“La Tassidermia (dal greco tàksis  ‘disposizione’ e derma ‘pelle’) è la tecnica preparativa di animali per musei di storia naturale o per enti privati e consiste nella preparazione delle pelli allo scopo di garantirne la conservazione e nella successiva imbottitura e armatura delle medesime in modo da imitare l’aspetto e le movenze degli animali vivi.” Così riporta il Dizionario della Lingua Italiana del Devoto – Oli.

 

Di solito i nostri amici venanti  chiamano il “tassidermista“, tout court e semplicemente, “l’Imbalsamatore”.

Per me, però, la Tassidermia è un’arte.

A tal proposito e ad avvalorare questa mia tesi, in una recente visita a Ivrea, tramite l’amico Giorgio, ho avuto l’occasione e la fortuna di conoscere un grande artista di quest’arte e, senza forse, fra i più grandi: Corrado Gambotti.

Un personaggio straordinario per umanità e per la stupefacente facilità che ha di interpretare lo scibile dell’arte dell’ “Artist Animalier“. Oltre che come grande tassidermista per il passato, è oggi riconosciuto come valente scultore, disegnatore e pittore; ha esposto le sue Opere in numerose importanti gallerie di Canada, Stati Uniti, Francia, Montecarlo, Svizzera, Italia ecc., dove la sua arte, oltre che esposta, è di proprietà dei Musei degli stati suindicati.

Corrado Gambotti, nasce a Torino nel 1922.  

Durante la mia visita nel suo studio – atelier di lavoro, all’ingresso vengo accolto da un magnifico leone sdraiato, che mi fissa intensamente; ripresomi dall’iniziale spavento, mi accorgo di  essere davanti a un mirabile frutto della sua arte tassidermica. Oltre alla bellezza di alcune opere esposte, sculture in bronzo di animali e quadri di uccelli, mi  colpisce un cartello appeso alla parete, sopra al suo tavolo di lavoro, su cui  è scritto a grandi lettere: “L’uomo comincia ad essere vecchio quando non ha più voglia di imparare“. Rimango stupito e tutto ciò, compresa la dinamica  vivacità dell’artista, dimostra la tempra di questo ottantacinquenne giovanotto!

Magro come un baccalà, ma sano come un pesce, è un grande signore per disponibilità, generosità, umanità e possiede inoltre  una forte e attiva  intelligenza, dote che contraddistingue il vero artista.

Sin da giovane si appassiona alla Storia Naturale ed all’Arte nelle sue svariate applicazioni e, dopo aver compiuto studi in Architettura e di Belle Arti presso l’Accademia, approda alla TASSIDERMIA, tecnica che migliora e perfeziona a tal punto da esserne riconosciuto “INNOVATORE”, e come tale, citato su numerosi testi specializzati. Negli anni ottanta, perfezionata la sua Arte di tassidermista,si trasferisce ed esporta questa sua arte in Canada a Vancouver, dove per cinque anni indefessamente lavora, dapprima su incarico del Museo delle Scienze di Torino per “preparare” una collezione della Grande Fauna del Nord America (Alci, Orsi, Bufali, Cervi, ecc.ecc.); successivamente, in proprio, per preparare esemplari per vari collezionisti privati e per i Musei di Storia Naturale della città di Milano e dell’Università di Catania. Ritornato in Italia, sollecitato dalle molte richieste ricevute, lavora per il Museo di Biologia della Selvaggina di Ozzano Emilia e per innumerevoli cacciatori di grandi animali, fra i quali, per citarne solo qualcuno, i torinesi Pejrone e Rivoira, Giorgio Barbero, nel suo grande Museo privato di Pralormo, Renato Luca, Caldesi, il Safari Club, ecc.ecc.

Si trasferisce al seguito di alcuni di questi grandi cacciatori anche in Africa e in Asia, così da poter sul posto preparare le spoglie e i trofei dei grandi animali da loro lì cacciati. La sua è una vita molto avventurosa e intensa per i continui spostamenti nei vari paesi, dove, per la sua arte di tassidermista  famoso, il viaggiare è ormai una costante. La sua natura di artista, un poco.. arricchita da una sua innata volontà di cambiare continuamente luoghi e mestieri, lo spinge spesso a scelte ed obiettivi diversi di vita. Per alcuni anni,non tralasciando del tutto il resto, si stabilizza ad Ivrea e diventa… armiere di successo. Ma l’arte tassidermica e dell’artista polivalente, è più forte, e Gambotti migra ancora ad esportar l’arte.

Per raggiunti limiti di età e per gli ormai eccelsi traguardi raggiunti,  nel 1995 smette la Tassidermia attiva ma, sfruttando la sua profonda conoscenza di Anatomia Comparata dei selvatici di tutto il mondo, inizia a creare, dapprima disegni e quadri, successivamente “ imbalsama” in bronzo (con tecnica a cera persa) con splendide sculture, anche di grandi dimensioni, i più diversi animali, e, rispecchiandone le peculiarità specifiche ed anatomiche, viene così, a pieno merito, definito “ artist animalier. “

La maggior parte di queste sue opere sono ora esposte nei Musei sopraccitati e in numerose Gallerie Private italiane, svizzere ed americane.

Recentemente le sue sculture sono anche esposte nelle Gallerie BERETTA di Milano, Parigi, Londra e di New York. Che dire di più?

Complimenti giovanotto!

Corrado , non smettere mai di suscitarci nuove emozioni…

Romano Pesenti