Vorremmo qui documentare il contributo che gli uccelli, questi preziosi ausiliari, portano in difesa dell’agricoltura, ma lo spazio non lo consente; e poi abbiamo preso la penna per difendere un calunniato, IL PASSERO.

 

 

Qualche lettore che avrà raccolto spighe di grano beccate dai passeri, sorriderà alla mia difesa. Lo prego di ricordare che una rondine non fa primavera!

Il passero è insettivoro e solo in certe favorevoli condizioni è granivoro. Oggi, con la coltivazione, non ancora generalizzata, del grano ardito che matura prima delle altre varietà, il passero può recar danni a dette colture poiché tutti i passeri di una regione si raccolgono in quel dato campo e, naturalmente il danno è di una certa entità. Ciò è accaduto in qualche campo del nostro Basso Monferrato; ma quando gli agricoltori avranno ascoltato il consiglio del cattedratico: seminate ardito, chi non semina ardito non ama le Cattedre ambulanti le quali vogliono il benessere degli agricoltori; allora i passeri potranno prelevare modestamente da tutti i campi qualche chicco, che non sarà che una miserrima mercede che gli agricoltori pagheranno al feroce distruttore di cavallette, grilli, bruchi, i più piccoli e feroci avversari  della battaglia del grano.

Il passero è prevalentemente insettivoro; becca avidamente molte varietà di insetti e bruchi i quali costituiscono dal marzo a luglio il suo principale nutrimento.

I bruchi della quercifoglia, come ebbi agio di osservare, hanno nei passeri dei terribili nemici. Questi bruchi sono oltremodo dannosi agli alberi che si spogliano in breve tempo delle foglie.

 

Nei campi di frumento il passero becca punteruoli, celidonie, zabri, nutuelle; negli orti, maggiolini, grillotalpe, punteruoli dei cavoli, varie mosche e pidocchi.

Durante le cove la sua caccia agli insetti si intensifica poiché il bravo ausiliare nutre i piccoli esclusivamente di insetti anche quando ha semi a disposizione.

Il De Quatrefages assicura che un paio di passeri con famiglia, distruggano 4300 bruchi e scarabei per settimana e il Gori calcola 25.000 gli insetti distrutti da una coppia di passeri durante la nidificazione.

Naturalmente! gli studiosi non sono d’accordo circa i danni e l’utilità dei passeri. Se da una parte si levano accusatori, dall’altra vi sono pronti difensori.

“ Non meritano la protezione dell’uomo “ scrive il Brehm, così come il Figuier.

A noi non resta, per la battaglia del grano, che sperare nella clemenza degli elementi e, come vuole il Duce: “Pregar il Sommo Iddio di render benigni gli elementi superiori della natura perché non osteggi le vostre fatiche”.

Amedeo Baucia  – Le Gioie dei Campi – Casa d’Arte Ariel,Milano,1932