CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

COPPIOLA (FOTOGRAFICA) INCREDIBILE: beccaccia brevirostra che si posa sul mare e ne riparte: bravo Simon Rix! Silvio Spanò

1)Posata sul mare

A inizio gennaio 2017 Mirco Peli, col suo solito entusiasmo e spirito di indagine, mi ha mandato una serie di files (testi e foto) relativi ad una  notevole notizia/curiosità riguardo la beccaccia: un bird-watcher  mostra sul web una beccaccia che si posa sul mare e quindi ne riparte agevolmente…in più si tratta, dall’esame delle immagini collegate, di una beccaccia “brevirostra”! Non mi risultava fosse mai stata fotografato in natura un soggetto adulto con detta anomalia (becco corto circa la metà della norma)…tanto più con tale predisposizione “acquatica”!     

In seguito ad una serie di ricerche siamo riusciti a contattare l’autore di questo vero scoop, l’ornitologo -fotografo Simon Rix, inglese di nascita, ma residente in Norvegia, membro del Norwegian Rarities Committee (NSKF) e con il quale personalmente il sottoscritto  ha  proseguito una serie di scambi epistolari (sorretto per la lingua inglese dai miei figli Beppe e Marco) al fine di  giungere ad una  pubblicazione dell’avvenimento che soddisfacesse entrambi. Rix mostrò interesse ad una pubblicazione, in inglese,  su una rivista ornitologica scientifica ed in proposito ho preso contatto con il Direttore del Journal of Ornithology “Avocetta”, del Centro Italiano Studi Ornitologici (CISO), il quale, ritenendo interessante la notizia e la documentazione, mi diede  alcuni utili consigli sull’impostazionedell’articolo, condivisi da Simon Rix con cui portai avanti l’iter della pubblicazione con  l’inevitabile esigenze redazionali e tempistiche richieste da un periodico  scientifico, fino all’accettazione definitiva e stampa informatica, ferma restando preliminarmente la certezza che il manoscritto non fosse stato contemporaneamente presentato ad altre riviste. Siamo così giunti a fine agosto 2017 quando mi è stato trasmesso il file definitivo (per un ennesimo controllo ) munito di tutti gli estremi di avvenuta pubblicazione su Avocetta (2017 (1), pp. 22-24).….ciò fatto  sarà ora possibile divulgare la notizia su altri periodici-siti citando doverosamente detta  fonte prioritaria.

Dopo questa premessa chiarificatrice, riporto ampi stralci e commenti in gran parte tratti e tradotti dal testo originario in inglese.

2 Brevirosta che fa la ruota

2 Brevirosta che fa la ruota

Durante un sopralluogo ornitologico sul mare lungo la costa occidentale di Oslo a Fornebu (Rolfstangen), già nella contea di Akershus appena a ovest dei confini con quella di Oslo, in fondo all’Oslofjord, il 20 october 2013, uno dei posti preferiti per il Seawatching, Simon Rix ha avuto un’esperienza inedita, che qui riporto integralmente.

“Rolfstangen mi ha proprio regalato un’esperienza unica. Notai un uccello marrone volare via basso sull’acqua, con un Corvo che lo inseguiva. Pensai ad uno Sparviere, ma poi l’uccello marrone fece un tonfo nell’acqua e così realizzai che si trattava di un comportamento insolito per uno sparviere. Quando lo guardai con i binocoli, vidi che era una Beccaccia, ma non si trattava di un comportamento normale neppure per questa specie. L’uccello rimase sull’acqua per qualche minuto e poi riuscì a prendere il volo, volando basso e debole verso terra. Sparì in una piccola baia non lontana da me ed una coppia di Corvi iniziarono a chiamare perché l’avevano chiaramente vista. Feci il giro e inizialmente non vidi nulla. Poi i due Corvi si involarono dalla riva davanti a me. Non riuscii a vedere nient’altro, perché il sito era piuttosto roccioso, ma poi notai un paio di piume marro

Trasferimento a terra

ni nell’acqua. Scesi giù e fui stupefatto nel vedere la Beccaccia farsi piccola sul bagnasciuga, ancora viva. Questo uccello non era chiaramente in buono stato e aveva il becco che era lungo solo la metà di quanto sarebbe dovuto essere. Non sono sicuro se il becco si fosse rotto o fosse deforme, ma presumibilmente una Beccaccia con il becco lungo la metà di quanto previsto dalla natura, avrà problemi a trovare cibo, restando indebolita. Quando provai a raccoglierla, provò a nuotare ma chiaramente la cosa non le piaceva.

 

Tornò sulla terraferma, adottò una strana postura con la coda sollevata (la ruota n.d.r.) ed infine si lasciò prendere. Era estremamente leggera e magra e decisamente non in buono stato. La misi sotto ad un cespuglio spinoso dove sarebbe stata quantomeno al sicuro dai Corvi. Era ancora lì 30 minuti dopo, senza mostrare però molti segni di vita.”

