CACCIATORI DI MONTAGNA DI BECCACCE E DI BECCACCINI

Il più felice non è assolutamente chi ammazza di più ne tantomeno chi trova di più e neanche chi ha i cani migliori, il più felice è semplicemente colui che trae il maggior godimento e divertimento nel trascorrere il tempo nel bosco o in montagna dietro la coda del proprio cane inseguendo le prede desiderate…….."magari in solitaria nel più alto rispetto di chi e di cosa lo circonda"

DUE AGGIORNAMENTI DOVEROSI Silvio Spanò

Avanzamento della primavera Russa 6 Maggio 2018 foto di Sergei Fokin

Bruno Meunier, Presidente del CNB, ha scritto sul numero di aprile 2018 de “La Mordorée”  un editoriale di “fine stagione” che vale la spesa riportare, anche come esempio di un’evoluzione positiva ai vertici del più antico e tuttora principale  Club specialistico sulla beccaccia. E questo vale soprattutto quest’anno dopo le tormentate vicende della passata stagione venatoria. Mi sembra che le parole di Meunier, seppur prudenti, siano una responsabile dichiarazione di buona volontà nel tener dritto il timone della salvaguardia, in particolare dove afferma “meglio anticipare gli avvenimenti (negativi) piuttosto che subirli”!

“La stagione si è ora conclusa e il tempo dei bilanci arrivato. Dal mese di novembre certi delegati si preoccuparono per la percentuale molto bassa di giovani nei prelievi, cosa che tendeva a confermare un cattivo successo riproduttivo della beccaccia nella Russia centrale, constatato anche dall’ONCFS. Diversamente, in altre regioni, non si notava un particolare problema.

L’uccello scatena le passioni e le reazioni sono sovente eccessive. Ma non è il caso di tutti gli appassionati! Bisogna trovare un giusto mezzo tra coloro che preconizzano una drastica diminuzione del PMA nazionale a 20-15 uccelli, coloro che chiedono decisamente la chiusura della caccia ovvero coloro che non accettano alcuna restrizione, giudicando la situazione nei loro dipartimenti del tutto soddisfacente.

Il bilancio al 20 dicembre, data fittizia di fine migrazione, lasciava apparire un deficit di giovani. Per misura precauzionale io proposi una diminuzione sensibile dei prelievi di fine stagione chiedendo di intervenire sulle declinazioni giornaliere e settimanali del PMA che erano state liberamente consentite e applicate per iniziativa dei presidenti di federazione.

Si è anche intervenuti a livello dipartimentale, cosa che non rimetteva in discussione né la data di chiusura al 20 febbraio, né il PMA annuale di 30 uccelli come alcuni temevano.

Il mondo della caccia è molto cauto e non vede di buon occhio tutte le idee di “diminuzione” dell’atto venatorio, anche se gli avvenimenti lo possono giustificare. Una volta prese restrizioni temporanee si teme che il ritorno indietro sia impossibile. Io posso capirlo se la richiesta è fatta a livello nazionale, ma penso che questi timori siano del tutto infondati se ci si limita a un livello più ridotto.

Lo stesso principio di misura precauzionale è rimesso in causa. Bisogna aspettare di esser di fronte alla difficoltà per accettare finalmente di aprire gli occhi. La beccaccia, grazie alla gestione applicata, ha effettivi stabili e si trova in buon stato di conservazione. Parimenti si sa che gli avvenimenti (cattiva riproduzione, gelo prolungato in svernamento…) possono velocemente render fragile questo buon stato e mettere a rischio la sua popolazione. Non è meglio anticipare gli avvenimenti piuttosto che subirli ?! Io propendo risolutamente per la prima soluzione.

Speriamo che la nostra beccaccia non debba più subire un nuovo scherzo del destino!

Avremo occasione di approfondire questo argomento in occasione del nostra Assemblea Generale a Mossaic il 2-3 giugno prossimi.”

A questa parte ufficialmente “conclusiva”  di una stagione, mi sembra estremamente utile – e preoccupante – quanto mi ha appena scritto l’amico Sergei Fokin, Capo del Gruppo di ricerca sulla Beccaccia di Mosca, rientrato dalle ricerche di campo sul monitoraggio annuale dei maschi in croule.

Dear Silvio,

Scusa il mio silenzio, ma sono tornato ora dai miei lavori di campo nella regione di Vladimir.  Ritengo che nella mia regione il numero di beccacce sia uno dei più bassi degli ultimi 5-7 anni.

Quasi catastrofico! 5-7 maschi (contatti) per sera, non di più! Non ho osservato  una migrazione massiva come negli anni precedenti. Ora devo raccogliere i resoconti da altre regioni della Russia e dei cacciatori e dopo prepararne le conclusioni.

Ti manderò il rapporto completo tra alcuni giorni.

Unisco alcune foto dell’arrivo della primavera ripreso dalla stesso punto di vista da  aprile al 6 maggio 2018.

Avanzamento della primavera Russa foto di Sergei Fokin

All the best!

Sergei

Mosca, 7 maggio 2018

Avanzamento della primavera Russa foto di Sergei Fokin

Avanzamento della primavera Russa foto di Sergei Fokin

Aspettavamo la risalita primaverile per confermare la batosta presa l’anno scorsa dalla specie in seguito allo scarso successo riproduttivo e le nessune, o quasi, iniziative attivate  nei territori di transito e di sverno, nonostante i campanelli d’allarme ampiamente suonati (anche da fonti scientifiche attendibili). Ora queste prime nuove notizie dalla Russia centrale, oltre purtroppo a confermare la negatività del quadro, mi offrono il destro per suggerire per il futuro a chi di dovere…di non aspettare ancora di avere l’acqua alla gola… senza far finta di niente!

Resta comunque la speranza che la Natura, con le sue incredibile risorse, aiuti la Beccaccia a riprendersi, senza tuttavia dimenticare le nostre specifiche responsabilità precauzionali nell’ottica di preservare una specie che sfruttiamo – non dimentichiamolo- a fini passionali-ludici e NON vitali (per noi).

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1 Comment

  1. Reali Andrea

    Sono d’accordo nell’agire con tempestiva precauzione nel limitare abbattimenti e la squallida quanto nociva posta

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