Primo-e-Lares-di-Mirco-Peli-su-beccaccia-svernante

Dopo aver pubblicamente dichiarato la sua avversione al beeper, l’autore lo ha sperimentato sulla sua Setter, della cui sordità dalla nascita ha già scritto su queste pagine.

Giornata fatidica, da sottolineare doppio in nero: ho utilizzato un beeper! Su “Beccacce che passione” l’anno scorso, in un articolo/confessione, ebbi a scrivere che, a seguito del ruinare degli anni (età) stavo correndo il rischio di accettare l’utilizzo del marchingegno!. Me l’aveva proposto un amico, accompagnatore in un’azienda turistico-venatoria, dove la buona (a mio avviso) abitudine della mia Maya di fermare solido e aspettare immobile il mio sopraggiungere (è successo anche per un’ora e mezzo!) mi fa impazzire nelle macchie dove i fagiani me la portano fuori mano per poi bloccarsi chissà dove, obbligandomi a sforzi di ricerca eccessivi e per lo più infruttuosi. Egisto – è il nome dell’amico – allora tirò fuori di tasca il marchingegno ed io, maleducatamente, gli suggerii dove poteva ficcarselo!

Pochi giorni fa, aggiungendo l’artrosi delle anche al mio BPCA respiratorio e dopo aver penato qualche ora a rincorrere Maya ferma (campano scomparso) senza capire dove, chiedo esplicitamente ad Egisto di portare la volta prossima il suo beeper per provarne praticamente l’utilità… questa volta mettendolo al collo di Maya e non nel recondito posto di cui sopra!

Ed ecco la giornata storica (tra l’altro con un bel cielo terso ed i colori d’autunno smaglianti nel sole): giovedì 15 ottobre 2015, il crollo delle mie decisioni, cedendo alla necessità se volevo continuare a “cacciare” con Maya in quelle zone. Dopo aver incontrato Egisto e applicato il beeper (canicom, se non erro) a fianco del campano, con posizione “solo in ferma” cominciamo a cacciare: Maya non accusa fastidio, forse sente (nonostante la sua sordità) qualcosa del forte fischio, ma va normalmente. A un certo momento il campano tace ed ecco la sferzata del beep “in ferma” che spegniamo come avvistiamo Maya a terra con la testa verso una ceppaia di robinie….in breve c’era un fagiano appena morto che già avevano cercato i precedenti sparatori senza trovarlo.

Fin qui OK.

Dopo un duecento metri, ecco che ancora tace il campano e inizia il beeper; mi avvio e cerco di individuare la provenienza: lì per lì lo sento lontano nella spalla di bosco alla mia destra, ma – dopo pochi passi – ecco che mi giunge chiaro ad una cinquantina di metri alla mia sinistra. Avanzo ancora e la localizzazione vicina appare chiara…e infatti trovo Maya ferma in una striscia pulita di una cultura per selvaggina. Ed anche questa è finita bene, con fagiano in carniera. È seguito poi un periodo di tempo maldestro in cui Maya ha sfrullato due volte le starne che pure erano molto brave sotto il richiamo: né prima, né dopo ne ha accusato olfattivamente la presenza, nonostante il vento buono, cosa che mi ha molto meravigliato: non è da lei. Forse che queste strane starne abbiano perso finanche l’odore? Nel largo giro di ritorno ecco ancora l’abbinata di campano zitto e beeper in funzione: mi pare lontanissimo sulla collina e non riesco assolutamente a capire da dove viene. Egisto mi indica giustamente la direzione e trovo Maya ferma. OK (in realtà era molto vicina!). Da quel momento comincia una lunghissima guidata in un grande incolto in salita durante la quale il saltuario suono del beeper (nei momenti di ferma) mi giungeva lontanissimo sulla collina sopra di me alternato ad altri che mi parevano sotto di me, molto più vicino. Andavo come uno scemo un po’ in su e un po’ in senso apposto… finché ho visto Maya (dopo un buon quarto d’ora) che passava velocissima nel prato sottostante, già nel versante opposto a dov’ero io (ad almeno duecento metri): era già stata da Egisto e, non vedendomi, stava cercandomi alla grande. Nulla abbiamo visto volare! A questo punto lego la cagnina e torno dritto alla macchina! Sono del tutto scontento di sfacchinare dietro fantasmi di cane-beeperizzato che mi portano a concludere: “peggio il beeper che nulla!”. Potrebbe esser legato alla mia ipoacusia ai suoni acuti o forse esiste un beeper che sento meglio? Visto che i cani individuano benissimo dove altri hanno il marchingegno che suona a “fermo”, sicché prendono il vizio di precipitarsi a rubar l’incontro al collega, è verosimile che il vizio stia nel manico, cioè nelle mie orecchie!

Se in seguito a queste righe non mi giungeranno notizie chiarificanti… anche questo secondo capitolo “io e il beeper” si chiuderà per sempre.

Nel frattempo Maya, fuori dalla riserva, mi ha lavorato egregiamente facendomi incarnierare una fagiana molto sveglia, nata nel “libero” (senza anellino, né buchi nel naso), grazie al solo, caro, insostituibile campano! Anche perché mi sembrerebbe stupido buttare un sacco di soldi per un “palmare” con tanto di antennina su collare (brutta a vedersi) nonostante almeno lui non lanci suoni sgradevoli e di difficile interpretazione.

Conclusioni personali sul beeper. In seguito ai miei precedenti, forse ossessivi, esperimenti con l’oggetto detestato, ripetuti di recente, finalmente ho capito che al momento caccio meglio col campano che col beeper. In realtà ho cambiato il mio vecchio strumento con uno, regalatomi dal famoso artigiano sardo A. Mascia, che era rimasto inutilizzato perché mi sembrava troppo grosso e squillante (nonostante l’immediata applicazione di un doppio giro di nastro isolante nero a smorzarne le tonalità più alte). In realtà Maya non ne può risentire negativamente (visto che è sorda) ed io posso apprezzarne il sottile tintinnio che saltuariamente trilla anche in ferma, soltanto per il respiro affannoso o per il minimo movimento (dovuto essenzialmente all’attacco privo di attriti ed estremamente mobile del battacchio d’osso). In questo modo ho più volte individuato Maya in ferma, mentre al contempo non udivo, o udivo fuorviato, il suono del beeper attaccato accanto sullo stesso collare. Ero con un amico, più giovane e con orecchie migliori, che invece individuava meglio la posizione di Maya tramite il beeper. Eravamo vicini e lui mi diceva, indicandomi col dito, “è lì!” mentre a me sembrava provenire dalla parte opposta.

Mirco Peli, appassionato socio del Club, mi ha gentilmente confermato quanto arguivo in proposito: le mie vecchie orecchie, asimmetricamente sorde ai suoni acuti (classiche dei cacciatori), non riescono ad individuarne la provenienza, ma è possibile acquistare beeper con tonalità variabili, anche molto basse, utili agli individui anziani. Lo terrò presente, ma non ho alcuna intenzione di acquistarlo, almeno finché sarà sufficiente quel mio nuovo/vecchio campanaccio sardo, di cui ancora ringrazio l’artefice.