Il gallo cedrone cedrone-11

Specie emblematica delle grandi foreste di conifere, il Gallo cedrone (Tetrao urogallus L.) trova sull’arco alpino il suo habitat ideale tra il piano montano superiore e quello altimontano. Nonostante le sue popolazioni abbiano subito un drastico declino negli ultimi decenni, alcuni aspetti riguardanti l’ecologia delle popolazioni presenti sul versate meridionale delle Alpi sono ancora poco chiari.

Per questi motivi il Parco Naturale di Paneveggio – Pale di San Martino, in collaborazione con il Dipartimento di Ecologia e Gestione della Fauna Selvatica dell’UniversitÉ di Freiburg e con il Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento, ha promosso e  finanziato, una ricerca pluriennale sul Gallo cedrone mediante l’utilizzo della  radiotelemetria. Nel periodo maggio 2009 – settembre 2012 sono stati catturati e radiocollarati complessivamente 22 maschi e 6 femmine all’interno del comprensorio del Primiero – Vanoi.

Utilizzando i dati delle localizzazioni georeferenziate degli individui marcati, si è voluto indagare mediante interpretazione di dati LiDAR l’ambiente utilizzato dal Gallo cedrone nelle diverse stagioni dell’anno. Inoltre, con lo scopo di quantificare il territorio effettivamente utilizzato dalla specie sono stati calcolati gli home range mediante il metodo del Multiple Convex Hull.

In base ai risultati emersi dalle variabili indagate in ambiente GIS, si è cercato di valutare i motivi che portano la specie a frequentare nel corso dell’anno le varie fasce altitudinali.

Dai risultati emerge come il Gallo cedrone sia in grado di utilizzare un ampio range altitudinale cha va dal piano montano superiore a quello subalpino. I maschi utilizzano le formazioni vicine l’area di canto durante la primavera, mentre nella stessa stagione le femmine rimangono ancora a lungo nei quartieri di svernamento. L’estate è la stagione in cui entrambi i sessi trascorrono gran parte del tempo al suolo ricercando le formazioni più rade. Nella prima parte della stagione autunnale sia maschi che femmine hanno utilizzato le stesse zone in cui hanno trascorso l’estate, mentre nella seconda parte si spostano nelle zone di svernamento. In inverno invece, i galli cedroni hanno utilizzato le formazioni più dense frequentando in molti casi le quote più basse.

I risultati derivanti dalla stima degli home range hanno inoltre permesso di quantificare le esigenze spaziali della specie e come questa utilizzi il territorio all’interno di vasti comprensori forestali.

Il monitoraggio mediante radiotelemetria ha permesso di conoscere importanti aspetti nella selezione dell’habitat da parte del Gallo cedrone nelle varie stagioni dell’anno. Disponendo inoltre di dati relativi all’utilizzazione dello spazio, un lavoro di questo tipo è in grado di fornire dei validi spunti nella gestione e nella pianificazione dei soprassuoli ancora frequentati dalla specie. Per continuare a leggere clicca sul link gallo-cedrone