Procediamo a lungo fra i campi; prima che si raggiunga il bosco, il guardacaccia  sale sulla carrozza per accompagnarci.

Verso le sette sentiamo voci che ci sono familiari; scendiamo e c’imbattiamo in un branco di daini. E’ un maschio con le sue compagne che inquieto va su e giù e intanto fa sentire la sua voce chioccia – un bel giovanottello nero.

Voglio tuttavia cercarne uno migliore.

Continuiamo la nostra scarozzata e strada facendo incontriamo continuamente daini, ora dame e cerbiatti , ora fusoni e maschi più attempati, che se ne vanno in cerca di avventure.

Sentiamo da tutte le parti il caratteristico grido del daino in calore ed esaminiamo i palcuti.

Nessuno di questi ci va a genio.

La selvaggina si dirige verso il bosco d’alto fusto, si ferma però al margine e ci guarda con interesse. Smonto e cerco  riparo dietro a una catasta di legno, punto su uno  e sparo.

Sconcertati dallo scoppio i selvatici fuggono alla rinfusa e poi escono ancora dal bosco.

Mi secca di averlo mancato.

Sulla via del ritorno, in un campo di barbabietole tutto pieno di erbacce, vediamo gli uni accanto agli altri, fagiani, otarde,lepri e caprioli.

Dopo pranzo ritorniamo nel bosco. Il tempo s’è mutato. Nonostante che il sole splenda, fa freddo e tira vento.

Seguendo il consiglio del guardacaccia, scendo dalla carrozza per accostarmi ad un daino che con il suo branco di femmine gira per il giovane bosco e intanto si fa sentire. Dopo non molto si mette a terra,al che il suo harem segue l’esempio. Ma lo guardo attentamente e noto che la parte destra del trofeo forma una paletta discreta e la sinistra un cucchiaio ; anche questo non è per me, voglio scegliermi un trofeo migliore.

Il “ grosso daino rosso” bramisce nel mezzo di un terreno da poco rimboschito. Cerchiamo di avvicinarci a lui. Ad un tratto lo scorgiamo e ci fermiamo. Il guardacaccia smonta, corre avanti e mi fa cenno di seguirlo. Quando sono accosto  a lui mi dice sottovoce : “Spari senza indugio”… punto e stringo. Allo sparo dà una forte impennata,ma poi barcollando, cade a terra.

Alle cinque torniamo a casa.

Herbert Nadler  – Spari nel bosco – Bietti Editore, 1966