piero-geronzi-la-beccaccia-1-2L’arrivo del cucciolo in famiglia è sempre una lieta festa per tutti. E’ uno di quegli avvenimenti che non si dimenticano tanto facilmente, ma che fa dimenticare invece tante cose della vita…. poco allegre. Col cucciolo entra in casa una nota di allegria, un soffio di vita, un raggio di luce nuova. Si richiamano tutti i bimbi del vicinato che fanno a gara per accarezzarlo e se lo contendono l’un l’altro; e in questa dolce contesa il cucciolo ha ben poco da guadagnare, specie se è preso e tirato per le tenere gambette.

Ho detto precedentemente come deve essere scelto il cucciolo; ed ora bisognerebbe che vi parlassi di cose importantissime che riguardano l’igiene. Però siccome questa interessante materia riguarda la parte veterinaria, che in forma semplice e succinta andrò ad esporre l’ultima parte del libro, così consiglio il lettore prenderne diretta visione riportandosi al capitolo e di l’igiene del cane. Esso tratta della maniera di allevarlo alla luce, al sole; il movimento, la pulizia, l’alimentazione, il canile, la cuccia, ecc. E siccome su questo chiodo fa d’uopo batter così desidero farne anche qui un breve cenno.

Il cucciolo va allevato all’aria libera, con aria e sole a volontà, e deve aver tanto spazio da potersi muovere liberamente, correre e saltare, Non una corte quindi dove l’aria è poco sana e viziata, bensì un ampio spazio, largamente irradiato dai benefici raggi del sole che è forza, salute, vita. Dove non penetrano i raggi del sole crescono e si moltiplicano i germi insidiosi di ogni malanno, ed ivi entra il medico… o il veterinario.

Gran fortuna anche per il cane poter vivere in campagna, alla libertà dei campi, dove può correre e saltare, e dove cresce più resistente alle malattie, meno soggetto all’infezione cimmurrosa, più bello, rustico e vigoroso! C’è chi obbietta che in campagna, presso i contadini, I cani si viziano. Ciò risponde a verità; però dei due mali conviene sempre scegliere il minore. Bisogna anzitutto affidare il cucciolo a chi ha passione per la caccia ed a quelle famiglie che hanno sufficienti generi alimentari, In maniera da non dover lesinare Il nutrimento per il cane.

Assai meglio poi se dispongono di qualche vacca in maniera da aiutarlo con il latte finchè è piccolo, cioè fin verso i sei-sette mesi. E bisogna sorvegliarlo con cura per assicurarsi che venga nutrito, che la cuccia sia posta in località adatta, perchè non abbia a soffrire il freddo, o l’eccessivo calore o peggio ancora, perché non venga esposto alle correnti d’aria. La cuccia deve essere esposta a levante o mezzogiorno d’inverno, a ponente o tramontana d’estate. Bisogna poi che venga curato il riporto con vero interessamento a cominciare dall’età di due mesi, e non venga portato a caccia alle allodole, o ad altri uccelletti, che non prenda il vizio di inseguire, a fondo. E bisogna fare il possibile perché si abitui a fermare solidamente, evitando il deplorevolissimo vizio di incitare il cane, a « dar sotto al selvatico fermato.

Date al cane pane, minestra, ossa in quantità e possibilmente qualche pezzo di carne cruda. E muovetelo più che sia possibile. Il moto nei cuccioli prima e nel cane maturo poi è cosa della più alta importanza, che unitamente con la pulizia e con una sana nutrizione contribuiscono a formare il vero cane da caccia che deve essere soprattutto sano, forte e resistente’ alle più dure fatiche. Nelle vostre passeggiate o a piedi o in bicicletta portatevi il cane dietro; in ogni occasione cercate di muoverlo sempre e più che sia possibile, tenendo ben presente che il cane da caccia non è un cane da salotto da far poltrire e dormire sui cuscini.