LO SPINONE

Alto sessanta centimetri, circa, al garrese; pesante: oltre i trenta, maschio o femmina, indifferentemente. Solido, rustico, forte. Docile, paziente, socievole. Ama il padrone, cacciatore o non, come  “un cane “ : senza ambizione di ricompense, senza timore di castighi.

Donde viene ? Pare, secondo gli storici della razza, sia nato ai tempi di Senofonte,cinquecento anni prima della nascita di Cristo. Nel tempo, un secolo dietro all’altro, si parla di natali  disparati: taluno sostiene che lo spinone è un diretto discendente del griffone francese ; altri afferma che il Piemonte gli ha dato i natali. E il Talé, dice che la razza deriva nientepopodimeno dalla Russia.

Ebbene no: probabilmente lo spinone non ha luogo di nascita ufficiale: deve essere nato da un incontro, divino o quasi, fra la Dea della bontà e il Dio dell’intelligenza.

Bianco,completamente ; bianco-arancio; melato, marrone, bianco marrone o roano-marrone, femmina o maschio, lo spinone è un capitolo di storia venatoria italiana per un paese di cacciatori autentici.

Non è fra le razze da ferma, il cane “ da grande sport “. Non convertirete un amante del pointer o del setter alla passione dello spinonista. L’occhio,l’occhio dello spinone, è stato disegnato dagli angeli. Lo sguardo vi trapana il cuore. E’ l’occhio dell’innocenza, del mondo dei bambini.

Spinonisti si nasce!.. Perchè, fra i cani da caccia, e fra le razze da ferma, lo spinone è quello che va direttamente al cuore. In un secolo come il nostro, che ama la velocità, lo spinone, fedele al dettato dello standard , marcia al trotto. Non chiedetegli di darvi l’assoluto ; non è fatto per dare spettacolo: è nato per garantirvi il carniere.

IL SETTER INGLESE

Bello, meno bello, bellissimo, superbello: di volta in volta discusso, esaltato, ammirato. Considerato o apprezzato; secondo le occasioni, il setter inglese è certo, fra i cani da ferma inglesi, il più diffuso.

Ci viene dall’Inghilterra, ma, fra i provenienti d’oltre Manica, è certamente quello che si è adattato meglio di tutti gli altri. E se ci divertissimo a risalire nel tempo, non è improbabile, una “ patente “ di oriundo potremmo anche dargliela. Ha tutte le qualità venatorie e non venatorie, per riuscire simpatico agli italiani. E alle italiane, soprattutto. E’ cane bello, secondo le leggi dell’armonia. Non eccessivamente alto, non troppo basso. Il pelo, lungo, morbido, gli conferisce un aspetto elegante. L’orecchio, attaccato basso, gli dona fascino. La coda, più o meno frangiata, un tocco di grazia particolare.

E’ un cane, nato e selezionato per la caccia. Non è rustico; rustico è il griffone, lo spinone; entro certi limiti, il bracco italiano. Non è rustico, anche se, in campagna, nella palude o nel bosco, si trova benone.

Il setter inglese è un cane, un formidabile cane da caccia che occupa un suo posto particolare, indivisibile.

E’ un cane velocissimo, dall’andatura del galoppatore, ma ha anche la dote del frenatore. Non guida a strappi, come il cugino pointer, ma persegue il selvatico con lo stile strisciato dei felini. La conformazione anatomica ( nel rettangolo n. d. r.) gli consente questo stile particolare, ma è l’animo che lo guida,seppur virile e ardimentoso,  il setter inglese è femmina . Sempre, anche quando appartiene all’altro sesso.

Bianco-nero o bianco-arancio, tricolore o unicolore, il setter col suo pelo setaceo veste da gran signore. Sempre. Anche a caccia.

SEGUGIO ITALIANO

Il Segugio, italiano, francese, inglese, istriano, svizzero ecc.: ogni nazione ha il suo, a pelo raso, a pelo ispido, puro, bastardo,incrocio o con carte in regola, non è un cane: è una pagina di storia.

Il primo cane da caccia, dal quale si servì l’uomo, fu un segugio: un ausiliare, cioè, che non si rassegnò, come invece più tardi fecero i posteri da ferma, a fare da cameriere: “ Signore, la selvaggina è là: si accomodi! “

Niente di tutto questo. E i figli dei figli di quel lontano progenitore  segugio oggi calcano le stesse strade: a caccia, ma, in fondo, con un poco di volontà di considerare la selvaggina cacciata come cosa propria.

Il segugio, insomma, vale, sul piano cinofilo, almeno tre guerre dell’Indipendenza!

Quante le specie ?

Diverse e tutte valide: dal segugio italiano, nelle due varietà: a pelo liscio e a pelo forte, al Cirneco dell’Etna, optimum per la caccia al coniglio.

Giorgio Cacciari  – Andiamo a caccia  – Editrice OMNIA, 1964