non sono le stesse che svernano da noi, e via dicendo. La fedeltà quasi assoluta dei siti di svernamento e nidificazione, conferma che ci sono delle sub popolazioni che interessano i vari paesi. In Italia siamo interessati da almeno due sub popolazioni una interessa il Nord e l’altra il centro/sud, sub popolazioni che durante lo svernamento si mischiano, cosi che non tutte le beccacce che svernano da noi fortunatamente  provengono dalla stessa area di nidificazione.

Da vecchio cacciatore di beccacce, ricordo che da ragazzo anni 1965/75 per fare un 10/15 beccacce a stagione bastava cacciare appena fuori casa, non avevo mezzi di locomozione tranne una vecchia moto, e le strade di oggi erano mulattiere, sparavo male e i cani erano quelli regalati da cacciatori locali, che ben poco fermavano. Poi dal 1975/80 i carniere annuo cosi cacciando non superava più le 3/4 beccacce uccise, ma essendo migliorata la viabilità e i mezzi a disposizione ho cominciato a allargare la mia zona di influenza di caccia, passando alla zona Alpi (ora comparti Alpini) e tornai a fare le 10 /15 beccacce anno (anzi i dati segnati rigorosamente davano una media di 18 beccacce anno) poi verso gli anni 2000, cacciando beccacce in sole due montagne della zona Alpi tornai alle 3/4 anno. Cosi che, se prima per essere soddisfatto mi bastava battere le mie due montagne preferite, dovetti allargare il raggio a tutte le montagne del mio comparto alpino abbandonando i posti che “Celano chiama alberghi a 5 stelle”, (zone belle ricche di mucche e terreni pianeggianti o quasi) e allargandomi a tutti i più brutti anfratti del territorio, complice l’avvento dei setter che trovavano beccacce fuori cerca e degli aggeggi elettronici. Quest’anno anche cacciando cosi, non si sono fatte più di 3/4 beccacce a testa l’anno, ora per fare le 10/15 devi andare all’estero almeno una settimana.

Dato per assodato questi dati passiamo alle considerazioni.

Non spetta a me fare proposte, ne tantomeno promuoverle, ma dire la mia nessuno me lo può vietare.

Le beccacce sono diminuite e di tanto, almeno quelle che transitano per le mie zone, certo ogni tanto capita ancora l’anno buono, ma se fai le medie sui cinque anni i risultati sono quelli esposti, devi usare tutti i mezzi a disposizione, cani, strade, elettronica, ecc. per fare le stesse beccacce che nel 1970 facevi appena fuori casa. Questo non fa altro che ridurre la specie, si uccide lo stesso numero di beccacce di una popolazione sempre inferiore, per effetto della modernità nel cacciare, non perché le beccacce sono tante come un tempo ma per i mezzi a disposizione. Un’ultima considerazione: quanti sono i cacciatori Italiani che non hanno mai cacciato all’estero almeno una volta?

Arrivo al punto, Le beccacce che uccidiamo in Italia appartengono soprattutto alla sub popolazione che interessa il nostro Paese che qui svernano. Chi va all’estero “quasi tutti” considerata la traiettoria della migrazione uccidono beccacce che alcune verrebbero da noi e altre che andrebbero in Francia, Spagna, Grecia, Turchia ecc. Concludo le beccacce che gli Italiani (e non solo loro) complessivamente uccidono sono troppe, e abbiamo di fronte due scelte, continuare cosi o cambiare qualcosa. Se continuiamo cosi ho già espresso questo concetto anche se non tutti lo condividono, la caccia finisce da sola, per sconforto e anzianità, dove lo sconforto è maggior avendo visto com’era il passato. Oppure uccidendone meno, la caccia potrebbe durare e magari vedere i nostri figli ancora essere/diventare cacciatori di beccacce.

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15 Comments

  1. Vito

    Ho 52 anni ho cacciato beccacce da quando avevo 10 anni fino al 2015, Calabria jonica ,condivido tutto e aggiungo che la caccia alla beccaccia può sopravvivere solo se trattata con la scientificità e il buon senso. Fino al 2000/5 la media annua di abbattimenti era 40/60 (certo anche l annata da 20/5 animali), poi il crollo in questi ultimi 10 anni con numeri tanto altalenanti quanto inquietanti. Ho chiuso con la beccacce fare il persecutore dei sopravvissuti distrugge anche i miei ricordi; i miei posti più segreti regalati dal mio papà ,moriranno con me quando sarà ,e solo se una nuova generazione di cacciatori coscienti, istruiti e pianificatori verrà fuori tornerò a cacciare le poche rimaste ma con fucile monocanna cal 410 e campana…come gli anni 80. Respect for woodcock!