Questa osservazione è assai interessante in quanto, di norma, i limicoli non nuotano, ma “guadano” (cf. Del Hoyo et al.,1996) –  mentre in questo caso la beccaccia si è posata sul mare, lontano da riva, e ne è ripartita facilmente come chiaramente si vede dalle immagini.

Appare strano , tuttavia, che uccelli terragnoli, di habitat aperti con corsi e /o specchi d’acqua, non possano essere in grado di nuotare quando necessario, anche se non possono  esser definiti nella categoria dei nuotatori . D’altra parte esistono osservazioni e foto di beccacce sparate in caccia e cadute ferita in acqua che stanno attraversando a nuoto tratti allagati o fiumi, (v. Califano, 1971, Cavina E. com.pers.).

001

Dal libro “BECCACCIA” di Matteo Califano

Si tratta comunque di una rara documentazione di un’inusuale comportamento unitamente al fatto di trattarsi di una morfologia altrettanto inusuale per la beccaccia (becco corto circa la metà della norma, qui fotografata per la prima volta in natura, ma su una anomalia già nota e discussa)

Aggiungiamo pertanto alcune notizie  sulle conoscenze delle cosiddette “brevirostre” basate su un campione di 528 uccelli catturati  dal 1960 al 1992,  periodo in cui le informazioni al riguardo sono cresciute quasi esponenzialmente ogni 5 anni (Burlando et al.1994). La prima cattura è stata ufficialmente segnalata  in Bretagna nel 1933 seguita da altre, sporadiche fino al 1960 (Fraguglione 1983) ed  oggi si può affermare che hanno interessato praticamente tutti i Paesi della Regione Paleartica occidentale ove la caccia alla specie viene praticata. I dati sulla lunghezza del becco mostrano una netta separazione statistica tra i becchi corti ( x̅ 44 mm) e quelli normali ( x̅ 69 mm). Il metodo di Bhattacharya mostra due gaussiane indicanti una discontinuità nella variabilità della lunghezza del becco dei due campioni utilizzati, casuali ed equivalenti (n=78 cad.), di beccacce a becco normale e a becco corto. Tra le brevirostre non sono risultate differenze legate a età o sesso, come invece è risultato tra le beccacce a becco normale (Aradis et al., 2015)

E’ ipotizzabile che le brevirostre siano risultato di effetti di sostanze teratogene o mutagene, poiché non appare un ovvio vantaggio ecologico nell’avere il becco corto, il quale inoltre mostra talvolta malformazioni (es.prognatismo) che riducono l’abilità a catturare le prede abituali. Considerazioni analoghe hanno fatto finora trascurare l’ipotesi dell’esistenza di un taxon  subspecifico, anche se esiste una casistica di alcune brevirostre reperite sullo stesso territorio, nello stesso periodo (di pochi giorni, ma anche nella stessa giornata) durante il passo o lo svernamento, ma non ne è nota una comune località di origine.     

Tuttavia è stato recentemente stabilito  negli uccelli che un significativo cambiamento in altre strutture “chiave” associate all’alimentazione può richiedere tempi di ordine di grandezza veramente brevi . E’ stato mostrato che la struttura del becco può cambiare in qualche decennio, sotto la pressione di differenze dell’opportunità di alimentazione e di piccoli cambiamenti nell’attività di alimentazione stessa (cfr.Grant and Grant 2014, in Martin 2017).

Pertanto il problema, visto anche il continuo ripresentarsi del fenomeno in molti Paesi e negli anni, presenta interessanti aspetti da indagare, in base a sufficiente campione e possibilmente a livello di biologia molecolare, non ultimo quello inizialmente  ipotizzato da Fraguglione nel 1983 (nuova entità subspecifica in evoluzione???). 

Originale pubblicato su  Avocetta 41: 22-24 (2017)  testo in inglese cliccare per aprire Brevi-note-1-2017

Bibliografia

Aradis A., Landucci G., Tagliavia M. & Bultrini M., 2015- Sex determination of Eurasian woodcock Scolopax rusticola a molecular and morphological approach. Avocetta 39: 83-89.

 Burlando B., Fadat C. & Spanò S.,1994. Hypothèse de travail sur le problème des bécasses à bec court. Pp.61-65 in Kalchreuter H. (ed.), 4th European  Woodcock & Snipe Specialist Group, Saarbrücken (D). IWBR Publication 31.

Califano M., 1978 –Beccaccia. Ed.Olimpia, Firenze.

Del Hoyo J., Elliott A. & Sargatal J (eds), 1996. Handbook of the birds of the world. Vol.3. Hoatzin to Auks. Lynx ed., Barcelona

Fraguglione D., 1983. La Bécasse des Bois. De l’Orée ed., Bordeaux.

Martin G.R., 2017. The Sensory Ecology of Birds. Oxford University Press, Avian Biology Series

Nota tratta da  Rix & Spanò (Avocetta, 41: 22-24 (2017))

Sighting and unusual behaviour of a short-billed Woodcock

Scolopax rusticola in Oslo Fjord (Norway)

Avocetta 41: 22-24 (2017)

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1 Comment

  1. Michele

    Very good

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