Ci facciamo un bel salmì –disse- e a voi – aggiunse allontanando i cani che saltavano per addentar la lepre- a voi daremo le ossa.-

Erano al centro del campo di stoppie, e formavano un triangolo e stavano soppesando la lepre calda e appiciacaticcia di sangue, quando li raggiunse una voce melliflua:

 

– Bene bene, vuie ve n’andate a caccia: e ‘a caccia  è pproibita!- L’appuntato dei Carabinieri, coi due gregari in tenuta di tela, s’avvicinò al gruppetto ch’era rimasto fermo, fra lo stupido e il terrorizzato: inutile ogni tentativo di battersela.

 – I ga copà anca la legor!- disse uno dei due Carabinieri. L’Appuntato fece un gesto imperioso con la mano.

 –  Siete tutti in “ flagrante “, in contravvenzione: e nei guai!-

Il giovanotto, più in disparte, sacramentò sottovoce: – Ci mancavano anche questi terroni, perdio, ci mancavano!-

 –  Giovanotto, badate alle parole: fate attenzione fate, che io non discuto. ‘A caccia non è aperta, quindi è chiusa: e vuie siete tuttetre in contravvenzione ! –

 – Non ci vorrete mica arrestare ?- disse, fra lo spaventato e il furente, il giovane.

 – Mo’ vedremo – rispose l’appuntato – mò vedremo che dice o’ Maresciallo-  e tutti,raggiunta la caserma,si infilarono in una porticina stretta .

Il “ corpo del reato “ palpeggiato da molte mani finì sulla scrivania del Maresciallo.

– Ah, disse il Comandante la  Stazione,-ch’era un toscanaccio magro e nervoso- ah voi accoppate anche le lepri . Chi è stato?-

– Son stato io – rispose coraggiosamente il grassone- lo creda Maresciallo, un caso,un puro caso.M’è venuta a tiro che pareva volesse suicidarsi: si metta nei miei panni: io son cacciatore nato, come si fa a non sparare solo perché la lepre non è aperta?-

 – Forse – ammise il sottufficiale –forse, ma la caccia è chiusa e voi lo sapete, se non sbaglio.-

– Badi maresciallo – sfogò il Lozza – che è un delitto, una soperchieria, una vigliaccata. Chi è cacciatore lo può capire: ma quei signori laggiù a Roma non han voluto sentir ragioni: fanno il brutto e cattivo tempo:  e poi parlan di democrazia e a noi nemmeno ci ascoltano.-

– Bella bestia non c’è che dire e bel colpo… ma la caccia è chiusa.- e battè un pugno sul tavolo che fece ballare inchiostro e lepre.

-Fuori i documenti!- impose con una certa aria di stanchezza. I tre deposero sul piano le carte  e si ritirarono di qualche passo.

 – Ah questa poi – sbottò il Maresciallo rivolto al grassone – Lei è avvocato… lei è un uomo di legge anche!-

– Maresciallo… che vuole che le dica ? Si va a far quattro passi, si incontra una lepre…-  

– Si tira una sassata e la lepre muore!- ironizza il Maresciallo.

– Ma quelli, di caccia non sanno niente, sta storia della chiusura l’han tirata fuori per favorire i riservisti. Lei non capisce, maresciallo, ma…-

– Visto che non capisco niente, forse dovrei arrestarvi per oltraggio a pubblico ufficiale, Cosa ne pensa lei avvocato? Troppo semplice. Io dovrei sequestrarvi i fucili, ritirarvi le licenze, denunciarvi alla Pretura e poi… vi difenderà qualche suo collega al processo….  per ora vi sequestro la lepre.-

Due giorni dopo il portalettere recapitava ai tre cacciatori tre buste rosse intestate “ Comando Stazione Carabinieri di X.” I tre che erano in attesa , apersero il foglio con le mani che un poco tremavano.

“ Egregio signore, lessero, il Maresciallo dei CC è lieto di invitarla a cena, presso Tonio delle Bettole per giovedì alle ore 19, piatto centrale “Lepre in salmì “. Seguiva la firma.

Sulla lettera all’avvocato,in calce un poscritto: “Avremo fra gli invitati il Pretore J., che deciderà della Vs. infrazione”.

Il Pretore Dottor J., infatti, raccoltosi in camera di Consiglio presso Tonio delle Bettole, sentenziò, dopo matura meditazione “ non doversi procedere a carico degli interessati ,sorpresi a caccia in territorio del Comune di X, perché la caccia è un sacrosanto diritto che nessuna barbagioia di funzionario romano può, impunemente, vietare ai bergamaschi “.

Franco Rho – Luciano Gallina   – Dalla parte del fucile  – Arti Grafiche Cattaneo Bergamo, 1952