  2. Farina giuseppe

    Che le beccacce siano diminuite è la realtà prima la caccia alla beccaccia era considerata una caccia di tutta tranquillità fatta da uomini amanti del bosco e della solitudine .parsimonia tre/ quattro in più o meno di 4/5 ore era normale ed eri più che soddisfatto ,non era un metro di misura anzi veniva classificato come un maniaco .oggi è moda ,fucile dedicato giacche Giubbini cappello scarponi beeper gps è un affare di svariati milioni fatti sulla pelle della beccaccia, viaggi venatori in Crimea. Turkia, Scozia in tutto il mondo hanno reso la beccaccia alla portata di tutti basta avere soldi prima era per pochi eletti dediti al sacrificio e alla passione supportati da una caparbietà che lasciava fuori chi aveva paura dei Spini e non aveva delle buone gambe . Ora si va con tutti i mezzi anche con l’elicottero

  3. Ippolito Orlando

    Analisi obbiettiva e coerente, chi ha cacciato per anni la beccaccia in modo serio e rispettoso non può che condividere in tutto questo articolo (abito e pratico la caccia in Lucania occidentale ed in Cilento). Sono solidale ed approvo in toto quanto scritto, condivido le criticità e le proposte da cacciatore, da sportivo cinofilo e responsabile.

  4. Silvio Spanò

    Condivido e vedo che fortunatamente altri la pensano come Mirco e come me.
    Nel mio piccolo, dopo la prima casualmente presa l’11.11.1956, cacciai la Beccaccia con più convinzione e , fino al 2009 circa, ne presi una media intorno dapprima intorno alle 7 e poi alle 5 annue. Negli ultimi 3 anni -anche per la vecchiaia!- non ne ho prese neppure una, eppure vado con una certa regolarità.
    Facciamo qualcosa, ormai è tempo che tutti ne prendiamo coscienza!
    Silvio

  5. scaramuzza lucio

    caro Mirco una voce fuori dal coro ci vuole:
    anch’io sono 55 anni che vado a caccia e sono sempre andato a beccacce. (la prima l’ho sbagliata a 15 anni non ancora compiuti)
    Fino a quando c’è stata selvaggina stanziale vera la caccia alla beccaccia era praticata da pochissimi, da cacciatori strani che anziché cacciare starne, “cotorni” (come chiamiamo noi la pernice rossa, sull’Appennino), si infilavano nei boschi pieni di rovi e ne uscivano comunque sempre bagnati come dei pulcini….. Quando incontravamo un “forestiero” nel bosco era una mezza tragedia …. Allora in Italia c’erano più di 2.000.000 di cacciatori. ma nel bosco a beccacce ci andavano pochi,non era di moda…..la beccaccia non era sinonimo di grande cacciatore come oggi…….
    Avevamo buone giornate e giornate senza vedere nulla avevamo annate stupende e annate scarse, anche scarsissime….
    Oggi su quei territori gli stessi cacciano quasi tutti i giorni consentiti un numero almeno 10 volte superiore,arrivano dalla Liguria ,arrivano dalla lombardia ,bresciani e bergamaschi soprattutto ,ma anche da Cremona lodi ecc… e dalle notizie e da quello che vedo personalmente certe volte ho come l’impressione che trovino più beccacce di quanto trovavamo noi ai bei tempi.
    L’analisi che faccio io e che , il numero di beccacce che passano almeno nei posti che io conosco più o meno é lo stesso , invece è diminuito drasticamente il numero d’incontri che ciascun cacciatore fa,per i motivi sopra esposti, non solo ,ma ai tempi (quando cioè ero giovane) se non le trovavo in un posto le andavo a cercare in un altro e se non le trovavo neanche lì le cercavo in altri posti fino a sera, e anche nelle giornate magre qualche cosa saltava sempre fuori…ora non è più così, ma da quel che vedo data la media dell’età dei cacciatori piuttosto elevata, é così per molti di noi.
    La cosa strana é che difficilmente trovo articoli sulla beccaccia fatti da giovani…….
    La mia analisi é assolutamente grossolana perché anch’io non ho dati per esprimere giudizi ,mi porta però a pensare che il miglior modo per aiutare la beccaccia sarebbe quello di tentare di reintrodurre ancora la selvaggina stanziale ,ma in Italia, forse unico paese al mondo,dove la caccia ,e sostanzialmente gestita dalla politica penso sia davvero difficile.

  6. fabio

    le chiacchiere stanno a 0 di veri cacciatori di beccacce oggi ce ne sono veramente pochi (roma) la maggior parte delle beccacce le uccidono alla (posta) e qui che bisognerebbe veramente fare qualcosa. NON CHIACCHIERE!!!!!!!!!!

