CACCIATORI DI MONTAGNA, DI BECCACCE E BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

Cosi è il TRIALER….se vi pare !! di Giuseppe Coti Zelati allevamento Marzale’s

 

Mirca di G. Castellani in ferma su coturnici

Mirca di G. Castellani in ferma su coturnici

Sbagliando s’impara, recita un ‘antica sentenza. Nel personale e nello specifico : sbagliando s’impara ….a conoscere il trialer. Almeno credo. Di certo mi rimane l’errore ed in canile il mio primo e forse unico trialer al quale ho tolto ogni possibilità di esprimersi, da tale. Oggi però posso dire che :…”la strada dell’eccesso conduce alle porte della perfezione…..” (Bob Dylan). Cosi infatti mi piace dipingere il trialer : l’eccesso. E ancora.”…la mia normalità è l’eccesso….”(Ornella Vanoni). A suffragio.

Troppo spesso confuso con il soggetto che viene fatto correre in grande cerca, è “animo” non facile da comprendere, altrettanto non facile andarci ‘accordo, difficilissimo giudicarlo. Ritengo che solo un trialer (uomo) sia in grado di capire e quindi giudicare un trialer (cane). Quanti fra le nostre trombette ? Inutile dire che per collaborare con il trialer necessita altrettanto manico. Comanda il buzzurro, collabora l’artista. Complicità. Come quello (manico)…”con il trialer una volta glielo metti tu, un’altra te lo mette lui in quel posto. Che se te lo mette sempre lui è pirla, se glielo metti sempre tu perdi il trialer….” Magari non oxfordina, efficace senz’altro. Cercando una interpretazione : stima e rispetto reciproci. Il suo sistema nervoso è diverso. Per molti versi paragonabile a quel soggetto che in psicanalisi viene definito “ad limitem”è soggetto intellettivamente ben sopra la media, ipersensibile, caratterialmente decisissimo e nel contempo fragile. Soggetto che necessita di positive realtà che ruotano intorno a lui, sopratutto umane. Cosi è il trialer a mio sommesso avviso: ad limitem appunto. Immaginiamoci il filo di cresta di una montagna, strettissimo, dove è difficile per i normali rimanere in equilibrio stando semplicemente fermi. Ebbene li, il trialer corre a 50 all’ora. A destra il versante della normalità, a sinistra il baratro della pazzia. Giù, più in basso le mulattiere. Ma li corrono altri animali…….

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1 Comment

  1. Franco

    Buonasera….. è solo un mio pensiero ma penso che la maggior parte dei giudici non sia in grado di giudicare un trailer su terreni di caccia. Salutoa cordialmente Franco.

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