  7. Giuseppe

    BISOGNA PRIMA COSA SMETTETE DI CACCIARLE ALMENO DOPO LA META DI GENNAIO

  8. Farina Giuseppe

    Le beccacce facili sono quelle di entrata dai 15 ottobre al 15 di dicembre dove chi conosce i posti può andare con un mezzo cane che le trova le beccacce per i beccaccia sono le svernanti dove ingaggi duelli che durano mesi ,dove i veri cani da beccaccia mostrano i loro requisiti e doti i numeri sono sempre pochi o nulli dove i carnieri sti non ci provano nemmeno .la beccaccia è diminuita per la posta e per mancanza di cibo , i boschi non sono più vaccinati e il cambiamento climatico ha ristretto di molto le zone vocata. Da noi in Campania ha tante zone dove può ritrovare pace e tranquillità se non ci fossero i soliti idioti che l’aspettano alla posta .Problema di difficile soluzione .una ci sarebbe da tentare incentivare la sorveglianza con premi in danaro ma sembra che faccia più paura agli onesti che ai bracconieri

  9. Diego

    Io faccio questa caccia da vent’anni , ma da trenta sono dietro ai cani io non cambierei mai gli ultimi anni con i primi.
    I cambiamenti climatici hanno cambiato in maniera radicale le aree di svernamento facendo si che il nord Italia abbia sottratto molti uccelli a regioni più a sud.
    Prima dopo meta novembre potevi appendere il fucile al chiodo..ora incontri da ottobre a aprile! E il numero di incontri e raddoppiato per tutti qui.
    Le analisi non si fanno solo con quello che avviene a casa mia..ma su interi stati.

    A mio avviso si è un Po catastrofisti a volte…spesso anche quando non vi è motivo.

    • Diego– Prova leggere anche questo:
      http://www.setterfoto.com/le-beccacce-tempo-alzare-la-voce/
      le notizie vengono dalla Francia Grazie

      • Diego

        Questo non cambia assolutamente la mia considerazione.
        I dati degli ultimi cinque anni della lettura delle ali non sono cosi catastrofici soprattutto in italia. Se siamo per buono che ogni stato intacca il proprio capitale in maniera significativa soprattutto in Francia dovrebbero chiedersi perché non hanno ridotto prima i loro prelievi!
        Per capire l’andamento globale servono i dati degli altri stati dove magari hanno registrato aumenti significativi.
        Questo per ricordare che un maschio di rientro dall’Italia potrebbe accoppiarsi con femmine provenienti dall’Inghilterra visto che poi spesso l’areale di riproduzione si sovrappongono.
        Io ricordo bene un paio di stagioni tra anni 90 e 2000 con un solo uccello incarnierato in tutto l’anno ma le beccacce per fortuna non si sono estinte comunque!

        Che poi sia un animale da gestire in modo responsabile non vi è dubbio.. Che dopo la metà di gennaio la caccia vada chiusa ovunque è una necessità di tutti..su questo non ce dubbio.
        Ma troppe volte ho letto è sentito le campane suonare a morto su questo animale e puntualmente loro si rifiondano su i nostri cieli in buon numero e con buona pace di tutti.

  10. Simone zucconi

    Credo che state veramente esagerando, soprattutto chi cerca di portare gli altri a pensare che siamo difronte a un calo inarrestabile delle beccacce, ma questi ultimi anni dove siete andati a caccia? Perché in centro Italia le beccacce ci sono state e in buon numero, ma come tutti gli studi hanno dimostrato vi è un andamento ciclico delle covate, legato a vari fattori primo fra tutti il clima. Smettiamo di piangere e andiamo a caccia con serenità. PS ognuno è libero di uscire come vuole ma se pensate di tornare al campano fate ridere, anche a me piacerebbe tornare agli anni 80 quando andavo a scuola ma la macchina del tempo ancora non l’hanno inventata!

  11. Mauro

    La caccia alla beccaccia é finita come altre dopo la chiusura a molte altre specie. Fringuelli, storni, ecc. che Appassionavano i più mentre la beccaccia era x pochi, si sparavano pochi colpi e si cambiava tanto. Adesso tutti coi cani tutti coi collari che sembrano muletti a marcia indietro,. V siete domandati quanti capanni nuovi ai colombacci negli ultimi 10 anni? Anche quella caccia da specialisti ora l elettronica anche sui capanni gli stantuffi non si tirano più con i fili. Riepilogando beccacce e colombacci erano x pochi ora sono per tutti. Ma per tutti non ci sono.

  12. Nicola

    Salve!
    Vado a caccia di becc accesso dal 1980 anche se la prima licenza mi è stata rilasciata nel 1975, voglio con questo dire che effettivamente nell’ultimo quinquinato c’è stato un calo importante di beccacce. Questo è dovuto secondo un mio modesto parere al fatto che tanti si sono dedicati a questo tipo di caccia in particolare andando all’estero senza chiedersi quante se ne possono abbattere e queste abbatutte non possono di certo arrivare sul nostro suolo e un altro motivo è che non c’è, anche qui da noi un controllo, serio, per quanto riguarda l’abbattimento alla posta. Pertanto, noi che usciamo solo ed esclucidamente con i cani abbiamo sempre meno possibilità di incontrarla. Allora, basta con questa caccia all’estero perché è solo un grandissimo business e stop alla posta con Penelope più severe.
    Buona serata a tutti.

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